Site icon Donna Vagabonda

Villa Subaglio

Durante le Giornate FAI d’autunno 2020 ho potuto scoprire un luogo meraviglioso nel lecchese (un territorio che, ancora una volta, ha tanto da raccontare): si tratta di Villa Subaglio a Merate.

Non è la prima volta che grazie al FAI scopro ville storiche incredibili: Villa Gromo di Ternengo e Villa Menafoglio Litta Panza ne sono un esempio lampante. Grazie a queste giornate infatti è possibile scoprire luoghi normalmente chiusi al pubblico e io non me le faccio assolutamente scappare!

La storia di Villa Subaglio

Villa Subaglio ha origini lontane: la prima menzione risale ad un documento del 1671 e dalla sua costruzione ha subito numerosi rimaneggiamenti e modifiche, soprattutto nei secoli XVIII e XIX. Costruita dai Subaglio, una nobile famiglia nota dal Medioevo, è passata di mano più volte fino a giungere, al marchese Rescali come riportato in alcuni documenti del ‘700 e, nel 1898, nelle mani della famiglia Prinetti che inserì il proprio stemma in molti luoghi del complesso residenziale; non è difficile riconoscerlo dato che capeggia sulla facciata: si tratta di un castello sormontato da un’oca su sfondo rosso e gigli gialli. In questo caso i gigli non hanno alcuna attinenza né con la Francia né con Firenze ma si tratta di un puro elemto decorativo.

Villa Subaglio

La villa ha ospitato numerosi volti illustri della storia: nel 1825 qui soggiornarono Francesco Carlo, Arciduca d’Austria e sua moglie Sofia. In seguito furono ospiti di Villa Subaglio Leopoldo II Duca di Toscana e alcuni esponenti di casa Savoia.

Nel 1943 giunse l’esercito tedesco che, visionata la villa, decise di requisire alcuni arredi: gli abitanti della casa cercarono, in meno di 24 ore, di sostituire tutti gli arredi originali e preziosi con arredi di scarso valore per evitare perdite di patrimonio consistente e nascosero tutto il mobilio all’interno del doppio fondo della cantina. Il giorno dopo i tedeschi tornarono e ovviamente la loro reazione fu un misto di stupore ma anche di rabbia a cui si susseguirono sproloqui e minacce: il capitano voleva espropriare la casa per farne il quartiere generale della divisione ma la presenza di 13 suore ospitate in sala da pranzo fece desistere il militare che abbandonò l’idea e si chiuse nella sua umiliazione.

Durante quei giorni così concitati una ragazza era ospite di questa casa e visse la presenza dei tedeschi e le attività partigiane della famiglia Prinetti con profondo sentimento: la ragazza era Mimì Prinetti Castelletti (conosciuta come Mimì Zorzi), scrittrice e partigiana, futura vincitrice del Premio Campiello.
Dalla famiglia Prinetti, nel 1990, quando ormai la villa e il parco versavano in precarie condizioni di conservazione, passò ad una nuova proprietà che si è impegnata in un’ opera di recupero che ha sottratto l’ intero complesso ad un destino che pareva già segnato.

STRUTTURA DI vILLA sUBAGLIO

Nonostante i numerosi rimaneggiamenti Villa Subaglio conserva ancora alcune caratteristiche dell’impianto originale: la struttura con pianta ad U che si apre con una corte d’onore (lo spazio dove si fermavano le carrozze per far scendere gli ospiti), un giarduno all’italiana con statue e fontane ma anche la presenza di un giardino all’inglese e il bosco, uno dei più grandi d’Italia.

All’interno della villa si trovano numerosi affreschi del pittore locale Costantino Frisia che il tempo non ha rovinato. Questa villa di delizia dispone inoltre di ben 5 sale da ricevimento che hanno conservato lo stile originario.

Nonostante le vicende storiche e il periodo di completo abbandono, Villa Subaglio oggi risplende di luce propria e accoglie i suoi ospiti per matrimoni, eventi e manifestazioni.

La mia visita a Villa Subaglio

Come già vi ho anticipato nell’introduzione, ho visitato questa villa insieme al Pirata durante le Giornate d’Autunno del FAI del 2020, in occasione di una delle ultime uscite “libere” prima del nuovo lockdown autunnale-invernale della Lombardia e non solo. Volevo scoprire dei luoghi del lecchese che ancora non avevo mai visitato e così mi sono diretta verso Merate per trascorrere una tranquilla e piacevole giornata in compagnia del Pirata e dei suoi genitori, che ci hanno raggiunti dopo la visita.

Villa Subaglio vista da un’altra prospettiva

Come sempre i volontari del FAI hanno reso la visita interessante e istruttiva e grazie a loro ho potuto approfondire la storia di un luogo che fino a quel momento mi era totalmente sconosciuto, quindi ringrazio ancora una volta il FAI per avermi fatto scoprire l’ennesimo luogo storico lombardo e italiano nascosto ai più.

Spero vivamente che questo luogo venga aperto periodicamente a prescindere dalla presenza del FAI e che non sia solo di esclusiva fruizione di chi partecipa ad eventi qui organizzati: sarebbe l’occasione di valorizzare un territorio che ad oggi si trova al di fuori delle meccaniche del turismo.

Il Lecchese al di fuori del Lago: la Provincia di Lecco non è famosa solo per lo splendido Lago di Como ma anche per la presenza delle sue suggestive vette e dell fiume Adda. Se visitate Merate vi consiglio di percorrere la ciclovia dell’Adda e di scoprire il piccolo borgo di Brivio. Se invece preferite godere di panorami suggestivi vi consiglio di visitare il borgo di Montevecchia, presto protagonista di un articolo tutto dedicato su Donna Vagabonda!

Ti piacciono le ville storiche? Scoprine altre sul mio blog!

 

Exit mobile version