Site icon Donna Vagabonda

Trekking al Ponte Romano di Vegno

Con questo articolo torniamo tra le mie amate montagne, alla scoperta di un trekking facile e adatto a tutti, immerso nel verde dei boschi della Valsassina: una passeggiata rilassante e rigenerante che vi permetterà di scoprire un luogo storico molto suggestivo. Partiamo dunque per il trekking al Ponte Romano di Vegno!

Regione: Lombardia
Zona: Vegno (Crandola Valsassina) – alta Valsassina
Comune: Vegno (frazione di Crandola Valsassina) – (LC)
Difficoltà escursionistica: E
Dislivello:  Da Vegno salita m 50 circa
Abbigliamento: scarpe da camminata dotati di suola con buona presa o scarpe da trekking, scarponcini, bastoni da trekking consigliati.

Il trekking al Ponte Romano è una tranquilla passeggiata immersa nel verde dei boschi di castagno, carpino e rovere, praticamente tutta in piano e su di un sentiero acciottolato di facile accesso anche per i bambini (ma non per passeggini e sedie a rotelle). Il percorso si snoda attraverso vecchie stalle e casette in pietra, tra piante di erica e di prugnolo, fino al suggestivo Ponte Romano.

Il Ponte Romano di Vegno

Il cosiddetto Ponte Romano di Vegno si trova nel territorio comunale di Crandola Valsassina, nell’Alta Valsassina, lungo l’antico sentiero che conduce all’Alpe Besso. Si trova al di sopra del torrente Valle Grande, un piccolo rivolo che sfocia nel Pioverna più a valle. Localmente conosciuto come “el punt de la Val Grande”, ovvero “il Ponte della Valle Grande”, il toponimo riconduce proprio alla presenza omonima del torrente.

Il sentiero del Ponte Romano di Vegno

A quale epoca risale il ponte? Il dibattito è ancora aperto: secondo le fonti locali il ponte viene indicato come Ponte Romano di Crandola o Ponte Romano di Vegno, non risultano però fonti accessibili che permettano di attribuirlo con sicurezza all’età romana. Ciò che si può affermare con certezza è che il ponte fa parte di un antico sistema di percorsi locali, in particolare la strada che ci conduce proprio ad esso è una strada agro-silvo-pastorale con una caratteristica pavimentazione acciottolata. Superato il ponte il percorso continua verso Comia, con un dislivello complessivo di circa 400 metri se si prosegue fino a Besso.

Il luogo non è dunque sospeso nel tempo, ma è stato oggetto di riqualificazione e interventi strutturali che oggi permettono agli escursionisti di raggiungerlo senza troppa fatica.

Raggiungere il Ponte Romano

É possibile raggiungere il Ponte Romano di Vegno attraverso due vie principali:

Il centro storico di Vegno

Il trekking al Ponte Romano

Era da molto tempo che Nonno Vagabondo, ovvero il Nonno di Marito Moribondo, classe 1938 e in gamba come pochi altri, ci raccontava di questo Ponte Romano e della sua passeggiata. Le scorse estati, tra un impegno e l’altro, non siamo mai riusciti a visitare questo luogo storico, ma quest’anno (Estate 2026, NdR) siamo saliti a Casargo, presso il nostro piccolo rifugio dalla canicola pavese, con l’intento di raggiungerlo.

E così, qualche giorno dopo il nostro arrivo, ci siamo preparati per questo trekking. Con l’automobile, ovvero la mitica Puffa, abbiamo raggiunto l’abitato di Vegno e abbiamo parcheggiato presso il parcheggio segnalato di Via della Torre.

Da qui abbiamo proseguito nel centro del Paese imboccando la strada agro-silvo-pastorale (raggiungibile dalla stessa Via della Torre). In pochi minuti ci siamo trovati immersi nell’atmosfera fiabesca di un bosco di castagni: qui la vita scorre al ritmo della Natura e seppur non ci si trovi lontani dal centro abitato si può davvero assaporare il profumo di muschio bagnato e l’aria tipica della montagna.

L’abitato di Vegno e, sullo sfondo, quello di Narro dal sentiero del Ponte Romano

Il percorso non costituisce un sentiero CAI, ma è a senso unico e basta seguire un’indicazione arancione presente sulle rocce per raggiungere la propria meta. L’esperienza, però, non è solo il raggiungimento di quest’ultima, ma vivere il sentiero nella sua interezza.

É così che si incontrano alcune casette e stalle che riportano splendide pitture religiose, quasi a volerci indicare che la strada è ben sorvegliata. Ecco dunque che prima ancora di rendersene conto si raggiungono un primo ponte e una cappelletta dedicata alla Madonna delle Lacrime: il dipinto ha colori vividi e un timido lumino acceso ci indica che i fedeli si spingono fino a questo luogo per la preghiera.

Scorci della Valsassina dal sentiero del Ponte Romano

La vegetazione è poi sorprendentemente varia: non solo castagni (Castanea sativa), ma è possibile osservare anche roveri (Quercus petraea), carpini (Carpinus betulus) e qualche piccolo larice (Larix sp.) verso valle. Sul sentiero non mancano inoltre diverse piante di Prugnolo (Prunus spinosa), di Rovo comune con more annesse (Rubus fruticosus), Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e di Erica (Calluna vulgaris). Una splendida possibilità per chi è appassionato di botanica di ammirare molte specie diverse a poca distanza tra di esse!

Il sentiero nel bosco: per raggiungere il Ponte Romano seguite le indicazioni arancioni

La nostra passeggiata si è rivelata davvero interessante e molto rilassante: le storie di Nonno Vagabondo, l’avvistamento di un Capriolo (Capreolus capreolus), il fruscio del vento tra le foglie, i timidi ricci acerbi caduti dai castagni a causa della pioggia dei giorni precedenti. A spingerci a proseguire c’è anche la voglia di raggiungere il Ponte, specie per via della curiosità instillata nei nostri cuori e nelle nostre menti da Nonno Vagabondo che tante volte è giunto fin qui scendendo a piedi da Casargo.

Il punto di congiunzione tra il sentiero di Vegno e quello di Crandola Valsassina

D’un tratto percepiamo sotto di noi lo scorrere di un torrente, l’acqua fragorosa che scende a valle senza conoscere ostacoli: ormai capiamo che la meta è vicina, anzi, vicinissima!

Dopo un breve tratto leggermente scosceso e una brevissima salita svoltiamo un angolo del sentiero ed eccolo finalmente lì.

Il Ponte Romano di Vegno

Oltre a noi nessun altro, solo noi e il ponte che si staglia con la sua severità davanti ai nostri sguardi. Sembra un vecchio montanaro, con quel muschio tra le fessure delle pietre vive: è come se stesse qui da secoli, permettendo ai mercanti, ai viandanti, ai pastori di raggiungere gli alpeggi e oggi ha permesso anche a noi di camminare sulle sue fondazioni. Il Torrente Val Grande scorre all’impazzata, quasi inseguito da qualche spirito dei boschi un po’ birbantello. Le sue acque sono fresche, trasparenti, irresistibili per me che devo assolutamente raggiungerle, facendo molta attenzione a non ruzzolare giù.

Il Ponte Romano di Vegno

Il sentiero prosegue, ma la nostra meta è ormai raggiunta.

Ci fermiamo ad ammirarlo, questo ponte così caro a Nonno Vagabondo, un luogo che in un certo qual senso “gli appartiene” e che, da oggi, “appartiene” anche un poco a noi.

Il Ponte Romano dal sentiero

Non mancano le fotografie che immortalano per sempre questa magnifica escursione alla scoperta di un luogo segreto della Valsassina, la nostra amata valle.

É ormai ora di pranzo: le nostre membra bramano un pasto abbondante, ma prima ci attende il ritorno, tra chiacchiere e risate e soprattutto tanta, tantissima soddisfazione nell’aver raggiunto la nostra meta. Non si tratta di aver scalato un’imponente vetta o di aver raggiunto una ripida montagna, si tratta di una rilassante passeggiata che però, per noi, vale tutti i cambi base del mondo.

Donna Vagabonda al Ponte Romano di Vegno

Cliccate qui per scaricare i dati GPS del trekking!

Il trekking al Ponte Romano di Vegno è una rilassante passeggiata alla scoperta di un luogo storico immerso nel verde dei boschi della Valsassina: una magnifica escursione adatta a tutta la famiglia! 

Non perdetevi il video dell’escursione!

(Il video termina con il rientro a Casargo con l’automobile)

E voi avete mai visto il Ponte Romano di Vegno? Raccontatemelo nei commenti! Scoprite questo e altri articoli sulla Valsassina con questo carosello!

Exit mobile version