Continua il mio racconto del viaggio alla scoperta di Maremma, Tuscia e Ciociaria compiuto nel 2023 insieme a Uomo Moribondo. Grazie a un on the road davvero incredibile che ci ha condotto in terre ricche di borghi storici e di luoghi senza tempo siamo scesi fino agli antichi possedimenti papali e abbiamo soggiornato, durante una delle nostre tappe, a Caprarola, una cittadina pittoresca e ricca di attrazioni! Siete pronti a scoprirla con me?
Per orientarsi
- Cosa fare: esplorate il centro storico e visitate i numerosi luoghi di interesse come Palazzo Farnese.
- Cosa mangiare: Caprarola è famosa per le sue squisite nocciole. Vi consiglio di provare i tozzetti e i formaggi pecorini.
Maremma, Tuscia e Ciociaria
29 Luglio – 8 Agosto 2023
Scoprite l’articolo dedicato al Vagabondiary di questo viaggio!
Caprarola è un piccolo borgo italiano di circa 5000 abitanti situato nella Provincia di Viterbo, all’interno della Regione Lazio. É posizionata nel versante sud dei Monti Cimini, a est rispetto al Lago di Vico, arroccata su uno sperone tufaceo e posta tra le due antiche vie consolari Cassia e Flaminia. Per la bellezza e la particolarità dei suoi luoghi è stata oggetto, nel 1995, di studi della Scuola di Architettura dell’allora Principe Carlo d’Inghilterra, oggi Re Carlo III. Vanta inoltre il marchio di qualità turistico e ambientale della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
I colorati vicoli di Caprarola
Il toponimo ha un’origine bizzarra: deriva dal termine latino Capreae che indica la numerosa presenza in antichità di capre e, presumibilmente, dalla parola dialettale Rola che indica il luogo munito di stalle dove i pastori ospitavano le greggi. Dunque Caprarola è sempre stata legata alla sua attività di pastorizia che ancora oggi offre la possibilità di gustare prelibati formaggi pecorini e caprini famosi in tutto il Lazio e non solo.
Le sue radici affondano nell’XI secolo e durante il medioevo fu contesa da numerose famiglie feudatarie fino a quando, nel 1275, fu di proprietà degli Orsini. Ci fu poi una lotta per il potere tra i Prefetti di Vico e i Conti d’Anguillara per il suo dominio fino a quando, nel 1435, cadde sotto la giurisdizione della Santa Sede.
Tra le vie di Caprarola… Un Uomo Moribondo mi attende!
Nel XVI secolo iniziò l’epoca d’oro per Caprarola, esattamente quando i Farnese, con la nomina a Papa Paolo III del cardinale Alessandro Farnese, estesero notevolmente il proprio dominio costruendo meravigliose e imponenti ville: si scelse proprio questa città per l’edificazione di quella più imponente e fastosa che oggi è conosciuta come Palazzo Farnese di Caprarola.
Facendo un salto temporale si raggiunge il “Secolo Breve” del 1900 quando, dopo l’8 Settembre 1943 e l’occupazione nazista, trovarono qui rifugio i 24 componenti della famiglia romana dei Veneziano che furono ospiti della famiglia Brunetti: la popolazione si dimostrò solidale e aiutò, insieme alle autorità locali, i Veneziano durante questo duro periodo. Grazie a questo atto di coraggio il 27 Gennaio 2005 ai coniugi Roberto e Maria Brunetti è stata conferita l’alta onorificenza di Giusti tra le Nazioni.
La Via Dritta divide a metà il centro storico di Caprarola
Caprarola oggi
Caprarola oggi è uno dei borghi più famosi della Tuscia e del Viterbese: la presenza di numerosi monumenti da visitare e la sua posizione dominante fanno sì che questo borgo sia davvero una chicca da scoprire lentamente e consapevolmente. Passeggiare lungo la sua spettacolare Via Dritta e raggiungere Palazzo Farnese è sicuramente una delle attività che permettono di conoscere al meglio il suo centro storico contraddistinto da case antiche in tufo, vicoli stretti e chiese suggestive.
Palazzo Farnese e la sua scalinata d’accesso
Cosa fare a Caprarola
Caprarola è uno dei più fulgidi esempi di architettura cinquecentesca sopravvissuta a oggi: la Via Dritta divide a metà il borgo e fu costruita durante l’edificazione di Palazzo Farnese per opera di Jacopo Barozzi da Vignola. Palazzo Farnese è sicuramente il luogo più famoso della città e una visita non può assolutamente mancare a questa sontuosa villa a forma pentagonale unica nel suo genere.
Scoprite l’articolo dedicato al Palazzo Farnese di Caprarola!
Inoltre Caprarola è famosa per le sue nocciole coltivate all’interno di tutto il suo territorio: un’eccellenza italiana e, in particolare, del Lazio. Si tratta della Nocciola Tonda Gentile Romana, Corylus avellana cultiva, che qui ha trovato un terreno fertile dove poter prosperare proprio alle falde dei Monti Cimini: è di forma rotonda e il seme è medio-piccolo, dal sapore delicato ma davvero delizioso.
Da qui poi è facile raggiungere altri luoghi di interesse come il borgo di Ronciglione o il Lago di Vico, di grande interesse naturalistico in quanto si tratta di uno dei più importanti laghi vulcanici tutt’ora esistenti.
Tra le antiche case in tufo di Caprarola
La mia visita a Caprarola
Il terzo giorno di viaggio, dopo aver visitato la Maremma Toscana con le suggestive Cascate di Saturnia e l’incantevole Pitigliano, io e Uomo Moribondo abbiamo raggiunto il B&B Le Bacette proprio a Caprarola che è stata eletta come seconda base dei nostri spostamenti: in questa oasi di pace e di serenità ci siamo ripresi da un inizio di viaggio scoppiettante e caratterizzato da temperature roventi. I ritmi diventavano dunque più calmi e non vedevamo l’ora di scoprire questi luoghi del Lazio così affascinanti e “segreti”.
Qualcuno sonnecchia tra i vicoli tranquilli e stretti di Caprarola
Caprarola ci ha incantati: i suoi vicoli stretti, le sue case in tufo che sembravano uscire direttamente dagli antichi presepi, i numerosi gatti che abbiamo incontrato e coccolato, lo splendore di Palazzo Farnese che ci ha letteralmente conquistati! Un borgo che va vissuto lentamente, a piccoli passi, con il naso all’insù, con la voglia di addentrarsi tra le sue silenziose vie e di assaporare la sua generosa ospitalità.
La scala a chiocciola del Barozzi a Palazzo Farnese
Abbiamo avuto tutto il tempo necessario per scoprirla nel profondo, non limitandoci alla visita della sua attrazione principale, ma cercando di cogliere l’interezza del luogo: è così infatti che ci siamo diretti al Belvedere di Santa Teresa da cui la città si mostra in tutto il suo antico splendore e abbiamo gustato i sapori decisi della sua cucina, godendoci un godurioso aperitivo al Bar Vineria Vignola, situato nel cuore del centro storico. Se durante la torrida estate le vie di giorno sono pacate e silenziose la sera prendono vita e brulicano di eventi: musica dal vivo, serate a tema, i locali si riempiono e la città assume un volto più moderno e mondano. Insomma, a Caprarola ci siamo divertiti e l’esperienza di visita è stata sempre molto interessante.
Impressionanti stucchi a Palazzo Farnese
Non posso parlarvi di Caprarola senza raccontarvi di Palazzo Farnese: nonostante abbia già scritto un articolo a riguardo ricordo con affetto e tanta felicità un luogo storico che davvero mi ha impressionato per magnificenza e grandiosità. Non solo la scala a chiocciola del Barozzi, il “cuore” dell’intero edificio, ma anche le sue sale affrescate così sontuose e opulente: il Manierismo si percepisce in ogni ambiente e le opere di Taddeo Zuccari (e non solo) riflettono un’epoca di splendore, prestigio e potenza. Si tratta, senza dubbio, di uno dei palazzi storici più suggestivi di tutto il nostro Bel Paese. Caprarola può davvero vantarsi di possedere un luogo unico al mondo, un vero e proprio capolavoro cinquecentesco. Abbiamo dedicato un intero pomeriggio alla scoperta delle sue meraviglie e dire che ne è valsa la pena è riduttivo.
La vostra Donna Vagabonda a Palazzo Farnese

