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Il Palazzo Farnese di Caprarola

Durante il mio meraviglioso on the road tra Toscana e Lazio del 2023 ho potuto visitare davvero tantissimi luoghi affascinanti e poco conosciuti: purtroppo (o per fortuna a seconda di diversi fattori) molte delle zone da me toccate in questo viaggio itinerante sono per lo più estranee al turismo, nonostante si parli di borghi suggestivi, ma a Caprarola, dove ho soggiornato per due giorni, sorge uno di questi luoghi suggestivi e senza tempo, Palazzo Farnese. Pronti a scoprirlo con me?

Dove: Piazzale Farnese 1 – Caprarola (VT)

Scoprite l’articolo dedicato al Vagabondiary di questo viaggio!

Storia di Palazzo Farnese

Palazzo Farnese è una dimora storica (oggi museo) situata a Caprarola, nella Provincia di Viterbo. Fu costruito per la nobile e potente famiglia dei Farnese, da cui prende il nome. Inizialmente pensato come struttura difensiva divenne poi una dimora elegante e di buon gusto, un vero e proprio capolavoro del Manierismo. La realizzazione venne inizialmente affidata dal Cardinale Alessandro Farnese il Vecchio (il futuro Papa Paolo III) ad Antonio da Sangallo il Giovane che progettò una rocca pentagonale con bastioni angolari. La costruzione iniziò nel 1530 ma dovette essere sospesa a causa della morte di Sangallo nel 1546. Nel 1547 il Cardinale Alessandro il Giovane si insediò a sua volta a Caprarola e riprese il progetto di suo nonno, affidandolo a Jacopo Barozzi da Vignola e i lavori ripresero nel 1559.

Palazzo Farnese e l’abitato di Caprarola

Non sussistendo più le finalità difensive si modificò il progetto radicalmente: la pianta pentagonale venne mantenuta ma la dimora venne concepita come un lussuoso palazzo rinascimentale, divenuto poi residenza estiva del Cardinale e della sua corte. Non si badò letteralmente a spese e vennero ingaggiati i migliori artisti dell’epoca: gli affreschi vennero realizzati da Taddeo Zuccari, poi sostituito, alla sua morte, dal fratello Federico Zuccari, da Onofrio Panvinio e da Fulvio Orsini.

Non poté non essere realizzato anche un giardino, oggi conosciuto come Orti farnesiani“: un incredibile parco realizzato con un sistema di terrazzamenti, corredati da un piccolo “casino” sempre affrescato, scelto addirittura da Luigi Einaudi come residenza estiva nel settennio della sua presidenza della Repubblica (1948-1955).

Struttura del Palazzo

La particolarità di Palazzo Farnese risiede senza dubbio nella sua forma pentagonale: dall’alto è possibile ammirare questo motivo geometrico e si crede addirittura che l’edificio del Pentagono degli Stati Uniti abbia tratto ispirazione proprio dall’architettura di questo Palazzo. Originariamente l’edificio era circondato da un fossato, ora non più esistente.

Il Parco di Palazzo Farnese

Gli interni sono suddivisi secondo uno schema chiaro e preciso: la zona estiva era situata a nord-est in modo che non vi battesse il sole, mentre la zona invernale era situata a sud-ovest, per ricavare più ore di luce. Tutta la struttura era quindi progettata per garantire benessere e comfort ai suoi abitanti e agli ospiti.

Il cortile di forma circolare è stato realizzato dal Vignola ed è composto da due porticati sovrapposti con volte affrescate da Antonio Tempesta; lo stesso pittore è autore degli affreschi della celebre scala a chiocciola interna, la cosiddetta “Scala Regia“, simbolo di Palazzo Farnese, la quale ruota attorno 30 colonne di peperino (ve lo ricordate il peperino? Lo abbiamo incontrato tante volte ai Castelli Romani!), attraverso le quali, secondo la leggenda, il Cardinale passava a cavallo per raggiungere il piano nobile: un bel tipetto questo Alessandro il Giovane!

Il cortile interno di Palazzo Farnese

Il piano rialzato viene denominato “Piano dei Prelati“: qui si trovano le meravigliose stanze affrescate da Taddeo Zuccari, le stanze delle stagioni del Vignola e la stanza delle guardie.

Sopra il piano rialzato si trova il piano nobile: la zona estiva è sempre affrescata da Taddeo Zuccari mentre quella invernale vede la collaborazione di più artisti come Jacopo Zanguidi, Raffaellino da Reggio e Giovanni de Vecchi. Qui sono collocate le stanze più suggestive di tutto il palazzo come la Camera dell’Aurora, la Stanza dei Fasti Farnesiani, l’Anticamera del Concilio e la Stanza delle Geografiche, che contiene immense rappresentazioni del mondo fino ad allora conosciuto.

La mia visita a Palazzo Farnese

Tra tutte le meraviglie inserite all’interno del mio itinerario di viaggio ero davvero curiosa di visitare Palazzo Farnese: scoperto totalmente per caso da alcune fotografie trovate sul web cercando notizie su Caprarola, immediatamente capii che era un luogo imperdibile, di una bellezza straordinaria e davvero unico.

L’ingresso a Palazzo Farnese

Le mie aspettative erano molto alte tanto da scegliere come tappa intermedia del viaggio proprio Caprarola, per dedicare almeno mezza giornata alla visita di questa sontuosa dimora. E così, insieme a Uomo Moribondo, il pomeriggio del quarto giorno è stato totalmente dedicato alla sua visita.

Con nostro grande stupore il Palazzo non è così conosciuto e, oltre a noi, ci saranno state non più di 20 persone: vero, era luglio e faceva molto caldo, ma mi è sembrato così strano che un luogo così suggestivo fosse visitato da così poche persone. Fatto sta che questo particolare ci ha permesso di goderci una visita davvero tranquilla e approfondita.

La Sala delle Geografiche

All’interno tutto appare magico: un continuo tripudio di colori, una vera e propria festa di sfumature ed elementi naturali cattura lo sguardo in maniera decisa e magnetica. Letteralmente non si riesce a posare lo sguardo su un solo elemento tante sono le decorazioni da ammirare: una ricchezza quasi ostentata ma che non risulta mai eccessiva, soprattutto se si considera come i Farnese siano stati tra le famiglie più importanti e potenti del loro tempo.

La Sala dei Fasti Farnesiani

Nonostante si trattasse per lo più di una dimora estiva non si è badato a spese e questo palazzo si può ben raffrontare con altri, italiani ed esteri, di altrettante dinastie: osservandolo mi è tornato alla memoria Palazzo Pitti, a Firenze, altro gioiello che merita di essere visitato almeno una volta. La sensazione però di grandezza e maestosità è davvero la stessa: incredibile inoltre come passeggiando all’interno delle sale non ci si renda conto dell’architettura pentagonale, così distintiva di questo luogo e invece ben osservabile dall’esterno.

La Scala Regia

Gli ambienti che più mi hanno catturato sono sicuramente la Scala Regia e la Sala dei Fasti Farnesiani: la prima, così particolare da sembrare quasi eclettica, mai ammirata in altri palazzi e dimore storiche, è imponente ma anche elegante e sembra quasi porsi come una “scala per il Paradiso”. Sia le pareti che il soffitto sono riccamente affrescati e il contrasto con le colonne, quasi austere, crea un gioco di luci e prospettive, oltre che di illusioni, davvero eccezionale. Non si può sostare a lungo sulle scale per ovvi motivi ma, se ne avete l’occasione, percorretela almeno due o tre volte, dall’alto verso il basso e viceversa: vi sembrerà di entrate in un universo singolare e fiabesco.

Uno dei soffitti affrescati di Palazzo Farnese

La Sala dei Fasti è poi davvero il tripudio della potenza dei Farnese: qui sono ritratti alcuni avvenimenti storici rilevanti per la famiglia, successi militari e matrimoni che hanno portato prestigio e potere in maniera dettagliata e precisa in un chiaro intento celebrativo. Chi vi si recava poteva ben comprendere come questa dinastia fosse davvero al centro della vita mondana, politica, militare del suo tempo e doveva pensarci due volte prima di farsi nemico un Farnese: io, di certo, non lo avrei fatto!

Su e giù per la Scala Regia

Ho trascorso almeno mezz’ora ad ammirare questa sala, colpita dalla maestosità dei dipinti e dalle decorazioni fastose che adornano ogni singolo millimetro di parete o soffitto: tutto risulta trionfante ma non pomposo o stucchevole, bensì elegante e davvero suggestivo.

Il soffitto della Sala delle Geografiche

Un’altra sala che mi ha davvero colpito è la “Stanza delle Geografiche“, impreziosita da affreschi delle cartine geografiche: da buona Vagabonda e viaggiatrice ormai compulsiva non posso non essere attratta da mappe, cartografie e rappresentazioni del mondo antico (ma anche moderno). Ricordo infatti che uno dei miei hobby preferiti di quando ero piccola era proprio sfogliare l’atlante geografico, spesso acquistato con i punti del supermercato, e stare ore e ore a leggere i nomi delle città del mondo o a riconoscere le bandiere (una passione che oggi conservo ancora): il soffitto con le costellazioni e i segni zodiacali rendono l’ambiente ancora più armonico e fiabesco.

Giochi d’acqua nel Parco

A conclusione della visita non può mancare il parco: molti infatti si limitano a visitare il Palazzo tralasciandone il suggestivo parco, un vero peccato dato che si perdono un magistrale esempio di giardino barocco all’italiana, con statue, bossi, fontane e giochi d’acqua. Una perfetta chiusura di esperienza, un angolo di pace e tranquillità dove si può immaginare il Cardinale qui passeggiare insieme ai suoi consiglieri e alla sua corte.

Donna Vagabonda a Palazzo Farnese

Decidere di visitare Caprarola e Palazzo Farnese è stata una scelta davvero vincente: una tappa che consiglio a tutti perché vale proprio la pena sia scoprire il borgo, dal sapore antico, sia la dimora signorile, così particolare e fastosa da non poterla tralasciare.

Palazzo Farnese è un vero gioiello del Manierismo nel cuore del Centro Italia: una perla rarissima di squisita bellezza e raffinatezza, una gemma preziosa della Tuscia Viterbese!

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