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I Giardini di Villa della Pergola

Primavera, mia amata primavera! La stagione perfetta per vagabondare su e giù per lo stivale alla scoperta di luoghi storici e giardini incantati che sembrano essere usciti da un libro di fiabe! Non c’è weekend che non sia dedicato al turismo di prossimità e alle sue gioie. É proprio in uno di questi fine settimana che insieme a #MammaVagabonda mi sono diretta verso l’amatissima Liguria per raggiungere e scoprire un luogo senza tempo che è rinato, come una fenice, dopo anni di abbandono e di incuria: i Giardini di Villa della Pergola!

Siete pronti a immergervi in un’atmosfera fatta di aromi e stupore?

Dove: Via Privata Montagu 9/1 – Alassio – Provincia di Savona
Per ulteriori informazioni visitate il sito dedicato.

Storia dei Giardini di Villa della Pergola

La storia di Villa della Pergola e dei suoi giardini è intrecciata con le vicende dei numerosi nobili inglesi che elessero la Liguria come loro luogo di villeggiatura e non solo: nel corso di tutto l’800 ci fu infatti una vera e propria riscoperta della costiera ligure, considerata perfetta per il suo clima e per trascorrere periodi spensierati lontani dalla corte di Londra e dai doveri dei gentiluomini.

Benvenuti ai Giardini di Villa della Pergola!

I terreni su cui oggi sorgono la villa e i suoi giardini vennero acquistati nel 1876 dal generale Sir William Montagu Scott McMurdo, uno tra i primi britannici che elesse Alassio come sua località prediletta per trascorrere l’inverno. La proprietà inizialmente consisteva in una sola costruzione, la cosiddetta “Casa Napier” in stile anglo-indiano: essendo stato impiegato per molto tempo in India, il generale voleva riproporre uno stile architettonico che richiamasse quello dell’allora colonia britannica e dedicò la villa al suocero, il generale Sir Charles Napier. Alla Casa Napier seguì la costruzione della villa vera e propria eretta a partire dal 1880.

Villa della Pergola

Nel 1922 la proprietà passò alla nobile famiglia degli Hanbury, già proprietari dei famosi giardini omonimi situati a La Mortola, non lontano da Ventimiglia.

La Seconda Guerra Mondiale travolse le sorti di Villa della Pergola e dei suoi giardini, i quali vennero chiusi e confiscati: in particolare il parco subì un significativo deterioramento a causa delle intrusioni di animali selvatici e durante l’occupazione tedesca.

L’Isola Gallinara e il panorama da Villa della Pergola

Il destino del parco e delle sue ville sembrava ormai segnato quando all’inizio degli anni 2000 si progettò di costruire il complesso residenziale e commerciale conosciuto come “Alassio 2”: fortunatamente, intuendo il potenziale e l’importanza storica delle pertinenze, Antonio Ricci e sua moglie Silvia parteciparono all’asta giudiziaria e si aggiudicarono la proprietà. Da quel momento i coniugi vollero riportare i possedimenti agli antichi fasti e tutto fu restaurato e ricostruito in modo da valorizzare i magnifici giardini, che oggi risplendono di luce propria grazie al lavoro instancabile di giardinieri, botanici, agronomi ed esperti. Nel 2012 i giardini riaprono definitivamente al pubblico e i due edifici vennero adibiti a hotel di lusso, corredati dall’elegante e stella Michelin Ristorante Nove.

Un porticato da sogno sotto una distesa di magnifici glicini bianchi

I Giardini di Villa della Pergola

I Giardini di Villa della Pergola sono un fulgido esempio di rivalorizzazione e di riqualificazione di un luogo destinato all’edilizia e alla distruzione. Grazie all’acquisto da parte dei coniugi Ricci che, d’intesa con la Sovrintendenza e altri enti preposti, hanno realizzato interventi restaurativi e conservativi, oggi i giardini sono stati restituiti alla collettività e aperti al pubblico grazie a giornate ed eventi dedicati.

Sotto l’attenta guida di Paolo Pejrone, architetto e paesaggista, i giardini si sono ripopolati di specie ornamentali ed esotiche apprezzate: non è stato semplice in quanto versavano in una condizione di pesante degrado, manifestato dai numerosi detriti accatastati e abbandonati e dalla distruzione dei muretti a secco.

Grazie alla presenza di acqua sorgiva è stato dunque fondamentale costruire un impianto idrico capillare che convogliasse questa preziosa risorsa in ogni parte del parco. Il restauro è stato studiato e ispirato dalle fotografie del periodo Hanbury, cercando di ricalcare il più possibile l’antica struttura: l’intervento è stato conservativo e mirava il più possibile a essere in linea con i dettami paesaggistici della nobile famiglia inglese, in ottica di rinnovamento ed evoluzione.

Splendido pergolato con Wisteria floribunda var. Longissima Alba

Con l’intervento dell’architetto Pejrone, in collaborazione con Silvia Arnaud Ricci, si sono recuperate le collezioni botaniche e si sono arricchite le fioriture, soprattutto quella dei glicini che oggi conta ben 34 varietà, il che la rende la più importante collezione italiana di questa essenza (tanto da permettere l’organizzazione della Glicini Masterclass Experience) e quella degli agapanthus, la più importante collezione in Europa con 500 tra specie e diverse varietà presenti.

Glicini Masterclass Experience: Wisteria floribunda var. Black Dragon

Una delle più pregevoli caratteristiche dei giardini è la presenza della flora sempreverde che si combina con le essenze tropicali piantate dagli Hanbury: si crea dunque un connubio di rara bellezza caratterizzato da pini marittimi, ulivi, cipressi e cedri del Libano in armonia con le essenza esotiche come jacarande e sterlitzie. É inoltre presente un esemplare della rarissima Wollemia Nobilis, unica specie del genere Wollemia, oggi considerata in Pericolo Critico dalla IUCN.

I Giardini di Villa della Pergola hanno inoltre ottenuto il premio “Il Parco più bello d’Italia – categoria parchi privati ” 2020/2022 e dal 2025 sono Partner Garden della Royal Horticultural Society, ovvero uno dei pochi Giardini a vantare questo riconoscimento al di fuori del Regno Unito.

La splendida rosa donata ai vincitori del concorso “Il Parco più bello d’Italia”

La mia visita

Come spesso avviene gli incontri migliori nascono per caso ed è stato così anche con i Giardini di Villa della Pergola: grazie a un post sui social network ho scoperto la loro esistenza e subito ho chiamato #MammaVagabonda per proporle un weekend fuori porta dedicato alla loro scoperta. Quale occasione migliore se non quella del 25 Aprile per partecipare alla Glicini Masterclass Experience? Perché ormai lo sapete, sono affamata di bellezza e di cultura e il miglior modo di scoprire un luogo e farselo raccontare da chi lo vive tutti i giorni.

Scorci dei Giardini di Villa della Pergola

Giunte ad Alassio e dopo un tour del suo centro storico ci siamo dirette verso la nostra meta: dalla stazione ferroviaria di Alassio i giardini si raggiungono a piedi con una passeggiata di circa 10-15 minuti con un tratto in salita non troppo ripida (ma che potrebbe essere problematica per chi soffre di problemi di deambulazione e respiratori, motivo per cui è possibile raggiungerli anche in auto che però non può essere parcheggiata lungo la via).

Varcata la soglia di questo scrigno ricolmo di meraviglie mi sono subito immersa in un paradiso fatto di petali lilla, profumi delicati, cinguettii di capinere. Il luogo sembra essere fuori dal tempo: la sua posizione riparata ma a picco sulla riviera permette di godere di un eccezionale panorama sull’Isola Gallinara e sulla baia di Alassio.

Rosa banksiae

I cipressi sono guardiani silenziosi di questo luogo dove tutto è rinato: i vialetti sono adornati da essenze vivide e colorate, gli agrumi in fiore sprigionano il loro ammaliante profumo che sembra catturare ogni visitatore e le sterlitzie con le loro tonalità sgargianti fanno a gara per impressionare i nostri sguardi.

E poi ci sono loro, i glicini. Con i loro fiori penduli sembrano avvolgermi in un potente abbraccio: lacrime di fata si posano sul mio viso.

Sterltzia reginae – dettaglio dell’infiorescenza

Accompagnati dall’esperto e disponibilissimo capo giardiniere Nahuel Portero ci immergiamo in un’atmosfera fatta di luci, ombre, cinguettii e dolcezza. Un profumo delicato e onnipresente ci guida verso le parti più alte del parco, accompagnati sempre da Nahuel che ci racconta passo passo il mitico risveglio di questo luogo: è come se fosse passato un lungo e tragico inverno e che ora da quel cupo e oscuro tempo tutto si sia rinnovato, regalandoci ora la sua stagione migliore.

GliciNi Masterclass Experience

I glicini sono stati i protagonisti indiscussi di questa esperienza: nonostante i Wisteria sinensis siano già sfioriti, i Wisteria floribunda var. Longissima Alba ci attendevano lì, traboccanti di candidi petali bianchi: una pioggia soave e inebriante a cui non mi sono sottratta e che ero ben felice di assaporare con tutti i miei sensi.

Il glicine giapponese è una pianta endemica nipponica e nel corso dei secoli è stata venerata e apprezzata dal popolo giapponese e dai suoi imperatori che erano soliti donarne bonsai agli alleati per stringere e rinsaldare accordi e alleanze. “Fuji Musume” (“La Fanciulla del Glicine“) è una celebre danza classica del teatro Kabuki, nata nel periodo Edo, in cui una danzatrice (spesso un onnagata, ovvero un attore di sesso maschile) incarna lo spirito del glicine. Indossando un kimono appariscente e un grande cappello esegue movimenti sinuosi, evocando sentimenti amorosi e la grazia della natura.

La visita è stata una continua scoperta: lo sguardo non sapeva più dove posarsi in un turbinio di emozioni e sensazioni. Man mano che si sale verso le ville si passa al di sotto di due pergole che danno il nome al complesso, riccamente adornate di glicini che mostrano timidamente gli ultimi fiori viola. La dotta voce di Nahuel ci ha traghettato in un viaggio fatto di gloriosi ricordi e di ottimi propositi per il futuro: il progetto dei coniugi Ricci infatti non è terminato e il restauro continua con la realizzazione del progetto delle serre dell’Orto Rampante, il quale fornisce ortaggi biologici e di eccellente qualità al Ristorante Nove.

Wisteria brachybotrys varietà Showa Beni

Oltre alla visita ai giardini Nahuel ci ha condotti verso la Cappella della Madonna del Vento in cui è stata allestita una piccola esposizione dedicata al glicine e al suo significato nella cultura giapponese: il glicine (fuji 藤) simboleggia amicizia, longevità e immortalità, oltre che umiltà e rispetto. Il potente clan Fujiwara non a caso era rappresentato da un Kamon (stemma) raffigurante il fiore di questa pianta.

Il glicine, una delle mie piante preferite in assoluto, mi accompagna da molti anni nel mio sinuoso percorso di vita: i suoi colori sono stati protagonisti delle mie nozze e il suo legame con il Paese del Sol Levante, a me così caro, non fa altro che accrescerne il mio amore. Sarà forse per questo che ho amato così tanto questa visita?

Donna Vagabonda ai Giardini di Villa della Pergola

E ora una piccola galleria dei Giardini di Villa della Pergola…

“Lasciati fiorire” – Agapanthus

 

Dal fiore al frutto…

 

100 e più sfumature di lilla

 

Lacrime di fata

 

Aspettando i fiori di loto

Informazioni utili

I Giardini di Villa della Pergola si trovano in Via Privata Montagu 9/1 ad Alassio e sono aperti al pubblico tutti i giorni dal 20 Marzo. L’accesso è possibile solo con visita guidata e biglietto acquistabile online secondo i seguenti orari di visita: 09.30, 11.30, 15.00, 17.00.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

I Giardini di Villa della Pergola sono l’emblema della rinascita e della dedizione: dalle ceneri si sono risollevati grazie all’amore e alla perseveranza e oggi incantano con le loro armoniose geometrie!

Ringrazio sentitamente Villa della Pergola per avermi ospitata e avermi permesso la realizzazione di questo articolo e delle fotografie in esso contenute.

E voi avete mai visitato questi magnifici giardini? Scrivetemelo nei commenti!

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