Durante il mio breve viaggio pasquale (Aprile 2026, NdR) ho potuto scoprire nuovi angoli a me sconosciuti del Piemonte, in particolare della Provincia di Torino. Con questo articolo vi porto a Rivoli, per conoscere un vero gioiello: sto parlando di Villa Cerruti, il terzo polo museale del Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli.
Siete pronti a scoprirla con me?
Dove: Vicolo dei Fiori 5 – Rivoli – (TO) – Piemonte
Cosa troverete in questo articolo
Storia di Villa Cerruti
Nel cuore di Rivoli si trova un luogo straordinario, lontano da occhi indiscreti, una fucina di idee e un vero e proprio museo non solo d’arte: si tratta di Villa Cerruti che custodisce la collezione di Francesco Federico Cerruti, imprenditore e collezionista scomparso nel 2015 a 93 anni. Imprenditore discreto, riservato, e cultore del bello, ci ha lasciato un immenso e inestimabile patrimonio: non è l’aspetto economico però a interessarci, bensì quello artistico che contraddistinse il suo gusto raffinato, la sua scelta mirata di opere che hanno fatto invidia a musei blasonati come gli Uffizi.
Villa Cerruti a Rivoli
Non un mero collezionista, ma un fine filantropo che decise di fare del dono una sua caratteristica. Infatti Francesco Federico Cerruti fu molto attivo nella beneficienza, ma sempre in maniera discreta, lontano dalle luci della ribalta. Non stupisce dunque la scelta di creare una fondazione come lascito della sua collezione di capolavori al pubblico.
La villa di Rivoli è stata realizzata a metà degli anni sessanta come luogo per contemplare la bellezza e aperta solo poche volte all’anno a una ristretta cerchia di amici. Non è solo un luogo di esposizione, infatti per il ragioniere l’arte non era solo qualcosa da collezionare, ma faceva parte della vita quotidiana, motivo per cui le opere diventano un vero e proprio elemento d’arredo. La sua storia inizia nel 1961 con l’acquisto di un terreno: il primo progetto venne affidato all’architetto Cataldo D’Imperio di cui la villa conserva ancora l’impianto originale. Fu scelto uno stile provenzale in quanto, secondo il desiderio del ragioniere, questa doveva essere la casa abitata dai suoi genitori, ovvero Giuseppe Cerruti e Ines Castagneto, entrambi originari di Genova: lo stile doveva infatti evocare le atmosfere della Liguria e della Provenza. La costruzione fu ultimata nel 1967, ma di fatto la residenza non fu mai abitata né dai genitori né dallo stesso Cerruti. Con il passare del tempo infatti divenne più una sorta di rifugio, un luogo dove poter esporre la propria collezione lontano da occhi indiscreti.
Nel 2001 nasce dunque la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte per volontà dello stesso ragioniere e, dopo la sua morte, la villa diventa accessibile al pubblico dal 2019.
Alcune delle opere esposte presso Villa Cerruti
Struttura della villa
Villa Cerruti si sviluppa su quattro livelli e su più ambienti. Di seguito vi riporto le caratteristiche di ognuno:
- Giardino
- Non è un ambiente espositivo vero e proprio, ma parte integrante del progetto della villa: giardino formale, hortus conclusus, orto, bosco e cimitero dei cani (non visitabile e indicato dalla fondazione come uno dei luoghi più intimi).
- Ingresso
- È il primo ambiente della casa e quello attraverso il quale gli ospiti entravano nel mondo privato di Cerruti. Qui era collocato anche il quaderno delle visite accanto all’opera di Paul Cézanne, La Fontaine (circa 1876-1878).
- Studio
- È uno degli ambienti più personali della villa, concepito come uno studiolo ricco di libri, mobili preziosi e opere d’arte. Le boiserie e gli arredi settecenteschi creano un’atmosfera raccolta e solenne. Si segnalano qui le opere di Tanzio da Varallo, San Benedetto tra i rovi (circa 1633) e di Pierre-Auguste Renoir, Jeune fille aux roses (1897), ultimo acquisto di Cerruti.
- Sala della Musica
- Una sala dominata dal grande pianoforte Steinway nella quale il ragioniere accostò ritratti antichi e moderni creando un particolare dialogo tra pittura e scultura. Si segnalano le opere di Pontormo, Ritratto di gentiluomo con libro e guanti (circa 1540-1541) e di Dosso Dossi, San Gerolamo in un paesaggio (circa 1528).
- Scalone
- É sicuramente uno degli ambienti più spettacolari della villa: un elegante scalone di gusto settecentesco le cui pareti sono letteralmente ricoperte di capolavori del Novecento. È forse l’esempio più evidente della volontà di Cerruti di far convivere architettura antica e arte moderna. Da segnalare sono sicuramente le opere di Amedeo Modigliani, Donna dal vestito giallo (1918) e di Umberto Boccioni, Antigrazioso (1912). Non mancano poi opere di Francis Bacon, Picasso, Miró, Paul Klee, Scipione e Felice Casorati.
- Sala da pranzo
- Probabilmente è la stanza più caratteristica della villa: Cerruti la trasformò in una vera e propria sala monografica dedicata a Giorgio de Chirico, collocandovi otto delle dieci opere dell’artista presenti nella sua collezione.
- Anticamera
- Si tratta di un ambiente di collegamento tra le stanze di rappresentanza e quelle private. Anche qui, come in molti altri ambienti, Cerruti rinuncia a un ordinamento cronologico e preferisce creare accostamenti tra opere e oggetti appartenenti a epoche diverse.
- Camera della Madre
- Originariamente destinata alla madre di Cerruti, Ines Castagneto, fu successivamente trasformata in una ricchissima quadreria. Le opere sono disposte su più file sovrapposte, circondate da mobili e arredi settecenteschi. Tra tutte spiccano le opere di Marco d’Oggiono, Madonna col Bambino (circa 1516) e di René Magritte, Le Duo (1928).
- Camera delle rose
- È uno degli ambienti più intimi della casa nel quale la funzione domestica si mescola completamente con quella collezionistica. Come nella camera della Madre quadri, arredi e decorazioni formano un’unica composizione.
- Salone rettangolare
- Si tratta di un grande ambiente di rappresentanza trasformato negli anni Ottanta secondo il gusto neo-settecentesco di Giulio Ometto. Qui opere di epoche diversissime convivono con mobili e arredi di grande pregio. Da ricordare sono le opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Membra stanche (1907) e Jusepe de Ribera, San Lorenzo (XVII secolo).
- Salone circolare
- È uno degli ambienti più scenografici della villa caratterizzato da decorazioni Luigi XVI, oro e azzurro e da una rigorosa simmetria. Al centro della composizione dominano due grandi tele di Pompeo Batoni, ovvero Allegoria della Pittura, Scultura e Architettura (1740) e Apollo, la Musica e la Geometria (1741). Qui si trova inoltre un’opera di Francesco Francia, Madonna con il Bambino e un angelo che presenta san Giovanni Battista (circa 1505).
- Camera nella torre
- È la stanza più alta e appartata della villa e avrebbe dovuto essere la camera padronale di Cerruti. L’ambiente custodisce una straordinaria concentrazione di opere antiche, soprattutto fondi oro e dipinti di soggetto religioso tra cui l’opera di Bergognone, San Sebastiano (1488-1489) e l’opera di Simone dei Crocifissi, polittico con Crocifissione, santi e scene della Passione.
- Sala da biliardo
- Un ambiente più informale destinato al tempo libero che con il progressivo ampliamento della collezione finì per essere utilizzato anche per conservare ed esporre libri e oggetti preziosi. Ricordo le opere di Francisco Goya con le incisioni della serie dei Capricci e Salvador Dalí con la Bibbia illustrata (1967). Il biliardo divenne anche un piano d’appoggio per libri e altri oggetti della collezione.
- Sala del Fontana
- Una delle stanze più significative per comprendere il gusto di Cerruti: un ambiente di gusto antico ospita alcune delle più importanti espressioni dell’arte moderna e contemporanea, non solo di Lucio Fontana. Da sottolineare la presenza del primo acquisto della collezione Cerruti, ovvero un acquerello di Vasilij Kandinskij, Senza titolo (Composizione) (1918).
- Sala dell’Ottocento
- L’ambiente raccoglie opere legate alla pittura dell’Ottocento, mostrando l’interesse di Cerruti tanto per la tradizione italiana quanto per la pittura francese e il paesaggio moderno. Questo luogo è squisitamente impreziosito da alcune opere della fase impressionista di Pierre-Auguste Renoir, e da alcuni paesaggi di Alfred Sisley.
- Corridoio
- Anche gli spazi di passaggio diventano luoghi espositivi. Le pareti sono densamente occupate da opere secondo la concezione di Cerruti che vedeva la casa come una grande quadreria privata.
- Cantina dei vini
- Situata alla base della torre costituisce il punto più basso di quel particolare percorso verticale che attraversa la villa. La Fondazione interpreta questo itinerario anche in chiave simbolica, dal piacere terreno del vino fino agli ambienti più elevati della torre. Non si tratta di una sala espositiva e non è accessibile al pubblico.
La villa è dunque un vero e proprio museo privato oggi aperto al pubblico: per quasi 50 anni Francesco Federico Cerruti continuò ad acquistare e a collezionare opere d’arte che divennero parte della sua quotidianità, non un orpello da ostentare, ma una collezione da ammirare, nutrire e infine renderla fruibile a tutti. L’ultima acquisizione, un anno prima della morte, fu Jeune fille aux roses di Pierre-Auguste Renoir, acquistata nel 2014.
La mia visita a Villa Cerruti
In una calda giornata primaverile insieme a Mamma Vagabonda ho deciso di visitare il Museo di arte contemporanea Castello di Rivoli e Villa Cerruti: incuriosita dalla possibilità di visitare entrambi tramite un biglietto combinato ho deciso di lanciarmi nella loro esplorazione e così, dopo pranzo, siamo state accompagnate insieme ad altri visitatori tramite un piccolo pullmino direttamente alla villa. Non è infatti possibile entrare nella strutturaa in autonomia ed è necessario acquistare preventivamente il biglietto presso il museo oppure online: inoltre la visita priva di guida è possibile solo in alcune date prestabilite che vengono comunicate sul sito dedicato.
La sicurezza è molto rigida e in ogni ambiente è presente almeno una guardia giurata: è obbligatorio indossare i soprascarpe per evitare di danneggiare i pavimenti. Meglio evitare zaini e borse ingombranti in quanto in alcuni ambienti si rischia di danneggiare l’arredo e il mobilio.
Alcune opere di arte contemporanea conservate nel corridoio al piano interrato
Negli ambienti sono presenti alcuni pannelli esplicativi e ogni opera è corredata di nome, autore e anno di realizzazione. Inoltre gli addetti alla sicurezza sono ben felici di chiacchierare con i visitatori e condividere con loro alcuni aneddoti.
Con mia somma felicità è possibile immortalare tutte le opere, purché non venga utilizzato il flash: assolutamente nulla di cui ci si debba preoccupare per quanto mi riguarda, dato che gli ambienti sono molto luminosi e la mia inseparabile macchina fotografica non lo possiede… Dunque nessun problema!
La Sala della Musica
La prima impressione è quella di entrare in un luogo onirico: qui tutto si sposa a meraviglia, i mobili Piffetti con i de Chirico, le immagini sacre rinascimentali con l’estro di Fontana, la stravaganza di Magritte con la delicatezza di Modigliani. A pensarlo potrebbe sembrare “un’accozzaglia” senza un filo logico, eppure Cerruti aveva una sensibilità straordinaria e la disposizione delle opere risulta sempre armoniosa.
Il Salone circolare
Il primo piano è quello che mi colpisce maggiormente: il Salone circolare, decorato con carta da parati e in stile Luigi XVI, mi rapisce totalmente e mi fa pensare agli interni raffinati di una villa d’epoca settentesca più che a una casa costruita durante gli anni ’60 del secolo scorso. Non c’è nulla fuori posto, anzi, tutto è esposto con un’idea precisa che si trasmette al visitatore senza il bisogno di essere spiegata. Non solo quadri ma anche soprammobili, porcellane, statue: ogni spazio è stato studiato nei minimi dettagli e mi ha fatto sentire la benvenuta. Cerruti aveva infatti studiato ogni ambiente come un luogo dotato di uno scopo, non una semplice sala espositiva, ma uno spazio intimo, accogliente, gradevole alla vista.
Il Salone rettangolare
Ovunque si posi il mio sguardo scopro infinita bellezza: seguo una sorta di flusso che mi conduce dalla Sala da biliardo alla stanza della Madre con sguardo attento e scrupoloso, perché è impossibile non farsi travolgere dalla bellezza e dall’eleganza di questa villa. Mi sento immersa nella passione del ragioniere, nella sua visione, e non posso non provare gratitudine: circa mille opere sono qui esposte con grazia e gusto sopraffino, capaci di emozionare anche chi è digiuno di conoscenze artistiche.
Basta infatti soffermarsi ad ammirare per qualche istante che il cuore e la mente si abbandonano totalmente in un connubio di emozioni, una sinestesia difficile da raccontare ma assolutamente irrinunciabile quando si è lì, davanti a cotanta meraviglia. Il gioco di luci, le sfumature di colori, i tratti arditi e vividi delle opere, il raffinato arredamento e quella visione ancora vivida di un uomo discreto e riservato che ha deciso di non custodire gelosamente l’arte, ma di viverla come parte integrante della vita, con gli altri e per gli altri.
Visitare Villa Cerruti a Rivoli è una vera esperienza sensoriale: ammirare le opere così armoniosamente esposte, ripercorrere le tappe di costruzione di questo rifugio, conoscere la particolare vita di Francesco Federico Cerruti è come degustare un buon calice di vino, un piacere a cui è difficile rinunciare e che lascia indelebile un ricordo suadente.
Informazioni utili
Villa Cerruti si trova presso Vicolo dei Fiori 5, a Rivoli.
La Villa è aperta il sabato e la domenica dalle 11 alle 18. L’ingresso principale con Parcheggio si trova in Strada Pozzetto 8, mentre l’ingresso pedonale e l’accesso disabili è presso Vicolo dei Fiori 5.
Alla Collezione Cerruti si accede solo con visita guidata con ingressi alle ore 11; 11.45; 12; 12.45; 14; 14.45; 15; 15.45; 16; 16.45.
Per un sabato al mese, in date prestabilite, è possibile accedere alla Collezione Cerruti per una visita autonoma.
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

