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La Battaglia di Pavia 1525 – 2025

1525: Pavia diventa il fulcro dello scacchiere europeo dove due grandi potenze, la Francia e la Spagna, si contendono il dominio dell’Italia e il predominio del continente. Dopo anni di scontri tra Carlo V, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Spagna, e Francesco I Re di Francia, tutto culmina in quello che verrà ricordato come un momento cruciale per la storia europea: la Battaglia di Pavia!

In occasione dei 500 anni dall’avvenimento la città di Pavia, ovvero la mia città, ha deciso di commemorare questo fatto storico così cruciale con una serie di eventi che hanno coinvolto la cittadinanza e non solo, prima tra tutti la Rievocazione Storica presso i luoghi della battaglia, ovvero il Castello di Mirabello e l’odierno Parco della Vernavola. Siete pronti a tornare al 1525 e a immergervi nella concitata atmosfera dello scontro?

Un po’ di storia

Gli scontri tra i nostri due protagonisti, ovvero Carlo V e Francesco I, non iniziarono con la Battaglia di Pavia, bensì molto prima, nel 1523 quando Carlo V fu sconfitto dal Re francese in Provenza: gli attriti tra i due sovrani erano noti già dal 1521 quando gli spagnoli insediarono a Milano Francesco II Sforza, allargando notevolmente la loro influenza. Al termine del 1524 Milano cadde nelle mani dei francesi e questo sembrò ridefinire i giochi di potere in cui il Nord Italia, suo malgrado, era protagonista. Gli spagnoli però non si ritirarono e si stabilirono a Lodi lasciando una guarnigione di 6000 soldati a Pavia, comandati da Antonio di Leyva: il Principe di Ascoli cercò di rinforzare le difese della città che era stata già stremata dall’assedio del 1522, sempre messo in atto dai francesi, ed era quindi distrutta nel corpo e nello spirito. Nonostante ciò Antonio sapeva che Pavia era un avamposto fondamentale e che la battaglia decisiva si sarebbe svolta sicuramente al di fuori di Milano.

“Battaglia di Pavia: Cattura di Francesco I di Francia” – Bernard Van Orley – da Wikipedia

Iniziò dunque il processo di rafforzamento della città: le torri medioevali furono riempite di terra e rottami per essere più resistenti, furono realizzati terrapieni, scavati fossati e mobilitati 10.000 abitanti sia come soldati che per sostenere la guarnigione imperiale.

Tutto dunque sapeva di guerra e l’atmosfera era, a dir poco, scoppiettante: ci si preparava a giornate intense dove gli equilibri si sarebbero modificati per sempre.

I primi assalti dell’esercito francese avvennero nell’Ottobre 1524: essi si concentrarono nella parte ovest della città, dove oggi sorge il quartiere di San Lanfranco e dove proprio i francesi erano accampati, contrapposti agli imperiali che invece erano situati nella zona est della città, nel quartiere di San Pietro. L’instancabile Antonio di Leyva cercò con tutti i mezzi di far fronte alle continue ondate francesi e alle numerose brecce che l’esercito aprì: vedendosi in inferiorità numerica e in condizioni tutt’altro che rosee decise di riaprire la zecca della città per pagare i numerosi lanzichenecchi, mercenari di professione, al soldo proprio dell’Impero. Le vettovaglie iniziavano a scarseggiare ma la città resistette costringendo Francesco I a optare per un’altra strategia: si abbandonò l’idea dell’assalto e si optò quindi per deviare il Ticino sul letto del fiume Gravellone così da riuscire a penetrare le mura in una delle zone più fragili. Una piena però spazzò via tale imponente opera ingegneristica e Francesco dovette ripensare, ancora una volta, a come fare per spodestare Antonio e gli Imperiali.

Seguì una situazione di stallo fino all’arrivo di 22.000 uomini agli ordini di Carlo di Lannoy, Vicerè di Napoli, di Carlo III di Borbone e di Fernando Francesco d’Avalos, Marchese di Pescara: la sorte ora si era capovolta e grazie a questi rinforzi gli spagnoli poterono rinforzare le proprie difese. L’accampamento venne costruito nella zona Est e i soldati si accamparono nel Parco Visconteo, ovvero in corrispondenza dell’odierno Parco della Vernavola.

La Battaglia di Pavia

La notte tra il 23 e il 24 Febbraio gli spagnoli passarono al contrattacco: i guastatori imperiali, nascosti nella nebbia, aprirono tre brecce nella cinta del Parco presso la località Due Porte di San Genesio ed Uniti e sorpresero le linee francesi tanto che ben 3000 archibugieri guidati da Alfonso III d’Avalos Marchese del Vasto riuscirono a conquistare il Castello di Mirabello: proprio qui si schierarono i due eserciti pronti a decidere le sorti del mondo occidentale.

Francesco I e i suoi uomini furono totalmente sorpresi dall’incursione nemica ma reagirono rapidamente e il Re in persona prese il comando e si diresse contro la cavalleria imperiale. I cannoni francesi aprirono dunque il fuoco contro le truppe lanzichenecche imperiali e lo scontro fu durissimo: le fonti dell’epoca descrivono particolari a dir poco macabri riguardo l’attacco e moltissimi soldati morirono in preda ad atroci sofferenze. Tutto sembrava volgere a vantaggio dei francesi che costrinsero gli Imperiali ad arretrare, ma qui Francesco I commise l’imperdonabile errore di disperdere le sue forze: al levare del Sole scagliò la sua cavalleria pesante contro quella imperiale, ma la sue tattiche ormai superate e il suo orgoglio lo spinsero in fallo. Passando davanti alla propria artiglieria impedì a quest’ultima di aprire il fuoco e guidando l’attacco contro l’avanguardia, nonostante il primo momento favorevole, si trovò proprio nel bel mezzo della controffensiva. Fernando Francesco d’Avalos sfruttò quindi l’isolamento della cavalleria francese a suo vantaggio e fece muovere 1500 archibugieri contro il Re francese.

“The Siege And Battle Of Pavia, 1525 – 1528” – Scuola Olandese – Da Fine Art America

L’epilogo fu devastante: la cavalleria pesante francese fu annientata e i cavalieri rimasti vennero uccisi a suon di pugnalate.

Nonostante l’inarrestabile volontà di Francesco I egli venne appiedato da un’archibugiata e fu costretto a fuggire insieme ai pochi uomini rimasti: si diresse verso il muro Nord del Parco Visconteo e nei pressi della Cascina Repentita egli fu circondato e catturato dal Vicerè di Napoli Carlo di Lannoy. Antonio di Leyva sbaragliò gli ultimi baluardi francesi che si dispersero verso il Ticino cercando la fuga attraverso un ponte di barche costruito dagli stessi francesi: una volta giunti qui il loro destino fu segnato perché il ponte fu distrutto e per disperazione molti si gettarono nel Ticino e annegarono. Molti altri, nonostante la resa, furono trucidati sul posto.

L’atroce battaglia si concluse la mattina del 24 Febbraio: Francesco I fu imprigionato a Pizzighettone e poi trasferito a Madrid. Sul campo si contarono numerose vittime da entrambe le parti e lo scontro decise inesorabilmente le sorti del Nord Italia e non solo: tutti i membri delle principali famiglie nobili francesi furono uccisi e il Re dovette firmare un trattato in cui si impegnava ad abbandonare tutte le rivendicazioni sull’Artois, sulla Borgogna, sulle Fiandre e naturalmente sull’Italia.

La leggenda della Zuppa alla Pavese

Secondo una leggenda alla Battaglia di Pavia è legata la nascita della “Zuppa alla Pavese“: si narra che Francesco I, fatto prigioniero alla Cascina Repentita, fu accudito da una contadina del luogo, la quale poteva offrire al sovrano un pasto molto povero ma sostanzioso, costituito da brodo di carne, pane secco e alcune uova. La donna mescolò dunque il pane con il brodo bollente e aggiunse le uova, servendo al Re una pietanza gustosa. Questa zuppa sopravvisse negli anni e oggi è diventata un “must” della cucina pavese.

La Zuppa alla Pavese – da Bottegheria

1525 – 2025: 500 anni di Battaglia di Pavia

In occasione del cinquecentenario della Battaglia di Pavia l’Amministrazione Comunale e altri enti locali hanno organizzato una serie di eventi culturali:

Il logo della manifestazione “1525 – 2025 La Battaglia di Pavia” – da Civico 20 News

La rievocazione storica della Battaglia di Pavia

Dal 21 al 23 Febbraio si è tenuta la rievocazione storica della Battaglia di Pavia presso il quartiere di Mirabello, nella zona del Castello Visconteo e del Parco della Vernavola: hanno partecipato più di 500 rievocatori di 54 compagnie provenienti dall’Italia, dall’Europa e dagli USA. É stato dunque allestito un campo tendato dove i figuranti hanno inscenato momenti di vita militare (e non solo) del Rinascimento e del 1500: la massiccia partecipazione ha permesso al visitatore di sentirsi come catapultato all’interno di un campo militare cinquecentesco in cui erano presenti soldati, scudieri, ufficiali e aiutanti di campo, coadiuvati da donne e bambini.

Rievocazione della Battaglia di Pavia – Foto di Giuseppe Intruglio

Questa manifestazione ha dunque permesso di immergersi totalmente all’interno dell’atmosfera della Battaglia di Pavia: i rievocatori, vestiti di tutto punto e “armati” (ovviamente nel rispetto delle leggi vigenti) hanno dunque preso parte all’epico scontro tra francesi e Imperiali avvenuto all’interno del Parco della Vernavola, non distante dall’accampamento.

La Commenda Malanense e la Compagnia Borgo del Diavolo insieme per questo meraviglioso scatto!

É stato poi possibile scattare fotografie e interagire con i figuranti che sempre in maniera entusiasta hanno risposto alle domande dei visitatori e si sono prestati agli scatti dei fotografi.

Donna Vagabonda con un soldato!

Come blogger e come “Mirabellina” (dato che ho abitato per ben 25 anni nel quartiere Mirabello) è stato per me un grande onore poter partecipare a questa iniziativa così evocativa: durante la mattinata di Domenica (23 Febbraio, NdR) ho potuto realizzare degli scatti davvero incredibili dell’accampamento e dei guerrieri che ben volentieri si sono fatti immortalare mentre si allenavano, si vestivano, mangiavano e non solo. La partecipazione è stata davvero sentita: più di 8000 persone hanno visitato l’accampamento e hanno potuto interagire con i rievocatori. La presenza inoltre di uno stand per i souvenir (creati ad hoc) e di alcuni food truck ha permesso sia al pubblico che ai rievocatori di trascorrere piacevoli e indimenticabili momenti.

La preparazione del pranzo

Purtroppo alla Battaglia hanno potuto assistere i pochi (relativamente) che avevano preso posto con grande anticipo al fine di poter immortalare quei concitati momenti. Mi è davvero dispiaciuto non poterla nemmeno osservare da lontano dato che gli accessi erano strettamente regolamentati: mi auguro dunque che gli organizzatori ripensino a questo momento così focale della manifestazione per renderlo ancora più coinvolgente e non elitario (dato che si pensa già a come organizzare la rievocazione ogni due anni e questa è una chiara volontà dell’attuale amiministrazione comunale che ha voluto strenuamente questi eventi).

Bubù-settete!

Nonostante l’immenso sconforto ho potuto dedicarmi maggiormente a immortalare l’accampamento e i suoi abitanti: ho così realizzato delle foto davvero speciali che mi hanno fatto totalmente innamorare di questa rievocazione storica. Ho potuto infatti conoscere numerosi rievocatori e con loro ho avuto occasione di conversare al fine di comprendere più facilmente cosa significhi “fare rievocazione storica” in maniera tanto accurata: in molti hanno addirittura dormito nelle tende per tutti i giorni della manifestazione, sfidando le temperature non proprio clementi e la pioggia che non si è fatta attendere.

Il Bacio

Sono rimasta davvero soddisfatta da ciò che ho potuto vedere all’interno dell’accampamento e l’organizzazione di esso mi è sembrata molto curata: eventualmente avrei solo aggiunto un poco di paglia al fine di rendere meno scivoloso il percorso di visita e destinato più spazio ai food truck, ma direi che per il resto è stato tutto superlativo!

Sguardi…

Ho inoltre inviato alcuni dei miei scatti al Concorso Fotografico “500 Anni della Battaglia di Pavia“: spero che possano essere apprezzati tanto quanto io ho goduto di questa splendida giornata carica di ricordi e di emozioni.

A guardia dell’accampamento

E ora non mi resta che condividere con voi alcune tra le foto da me realizzate, sperando nel vostro gradimento!

La vestizione del soldato

Pensieri dopo la battaglia

Il cesto e lo sbronzo

Un cucchiaio di zuppa

Letizia al campo

In attesa della battaglia

La felicità dei commilitoni

Mi auguro di poter prendere parte ad altri eventi dedicati alla Battaglia di Pavia e di poter vedere nuovamente Mirabello e la mia città pieni di vita come per quest’occasione: Pavia ha bisogno e merita di essere valorizzata (anche) in questo modo!

Avete mai partecipato ad una rievocazione storica? Conoscete la Battaglia di Pavia? Fatemi sapere nei commenti!

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