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La Scuola Grande dei Carmini

Cari Vagabondi ormai lo sapete: l’obiettivo del mio blog è quello di valorizzare mete poco conosciute, scovare gioielli chiusi nei forzieri delle città d’arte, mostrarvi luoghi diversi e mai banali rispetto alle destinazioni più blasonate e classiche, allo scopo di elevare il turismo di prossimità, lento e sostenibile.

É così che con questo articolo vi riporto a Venezia a scoprirne uno dei palazzi più discreti e affascinanti: la Scuola Grande dei Carmini! Pronti a visitarla con me?

Dove: Calle della Scuola, Campo Santa Margherita, Venezia (VE)

Per saperne di più visitate il sito ufficiale.

Storia della Scuola Grande dei Carmini

La Scuola Grande dei Carmini è un palazzo di Venezia situato nel sestriere di Dorsoduro, sede dell’omonima scuola di devozione e di carità conosciuta più precisamente come Scuola Grande Arciconfraternita di Santa Maria del Carmelo.

Fu fondata nel 1594 durante il patriarcato veneziano di Lorenzo Priuli e il dogado di Pasquale Cicogna e venne riconosciuta ufficialmente nel 1597 con il titolo di Scuola del Santissimo Abito della Madonna Carmelitana: nel 1767 le venne inoltre attribuita l’appellativo di “Grande” dal Consiglio dei Dieci, una delle massime cariche della Serenissima.

La Scuola Grande dei Carmini

La scuola fu probabilmente istituita a causa della presenza in quei luoghi di una comunità femminile dedita alla confezione degli scapolari, un tempo chiamata Fraternita dell’Abitino: lo scapolare era una veste inizialmente indossata dai monaci benedettini per preservare quella ordinaria durante il lavoro nei campi. In seguito divenne parte dell’abito di diversi ordini monastici e venne utilizzato, in forma ridotta costituito da due piccoli pezzetti di stoffa uniti da due nastri, a scopo devozionale: è proprio questo tipo di scapolare che viene qui immortalato dal sapiente Giambattista Tiepolo, in una delle sue opere più iconiche.

La Sala del Capitolo della Scuola Grande dei Carmini

L’obiettivo della Scuola Grande dei Carmini erano le opere caritatevoli come l’assistenza ai poveri e agli ammalati ma anche il “maritar donzelle” con la giusta dote: grazie a queste attività l’istituzione si arricchì sempre di più e acquisì proprietà e lasciti molto importanti. Intorno al 1630 ci fu un contenzioso tra la Scuola e il convento vicino a causa di questa cospicua ricchezza: esso fu risolto con una sentenza degli Avogadori de Comun in cui si stabiliva che l’istituzione avrebbe versato al convento 50 ducati annui e avrebbe limitato il numero dei cercanti (gli incaricati a sollecitare e a raccogliere elemosine e lasciti).

I confratelli della Scuola erano tutti laici, artigiani, commercianti ma anche salariati e perfino poveri che, nonostante la loro condizione, riuscivano a versare una tassa proporzionale per far parte della congregazione.

La Sala dell’Archivio della Scuola Grande dei Carmini

Inizialmente l’istituzione aveva sede presso l’altare della Visitazione nella Chiesa dei Carmini: nel 1599 si stabilì nel palazzo adiacente al convento ma anche questa sede risultò troppo piccola per l’opera intrapresa e solo nel 1625 vennero acquistate le proprietà che tutt’ora costituiscono la Scuola. L’edificio completo venne inaugurato, in seguito a molte vicissitudini, solo nel 1638 e ottenne l’agibilità completa alla fine del secolo: mancavano molti arredi ma soprattutto i dipinti che potessero decorare le sale, come già avveniva nelle altre scuole.

All’inizio si provvedette ingaggiando pittori poco noti e nei primi anni del Settecento si ottenne l’autorizzazione dagli Avogadori de Comun a spese più sostenute: i grandi nomi non tardarono a giungere, dapprima Nicolò e Giovanni Bambini che dipinsero le pareti della cappella e poi Giambattista Tiepolo (proprio il Giò. Batta che si stava facendo un nome in quella turbolenta Venezia) che affrescò il soffitto della Sala Capitolare, per terminare con l’intero ciclo progettato da Gaetano Zompini per la Sala dell’Archivio e per il soffitto della Sala dell’Albergo. Inizialmente a Tiepolo venne affidata solo la decorazione di un’altra tela appartenente ad Alessandro Varotari (il Padovanino) già presente in situ: il sanguigno artista, che non voleva essere secondo a nessuno, rifiutò la possibilità di creare una semplice decorazione e si offrì di realizzare una serie di opere differenti che alla fine furono nove. Per fortuna riuscì a convincere la Scuola e creò uno dei capolavori più spettacolari della pittura settecentesca.

Gli Scapolari tra le mani dell’angioletto raffigurato da Giambattista Tiepolo

A seguito della caduta della Serenissima e dell’avvento di Napoleone la scuola fu soppressa una prima volta nel 1806, ma definitivamente solo nel 1807, e i beni immobili passarono al demanio. Nel 1853 gli Austriaci permisero la ricostituzione e nel 1921 venne riconosciuta come Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza.

Oggi la Scuola Grande dei Carmini continua la sua attività: è sede di numerose iniziative culturali e si pone come uno dei musei di Venezia più suggestivi e particolari.

Struttura della Scuola

La Scuola Grande dei Carmini comprende i seguenti ambienti:

La scala che conduce al primo piano

La mia visita alla Scuola Grande dei Carmini

Nel pieno della mia avventura sulle orme del Tiepolo ho deciso di dedicare molto tempo alla visita alla Scuola Grande dei Carmini, durante il terzo giorno a Venezia: scoperta grazie al programma Art Rider di Andrea Angelucci durante l’inverno passato è balzata subito ai primi posti dei luoghi che assolutamente volevo visitare. E così, insieme a #PapàVagabondo (che ormai può vantare di essere il padre che ha visto più opere del Tiepolo in assoluto) ci siamo diretti verso questo luogo di pura bellezza.

Verso il primo piano della Scuola Grande dei Carmini

Nonostante la sua importanza siamo rimasti abbastanza stupiti nell’osservare come oltre a noi non ci fosse nessun altro interessato alla visita: a prescindere dalla presenza delle opere del Giò. Batta questo è sicuramente un luogo storico di notevole importanza artistica, un vero e proprio tripudio dell’arte settecentesca nonché un simbolo della tradizione scolastica veneziana. É proprio vero che la maggior parte dei turisti si concentra solo su due luoghi in particolare di Venezia, ovvero Piazza San Marco e il Ponte di Rialto, e si perde meraviglie incommensurabili come questo luogo: un peccato!

Appena abbiamo varcato la soglia ci siamo sentiti stretti in un abbraccio di pura armonia e bellezza: qui i capolavori sono ovunque lo sguardo si posi ed è difficile riuscire a scorgerne ogni dettaglio. Per fortuna insieme ai biglietti viene fornita una pratica mappa plastificata che permette di visualizzare tutte le opere in maniera chiara e semplice (da sottolineare come sia in più lingue in modo tale da risultare di più facile comprensione).

La Sala dell’Archivio e la Sala dell’Albergo

Partiamo dalla Cappella dove il silenzio è quasi assordante e dove non si può che riflettere sull’incrollabile devozione che guidava ogni gesto dei confratelli qui riuniti: la Madonna e lo Scapolare sono esaltati in ogni luogo della Scuola Grande dei Carmini, sempre restituendo un’immagine sacra, inviolabile, rispettosa e autentica. Da qui proseguiamo verso il primo piano facendo tappa alla Sala del Tesoro e infine giungiamo alla Sala Capitolare, la più celebre di tutto il complesso. Qui il mitico Tiepolo ha dettato legge e si è imposto con un ciclo unico ed inimitabile che sarebbe stato difficile da realizzare per chiunque ma non per lui: il cielo rosato, le soffici nuvole, lo sguardo di Maria così umano ma al contempo divino, la devozione di San Simone Stock e la raffigurazione degli angeli mostrano la più raffinata arte del Maestro e la voglia continua di stupire e di mostrare la sua bravura nella pittura sacra. Nonostante alcuni ritardi nella realizzazione dell’intero ciclo (Tiepolo era infatti spesso impegnato nella creazione di più opere per più committenti) l’opera che venne realizzata è sublime ed eterea.

La Madonna con Bambino e l’Angelo con lo Scapolare di Giambattista Tiepolo

Rimango per più di un’ora qui a immortalare ogni singolo lembo di tela, ogni dettaglio dello stucco, ogni fulgido angolo dell’opera: Tiepolo mi parla in qualche modo, mi comunica pace e agitazione, armonia e turbamento, gioia e furore, come nessun altro artista riesce a fare e io non posso che farmi catturare da queste emozioni contrastanti e abbandonarmi alla sua maestosa arte, inerme, sapendo che il cuore mi si riempie di bellezza.

La maestosa Sala del Capitolo

Da qui raggiungiamo le ultime due sale e rimaniamo estasiati dalla decorazione del soffitto ligneo, nonché dalla maestosità di questi spazi: nonostante si tratti di un luogo religioso la decorazione è degna di un palazzo nobiliare e si presenta a noi con “il desiderio di stupire”. Penso dunque alle spese autorizzate all’epoca e al turbinio di artisti, pittori e scultori che qui si affaccendavano facendo a gara su chi sarebbe stato in grado di creare qualcosa di indelebile. Posso ben dire che ognuno di loro, dal Piazzetta al Padovanino, dal Tiepolo al Piatti, ha lasciato qui un’impronta indelebile creata dalla commistione di più mani che hanno realizzato qualcosa di immortale.

Il soffitto della Sala del Capitolo riccamente decorato

La Scuola Grande dei Carmini è Venezia e trasuda “venezianità”: il llustro, lo splendore, la voglia di impressionare, l’osannazione (qui di figure religiose, altrove della città stessa e del suo potere), un retaggio forse scomparso ma non dimenticato.

Ciò che mi ha trasmesso questo luogo è difficile a scriversi e non mi resta che invitarvi a visitare tale capolavoro di arte settecentesca per rimanerne ammaliati ed entrare in contatto con uno dei simboli della Serenissima.

La Scuola Grande dei Carmini è un luogo senza tempo, mistico e maestoso, in grado di emozionare qualunque visitatore: un vero e proprio luogo imperdibile di Venezia!

Informazioni utili

La Scuola Grande dei Carmini si trova in Calle della Scuola, Campo Santa Margherita, Sestriere Dorsoduro, Venezia. 

É aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00.

Per ulteriori informazioni sui biglietti e su possibili modifiche agli orari di apertura, visitate il sito ufficiale.

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