In occasione di “Bobbio Castello in Fiore” (2021, NdR) sono tornata in questa splendida cittadina del Piacentino, ridente e accogliente: come sapete adoro le sagre e gli eventi di questo genere, con bancarelle e artigianato locale, dunque non potevo perdere questa occasione di rivedere questo luogo a cui sono molto affezionata. Come sempre accade riesco a scovare qualche luogo a me ancora sconosciuto quando visito una cittadina in più occasioni e ciò è accaduto per il Museo del Mese di Giugno: Il Museo Diocesano di Bobbio.
Incuriosita dalla scritta “Museo della Cattedrale” proprio antistante l’edificio di culto, io e Uomo Moribondo ci siamo lasciati trasportare verso l’entrata del museo, situato all’interno del Palazzo Vescovile.
Qui abbiamo incontrato il Signor Renato Pera, piacevolissima guida e appassionato della storia della sua città: subito si è offerto di accompagnarci in questa esperienza e, dobbiamo proprio dirlo, la visita è stata davvero fenomenale e ci ha permesso di apprezzare a pieno le bellezze di questo museo. Pensavamo fosse un piccolo museo, di quelli che magari si visitano in 10 minuti… E invece non è stato così, sorprendendoci e destando il nostro più vivo interesse.
Cosa troverete in questo articolo
Storia del Museo
Il Museo Diocesano di Bobbio ha sede presso il piano nobile del Palazzo Vescovile del Duomo di Bobbio: è stato realizzato e inaugurato il 13 Luglio 2014 in occasione della ricorrenza di S. Enrico e delle celebrazioni del Millenario della fondazione della Diocesi e della Città di Bobbio da parte di Sant’Enrico Imperatore.
Il Palazzo Vescovile venne edificato alla fine del XI secolo e riedificato nel XV secolo dopo che un incendio lo aveva quasi distrutto. Come sempre accade per i palazzi signorili esso si trasformò con il passare del tempo in base alle correnti artistiche: oggi infatti possiamo distinguere chiaramente l’impronta barocca e quella ottocentesca nella cappella vescovile.
Struttura del Museo Diocesano di Bobbio
Il Museo Diocesano di Bobbio si articola in 10 sale:
- Sala I – Sala d’ingresso – Diocesi di Bobbio – Vescovo Pietro Zuccarino: qui sono conservate mappe, documenti, i paramenti e degli oggetti di Monsignor Pietro Zuccarino, vescovo della diocesi di Bobbio dal 1953 al 1973.
- Sala II – Salone dei Vescovi: sulle pareti è presente un imponente affresco realizzato nel XVIII secolo dal pittore Francesco Porro che rappresenta allegorie della fede e della giustizia e una serie di medaglioni con i ritratti di tutti i vescovi della diocesi. Qui sono custoditi pastorali e paramenti.
- Sala III – Sala del Tesoro del Duomo: qui sono raccolti gli oggetti dedicati alla celebrazione e all’adorazione dell’Eucarestia oltre che opere di oreficeria, di intaglio ligneo e suppellettili liturgici. L’opera più interessante è sicuramente il pastorale del Vescovo Giovanni Mondani, opera orafa datata 1479 con un ricciolo in filigrana d’argento dorato con la statuetta del Buon Pastore a chiusura. Un vero piccolo capolavoro!
- Sala IV – Sala dell’affresco: chiamata così per la presenza di un dipinto murale risalente al 1700 e raffigurante l’Adorazione dei Magi. Qui sono ospitati due imponenti mobili intagliati.
- Sala V – Saletta dell’Archivio: qui si può ammirare l’arredo ligneo originale del periodo barocco e l’antica finestra a bifora, l’unica presente in tutta la città di Bobbio.
- Sala VI – Cappella Vescovile: sempre decorata in stile Barocco, ospita il dipinto della Resurrezione di Domenico Buonviso datato 1624 e la tela della preghiera nell’Orto degli Ulivi della scuola del Bassano.
- Sala VII – Saletta delle reliquie
- Sala VIII – Sala liturgia e devozione
- Sala IX – Sala della pittura e Sala X – Sala Sant’Antonio Gianelli – Sala della Finestrina: queste sale sono dedicate al Vescovo Sant’Antonio Maria Gianelli che qui risiedeva (oggi è tumulato proprio presso il Duomo). Nell’ultima sala è presente una piccola finestra che si apre sulla Cattedrale e si affaccia sul presbiterio e sull’altare: questa serviva al vescovo per seguire le celebrazioni quando era indisposto e anche di notte per le preghiere. La finestrella si può ben osservare ancora oggi anche dalla Cattedrale stessa.
La mia visita al Museo Diocesano di Bobbio
Renato ci ha accompagnato alla scoperta della storia di Bobbio attraverso i suoi vescovi e i suoi personaggi religiosi di spicco: in dieci sale abbiamo appreso come la storia della città sia stata indissolubilmente legata non solo a San Colombano, ma anche a tutti i vescovi venuti dopo di lui. Il suo racconto appassionato ci ha dunque permesso di scoprire tutti i segreti e le meraviglie di questo luogo così particolare.
La sala più estesa è il Salone dei Vescovi: sul soffitto si trovano i medaglioni affrescati con i ritratti (alcuni di fantasia, precedenti al momento della realizzazione degli affreschi) dei vescovi di Bobbio che qui si sono succeduti. Gli affreschi sono stati realizzati da Francesco Porro che ha immaginato i primi vescovi utilizzando, probabilmente, sempre lo stesso modello per i suoi ritratti: se li guardate con attenzione infatti… Si somigliano tutti!
In questa sala vengono conservati alcuni ricci di pastorali tra cui quello del Vescovo Giovanni Mondani (1472-1482) che regala un’interessante illusione ottica: il riccio infatti è in argento sbalzato, ma osservato da lontano il materiale di cui è composto pare ben più nobile e prezioso. La lente della macchina fotografica però “smaschera” questa illusione non sminuendo comunque la bellezza di questo pezzo storico.
Il riccio del pastore del Vescovo Mondani
La sala adiacente viene chiamata Sala del Tesoro e conserva gli oggetti più preziosi del museo: ciò che salta subito all’occhio è l’antico armadio realizzato in noce che ospita numerosi oggetti riguardanti la celebrazione e l’adorazione dell’Eucaristia come ostensori e calici.
Procedendo nelle altre sale si trovano alcune opere pittoriche molto importanti come l’Adorazione dei Magi di Francesco Porro e la Resurrezione e la pala d’altare di Domenico Bonvisino, conservata nella Cappella Vescovile. Non mancano poi tomi antichi esposti dal 1600 al 1800: Bibbie, testi sacri ma anche stampe e atlanti, tra cui uno particolarmente interessante che mostra un’antica carta dell’Irlanda capovolta con il luogo di nascita di San Colombano. Il tomo in questione è una rarissima edizione del Theatrum Orbis Terrarum di Abraham Ortelius. Rimaniamo davvero incantanti da questi oggetti antichi, preziose testimonianze non solo della storia ecclesiastica ma di come un tempo venivano percepiti il mondo e la sua geografia.
Rimane impressa anche la sala delle reliquie, un tempo utilizzata come sagrestia della cappella vescovile: indubbia è l’importanza delle numerose reliquie qui conservate all’interno di una sequenza di reliquiari a tabella, tipologia diffusa soprattutto nei secoli XVIII-XIX. Tra i reliquiari ce ne sono due che recano al centro immagini sacre, rispettivamente del Salvator mundi e di San Carlo Borromeo.
Alcune piccole reliquie conservate secondo un calendario
La Sala della Finestrella è sicuramente uno tra i luoghi più valevoli del museo: è davvero singolare la presenza della piccola finestra da cui il Vescovo poteva tener d’occhio l’edificio di culto in ogni momento, sia durante le celebrazioni che quando fosse chiuso al pubblico, permettendogli di vegliare sul Duomo e sui suoi fedeli in ogni momento. Qualcosa che, di sicuro, non si vede tutti i giorni!
Il Museo Diocesano di Bobbio è senza dubbio un luogo dove storia e religione si fondono e racconta il passato glorioso di una città così indissolubilmente legata alla sua Diocesi. Fatevi ispirare da Renato e dai suoi aneddoti che rendono davvero interessante e assolutamente imprescindibile la visita a questo museo!
Informazioni utili
Il Museo Diocesano di Bobbio si trova il Piazza Duomo 7 presso il Palazzo Vescovile a Bobbio.
Orari di apertura
Sabato: 10.30 alle 12.30
Domenica e festivi: 10.30 alle 12.30 e 16.00 – 18.00
Chiuso da Novembre ad Aprile
Ingresso a offerta libera
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.
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