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Villa Zileri Motterle

Ormai lo sapete, la vostra Vagabonda è sempre alla ricerca di luoghi eccezionali che abbiano una storia da raccontare: che siano borghi, palazzi, musei o ville tutto diventa incredibilmente interessante e io non posso fare a meno di scoprirle, conoscerle, esplorarle. Durante il mio viaggio a Vicenza dell’Aprile 2024 dedicato alle opere del Tiepolo ho potuto visitare incredibili Ville Venete come Villa Cordellina Lombardi o Villa Zileri Motterle, protagonista di questo articolo. Pronti a conoscerla con me?

Dove: Viale Zileri 4/6 – Monteviale (Vicenza)

Per saperne di più visitate il sito ufficiale.

Storia di Villa Zileri Motterle

Villa Zileri Motterle, conosciuta anche solo come Villa Zileri, è una dimora storica e una Villa Veneta risalente al XV secolo. La sua costruzione si deve alla famiglia Loschi, nobile famiglia vicentina, che decise di acquisire una vasta proprietà nella zona di Monteviale: la zona però non si prestava per essere abitata perché paludosa e quindi i proprietari decisero di attuare degli interventi volti a trasformarla in terreno agricolo.

L’ingresso di Villa Zileri Motterle

Come spesso accadde durante il ‘700 anche la famiglia Loschi venne iscritta, nel 1729, nel Libro d’Oro della nobiltà veneziana e si decise dunque di trasformare il terreno e i fabbricati in annessi: qui sarebbe stata eretta la villa di famiglia grazie all’architetto Francesco Muttoni, lo stesso di Villa Cordellina Lombardi.

Come era uso all’epoca vennero inoltre commissionate le decorazioni degli interni a un grande artista, e chi poteva essere se non il “nostro” Giambattista Tiepolo? É così che il Conte Nicolò Loschi incaricò il Giò. Batta per la decorazione del salone principale: il pittore avrebbe realizzato degli affreschi raffiguranti scene bibliche e allegorie di virtù che divennero tra i più celebri capolavori settecenteschi di Vicenza.

Il piano nobile di Villa Zileri Motterle

Le due guerre mondiali non scalfirono l’orgogliosa villa che rimase intatta nonostante i numerosi bombardamenti avvenuti in Veneto. Durante la Prima Guerra Mondiale venne qui allestito il quartier generale della Croce Rossa e per questo fu visitata anche dalla Regina Margherita (e se si parla della Regina Margherita non posso non visitare un luogo storico, come quando si parla del Tiepolo).

La Grotta delle Conchiglie

Il complesso rimase di proprietà della famiglia Loschi fino a metà del ‘900 quando venne acquistata dalla famiglia dei Motterle, attuale proprietaria, che apportò ulteriori migliorie integrando spazi moderni per eventi e uffici senza mai stravolgere l’identità di questa incredibile Villa Veneta.

Struttura della Villa

Il complesso di Villa Zileri Motterle si estende per oltre 34.000 metri quadrati e comprende la villa, il maestoso parco, la Cappella dedicata a San Francesco, la barchessa e la Grotta delle Conchiglie.

Il parco di Villa Zileri Motterle

L’architettura del corpo principale è sobria e lineare mentre gli interni sono raffinati ed elaborati: la villa è composta da un corpo centrale che si sviluppa su tre livelli caratterizzato da una facciata scandita da undici assi di finestre. La facciata contrasta volutamente con la decorazione interna: l’austerità esterna si contrappone alla totale maestosità interna, voluta dal giovane Giambattista Tiepolo. Lo scopo era proprio estasiare gli ospiti e farli rimanere incantati davanti ai colori vividi e alla dinamicità degli affreschi, una “missione” assolutamente in linea con tutta la carriera pittorica dell’artista veneziano.

Alla fine del XVII secolo è stata inoltre aggiunta una loggia in ordine tuscanico.

La Cappella di San Francesco

Negli ultimi anni sono stati fatti degli importanti interventi di restauro volti sia a conservare i magnifici dipinti del Tiepolo ma anche volti all’ammodernamento energetico, senza snaturare il fascino di questo complesso.

La mia visita a Villa Zileri Motterle

Durante il mio viaggio a Vicenza (Aprile 2024, NdR) ho dedicato gran parte del mio tempo alla scoperta delle Ville Venete vicentine: il secondo giorno del mio viaggio è stato infatti incentrato quasi esclusivamente alla scoperta di questi luoghi così maestosi e magnifici, iniziando da Villa Cordellina Lombardi e proseguendo con Villa Zileri Motterle, non distante.

Lo scalone d’onore con gli affreschi del Tiepolo

Visitare questo luogo è stato come vivere una vera favola settecentesca: il complesso risplende di luce propria e non esagero quando utilizzo queste parole dato che la cura per a struttura è ben visibile in ogni ambiente. La famiglia Motterle ha dunque reso ancora più spettacolare questo edificio, dedicandosi con passione al restauro e a rendere l’esperienza di visita ricca ed esaustiva.

Il meraviglioso soffitto affrescato del piano nobile dal Tiepolo

La nostra visita, mia e di #PapàVagabondo, inizia dalla Grotta delle Conchiglie: la sua costruzione risale alla metà del Seicento quando Alfonso Loschi desiderò far realizzare un ambiente di rappresentanza destinato ad accogliere e a stupire gli ospiti che qui venivano invitati. Il suo nome deriva dalla decorazione delle sue pareti, tutte adornate di conchiglie, gusci di tartaruga, sfere di cristallo colorate e coralli fossilizzati. Essa è poi intervallata da alcuni affreschi che hanno come motivo la fertilità del suolo e quello dell’acqua, due temi importanti per i Zileri che dovevano all’agricoltura la loro fortuna. Mi è tornato subito alla mente il Palazzo dell’Isola Bella in cui si trova una grotta adornata da conchiglie: le dimensioni sono diverse ma lo scopo è identico.

Dettaglio della decorazione del soffitto

Da qui poi ci siamo spostati al cuore di Villa Zileri Motterle, ovvero il piano nobile, dove risiedono gli affreschi del mitico Giò.Batta: si tratta di dodici affreschi posizionati sia sui lati dello scalone d’onore, sia sulle pareti che sul soffitto del corridoio centrale. L’impegno profuso del Maestro per questa committenza si evince dalle parole redatte di suo pugno in una lettera indirizzata all’amico Lodovico Ferronati:

[…] e se non fossi stato mesi tre in Vicenza per un forte impegno, che da molti anni avevo che per destrigarmi ò dipinto si può dire giorno e notte senza respiro […].

Tiepolo infatti dovette ritardare nell’accettazione di altre commesse in quanto la decorazione della villa fu motivo di grande attenzione da parte dell’artista: lo stesso ci conferma il 1734 come anno di esecuzione e di aver impiegato tre mesi per terminarla. Il contratto con la famiglia Zileri è probabilmente precedente e a questo si riferisce Giò. Batta quando scrive “che da molti anni avevo“. Può darsi che i rapporti del Tiepolo con Nicolò Loschi non fossero però così rosei: il nostro pittore, ormai lo conoscete, è sempre stato piuttosto sanguigno e la sua smania di accettare più commissioni spesso hanno reso difficile terminare i lavori come preventivato inizialmente. Il Conte, d’altro canto, premeva che la decorazione terminasse il prima possibile in modo da accogliere i suoi ospiti e impressionarli, così come si confaceva alla maniera dell’epoca.

La meravigliosa Grotte delle Conchiglie

Da sottolineare, inoltre, come all’epoca il Tiepolo fosse ormai un artista maturo ma non ancora affiancato dalle esperte mani dei figli o dalla sua bottega: tutto ciò che osserviamo a Villa Zileri Motterle è dunque frutto del suo unico lavoro, della sua dedizione e del suo impegno, a dimostrazione del suo straordinario talento.

I temi sono assolutamente quelli dell’esaltazione della famiglia committente: Nicolò Loschi chiese al pittore di realizzare un percorso iconografico dedicato alle virtù incarnate dalla propria casata, che fossero un esempio da seguire. Tiepolo scelse dunque di personificarle ponendole “in dialogo”: troviamo dunque le due fini statue che incarnano il Merito e la Nobiltà, la rappresentazione dell’Innocenza e della Vigilanza contrapposte all’Inganno e al Sonno sullo scalone, mentre nel salone si trovano la Liberalità dispensatrice di doni e la Fedeltà coniugale, sino ad arrivare al soffitto della sala nobile, al Trionfo della Gloria annunciato dalla Fama tra le quattro Virtù Cardinali. Il ciclo è concluso dalla Modestia e dalla Superbia: l’intento didattico si ritrova dunque non solo nelle opere religiose del Tiepolo ma anche in quelle celebrative per le nobili famiglie.

Donna Vagabonda con gli affreschi del Tiepolo

Poter ammirare, ancora una volta, le sue maestose opere è per me fonte di incontenibile felicità: ormai sapete quanto io ami questo grande artista e per me osservare i suoi capolavori è un po’ come se stessi dialogando con lui. In ogni sua pennellata ritrovo il suo animo irrequieto, la voglia di stupire, il genio della sua tecnica pittorica. Ogni tratto è dunque una vera e propria manifestazione di bellezza, così eterea eppure così vivida.

Ho potuto ammirare questi eccelsi capolavori quasi in totale solitudine: pareva che gli affreschi prendessero vita e che volessero comunicarmi la grandezza della famiglia Loschi, in una sorta di danza favolosa. Naturalmente ho immortalato ogni opera in lungo e in largo e ho sfruttato la mancanza di visitatori per farmi immortalare insieme ai capolavori del Tiepolo: potete ritrovare una di queste foto proprio nell’immagine dei miei profili social (a Ottobre 2024, NdR).

Da qui ci siamo diretti alla Cappella di San Francesco:

Desidero poi, che sia eseguita la pia volontà della Illustrissima Signora Isabetta mia moglie, la quale con ogni spirito procurò e fece edificare una nostra Chiesa attaccata alla Casa Dominicale di Biron intitolata San Francesco, con pensiero d’adottarla, et eleggere un sacerdote […]

Queste sono le parole di Fabrizio Loschi riferite alla costruzione della Cappella di San Francesco, voluta dalla moglie Elisabetta Poiana: ciò che vediamo oggi però è frutto di rimaneggiamenti prima settecenteschi, ad opera del Muttoni, poi ottocenteschi, voluti dalla moglie di Luigi Loschi Drusilla Dal Verme e infine novecenteschi grazie alla Contessa Bartolini Carega Zileri.

La decorazione si fonde perfettamente con lo stile architettonico di Villa Zileri Motterle

L’ambiente è intimo ed elegante, contraddistinto da colori sgargianti e vivaci: nonostante la sua funzione questo edificio ben incarna i desideri delle varie famiglie che qui si sono avvicendate creando un ambiente eterogeneo ma al contempo armonioso. Vale sicuramente la pena di scegliere, come abbiamo fatto noi, il biglietto “Extra” che comprende tutti gli ambienti, comprese la Grotta delle Conchiglie e la Cappella, per poter godere di una visione d’insieme più completa.

Donna Vagabonda a Villa Zileri Motterle

Non ci resta che ultimare la nostra visita con una splendida passeggiata nel parco storico: qui, attorniati da essenze secolari, respiriamo una buonissima aria e rimaniamo estasiati al pensiero di aver visitato una delle Ville Venete più suggestive e maestose della regione. La pace e la tranquillità regnano incontrastate e ci fanno venire voglia di visitare altri luoghi maestosi e meravigliosi come questo.

Un tenero micio ci osserva mentre realizziamo le ultime fotografie a Villa Zileri Motterle, un luogo che per sempre rimarrà nel mio cuore: a lui, ovviamente, non si negano alcuni scatti e una bella scorpacciata di coccole!

Villa Zileri Motterle è un autentico capolavoro: una Villa Veneta che risplende di luce propria e che, attraverso il suo fascino magnetico, riesce a soprendere qualunque visitatore!

Vi è piaciuto questo articolo? Scopritene altri sul Veneto!

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