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Dolceacqua

Tra il 2021 e il 2022 ho avuto l’occasione di visitare numerosi luoghi della Liguria, regione che tanto amo e che tanto visito più che volentieri. In particolare, nei primi mesi del 2022, mi sono diretta verso la Provincia di Imperia per scoprire alcuni borghi del suo entroterra: in questo articolo vi parlo di Dolceacqua, splendido paesino incastonato tra le montagne e il fiume Nervia.

Per Orientarsi

Storia di Dolceacqua

Dolceacqua è un placido borgo ligure adagiato sulle rive del torrente Nervia. Il suo toponimo deriva probabilmente dall’antico romano “Dulcius” che poi si è trasformato, nel corso dei secoli, in Dulcisaqua e infine in Dolceacqua.

Il luogo dove sorge oggi la cittadina è stato abitato fin dall’Età del ferro; successivamente fu un insediamento dei Liguri Intemeli dal IV a.C. e poi romano. Durante il Medioevo si diffuse qui la coltivazione dell’ulivo e dell’oliva taggiasca per opera dei monaci benedettini che apportarono numerose migliorie in campo agricolo, come la costruzione dei mulini ad acqua, utili anche nella viticoltura del mitico Rossese di Dolceacqua.

Il borgo di Dolceacqua visto dal Castello Doria

Dolceacqua è conosciuto per il suo splendido castello dei Doria: furono i conti di Ventimiglia a posare le prime pietre di questa fortificazione, prima che il borgo fosse venduto proprio ai Doria, la potente famiglia genovese che espanse così i suoi territori a ovest della città. Il periodo non fu però tranquillo: la rivalità con i Grimaldi (sì, quelli del Principato), portò a feroci scontri che terminarono nel XVI secolo con la vittoria della famiglia genovese.  Nel 1526 Bartolomeo Doria cedette i diritti feudali a Carlo II di Savoia e governò come vassallo fino al 1625 a causa di alcune battaglie con i sabaudi; nel 1652 venne istituito il marchesato di Dolceacqua e Francesco Doria fu il primo marchese. Il marchesato durò fino alla data fatidica del 1797, con l’istituzione della filo-napoleonica Repubblica Ligure.

Dopo essere tornato nelle mani dei Sabaudi, le sorti di Dolceacqua seguirono quelle del Regno e poi della Repubblica Italiana.

Sul territorio comunale insiste il sito di interesse comunitario (SIC) del monte Abellio istituito con Decreto Ministeriale 25 marzo 2005 ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).

Piccola curiosità: l’11 luglio del 2014 Dolceacqua conferì la cittadinanza onoraria all’Arma dei Carabinieri per l’alto senso del dovere e per la fedeltà allo Stato.

Monet a Dolceacqua

Non molti sanno che Claude Monet fece visita a Dolceacqua durante il suo secondo viaggio in Liguria: passando per Bordighera nel 1884 decise di visitare anche l’entroterra ligure e iniziò, anche lui, a vagabondare tra i vari luoghi incastonati tra mare e montagne. Di questi luoghi disse:

il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza

Monet dipinse tre quadri nella zona di Dolceacqua: “Le Château de Dolceacqua“, “Vallée de Sasso, effet de soleil” e “Monte Carlo vu de Roquebrune”; i primi due sono ospitati presso il Musée Marmottan Monet di Parigi mentre il terzo fa parte della collezione personale del Principe Alberto II di Monaco.

Dolceacqua oggi

Il borgo di Dolceacqua è uno dei più famosi della Provincia d’Imperia: nonostante le sue ridotte dimensioni attira ogni anno moltissimi viaggiatori sulle tracce di Monet e alla scoperta dell’ “anima di pietra” di questo straordinario borgo. Sono numerosi infatti gli edifici del centro storico a essere stati ricavati dalla pietra e a possedere archi caratteristici. Le strette viuzze conducono a numerose botteghe artigiane: pittori, artisti, orafi hanno deciso di aprire qui la loro attività, ammaliati dalla bellezza di questo luogo.

La classica veduta del ponte romanico e del castello fa da sfondo a numerose cartoline, oltre che al celebre quadro di Monet. Oggi il turismo che si concentra qui è spesso un turismo di nicchia, responsabile, attirato dalle bellezze architettoniche del borgo e dalla sua storia. Di sicuro il ponte e il castello sono i luoghi più caratteristici di Dolceacqua e la qualità della vita dei suoi cittadina ha fatto guadagnare a questo comune la Bandiera Arancione del Touring Club.

Cosa fare a Dolceacqua

Dolceacqua è un borgo che va vissuto lentamente e con gli occhi all’insù: lasciate l’automobile presso i numerosi parcheggi vicino al campo sportivo e poi scopritela a piedi, facendovi ammaliare dai suoi scorci e dalla convivialità della sua gente. Il clima mite e secco mi ha consentito di visitarla con un giubbotto di jeans leggero durante il mese di febbraio quindi potete programmare tranquillamente anche un viaggio invernale verso questa splendida meta.

La star di questo luogo è senza dubbio il ponte romano da cui si gode di un panorama eccezionale sul Castello Doria e sulla cittadina: chissà quante volte Monet, cercando la luce giusta, ha calcato questi ciottoli osservando il borgo e le sue architetture! Quando lo si attraversa non si può non rimanere incantati dalla sua bellezza e dalla sua particolare architettura (che ricorda, vagamente, il Ponte Gobbo di Bobbio) e non si possono non scattare a raffica fotografie al castello e al torrente Nervia.

Dal ponte proseguite verso il centro storico, cuore autentico di Dolceacqua, dove troverete scorci dalla luce eccezionale e piccole botteghe artigiane dove poter acquistare oggetti locali. Da qui poi spostatevi per visitare l’imponente Castello Doria, aperto al pubblico e visitabile liberamente previo pagamento del biglietto d’ingresso: dal 2018 infatti si sono conclusi degli importanti lavori di restauro che hanno permesso di accedere a tutto il castello tramite delle passerelle comode e non impegnative. All’interno degli spazi chiusi si possono poi vedere un filmato su Monet e uno sulla storia di Dolceacqua grazie ai pannelli interattivi che permettono di conoscere, tra le altre cose, anche il forte legame tra il paese e il Principato di Monaco, in particolare con il Principe Alberto II Grimaldi.

Imperdibile è poi la tappa alla piccola fontana del Rossese di Dolceacqua che qui simbolicamente “sgorga” in continuazione e mostra l’importanza di questo vino rosso per il territorio: il vitigno, di origine francese, venne qui coltivato dai monaci benedettini e oggi è considerato uno dei vini più importante della regione, nonché uno dei pochi rossi della Liguria. Oggi è una varietà D.O.C. molto presente sul territorio e si può degustare nei numerosi ristoranti della zona.

Attenzione! Il vino dalla fontana non è potabile e quindi non è possibile berlo!

L’ultima domenica del mese poi non può mancare il tradizionale mercatino dei prodotti tipici della zona e dell’artigianato locale: frutta e verdura di stagione, il Rossese di Dolceacqua e altri vini, miele, birra e tante piccole grandi creazioni colorate, frutto della passione di tante persone che con tanti materiali di riuso confezionano articoli da regalo e complementi d’arredo.

Dolceacqua è un borgo che vi conquisterà con un’occhiata: i suoi vicoli, il Ponte Vecchio e il Castello Doria rimarranno impressi nel vostro cuore!

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