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Palazzo Patriarcale – Le Gallerie del Tiepolo

Il mio viaggio a Udine di Dicembre 2023 è stato ispirato dalla presenza di notevoli opere artistiche di Giambattista Tiepolo, uno dei miei artisti preferiti in assoluto: è per questo motivo che ho deciso di organizzare un tour al fine di scoprire e poter ammirare i suoi capolavori qui custoditi. Non per niente proprio la città di Udine può vantare il soprannome di “Città del Tiepolo”. Scopriamo insieme uno dei luoghi più imponenti e maestosi di questa località, uno dei punti cardinali dell’attività del pittore: Palazzo Patriarcale – Le Gallerie del Tiepolo. Pronti a visitarle con me?


Dove: Piazza Patriarcato 1 – Udine

Storia di Palazzo Patriarcale

Palazzo Patriarcale, conosciuto anche come Palazzo Arcivescovile, è uno degli edifici storici più importanti della città di Udine: il corpo centrale venne costruito nel corso del XVI secolo per ospitare i Patriarchi di Aquileia. Nel 1708 il Patriarca Dionisio Dolfin affidò il progetto all’architetto Domenico Rossi ed egli si occupò della costruzione dell’ala che ospita la biblioteca e la scala in ovato, l’ala nord, lo scalone d’onore e innalzò il corpo centrale.

Una delle sale del Museo Diocesano a Palazzo Patriarcale

Il palazzo è sede, dal 1995, del Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo: qui infatti sono esposte e conservate molte opere di arte sacra provenienti dalle varie chiese di Udine. Le sale del palazzo, al piano nobile, ospitano gli affreschi del Tiepolo, qui convocato proprio dallo stesso Dionisio Dolfin che gli affidò l’incarico di decorare gli interni.

Il Piano Nobile

Il Piano Nobile è raggiungibile tramite l’imponente scalone d’onore oltre che con la scala in ovato che conduce direttamente alla Biblioteca Delfiniana.

Questa incredibile opera architettonica culmina con l’affresco di Giambattista Tiepolo San Michele Arcangelo che scaccia dal Paradiso gli angeli ribelli: si tratta di una delle più suggestive composizioni dell’artista che ha voluto dare a quest’opera uno sviluppo marcatamente verticale, incorniciato da un ornamento in stucco di Antonio Stazio.

Lo scalone d’onore e San Michele Arcangelo che scaccia dal Paradiso gli angeli ribelli di Giambattista Tiepolo

Il protagonista è senza dubbio San Michele Arcangelo intento a scacciare con la spada sguainata gli angeli ribelli che hanno seguito l’empio gesto di Lucifero. I quattro angeli sono ritratti nel momento della loro capitolazione, precipitati verso l’abisso, mentre si stanno lentamente trasformando in demoni. Il Diavolo si trova nell’angolo inferiore sinistro, riconoscibile dalle sue tipiche sembianze demoniache, e fuoriesce dalla cornice donando un senso di tridimensionalità e movimento davvero unici.

L’opera è poi circondata da otto scene delle Storie di Adamo ed Eva dipinte in monocromo.

Il Piano Nobile è costituito dai seguenti ambienti:

La Sala del Trono di Palazzo Patriarcale

Galleria degli Ospiti

Si tratta dell’ambiente tiepolesco più rappresentativo dell’intero Palazzo Patriarcale: qui gli ospiti attendevano di essere ricevuti dal Patriarca, in un ambiente lungo e stretto ma profondamente suggestivo e senza paragoni. Il corridoio fu affrescato dal Tiepolo, il quale si avvalse dell’aiuto dei suoi collaboratori più fidati, tra cui Gerolamo Mengozzi-Colonna, autore di moltissime decorazioni a stucchi.

Gli affreschi tiepoleschi nella Galleria degli Ospiti

Il tema religioso è preponderante all’interno di Palazzo Patriarcale, qui infatti sono raffigurati alcuni episodi dell’Antico Testamento:

Da sottolineare una piccola curiosità: in Rachele nasconde gli idoli si possono riconoscere lo stesso Tiepolo nella figura di Giacobbe, la moglie Cecilia Guardi nelle vesti di Rachele e il figlio Giandomenico nel piccolo Giuseppe.

La Galleria degli Ospiti

La Sala Rossa

La Sala Rossa un tempo ospitava il Tribunale ed è decorata, ancora una volta, da un grande affresco sul soffitto di Tiepolo, raffigurante il Giudizio di Salomone: si vuole qui celebrare la buona giustizia del sovrano, il quale riesce a riconsegnare un bimbo conteso tra due donne alla legittima madre. L’affresco è carico di tensione ed emotività dato che l’episodio risulta sentito e la presenza del boia che afferra il neonato dona pathos allo spettatore. Sempre all’interno della sala si trovano raffigurati, agli angoli, i quattro Profeti.

Dettaglio de Il Giudizio di Salomone nella Sala Rossa

La Sala Gialla

Il soffitto della Sala Gialla invece è ricoperto da notevoli stucchi su fondo oro realizzati dagli artisti della bottega di Giovanni Maria Andreoli: al centro sono rappresentate le Virtù Teologali e agli angoli si trovano le personificazioni della Pittura, della Scultura, della Musica e della Poesia.

 La Sala Azzurra

La Sala Azzurra è l’unico ambiente non modificato dal rinnovamento settecentesco voluto dal Dolfin: si tratta di un ambiente diverso dagli altri, decorato con affreschi a grottesche del XVI secolo attribuiti a Giovanni da Udine. La decorazione è un incredibile ricamo costituito da rami stilizzati intrecciati a nastri, uccellini e farfalle ma anche animali di ogni sorta come gru, giraffe, scimmie, rappresentati in maniera veritiera e ancora oggi destanti non poche curiosità, soprattutto se pensiamo all’epoca di realizzazione: come mai l’artista ha scelto di rappresentare questi animali esotici che difficilmente si potevano ammirare proprio a Udine? Il mistero è ancora irrisolto.

La Biblioteca Delfiniana

Il piano nobile si apre al visitatore con la splendida Biblioteca Delfiniana, o arcivescovile, istituita nel 1709 dal Patriarca Dionisio Dolfin (ormai avete capito che il protagonista di questo luogo è sicuramente lui) e inaugurata nel 1711: fu la prima biblioteca aperta al pubblico della città e oggi ospita una nutrita collezione composta da circa 11.000 volumi, tra cui 514 manoscritti e 115 incunaboli.

I manoscritti sono custoditi nella splendida scaffalatura lignea intagliata del Settecento, arricchita da allegorie e da cherubini: la decorazione è stata ideata dallo stesso Patriarca, il quale desiderava per questo luogo una rappresentazione simbolica che rimandasse a profondi significati religiosi.

Fin dalla sua istituzione la Biblioteca doveva essere aperta al pubblico e liberamente fruibile: è per questo motivo che è dotata di un accesso indipendente. Di notevole pregio è la grande tela posta sul soffitto, Il Trionfo della Sapienza Divina, realizzata da Nicolò Bambini.

La mia visita a Palazzo Patriarcale e Gallerie del Tiepolo

Quando ho programmato e pianificato questo viaggio ho inserito nel mio itinerario come primo luogo in assoluto proprio il Palazzo Patriarcale: non potevo perdere l’occasione di vedere dal vivo i capolavori del Tiepolo qui ospitati e così mi sono subito informata sugli orari di apertura e su tutto ciò che c’era da sapere per una visita completa ed esaustiva.

Donna Vagabonda nella Galleria degli Ospiti a Palazzo Patriarcale

Quando ci sono stata, in compagnia di #PapàVagabondo, abbiamo potuto ammirare tutto il complesso, compreso il Museo Diocesano, in totale tranquillità poichè oltre a noi non erano presenti altri visitatori.

Nessuno.

Ma ve lo immaginate? Io e mio padre completamente soli davanti al Tiepolo. Pure la mia figura paterna, che non possiede una particolare passione per l’arte, è rimasta totalmente folgorata dagli affreschi del pittore veneziano, tanto da ripetermi più volte che per lui questi erano veri capolavori. E non solo per lui!

Dettaglio di Rachele nasconde gli idoli

Avevo messo subito in chiaro che sarei rimasta ore davanti a quei dipinti e così è stato: una volta terminato il tour mio padre si è accomodato all’ingresso mentre io mi sono totalmente sbizzarrita a osservare ogni minimo dettaglio, ogni pennellata, ogni gioco prospettico che quel mattacchione di “Gio.Batta” aveva creato. Insomma, ci sono stata più di due ore e mezza e non me ne vergogno, anzi, avrei voluto rimanerci di più: vi dico solo che se abitassi a Udine trascorrerei le giornate, lì, seduta, ad ammirare i suoi capolavori.

L’Angelo conforta l’egizia Agar

Gli sguardi dei protagonisti dei suoi affreschi, i lineamenti morbidi dei visi, i dettagli nitidi delle vesti, non so come spiegarlo se non con una totale e profonda devozione nei suoi confronti: e dire che se mi chiedessero “che cosa ci trovi di bello?” io non saprei rispondere con una sola parola. É semplicemente lui, Giambattista Tiepolo, che con la sua luce e con i suoi ritratti riesce a catturare il mio sguardo in ogni sua opera.

Dettaglio de Il Sacrificio di Isacco

É un luogo senza tempo, Palazzo Patriarcale, in grado di emozionare anche i non appassionati (e mio padre ne è la prova vivente), di trasmettere sensazioni fortissime, sia per la sua bellezza che per i suoi reperti. Il Museo Diocesano è davvero valevole e conserva pezzi unici di arte sacra che rimangono nel cuore, come le statue lignee, così potenti e penetranti, e poi le Gallerie del Tiepolo, tutto il piano nobile, la Biblioteca… Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta e questo luogo non può non essere inserito in un itinerario alla scoperta della città, vista la sua importanza storica e artistica: mi ha stupito non incontrare un pubblico nutrito ma non posso dirmi dispiaciuta dato che ciò mi ha permesso di godere di ogni istante in compagnia del “mio” Tiepolo.

Palazzo Patriarcale e Gallerie del Tiepolo sono due diamanti splendenti in quel di Udine: racchiudono il segreto della bellezza di un’arte senza tempo, sensuale e avvolgente, l’arte di Giambattista Tiepolo.

Ammirate la bellezza delle opere del Tiepolo in questo video dedicato!

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