Turismo di prossimità, What else? Parafrasando il buon George Clooney eccoci a un nuovo articolo dedicato alle bellezze del territorio lombardo e, in particolare, alla Provincia di Milano: già perché nelle uggiose giornate autunnali e invernali non c’è nulla di meglio che scoprirne i gioielli nascosti come chiese, abbazie, cattedrali e altri luoghi di culto. Partiamo dunque insieme verso l’Abbazia di Viboldone!
Siete pronti?
Dove: Via Folli, 1/A – San Giuliano Milanese (MI)
Per saperne di più visitate il sito ufficiale.
Contenuti dell'articolo
Storia dell’Abbazia di Viboldone
L’Abbazia dei Santi Pietro e Paolo di Viboldone, conosciuta semplicemente come Abbazia di Viboldone, è situata nella frazione omonima di San Giuliano Milanese, in Provincia di Milano, a poca distanza dalla metropoli a da Pavia. Si tratta di un luogo di culto davvero eccezionale grazie alla sua decorazione interna costituita da affreschi trecenteschi di incredibile valore, caratteristica che la inserisce all’interno dei complessi medievali più importanti della Lombardia.
L’Abbazia di Viboldone
L’Abbazia di Viboldone fu fondata nel 1176 e completata nel 1348 dagli Umiliati, un movimento religioso formato da monaci, monache e laici che, attorno alla chiesa, conducevano una vita fatta di preghiera e di lavoro: quest’ultimo consisteva principalmente nella fabbricazione di panni di lana e di coltivazione dei campi circostanti mediante metodi di lavorazione all’avanguardia e innovativi.
Gli interni dell’Abbazia di Viboldone
L’ordine degli Umiliati venne soppresso da San Carlo Borromeo e al loro posto si insediarono i Benedettini Olivetani che occuparono l’Abbazia fino al 1777, anno in cui il governo austriaco li soppresse.
Nel 1940 il Cardinale Ildefonso Schuster offrì l’Abbazia di Viboldone, da anni in stato di abbandono, a una comunità di religiose guidata da Margherita Marchi: il monastero delle benedettine fu quindi canonicamente eretto il 1° Maggio 1941 e ancora oggi è attivo in opere di carità, restauro di antichi libri e nella produzione di confetture.
Struttura dell’Abbazia
L’Abbazia di Viboldone possiede una facciata a capanna caratteristica per le bifore aperte sul cielo. Il portale è in marmo bianco e nella lunetta che sovrasta l’architrave si trovano sculture della Madonna con bambino fra i Santi Ambrogio e Giovanni da Meda mentre ai lati invece è possibile osservare due nicchie gotiche che racchiudono le statue dei Santi Pietro e Paolo.
Le navate dell’Abbazia di Viboldone
L’impianto della chiesa è a sala rettangolare con tre navate di cinque campate ciascuna: la prima campata è in stile romanico mentre le successive sono realizzate in stile gotico. La chiave di volta, al centro delle crociere, è circondata da spicchi racchiusi in un cerchio, con i colori dell’arcobaleno, segno dell’amicizia di Dio con gli uomini.
Chiave di Volta e affreschi dell’Abbazia di Viboldone
La chiesa è conosciuta principalmente grazie ai suoi incredibili affreschi opere di Scuola giottesca: nella parete frontale del tiburio è raffigurata, al centro, la Madonna in Maestà e Santi, datata al 1349. Sulla parete che la fronteggia si trova invece il maestoso Giudizio Universale attribuito a Giusto de’ Menabuoi che potrebbe risalire agli anni ’50-’70 del 1300: nel centro è inoltre ben riconoscibile la figura di Gesù Cristo racchiuso in una mandorla iridescente, mentre alla sua destra sono situati i “benedetti” con il volto proteso verso il Giudice e a sinistra prendono posto i “dannati” su cui giganteggia la figura di Satana che divora la preda.
Il Giudizio Universale dell’Abbazia di Viboldone
Al primo piano della palazzina che fiancheggia la chiesa si trova la sala della Musica, un luogo davvero particolare dove è presente un’iconografia sugli strumenti musicali milanesi tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Da sottolineare però come riguardo all’antico monastero non rimangano a oggi testimonianze apprezzabili.
La mia visita all’Abbazia di Viboldone
Ho visitato l’Abbazia di Viboldone nell’autunno del 2023 in compagnia di #GenitoriVagabondi: sapete quanto io ami visitare luoghi storici con loro! E così durante una fredda domenica novembrina abbiamo deciso di scoprire alcuni luoghi sacri della Provincia di Milano, cominciando proprio dall’Abbazia di Viboldone. La fitta nebbia forse ha scoraggiato i visitatori, ma non noi che non ci aspettavamo assolutamente di scovare una gemma così brillante: la chiesa, con la sua facciata piuttosto austera, è facilmente raggiungibile in automobile grazie al parcheggio situato proprio davanti al suo ingresso e sembra invitarci a entrare mantenendo un religioso silenzio.
La Crocifissione e la Madonna in Trono con Santi
Purtroppo la luce non era delle migliori ma a questo abbiamo ovviato donando qualche moneta per l’illuminazione: è infatti possibile inserire un euro per far sì che la chiesa venga illuminata artificialmente. In genere sono contraria a ciò ma senza questo escamotage davvero avremmo fatto fatica ad ammirare le sue bellezze.
I simboli degli Evangelisti
Appena entrati notiamo immediatamente il netto contrasto tra il soffitto e il resto dell’architettura: le colonne in mattoni monocrome creano un gioco di opposti con gli affreschi coloratissimi delle navate. La mano della Scuola Giottesca è ben riconoscibile se si osservano i dipinti e le loro caratteristiche: il volto di Maria in Trono, la postura del Cristo Crocifisso e i temi rappresentati sono chiaramente trecenteschi e sono rappresentati con cura e dovizia di particolari. Chiaro è l’intento didattico di queste magnifiche opere: ricordiamoci sempre che un tempo la popolazione era pressoché analfabeta e le chiese potevano fornire loro, attraverso affreschi e dipinti, una chiara rappresentazione della Bibbia, il testo sacro a cui la vita di un buon fedele doveva per forza ispirarsi in ogni momento quotidiano.
La Madonna con Bambino e altri antichi affreschi dell’Abbazia di Viboldone
Dunque ogni persona doveva conoscere il concetto di “peccato”, incarnato dal Diavolo, e di redenzione e di giustizia incarnato dai Santi e dalla figura di Gesù: concetti basilari che dovevano essere impressi nella memoria del credente e che dovevano essere costantemente rammentati, soprattutto durante le cerimonie religiose.
La Chiesa di Viboldone era dunque un luogo perfetto per conoscere la storia della Bibbia e votarsi alla preghiera grazie agli ambienti umili ma decorati in maniera sopraffina.
Il Giudizio Universale e gli altri affreschi dell’Abbazia di Viboldone
Mi soffermo a osservare il Giudizio Universale e non posso fare a meno di notare strette analogie con quello che si ritrova nella Cappella degli Scrovegni di Padova: è assolutamente chiaro che cosa accade alle anime dannate e a quelle redente e non ci sono spazi lasciati all’interpretazione o fuorvianti. In un’epoca come quella del Trecento, dove l’Umanesimo non era ancora giunto e tutto (o quasi) era regolato dalla religiosità delle persone, poter osservare Gesù Misericordioso doveva essere davvero di conforto rispetto alla paura che incuteva Satana e le pene inflitte ai peccatori: è incredibile dunque come un’iconografia di questo tipo riesca ancora oggi a impressionarci e a farci riflettere, se non sulla fede almeno sul significato di questi affreschi.
Dettaglio della Crocifissione
I colori sono vividi e ognuno di loro ha un significato: il blu, ad esempio, è stato utilizzato solo per il cielo (patria di Dio) e per la Vergine, indicando dunque purezza e castità, mentre il rosso è utilizzato per le vesti di Gesù, simbolo del suo sangue versato per salvare l’umanità (inoltre il rosso era un colore che sicuramente spiccava rispetto ad altri ed era quindi subito chiaramente distinguibile).
Non mi sarei mai aspettata di poter ammirare cotanta bellezza presso un luogo di culto poco conosciuto e situato in campagna, ma se c’è una cosa che mi ha insegnato il turismo di prossimità è che proprio nei luoghi più nascosti si trovano i tesori più interessanti: l’Abbazia di Viboldone ne è un chiaro esempio e vale proprio la pena di includerla in un itinerario alla scoperta dei luoghi sacri lombardi o della Provincia di Milano. Non ne rimarrete di sicuro delusi!

