Prosegue il mio racconto delle Residenze Sabaude visitate in occasione del breve ma davvero splendido viaggio a Torino e dintorni di fine 2023 insieme a #MammaVagabonda: dopo avervi raccontato della Palazzina di Caccia di Stupinigi e di Villa della Regina oggi vi porto alla scoperta di un altro luogo storico davvero iconico, il Castello della Mandria! Pronti a scoprirlo con me?
Dove: Viale Carlo Emanuele II – Venaria Reale (TO)
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Storia del Castello della Mandria
Il Castello della Mandria, conosciuto anche come Borgo Castello, è una Residenza Reale Sabauda situata all’interno del Parco Naturale La Mandria e costruito in varie fasi dal 1708 al 1861. Oggi fa parte del sito seriale UNESCO delle Residenze Sabaude.
La sua storia comincia alla fine del XVII secolo quando i Savoia decidono di riorganizzare i territori circostanti alla Reggia della Venaria Reale: nel 1693 nel luogo dove oggi sorge il castello venne costruito un edificio dedicato all’allevamento di cavalle di razza Mandria vecchia. Pochi anni più tardi il Duca Vittorio Amedeo II decise di far edificare un palazzo più grande e strutturato che fosse dedicato anche ad attività di svago: fu incaricato l’architetto di corte Michelangelo Garove che già aveva ristrutturato la Reggia di Venaria, ma questi, a causa della sua morte, non vide concluso il suo progetto che passò a Filippo Juvarra (lo stesso di Villa della Regina, della Basilica di Superga e della Palazzina di Caccia di Stupinigi).
Il Castello della Mandria
Facendo un salto temporale giungiamo al 1859 quando era Re d’Italia Vittorio Emanuele II: egli infatti chiese che il palazzo fosse ampliato e che gli appartamenti reali fossero allestiti come oggi li possiamo ancora osservare. Questo luogo doveva divenire esclusivo del sovrano e della moglie morganatica Rosa Vercellana, la famosa Bela Rosin: un palazzo appartato non troppo lontano dalla corte ma abbastanza discreto per evitare pettegolezzi e malelingue.
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Nel 1861 si realizzano nella tenuta i due casini di caccia, la Villa dei Laghi e La Bizzarrìa. Sempre in quel periodo Vittorio Emanuele II fonda un Giardino di acclimatazione sull’esempio di quelli londinesi e parigini, in cui animali estranei alla fauna piemontese possono trovare un ambiente a loro favorevole. Lo scopo era principalmente venatorio ma possedeva anche mire economico-commerciali.
Il Salone delle Udienze del Castello della Mandria
Con la morte del sovrano la tenuta passò a Umberto I che deciderà di venderla alla famiglia dei Medici del Vascello: dapprima il progetto fu quello di realizzare un’azienda agricola ma il terreno non era adatto alla coltivazione. Ci si dedicò dunque all’allevamento che portò il complesso a ingrandirsi formando, di fatto, una piccola comunità.
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Nel secondo dopoguerra la famiglia vendette molti lotti di terreno a causa di alcune difficoltà economiche e nel 1976 la Regione Piemonte acquistò il castello e 1300 ettari di parco istituendovi il Parco Regionale La Mandria. Iniziarono dunque una serie di restauri che però non sono stati, a oggi, terminati: una parte di trasformazione e di recupero degli edifici ottocenteschi deve essere ancora realizzata, motivo per cui questa zona del complesso risulta tuttora abbandonata, al contrario del Castello che oggi è perfettamente visitabile.
Struttura del Castello
L’origine funzionale del complesso del Castello della Mandria ha fatto sì che inizialmente la struttura dovesse porsi come ricovero dei cavalli e che quindi fossero presenti solamente cortili e scuderie. Con Vittorio Emanuele II il castello fu invece ampliato e vennero aggiunte una torre dell’orologio e un’ala neogotica oltre alla decorazione interna in stile neobarocco ed eclettica a opera di Domenico Ferri. La struttura doveva infatti richiamare lo stile delle residenze di caccia inglesi essendo il sovrano molto appassionato di questo “sport”.
La Sala da Ballo del Castello della Mandria
Oggi il castello è formato da tre cortili principali con edifici in mattoni e include oltre 20 sale aperte al pubblico arredate con oggetti d’epoca che riflettono il particolare gusto di Vittorio Emanuele II.
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La mia visita al Castello della Mandria
Ho visitato il Castello della Mandria alla fine del 2023, insieme a #MammaVagabonda durante il mio viaggio alla scoperta delle Residenze Reali Sabaude: nonostante il freddo pungente e le giornate piuttosto plumbee siamo riuscite a trarre il meglio da questo luogo così particolare e suggestivo.
La Sala da Pranzo del Castello della Mandria
Dopo aver parcheggiato l’auto presso il parcheggio gratuito Ponte Verde (ingresso al Parco Ponte Verde) ci siamo incamminate per circa 900 metri verso il Castello: una leggera nebbia, le temperature non proprio gradevoli e il grigio imperante dell’inverno non ci hanno permesso di poter apprezzare il parco al meglio (e di visitare la Villa dei Laghi e la Bizzarria), motivo per cui abbiamo deciso di concentrarci solamente sul Castello.
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Una volta entrate uno degli addetti della biglietteria è stato così gentile da fornire a noi e agli altri visitatori alcune informazioni storiche su questo luogo, in particolare sul periodo di Vittorio Emanuele II: essendo un sovrano riservato ma amante del bello egli volle decorare La Mandria seguendo la sue inclinazioni (come già accaduto nel Castello di Moncalieri). L’uso di carte da parati vivide e decorate, di stucchi dorati e vivaci, la presenza costante a rimandi alla caccia e alla cacciagione (sono presenti numerosi “trofei” del sovrano ma anche animali tassidermizzati donati da amici dello stesso) rendono questo luogo immediatamente riconoscibile per chi, come me, ama la storia delle dinastie e si interessa di ville e castelli.
La Camera della Duchessa
Gli appartamenti sono ampi e presentano mobili di buon gusto così come numerosi ritratti del sovrano, il più celebre presente nella sala delle udienze, una delle più suggestive grazie alla presenza di una carta da parati in broccato rosso. L’ambiente più maestoso è sicuramente la sala da ballo: nonostante le sue dimensioni siano inferiori rispetto a quelle dei grandi palazzi europei riesce comunque a imporsi grazie alla sua sontuosità e la presenza di specchi favorisce piacevoli effetti prospettici. La decorazione del soffitto a cassettoni con amorini e putti rende inoltre questo ambiente romantico e intimo.
La camera da letto di Vittorio Emanuele, come nel Castello di Valcasotto, è semplice e funzionale: il letto singolo è intarsiato con motivi che rimandano all’amore coniugale e l’arredamento sobrio la rendono perfetta per i momenti più riflessivi del sovrano o per il riposo dopo le battute di caccia. L’appartamento di Rosa Vercellana, in tinte verdi, è invece più elaborato ed elegante: grazie alla presenza di un caminetto e di ampie finestre la Contessa poteva godere di temperature sempre gradevoli e di uno spazio riservato e raffinato da condividere solo con pochi intimi.
Le numerose rappresentazioni che esaltano la caccia al Castello della Mandria
Il lungo corridoio laterale è “adornato” dai trofei di caccia del sovrano: volpi, fagiani, persino gatti selvatici e animali esotici mostrano l’abilità da cacciatore del Re che era in grado di trascorrere giorni interi senza fermarsi quasi mai a “sparare a ogni cosa che si fosse mossa”. La sua abilità era quasi leggendaria tanto da essere riportata dalle cronache del’epoca: questo suo tratto distintivo, emerso fin dalla giovinezza, era diventato parte integrante della sua immagine pubblica tanto da essere soprannominato “Re Cacciatore”. Egli infatti amava trascorrere il suo tempo libero in spedizioni venatorie nelle Alpi Marittime e nelle Riserve Reali: questo ambiente montano e naturale incarnava l’idea di un Re forte e virile, capace di “dominare la Natura”.
La Stanza di Rosa Vercellana
La visita al Castello della Mandria è stata davvero suggestiva e posso affermare, senza ombra di dubbio, che questo sia uno dei castelli più intriganti tra tutti quelli sabaudi. Le sue ridotte dimensioni e la presenza di arredo di pregio e d’epoca fanno sì che il visitatore si possa godere un’esperienza autentica al fine di riscoprire la storia di Vittorio Emanuele e di Rosa Vercellana, nonché la loro travagliata storia d’amore.
Il Castello della Mandria è un vero gioiello situato non lontano dalla Reggia di Venaria: qui il tempo sembra essersi fermato e ogni ambiente racconta la vita privata di Vittorio Emanuele II e di Rosa Vercellana, attimi di vita quotidiana lontani dalla frenetica corte.
E voi avete mai visitato il Castello della Mandria? Raccontatemelo nei commenti!
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