Primavera, tempo di viaggi, escursioni in giornata e gite fuori porta: Donna Vagabonda, come sapete, non si fa sfuggire l’occasione!
Al termine del secondo lockdown mi sono dedicata a visitare due regioni in particolare: l’Emilia Romagna e il Piemonte, vicine e facilmente raggiungibili. É così che ho scoperto con piacere alcuni castelli e borghi del piacentino (per leggere gli articoli inerenti cliccate qui) e alcune città e luoghi storici del Piemonte (cliccate qui per scoprire gli articoli inerenti). In una giornata quasi estiva di maggio mi sono diretta dunque ancora verso il Piemonte per scoprire un luogo di cui ho sempre sentito parlare molto bene: il Ricetto di Candelo, in provincia di Biella.
Storia del Ricetto di Candelo
Il Ricetto di Candelo è una architettura di epoca medioevale situata a Candelo composto da circa duecento edifici chiamati cellule. La data esatta della sua costruzione non è nota, tuttavia si tende a collocare la sua costruzione tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, su terreni concessi alla famiglia nobile dei Vialardi di Villanova, di origine longobarda. Tra il XII e il XIV secolo in Piemonte si eressero numerosi ricetti e quello di Candelo si inserisce all’interno di questo gruppo di costruzioni fortificate. Nel 1374 è certo che il Ricetto esistesse in quanto nominato nell’atto di dedizione spontanea a casa Savoia.
Il Ricetto venne costruito su iniziativa popolare per preservare le bellezze e i luoghi più preziosi della città: alla famiglia dei Vialardi inizialmente veniva corrisposto un censo di 21 ducati.
Il Ricetto di Candelo
Agli albori del XVI secolo il feudatario delle terre che comprendevano il Ricetto di Candelo Sebastiano Ferrero modificò le cellule sopraelevandole: qui fece costruire anche la propria abitazione, la casa del Principe, l’edificio più elevato del ricetto. Sempre Sebastiano Ferrero nel 1499 reputò inadeguata la misura del focatico, un’imposta sulle abitazioni, corrisposto dai candelesi e si appellò ai giudici i quali però ricusarono la richiesta.
Il Ricetto è rimasto conservato fino ai giorni nostri e le strutture che si possono visitare sono ancora quelle costruite un tempo. Oggi il Ricetto di Candelo è una meta turistica visitata da migliaia di persone ogni anno a cui si accede liberamente e dove vengono organizzati numerosi eventi per valorizzarlo sempre di più: molti di questi sono legati alla viticoltura e all’enologia ma anche alla fotografia e alle rievocazioni medioevali.
Struttura del Ricetto di Candelo
Il Ricetto di Candelo è composto da circa 200 edifici che occupano una superficie di 13.000 metri quadrati dalla forma pentagonale e con un perimetro di circa 470 metri. Il complesso del ricetto è attraversato da alcune strade chiamate rue: in tutte ce ne sono cinque in direzione est-ovest intersecate da due ortogonali.
La struttura è cinta da mura su tre lati dove insistono torri cilindriche agli angoli. La matrice del complesso è rurale e contadina: qui veniva conservato il vino ricavato dalle vigne circostanti e portato dai candelesi in una sorta di “cantina sociale” dell’epoca; a testimonianza di ciò si trova in una delle cantine rimaste un enorme torchio per la pigiatura delle uve.
Oggi le cellule non sono adibite ad abitazione ma a botteghe e negozi nonché a ristoranti e attività enogastronomiche: qui si trovano inoltre il Centro documentazione dei Ricetti in Europa, il Piccolo Museo delle cose di Cucina e Pasticceria, il Museo del paesaggio naturale e storico della vitivinicoltura (purtroppo chiusi durante la mia visita).
Il Ricetto di Candelo nella cultura di massa
Il Ricetto di Candelo è stato utilizzato come set cinematografico per alcune produzioni:
- lo sceneggiato televisivo RAI La freccia nera (interpretato da Arnoldo Foà e da Loretta Goggi) e del suo remake di Mediaset, del 2006, con il medesimo titolo de La freccia nera;
- alcune sequenze della parodia de I promessi sposi a opera del trio Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi;
- la fiction RAI Virginia, la monaca di Monza
- Il film Dracula 3D di Dario Argento
É inoltre sede di manifestazioni culturali come Candelo in fiore e il concorso musicale internazionale Un Ricetto in musica.
Secondo una leggenda in prossimità della torre angolare di sudovest si dipanava un tempo una galleria che conduceva in riva al torrente Cervo.
La mia visita al Ricetto di Candelo
Ho visitato il Ricetto di Candelo insieme al Pirata e ai miei genitori durante una tranquilla ma divertente escursione in giornata famigliare. Giunti a Candelo abbiamo lasciato l’automobile presso il parcheggio gratuito – area sosta camper di Via Mulini, a soli cinque minuti a piedi dall’ingresso al Ricetto.
Questo luogo è davvero incredibile: al contrario di alcuni borghi ricostruiti, qui si respira un’area antica, medioevale, storica. Già dal primo momento non si può non notare la bellezza, così immutata nel tempo, così particolare e suggestiva.
Non appena entrati al Ricetto ho subito dato un’occhiata alle botteghe storiche che propongono oggetti di artigianato locale, ceramiche, ninnoli di vario tipo: proprio quello che fa per me! Non potevo non acquistare una calamita dipinta a mano e un paio di orecchini realizzati in carta da origami presso la bottega di Ilaria Golzio – Creazioni d’Arte e una splendida ceramica dipinta a mano ritraente il Ricetto realizzata da Elena Gola CreamicAmica: come sapete amo sostenere l’artigianato locale e ogni volta che visito un luogo cerco sempre di acquistare qualche ricordo fatto a mano!
Fatti i dovuti acquisti mi sono concentrata per scattare delle belle fotografie: purtroppo la luce non era per niente buona e spesso il cielo risultava livido, pessimo per le fotografie. Ho fatto quel che ho potuto continuando a guardare con gli occhi all’insù la bellezza del Ricetto. In questa occasione la nostra meta è stata adornata di splendide fotografie facenti parte della mostra fotografica “In Prospettiva” realizzate da 40 artisti. Questo contrasto tra le mura in pietra e le foto esposte mi ha molto colpito: numerosi sono gli scatti davvero convincenti e ben realizzati e questa mostra ha sicuramente dato lustro al Ricetto, valorizzandolo ulteriormente.
Una nota negativa però la devo constatare: le botteghe e i negozi aperti risultavano essere davvero pochi per un luogo così famoso come il Ricetto. É vero che il lockdown era da poco finito e forse molti negozi aspettavano il momento della riapertura definitiva però lo spostamento tra regioni era già consentito da parecchi giorni e sicuramente si poteva sfruttare un’apertura strategica almeno nel weekend. Inoltre, l’ufficio del Turismo, gestito dal Comune, era purtroppo chiuso e in una giornata con così tanti turisti è stato davvero un peccato.
Dopo aver visitato il Ricetto e scattato le fotografie ci siamo diretti verso il ristorante dove avevamo prenotato per pranzo: “Marchesa la Pizzeria”. Nonostante qualche inghippo nell’assegnazione del nostro tavolo (avevamo prenotato ma non sembrava esserci posto se non al sole) abbiamo gustato piatti di qualità e ben eseguiti: era davvero da troppo tempo che non mangiavo un’orecchia di elefante come si deve e qui mi sono assolutamente leccata i baffi! Un pranzo semplice, sfizioso ma che ci ha dato l’energia per proseguire nella scoperta di Biella e dintorni.
Spero di tornare presto al Ricetto di Candelo per scoprire ancora una volta le sue bellezze e spero di vedere questo luogo sempre più valorizzato: a livello storico è davvero unico al mondo!
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