Durante il mio viaggio a Praga del 2022 ho avuto l’occasione di visitare musei interessanti e particolari situati solo nella capitale ceca, dove la creatività sembra proprio esplodere in ogni angolo: è così che ho potuto davvero deliziarmi con la mia visita al Mucha Museum, l’unico museo al mondo dedicato al genio dell’artista Alfons Maria Mucha. Pronti a scoprirlo con me?
Il Mucha Museum di Praga
Il Mucha Museum di Praga è situato nel cuore della città storica ed è l’unico al mondo dedicato a quest’incredibile esponente dello stile Art Nouveau (o Liberty): aperto al pubblico nel 1998 ospita manifesti, dipinti, schizzi e disegni nati dal genio di un’artista poliedrico, divenuto il simbolo della Belle Époque.
Ingresso del Mucha Museum
Divenuto celebre in tutto il mondo, fonte d’ispirazione per gli artisti che sono venuti dopo di lui, Mucha ha creato un vero e proprio stile non utilizzando tela e pennello ma “entrando” nella vita delle persone attraverso manifesti pubblicitari, teatrali e non solo: ecco come un cartello informativo è divenuto celebre in tutto il mondo grazie alla sua creatività.
Il Mucha Museum
Lo stile Art Noveau richiedeva la creazione di un schema decorativo per la decorazione degli oggetti che consentisse la ripetizione dello stesso modello stilistico: la sua base di partenza erano i soggetti legati al mondo della natura come fate, ninfe e creature fiabesche. Protagoniste indiscusse delle sue opere sono le figure femminili: sempre sorridenti, leggiadre, ammalianti con vestiti fluttuanti, spesso in contatto con fiori ed elementi naturali.
Un luogo suggestivo che rende omaggio a uno degli artisti più eclettici mai esistiti, in grado di precorrere i tempi della grande produzione artistica pubblicitaria degli anni ’50-’60 nonché della Pop Art.
Scoprite l’articolo dedicato alle sette cose da non perdersi a Praga!
Percorso espositivo
Il percorso espositivo del Mucha Museum si articola in sette sezioni:
- Pannelli decorativi
- Manifesti parigini
- Documents Décoratifs
- Manifesti cechi
- Dipinti a olio
- Disegni a matita e a pastello
- Fotografie e oggetti personali dell’artista
Un vero viaggio alla scoperta non solo della sua immensa arte ma anche della sua tecnica, della vita di questo poliedrico artista reso ancora più affascinante dalla presenza di alcuni oggetti a lui appartenuti e dalla proiezione di un documentario dedicatogli. Il Museo permette di entrare, in punta di piedi, nell’intimità dell’esistenza dell’artista grazie anche alla presenza di alcuni reperti provenienti dalla collezione privata della sua famiglia ed esposti qui per la prima volta in esclusiva.
I manifesti parigini
La mia visita al Mucha Museum di Praga
Ho visitato il Mucha Museum in una splendida giornata primaverile, durante il periodo pasquale: come già sapete amo profondamente visitare in solitaria luoghi poco conosciuti e mai banali di una città, siano essi musei o altri luoghi di cultura. Anche quando viaggio con #MammaVagabonda questo è reso possibile: già, perché capita molto spesso che Mamma decida di riposarsi in hotel e io, ovviamente, continui la mia esplorazione in solitaria.
Opere teatrali parigine
Si dà il caso che quel pomeriggio ho deciso di recarmi al Mucha Museum: amo molto il Liberty e, sapendo che il noto artista ha vissuto proprio a Praga e che qui gli è stato dedicato un museo, perché non visitarlo?
Appena si varca la soglia si percepisce subito che si è entrati in un vero universo onirico fatto di cartelloni alti e rettangolari, di colori sgargianti e di contorni decisi: una vera e propria celebrazione dell’arte di Alfons Mucha!
Nonostante sia uno degli artisti di inizio ‘900 più famosi (probabilmente sdoganato dall’odierno mondo del web) si conosce poco della sua opera ed è difficile anche vedere mostre a lui dedicate in giro per l’Italia o in Europa. Come mai? Probabilmente perché, nonostante il suo stile sia diventato davvero famoso, si fa fatica ad attribuire un nome all’opera quando si osserva: un Leonardo o un Picasso “riusciamo a distinguerlo” bene o male tutti, mentre per Mucha si tende a sottolineare come i suoi manifesti siano solo “Art Noveau” e non “un’opera Art Noveau di Alfons Mucha”. Almeno, questa è la spiegazione che mi sono data quando mi sono posta questa domanda, avvalorata anche dal fatto che i visitatori fossero davvero pochi e nessun italiano fosse presente.
L’esposizione è chiara, lineare e permette di avere non solo una visione d’insieme dell’opera ma di notare dettagli ricchi e colorati su opere di grandi dimensioni.
Dettaglio di Esibizione dell’epica slava
Di notevole impatto è la raffigurazione della donna: legata a un prodotto o a un intento pubblicitario in determinate opere (come quelle dei manifesti teatrali), oppure libera di seguire la propria natura senza vergognarsi della propria bellezza. Mucha aspirava a esprimere il passaggio del tempo e la ricchezza della natura attraverso figure chiare dai contorni netti. Le sfumature sono date dall’intervallarsi continuo di colori vivi e decisi e il chiaroscuro è dato da sprazzi di colore su sfondi più omogenei.
L’ambiente luminoso valorizza ancora di più le opere d’arte
Ho particolarmente apprezzato questo museo nel corso delle tre ore durante le quali ho potuto vagabondare in mezzo a tutta questa bellezza: nonostante non sia di grandi dimensioni è sicuramente uno dei luoghi di cultura più valevoli della capitale ceca, anche se poco consigliato negli itinerari turistici classici. Ma da quando io seguo questo tipo di itinerari? Ormai lo sapete, se non è di nicchia difficilmente mi stuzzica!

