Eccoci giunti, carissimi Vagabondi, all’appuntamento fisso de “Il Museo del Mese” che questa volta vi porta a Milano per scoprire uno dei suoi musei più distintivi e unici: il Museo Civico di Storia Naturale di Milano! Siete pronti a scoprirlo con me?
Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano
Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano è uno dei luoghi culturali simbolo della città meneghina e dal 1838, anno della sua fondazione, si è subito prefigurato come uno dei più importanti musei naturalistici d’Europa. Situato all’interno dei Giardini di Porta Venezia, nasce per volere del Comune di Milano dopo aver ricevuto in donazione le collezioni del milanese Giuseppe De Cristoforis e del botanico di origini ungheresi Giorgio Jan: quest’ultimo fu anche il suo primo direttore.
Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano
L’apertura al pubblico avvenne nel 1844 in occasione del VI Congresso degli Scienziati Italiani che si tenne proprio a Milano: fin dal primissimo regolamento fu stabilito che il museo non fosse soltanto un luogo in cui le persone potessero accedere alle collezioni naturalistiche ma anche un luogo di insegnamento dato che questa istituzione doveva impartire pubbliche lezioni di scienze naturali, funzione che venne rafforzata nel 1863 con l’apertura dell’Istituto Tecnico Superiore (oggi Politecnico di Milano).
Dal 1924 al 1938 qui ebbe sede la facoltà di Scienze Naturali, Matematiche e Fisiche dell’Università Statale, un evento importante per gli studenti e per i docenti che poterono accedere ai laboratori, alle collezioni e alla biblioteca. Il 14 Febbraio 1943 i bombardamenti anglo-americani distrussero le coperture e i solai del museo, così come l’edificio dal lato del Planetario: l’incendio che divampò distrusse gran parte del patrimonio scientifico e tutto sembrò perduto, ma l’importante lascito in denaro del medico milanese Vittorio Ronchetti risolse la situazione e permise la ricostruzione del museo. La riapertura avvenne nel 1952 e i lavori di ristrutturazione terminarono nel 1956.
La sala dedicata alla mineralogia
Dal 1866 il museo ospita la Società italiana di scienze naturali, fondata nel 1857 come Società geologica residente in Milano. Il sodalizio scientifico portò nel 1893 alla cointestazione delle riviste scientifiche edite dalla Società e tuttora pubblicate insieme al Museo di Storia Naturale. Attualmente hanno sede qui sede anche il Gruppo Mineralogico Lombardo, il Gruppo Botanico Milanese e il Centro studi archeologia africana.
Le collezioni del Museo
Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano è costituto da 23 sale per una superficie totale di circa 5.500 metri quadrati articolati su due piani e un sottotetto. La collezione, estremamente ricca e variegata, conta più di 3 milioni di pezzi: spiccano tra questi gli 83 diorami dei principali ambienti naturali del mondo, il primo dei quali fu realizzato nel 1965 e ospita un esemplare di anaconda tassidermizzata. Questi diorami, ancora oggi visibili, costituiscono sicuramente uno dei tratti più distintivi del museo che vuole offrire un ambiente di apprendimento adatto a tutti, immediato e veritiero.
I diorami e gli animali tassidermizzati
Al piano rialzato si trovano l’ingresso, il bookshop e una sala introduttiva che racconta la storia e l’evoluzione del museo. Segue poi la magnifica sala dedicata alla mineralogia, realizzata di recente e con un allestimento davvero eccezionale (e da buona mineralogista non posso che rimanere sbalordita dalla sua bellezza ogni volta che vi ritorno). Si prosegue con gli spazi dedicati alla paleontologia, all’evoluzione dei vegetali e degli animali.
Al primo piano la maggior parte delle sale sono dedicate alla zoologia e alla rappresentazione degli ambienti naturali tramite i diorami, con un particolare focus sui parchi e sulle riserve italiani. Il sottotetto ospita poi una serie di piccoli diorami riproducenti specifici ambienti.
La mia visita al Museo Civico di Storia Naturale di Milano
Durante le mie amate incursioni milanesi adoro lasciarmi trasportare dal flusso di emozioni che ogni volta che torno a Milano mi pervade: mi capita di non organizzare nei minimi dettagli la mia visita ma di lasciare all’ispirazione la decisione su cosa vedere. É così che quando ho visitato lo splendido Palazzo Clerici ho approfittato del tempo a mia disposizione per tornare al Museo Civico di Storia Naturale: in passato avevo già avuto modo di scoprirlo, ma ogni volta è sempre una grande emozione.
Complice il tempo orribile (quel giorno pioveva a dirotto) e le basse temperature mi sono letteralmente rifugiata nel museo che mi ha accolto come un vecchio amico: ero decisa a godermi ogni singolo diorama, ogni singolo campione e ogni singolo momento con i miei tempi e con la voglia di scoprire tipica dei bambini (o dei Naturalisti, guarda un po’!).
É così che mi sono lasciata letteralmente stregare dai minerali qui esposti: da collezionista non posso che rimanerne incantata, vittima di una sorta di magia che mi fa davvero perdere la nozione del tempo. Qui ho ammirato incredibili tormaline, suggestive acquemarine, intriganti smeraldi e maestosi quarzi. Dietro di me un bimbo con la sua mamma rimanevano senza parole nell’osservare quelle segrete geometrie, stupiti che la Natura fosse capace di creare qualcosa di così straordinario.
Maestosi sono poi gli scheletri degli enormi dinosauri: è impressionante pensare che la Terra un tempo fosse dominata da questi mastodontici rettili e che per milioni di anni hanno prevalso su altre specie, fino alla fatidica estinzione avvenuta circa 64 milioni di anni fa. I dinosauri, tuttavia, non sono scomparsi, non tutti almeno: se osservate fuori dalla vostra finestra potete facilmente vedere cosa sono diventati, udirne il canto e constatare che, ancora una volta, la Natura ha trovato un modo per sopravvivere, nonostante le devastanti estinzioni che si sono susseguite.
I diorami sono poi davvero affascinanti: riescono a stregare completamente i piccoli visitatori del museo (e non solo loro) ma soprattutto mostrano le interazioni degli animali con il loro ambiente, un approccio che pone l’accento sull’ecologia e non solo sull’essere vivente in quanto tale. Osservare dunque orsi, lupi, leoni e zebre nel loro habitat ci fa comprendere che gli animali fanno parte di un ecosistema dinamico e in continuo cambiamento: sta a noi preservare questi serbatoi di biodiversità, prestando attenzione a ogni nostra piccola azione quotidiana.
La sezione paleontologica del Museo Civico di Storia Naturale di Milano
Visitare il Museo Civico di Storia Naturale di Milano è fare un viaggio nel tempo e ritornare fanciulli: quanti ricordi riaffiorano dato che la prima volta che misi piede qui fu alla scuola primaria, grazie a una gita che mi portò a innamorami, ancora e ancora, della Natura e della sua incredibile complessità. Alcune cose non sono cambiate e le ricordo con nostalgia e ora penso al mio lavoro di docente che deve trasmettere questa passione e quello da blogger che deve far conoscere luoghi come questi.
Un tuffo nel passato dunque, un viaggio attraverso la conoscenza del nostro incredibile Pianeta Terra.
Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano è un autentico luogo di cultura che merita di essere visitato: al suo interno ci si emoziona rimanendo incantati dalle bellezze della Natura, qui esaltate e messe a disposizione di tutti.
Informazioni utili
Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano si trova in Corso Venezia 55 – Milano.
É aperto dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 17:30, con ultimo ingresso alle 16:30.
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.
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