Ultimo museo dell’anno, ultima meta dedicata alla rubrica de “Il Museo del Mese“: con questo articolo vi porto in Emilia Romagna, precisamente a Comacchio, per scoprire il Museo Delta Antico, uno dei luoghi più valevoli di questa piccola città romagnola! Pronti a scoprirlo con me?
Contenuti dell'articolo
Il Museo Delta Antico
Il Museo Delta Antico è un museo archeologico situato a Comacchio, presso l’antico Ospedale degli infermi, nel centro della cittadina. Questo luogo conserva una ricca collezione di circa 2000 reperti e ha come obiettivo il racconto della storia del Delta del Po e della sua popolazione dall’epoca preistorica fino all’epoca medievale: un tuffo nel passato che permette al visitatore di ricostruire i principali avvenimenti storici di un luogo da sempre oggetto di interesse da parte delle popolazioni che qui si sono succedute.
Il Museo Delta Antico
Il museo, abbastanza recente, è stato aperto al pubblico il 25 Marzo 2017 in parte come ri-allestimento del Museo del carico della nave romana inaugurato nel 2001: il nucleo portante della collezione è infatti il carico di una nave di età imperiale ritrovata nella zona nel 1981 pressoché intatto e completo, una scoperta archeologica straordinaria.
Da sottolineare come la struttura che ospita il museo, ovvero l’Ospedale degli infermi, attiva fino alla metà degli anni ’70 del Novecento e costruita dall’architetto Antonio Foschini, rappresenti uno degli edifici più iconici di Comacchio.
La collezione del museo
Il Museo Delta Antico ospita numerose sezioni dedicate ai reperti delle culture che vissero nella zona del Delta del Po: questi luoghi sono stati infatti colonizzati partendo dall’Età del bronzo data la vicinanza al mare e alla presenza di un territorio adatto alle coltivazioni. I reperti più antichi risalgono proprio alla fine dell’Età del bronzo e all’inizio dell’Età del ferro: qui sono stati infatti ritrovati degli insediamenti umani e un villaggio protostorico di oltre venti ettari che si estendeva lungo il Po di Adria.
Le ceramiche elleniche del Museo Delta Antico
Si procede poi con le sezioni dedicate all’età arcaica e classica che mostrano i reperti degli scavi archeologici della città etrusca di Spina: all’interno della sua necropoli sono state ritrovate ben 4000 tombe, un numero davvero considerevole. La città, inoltre, disponeva di un porto che metteva in collegamento la cultura etrusca con i popoli dell’Europa centrale e con la Grecia.
Spicca su tutte la sezione dedicata all’età romana che ospita, tra gli altri reperti, il carico della Fortuna Maris, una nave romana commerciale della fine del I secolo a.C. riemersa nel 1981 durante i lavori di dragaggio di un canale: si tratta di una imbarcazione notevole di ben 21 metri x 5 metri, ad albero unico e con vela quadrangolare.
La sezione dedicata al Carico della Fortuna Maris
La nave fu ritrovata in un eccezionale stato di conservazione e conteneva ancora tutto il carico composto da ceramiche italiche, anfore greche, derrate alimentari, tronchi di legno, ben 102 lingotti di piombo provenienti dalla Spagna, una stadera, dei calamai e gli oggetti personali dell’equipaggio. Tra questi spiccano alcuni tempietti devozionali realizzate su lamine di piombo ottenuto a stampo dedicati a Venere e a Mercurio, divinità protettrici dei marinai e dei commercianti.
La parte dedicata al Medioevo ospita alcuni reperti di età tardomedievale con oggetti legati al commercio del sale e alla manifattura del vetro.
Non manca poi una sezione dedicata alle trasformazioni ambientali e climatiche della Pianura Padana, fondamentale per comprendere il contesto in cui le popolazioni si sono stabilite in tempi antichi.
La mia visita al Museo Delta Antico
Durante il mio breve soggiorno a Ferrara del 2021 ho potuto scoprire anche alcuni luoghi dei dintorni come Comacchio: questa pittoresca cittadina mi ha permesso di approfondire la mia conoscenza di questa zona meravigliosa dell’Emilia Romagna e di conoscere la storia antica del Delta del Po. Prima di “approdare” a Comacchio non avevo mai sentito parlare di questo incredibile museo e una volta giunta qui con #MammaVagabonda non ho potuto fare a meno di entrarvi: ed eccoci immersi in un’atmosfera fatta di conoscenza e scoperta che si può respirare in ogni sezione del museo.
Una delle sezioni del Museo Delta Antico
L’allestimento è curato e molto fresco, predilige la qualità alla quantità e permette al visitatore di fare una visita a 360° utilizzando ogni suo senso: attraverso tecnologia all’avanguardia, fedeli ricostruzioni di alcune scene dell’antichità e percorsi olfattivi dove è possibile riscoprire gli “antichi odori” il museo si dimostra un punto di riferimento per chi voglia conoscere e approfondire la storia della zona ferrarese e del Delta del Po. Grazie poi alle strette relazioni intessute con il Museo Archeologico di Ferrara, il Museo del Territorio di Ostellato, il Museo del Belriguardo e quello della Delizia del Verginese si è creato un naturale percorso espositivo che mira alla valorizzazione del territorio e della sua storia.
Il carico della Fortuna Maris e la sua ancora
É stato davvero emozionante per noi entrare in contatto con l’antica civiltà etrusca di Spina e scoprire i primi insediamenti preistorici che già tanto ci raccontano sulla ricchezza di un territorio come questo. Siamo poi rimaste davvero colpite nell’osservare il carico della Fortuna Maris e la sua completezza: è incredibile osservare come tutti gli oggetti, grazie all’ambiente anossico (dunque privo di ossigeno), si siano preservati e siano sopravvissuti fino ai giorni nostri. Non sappiamo per certo come e perché la nave sia affondata ma grazie a questo avvenimento abbiamo un vero e proprio spaccato di vita di quell’epoca e soprattutto una testimonianza diretta dei marinai e del commercio in epoca imperiale.
I lingotti di piombo della Fortuna Maris
Le maestose e imponenti anfore e otri trasportavano vino pregiato e olio profumato verso i più importanti porti dell’Impero: un commercio redditizio che permetteva ai nobili (e non solo) di fare grandi fortune. Notevoli sono anche i 102 pani di piombo che venivano trasportati: questi sono, per la maggior parte, bollati con la sigla “AGRIP”, ovvero Marco Vipsanio Agrippa, il grande generale di Augusto. Si ritiene invece che i rinvenuti marchi “MAC”, “GEM”, “LPR” siano invece riferiti alle legioni Macedonica, Gemina e Legio Prima, comandate da Agrippa durante le guerre cantabriche nel nord della Spagna, intorno al 19 a.C.: non era infrequente inoltre che i legionari fossero anche impiegati come minatori nell’attività estrattiva e, probabilmente, questi lingotti furono proprio estratti dai soldati di Agrippa fino a giungere a noi.
Il Museo ha davvero il merito di stimolare tutti i sensi permettendo al visitatore un’esperienza a tutto tondo: i reperti sono infatti esposti in maniera da valorizzarli a pieno, mentre le sale permettono una fruizione completa ed esaustiva e il percorso risulta ricco e interessante.
Comacchio si distingue dunque non solo per la bellezza del suo centro storico ma anche per la ricchezza dei suoi luoghi di cultura!
Informazioni utili
Il Museo Delta Antico si trova a Comacchio in Via Agatopisto n.4.
Gli orari sono i seguenti:
Da Novembre a Febbraio
Da Martedì a Sabato dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00
Domenica e festivi orario continuato dalle ore 10.00 alle 18.00
Marzo
Da Martedì a Venerdì dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
Sabato e Domenica orario continuato dalle ore 9.30 alle ore 18.30
Da Aprile a Giugno – Settembre e Ottobre
Da Lunedì a Venerdì dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
Sabato e Domenica orario continuato dalle 9.30 alle 18.30
Luglio e Agosto
Aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 9.30 alle 18.30.
Venerdì sera dalle ore 21.00 alle ore 23.30
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.
Il Museo Delta Antico offre la possibilità di conoscere nel dettaglio la storia del territorio di Comacchio e del Delta del Po: la sua esposizione, notevole per importanza e bellezza, conquista ogni amante di storia e di archeologia!
E voi avete mai visitato questo museo?
Raccontatemelo nei commenti! Scoprite questo e altri articoli sull’Emilia Romagna con questo carosello!

