I carissimi lettori Vagabondi sanno che la sottoscritta è sempre alla ricerca di luoghi particolari e poco conosciuti, possibilmente naturali o che abbiano una storia da raccontare. É così che quando organizzo e programmo un viaggio cerco sempre di includere posti unici da potervi mostrare e raccontare qui sul blog. Il protagonista di questo articolo rientra sicuramente in questa categoria: scopriamo dunque insieme le Fonti del Clitunno!
Dove: Via Flaminia 7, 06042, Campello sul Clitunno
Il Clitunno: un fiume mitologico
Il Clitunno è un fiume di modesta portata che scorre in Umbria, nonché un affluente del fiume Topino. Nasce a Campello sul Clitunno, precisamente sulla Via Flaminia, tra Foligno e Spoleto, e scorre per quasi 60 chilometri (precisamente 59,3 chilometri) passando tra molti borghi e cittadine umbre come Pissignano, Cannaiola, Trevi e Bevagna.
Il suo nome antico, Clitumnus, deriva dal Dio Giove Clitunno, venerato presso il Tempietto Longobardo adiacente alle sue fonti. Proprio in questa zona nel mese di Maggio si tenevano i Sacra Clitumnalia, feste in onore del Dio frequentate dalla società romana e dall’Imperatore Caligola.
Le Fonti del Clitunno
Al fiume Clitunno vennero dedicati versi e strofe da famosi poeti antichi e contemporanei:
Virgilio – Georgiche
Virgilio qui si riferisce ai tori e alle greggi che si bagnavano spesso nella corrente del Clitunno, il fiume sacro che fu teatro della fuga di Annibale, durante la seconda guerra punica, in seguito a una battaglia avvenuta nei pressi di Spoleto (217 a.C.).
Plinio il Giovane – Lettera all’amico Romano
In una lettera articolata di Plinio il Giovane al suo amico Romano, l’autore racconta della bellezza di questo luogo e descrive le sue caratteristiche minuziosamente. In particolare racconta di come il luogo ospitasse numerose eleganti ville.
La biglietteria delle Fonti del Clitunno
Le fonti del Clitunno: l’evoluzione nei secoli
Durante l’epoca romana il fiume era probabilmente navigabile da piccole imbarcazioni. Successivi mutamenti del suo corso, forse dovuti addirttura a un terremoto avvenuto nel 446 a Costantinopoli o, più verosimilmente, a quello dell’Aquila del 1703, cambiarono profondamente la sua conformazione tanto da ridurne notevolmente la portata. Nonostante ciò non si perse mai interesse verso questo corso d’acqua tanto che le Fonti furono oggetto di attenzione da parte di Paolo Campello della Spina che decise di realizzare il laghetto e impiantò la vegetazione ancora oggi presente, costituita in prevalenza da pioppi e salici.
La pace e la tranquillità delle Fonti del Clitunno
Da sempre le Fonti del Clitunno e lo stesso corso d’acqua furono oggetto di curiosità e ammirazione da parte di viaggiatori, pittori, artisti, poeti. Nel 1600 lo scrittore Maximilien Misson rimase incantato da questo luogo e ne parlò nella sua opera “Noveau Voyage d’Italie“. Dopo di lui qui si soffermarono i pittori Claude Lorrain e Joseph Anton Koch, Lord George Gordon Byron e Giosué Carducci che compose anche una famosa ode intitolata “Alle Fonti di Clitunno” per omaggiarne la bellezza. Ve ne riporto qualche parola:
nume Clitumno! Sento in cuor l’antica
patria e aleggiarmi su l’accesa fronte
gl’itali iddii.
Morfologia delle Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno sono tra i luoghi naturali più importante della regione: grazie alle sue caratteristiche il fiume ha scavato una piccola depressione del terreno e ciò permette al laghetto di essere sempre ricco di acqua in qualunque stagione. Poste a 225 metri sul livello del mare sono costituite da piccolissimi ruscelli che fuoriescono da numerose sorgenti, formando una sorta di groviglio di “vene” d’acqua.
I rivoli d’acqua si uniscono per formare il Clitunno
Il bacino del lago è lungo circa 115 metri e largo 100 con una superficie di 9800 metri quadrati: la profondità é variabile e si passa da pochi centimetri ai 6 metri nei punti più profondi della depressione.
Tutta l’area delle sorgenti è inserita all’interno del Sito di Interesse Comunitario del fiume Clitunno grazie alla presenza di numerose e importanti specie botaniche e faunistiche: per quanto riguarda la fauna è da notarsi l’importante presenza di numerosi ardeidi, in particolare aironi cenerini, che nidificano a poca distanza proprio dalle fonti.
Visitare le Fonti
Essendo un luogo naturale tutelato e preservato vigono alcune regole per la visita alle Fonti:
- Per accedervi si deve acquistare un biglietto di ingresso proprio presso la biglietteria che troverete all’ingresso (la biglietteria fa anche da negozio di souvenir).
- Si può accedere con i cani purché siano muniti di guinzaglio e tenuti sempre vicini al proprio compagno umano
- È vietato fare picnic e consumare bevande e cibi all’interno del parco
- È vietato nutrire gli animali presenti all’interno (è possibile però acquistare del cibo apposito presso la biglietteria per questo scopo)
- Bisogna tenere un tono di voce basso e rispettoso dell’ambiente: non si devono assolutamente infastidire gli animali o danneggiare l’ambiente in qualunque modo
Alcuni Germani reali riposano sulle sponde del Clitunno
All’interno del parco sono presenti brevi percorsi sterrati con ponticelli che vi permetteranno di ammirare le Fonti del Clitunno da più prospettive, inoltre troverete numerose panchine e cestini dell’immondizia per evitare di deturpare il luogo. “Rispetto” è la parola d’ordine: ricordiamoci sempre che ci troviamo all’interno di un luogo naturale tutelato e che deve mantenere il più possibile le sue caratteristiche, oltre che in un luogo storico e sacro.
La mia visita alle Fonti del Clitunno
Era da molto tempo che volevo visitare questo luogo: lo avevo scoperto per caso leggendo alcuni articoli dedicati ai luoghi naturali in Umbria e, dato che non mi trovavo molto distante da esso, ho voluto approfittarne: inoltre, durante il mio viaggio precedente a Spoleto, non ero riuscita a fermarmi al Tempietto Longobardo di Campello sul Clitunno. Dovevo quindi assolutamente recuperare questa visita e quella al luogo storico Patrimonio UNESCO.
Passeggiando alle Fonti del Clitunno
E così, incrociando le dita per il meteo (che, ahimè, è stato malevolo per quasi tutto il mio viaggio), io e #PapàVagabondo siamo partiti in direzione Campello sul Clitunno: nonostante il tempo piuttosto avverso (aveva smesso di piovere da pochi minuti e avrebbe piovuto nuovamente) abbiamo sfidato la sorte e devo ammettere che ce l’abbiamo fatta! Le Fonti del Clitunno erano aperte al pubblico e potevano essere visitate senza l’ombrello: una volta acquistato il biglietto d’ingresso ci siamo immersi in un’ambiente unico accompagnati da pace e silenzio, oltre che da qualche Germano reale (Anas platyrhynchos) e parecchie Gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus), e ci siamo goduti la possibilità di osservare il lento scorrere del Clitunno e ammirare le sue acque turchesi e cristalline.
La luce non era straordinaria come quella che avevo avuto la fortuna di trovare alla Riserva Naturale Lago di Posta Fibreno, ma in compenso creava sicuramente un’atmosfera di quiete e, a tratti, malinconica: quell’incessante scorrere delle acque mi ha fatto pensare all’immensità della Natura e alla volatilità della vita umana.
Airone cenerino sorvola le Fonti del Clitunno
Forse per la sacralità del luogo, o ancora perché questo fiume era sacro in tempi remoti e quindi da sempre gli è dovuto rispetto, forse perché erano giorni di pioggia incessante e il mio umore non era di certo dei migliori (pensate inoltre che ero sporca di fango dalle scarpe al giubbotto a causa della visita precedente alla Big Bench di Montefalco), però questo luogo mi ha dato davvero occasione di riflettere: in quel momento, mentre ammiravo il placido gorgoglio dell’acqua, mi sono sentita connessa a tutto ciò che stavo ammirando e ho provato una tale sensazione di calma da percepire come se il tempo si fosse fermato.
Ero totalmente raccolta in me stessa e isolata da tutto il resto, in sintonia con la Natura che mi circondava. Una sensazione difficile da esprimere attraverso le parole, ma comunque potente e liberatoria.
Donna Vagabonda alle Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno sono state per me un luogo eccezionale, ricco di emozioni positive e di pace interiore: non saranno grandissime e sicuramente nel giro di un’ora riuscirete a godervi una rilassante passeggiata, ma vi invito comunque a osservare questo luogo con uno sguardo profondo e con la voglia di rilassare anima e corpo: credetemi, ne uscirete più felici!
Terminata la visita non potevamo non recarci all’adiacente Tempietto Longobardo, a poca distanza in auto da questo incredibile luogo: non tralasciatelo, vale veramente la pena di soffermarsi e ammirarlo! Ma di questo vi racconterò in un altro articolo…
Le Fonti del Clitunno sono un luogo naturale immerso nella sacralità e nella calma che vi permetterà di scoprire la bellezza della Natura dell’Umbria!
Informazioni utili
Le Fonti del Clitunno si trovano sulla Via Flaminia n.7, a Campello sul Clitunno.
Troverete un parcheggio gratuito adiacente alla biglietteria e altri spazi per le auto nelle zone circostanti.
Gli orari e il costo dei biglietti potrete trovarli qui.

