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L’Abbazia di Piona

Come ormai saprete durante l’Estate trascorro un piacevole periodo tra i monti della Valsassina, precisamente a Casargo: qui infatti stabilisco la mia base ogni anno e programmo esperienze, escursioni, trekking e passeggiate insieme a Uomo Moribondo e a #SuoceriVagabondi. Uno dei luoghi simbolo di questo mio breve ma intenso ritiro è la protagonista di questo articolo, ovvero l’Abbazia di Piona! Pronti a scoprirla con me?

Dove: via Abbazia di Piona 55, Colico – Lecco

Storia dell’Abbazia di Piona

L’Abbazia di Piona, conosciuta anche come Priorato di Piona, è un luogo di culto situato sulla sponda lecchese del Lago di Como, all’interno del territorio di Colico e sull’estremità della penisola Olgiasca. Nonostante la sua posizione attuale decentrata all’epoca questa zona era contesa e preda di mire espansionistiche da parte di sovrani e imperatori grazie alla presenza di una rotta militare particolarmente strategica, la strada che collega la Valtellina e la zona di Milano al resto d’Europa.

Le prime testimonianze della vita religiosa sono riportate su di un cippo (indicante la costruzione di un oratorio per volere del tredicesimo vescovo di Como Agrippino) oggi conservato sotto i portici dell’abbazia che riporta questa scritta:

AGRIPPINUs FAMULUS Xpi COM CIVITATis EPS HUNC HORAto RIUM SCTAE Ius TINAE MARTYRis ANNO X ORDINa TIONIS SUAE A Fon DAMENTIS FABri CAVIT ET SEPOLtu RA SIBI ORDENA BIT ET IN OMNI EXPLEBIT ADQue DEDICABIT

L’Abbazia di Piona

In età medioevale sorse una prima chiesa dedicata a Santa Giustina (616-617 d.C.): ciò che forse rimane di questa primordiale costruzione si trova dietro l’abside dell’attuale chiesa dedicata a San Nicola anche se questi ruderi potrebbero essere più facilmente riconducibili a una struttura databile tra il XI e il XII secolo. Successivamente, nel 1264, venne istituito un priorato che faceva capo al Priorato di Cluny ed esso prosperò per moltissimo tempo seguendo proprio le sorti di Cluny e dei suoi monaci: il decadimento del luogo cardine porterà infatti alla rovina di tutti i priorati a esso collegati e ciò accadde anche a Piona.

Sul finire del XV secolo venne istituita una commenda e nel 1798 il giungere di Napoleone represse tutti gli ordini monastici: l’Abbazia di Piona divenne perciò una proprietà privata e fu trasformata in azienda agricola.

La Chiesa dedicata a San Nicola

Solo nel 1935, grazie alla benevolenza della famiglia Rocca (proprietaria del complesso), l’Abbazia rinacque e iniziò a ospitare la congregazione cistercense di Casamari. Oggi la piccola Abbazia sopravvive ancora ai cambiamenti dettati dallo scorrere del tempo e accoglie fedeli e pellegrini oltre che visitatori: il sostentamento è possibile grazie alla produzione di prodotti tipici da parte dei frati qui presenti e alle donazioni dei fedeli che vengono da tutta Europa per rendere omaggio.

Struttura dell’Abbazia

L’Abbazia di Piona oggi ospita i seguenti luoghi:

Lo stile architettonico è il cosiddetto romanico lombardo con influenze transalpine. La Chiesa di San Nicola possiede un’unica navata e l’abside ha una copertura a botte affrescata. La geometria della navata è rettangolare lievemente irregolare con la parte aggiunta non perfettamente in linea con l’asse dei primitivi muri perimetrali. All’esterno si trova un campanile a pianta quadrata che ha sostituito quello a pianta ottagonale crollato nel XVIII secolo.

Il campanile della Chiesa di San Nicola all’Abbazia di Piona

Accanto alla Chiesa di San Nicola si trova il chiostro costruito tra il 1252 e il 1257 grazie al volere dell’abate Bonacorso di Gravedona: qui si possono notare chiari riferimenti all’ordine cluniacense come la presenza degli eleganti archi e i capitelli scolpiti con maestria. Su alcune porzioni delle pareti si trovano i resti di alcuni affreschi coevi e di particolare importanza è quello raffigurate un calendario con scene che fanno riferimento alle stagioni e ai lavori agricoli tipici di quei periodi.

La mia visita all’Abbazia di Piona

Sono stata all’Abbazia di Piona per due volte: la prima risale al 2021 mentre la seconda, più recente, è proprio dell’Agosto del 2024: questa seconda visita, in particolare, ha acceso in me il desiderio di raccontare questo luogo sacro sul blog e di farlo conoscere a voi lettori.

Con un breve viaggio da Casargo a Piona io e Uomo Moribondo siamo qui giunti in automobile: la strada che conduce all’Abbazia è un pochino stretta e sconnessa a causa della sua posizione e spesso bisogna cedere il passo a chi viene dal senso opposto (e viceversa). Parcheggiata la Puffa proprio al di fuori del complesso monastico e varcato il suo cancello ci si immerge in un’atmosfera pacifica e benevola: nonostante non sia credente posso ben affermare che questo luogo è davvero particolare grazie alla sua posizione e la sua sacralità si percepisce a ogni sguardo.

Gli affreschi della Chiesa di San Nicola

Il silenzio e la preghiera sono scanditi come il ticchettio di un orologio e si alternano creando una vera e propria aura mistica: sono infatti molti i fedeli che vediamo giungere, soprattutto stranieri, e che decidono di raccogliersi in preghiera in chiesa o davanti alla grotta di Maria, snocciolando il rosario o semplicemente chiudendo gli occhi e congiungendo le mani.

Il chiostro accoglie i suoi visitatori quasi in un abbraccio: nonostante le ridotte dimensioni questo luogo è solenne e riesce a catturare il mio occhio fotografico che gli dedica molti scatti. Gli affreschi medioevali testimoniano la vita del priorato fatta di preghiera ma anche di lavoro nei campi: all’epoca, infatti, i monaci dovevano basarsi solo su quello che la terra aveva da offrire, conducendo una vita povera ma orgogliosa, estremamente legata al ciclo delle stagioni.

Il chiostro dell’Abbazia di Piona

La chiesa, piccola e spartana ma molto suggestiva, è destinata ad accogliere una modesta comunità composta da pochi religiosi e fedeli: tutto sembra essersi incastonato tra le pieghe del tempo che qui scorre forse più placido e benevolo che altrove.

Attraverso una breve discesa si raggiunge il punto più vicino alle sponde del lago: qui si può ammirare uno splendido panorama del Lago di Como che comprende anche Gravedona, sulla sponda opposta. In un luogo così idilliaco non si può non trovare pace ammirando le increspature dell’acqua e le sobrie architetture del complesso, una commistione pietra-acqua davvero impressionante.

Verso il lago dall’Abbazia di Piona

La nostra visita non è religiosa ma storico-culturale: cerchiamo di mantenere un tono di voce basso per non disturbare i fedeli e di documentare tutto attraverso la macchina fotografica. Dato che poi amiamo sostenere le realtà locali decidiamo di visitare anche il piccolo negozio di prodotti tipici dei monaci: qui si trovano infatti le gocce imperiali, famose per essere prodotte proprio dai cistercensi di questa abbazia (e non solo). Ne acquistiamo una bottiglietta, sapendo di fare un regalo gradito a #SuoceroVagabondo.

Salutiamo l’Abbazia di Piona, luogo caro a #SuoceriVagabondi che qui si sono sposati, e torniamo sui nostri monti: è sempre molto emozionante (ri)scoprire luoghi come questo!

L’Abbazia di Piona, incastonata nella Penisola dell’Olgiasca, è un piccolo gioiello del Lario e custodisce memoria e devozione. Un luogo sacro davvero imperdibile!

Informazioni utili

L’Abbazia di Piona si trova a Colico, in Via abbazia di Piona numero 55, in Provincia di Lecco.

Gli orari di visita del complesso sono i seguenti: tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:00.
Gli orari di visita della chiesa, del chiostro e della sala capitolare sono i seguenti: tutti i giorni dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:30.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

E voi avete visitato l’Abbazia di Piona? Raccontatemelo nei commenti!

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