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Il Monastero di Santa Maria Teodote: il Seminario Vescovile di Pavia

Durante i miei vagabondaggi alla scoperta della mia amata città e del suo immenso patrimonio artistico partecipo volentieri alle iniziative del FAI – Fondo Ambiente Italiano che con dedizione organizza le Giornate di Primavera e di Autunno: si tratta di veri e propri eventi molto sentiti e partecipati in cui è possibile visitare luoghi di prossimità normalmente inaccessibili per il pubblico. É proprio in occasione delle Giornate di Primavera del 2025 che ho scoperto un vero e proprio gioiello: il Monastero di Santa Maria Teodote, ovvero il Seminario Vescovile di Pavia.

Pronti a (ri)scoprirlo con me?

Dove: Via Menocchio 26 – Pavia
Per informazioni sulla visita guidata al Monastero visitate il sito ufficiale.

Storia del Monastero di Santa Maria Teodote

Il Monastero di Santa Maria Teodote, conosciuto anche come Monastero di Santa Maria della Pusterla, è uno dei più antichi e importanti monasteri femminili della città di Pavia: fondato nel VII secolo e soppresso nel XVIII secolo, oggi il suo edificio ospita il Seminario Vescovile della città.

Il monastero è intitolato a Teodote, ovvero l’amante del Re longobardo Cuniperto, accolta proprio in questo luogo (accolta o rinchiusa? Tale aspetto non è stato ancora ben chiarito).

Il chiostro del Monastero di Santa Maria Teodote

Dalla sua fondazione rappresentò uno dei luoghi religiosi più importanti della città e ricevette numerose donazioni imperiali e diplomi di conferma dei propri beni da numerosi regnanti: le sue proprietà giungevano addirittura fino alla Lomellina e nel territorio dell’attuale Voghera.

Nel IX secolo divenne un’abbazia e nel 1473 fu unito alla Congregazione Cassinese. Come tutti i beni ecclesiastici, con l’avvento di Napoleone, il monastero fu soppresso nel 1799 e i suoi beni furono incamerati nella Repubblica Cisalpina: il suo destino però non fu segnato perché nel 1868 venne qui istituito il Seminario Vescovile, ancora oggi presente. Grazie a questa istituzione il monastero venne preservato e custodito e oggi è sicuramente uno dei monumenti religiosi di maggior spicco di Pavia.

Alcuni volumi custoditi presso il Seminario Vescovile

A oggi il Seminario Vescovile organizza visite guidate su richiesta presso il monastero e l’archivio bibliotecario e aderisce a numerose iniziative come quella delle Giornate di Primavera del FAI.

Architettura del Monastero di Santa Maria Teodote

Delle testimonianze longobarde della costruzione non rimane più nulla se non i Plutei di Teodote, importante testimonianza dell’arte longobarda. All’interno si può ammirare l’imponente chiostro risalente al 1400 con arcate slanciate sorrette da colonne in marmo: presso alcune di esse è possibile osservare alcune splendide formelle in cotto che recano figure di putti. Nel lato occidentale del chiostro si trova inoltre un portale gotico in cotto adornato da ricchi fregi raffiguranti putti e grappoli d’uva inseriti in un motivo naturalistico; sotto il porticato sud si trova un affresco di Bernardino de’ Rossi firmato e datato al 1491 e nel prospetto orientale vengono conservati altri affreschi sempre dello stesso periodo.

Affreschi sulle pareti esterne del chiostro del Monastero di Santa Maria Teodote

Il lato orientale ospita la Chiesetta del Salvatore, un’opera di straordinaria magnificenza decorata dal Maestro Bernardino Lanzani, lo stesso pittore della Basilica del Santissimo Salvatore e di alcune tele della Chiesa del Carmine.

Nella parte settentrionale si trovano i resti, inseriti nella muratura attuale, del campanile di età longobarda dell’oratorio di San Michele alla Pusterla.

La Chiesetta del Salvatore

Un approfondimento lo merita senza dubbio la famosa Chiesetta del Salvatore, conosciuta anche come Cappella di San Salvatore, custodita proprio qui, all’interno del Monastero di Santa Maria Teodote.

La Chiesetta del Salvatore del Monastero di Santa Maria Teodote

Costruita in occasione del passaggio di giurisdizione del monastero sotto quello benedettino di San Salvatore si tratta di uno splendido esempio di architettura rinascimentale pavese e lombarda. Non si conosce il nome del progettista ma sicuramente fu influenzato dallo stile del Bramante (e possiamo affermarlo osservando la pianta centrale dell’edificio). La cappella ha cinque cupole ed è articolata intorno a quattro colonne. Al di sotto si trova una piccola cripta con la stessa pianta.

Ciò che stupisce di questo luogo è la spettacolare decorazione di Bernardino Lanzani, realizzata tra il 1506 e il 1507 dal Maestro e dalla sua bottega e dal Maestro delle Storie di Sant’Agnese, attivo a Pavia proprio durante lo stesso periodo del Lanzani essendo un suo giovane allievo: nella cupola centrale troviamo alcuni Angeli musicanti e dei tondi con raffigurazioni degli Evangelisti. Le volte sono invece decorate con figure di Apostoli e di Santi mentre le calotte absidali recano le scene della Resurrezione, dell’Ascensione e della Trasfigurazione. Le cupole minori lasciano spazio ai Dottori della Chiesa Occidentale. Si osserva inoltre la presenza di molte figure femminili, probabilmente per via del fatto che il monastero era stato costruito per ospitare la comunità religiosa femminile e quindi queste rappresentazioni dovevano guidare e ispirare il pio operato delle monache.

Il soffitto affrescato della Cappelletta del Salvatore

La mia visita

In occasione delle Giornate di Primavera FAI ho voluto dedicare l’intera giornata di Domenica 23 Marzo (2025, NdR) alla scoperta di alcuni eccezionali luoghi di Pavia che sono, normalmente, chiusi al pubblico. La mattinata l’ho dedicata proprio al Monastero di Santa Maria Teodote e al Seminario Vescovile: in tale occasione ho partecipato alla visita dedicata esclusivamente ai soci FAI che mi ha permesso di ammirare alcuni manoscritti custoditi all’interno della Biblioteca del Seminario. Accompagnata da #PapàVagabondo e dagli altri visitatori, con la guida del Rettore Don Giovanni Iacono, siamo entrati in un universo di rara bellezza: il Rettore ha infatti scelto per noi alcuni antichi manoscritti e documenti qui custoditi come una delle primissime copie de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni con dedica e firma dello stesso autore, un documento appartenuto a San Carlo Borromeo e il manoscritto miniato dal titolo Storia del mondo di Jacopo D’Acqui con alcune illustrazioni dedicate all’Arca di Noè e al Diluvio Universale.

Don Giovanni Iacono illustra i manoscritti conservati presso il Seminario Vescovile

Il Seminario custodisce dunque documenti autentici e di incredibile valenza storica che permettono ai ricercatori e agli appassionati di effettuare ricerche e consultare fonti preziose, sempre sotto l’autorevole sguardo di Don Giovanni che, molto emozionato, è orgoglioso di poterci guidare in questa esperienza:

Vorrei che il Seminario Vescovile non sia aperto solo alla comunità religiosa ma anche ai cittadini pavesi e per tutti coloro che nutrono interesse nei nostri testi. I restauri dei manoscritti è costante e siamo orgogliosi di poter ospitare alcuni pezzi particolarmente pregevoli come I Promessi Sposi. La cittadinanza deve poter conoscere il Monastero di Santa Maria Teodote attraverso il nostro impegno e questo progetto di valorizzazione: speriamo di continuare in questa direzione!

Queste sono le parole di Don Giovanni, fautore di quest’attività di rinnovamento e promozione di un luogo che per molto tempo è stato accessibile solo ai religiosi.

É stato molto emozionante poter osservare i testi antichi, in particolare I Promessi Sposi: non solo perché amo molto quest’opera ma perché ha un significato particolare per me, dato che Uomo Moribondo è originario di Lecco e la sua città è indissolubilmente legata a questo incredibile romanzo.

Terminata la visita con Don Giovanni io e #PapàVagabondo abbiamo proseguito insieme a Silvia, volontaria FAI Pavia Giovani, alla volta degli altri ambienti del Monastero e del Seminario Vescovile: iniziando dal chiostro abbiamo scoperto la storia della fondazione e come questo luogo abbia resistito a guerre, eventi storici, soppressione e come sia stato riqualificato e rivalorizzato. La visita si è poi concentrata sulla Cappella del Salvatore, una perla splendente della mia città. Pare infatti che gli affreschi, così vividi, prendano vita in una sorta di danza che accoglie il fedele in preghiera: è come un’enciclopedia illustrata che mostra le più importanti scene di vita del Cristo ma mette in risalto anche le altre importanti figure cattoliche. L’intento didattico è assolutamente evidente: i santi sono raffigurati con corpi allungati e con i loro tratti distintivi in modo da poterli riconoscere facilmente. Lo stato di conservazione è eccezionale anche se non mancano alcune porzioni in cui la pittura si presenta scolorita o assente: nonostante ciò questa cappella è davvero un capolavoro che merita di essere conosciuto e aperto ai visitatori.

La Cappelletta del Salvatore mi ha davvero lasciata senza fiato!

Da qui ci siamo poi spostati nel magnifico refettorio in cui sono conservati altri affreschi sulla vita di Cristo e della Vergine di cui però non si conosce l’autore: oggi il luogo è adibito a sala conferenze ed eventi. Terminiamo poi con la Sala Capitolare, anch’essa affrescata, e con la Chiesa dedicata a Sant’Andrea. La visita è sempre stata ricca di spunti e molto articolata: Silvia ci ha davvero fatto fare un viaggio alla scoperta di uno dei luoghi “segreti” di Pavia, città che ne custodisce davvero molti che aspettano di essere svelati e valorizzati.

Gli affreschi del refettorio

Grazie, ancora una volta, al FAI, è stato possibile non solo per me ma per moltissimi visitatori provenienti da ogni dove scoprire il Monastero di Santa Maria Teodote, il Seminario Vescovile e la Cappella del Salvatore, autentici gioielli che aspettano solo di essere apprezzati: Pavia, del resto, è così. Silenziosa, discreta, a volte un po’ assonnata ma incredibilmente ricca di luoghi eccezionali e unici nel loro genere.

La Chiesa di Sant’Andrea

Il Monastero di Santa Maria Teodote è un luogo dove la storia e la sacralità si intrecciano in maniera sorprendente e dove è possibile ammirare delle incredibili testimonianze del Rinascimento Lombardo, come la Cappella del Salvatore!

E voi avete mai visitato questo luogo? Fatemelo sapere nei commenti!

Scoprite questo e altri luoghi di Pavia con questo carosello!

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