In questi mesi plumbei tipici dell’autunno pavese mi piace ricordare le gite primaverili che mi hanno portato alla scoperta di luoghi eccezionali della Lombardia e non solo: insieme a Uomo Moribondo e #SuoceriVagabondi infatti amo scoprire castelli e ville storiche oltre che borghi e santuari. Questo articolo è dunque dedicato a un luogo scoperto insieme: il Castello di Urgnano, in Provincia di Bergamo!
Pronti a scoprirlo con me?
Dove: Viale Rimembranze – Urgnano (BG)
Per saperne di più visitate il sito ufficiale.
Contenuti dell'articolo
Storia del Castello di Urgnano
Il Castello di Urgnano, conosciuto anche come Rocca Viscontea e Rocca Albani, è un’antica struttura militare documentata per la prima volta nel 1016, situata nel centro storico di Urgnano e dal 1953 di proprietà dell’amministrazione comunale.
Il Castello di Urgnano
I documenti del 1354 attestano la presenza di un castello all’interno di una lettera dell’arcivescovo e Signore di Milano Giovanni Visconti: egli in questa lettera ne ordinava la ristrutturazione e l’ampliamento data la sua importanza strategica. Il Castello si trovava infatti tra due importanti vie di collegamento ovvero la Strada Francesca che collegava Milano e Brescia e la Strada Cremasca che collegava Bergamo a Crema: inoltre la zona era spesso preda di atti vandalici e sconsiderati quindi l’ampliamento sarebbe stata una riconferma del potere visconteo in queste terre.
A Giovanni succedette Bernabò Visconti che fece ultimare i lavori di costruzione: il maniero si presentava a pianta quadrata, completamente in cotto come era uso nei castelli viscontei.
L’ingresso al Castello di Urgnano
Nel 1400 la cittadina era difesa sia dal castello che dalla cinta muraria che, successivamente, vennero distrutte e ricostruite più volte a causa di numerose battagli e atti vandalici che qui si svolsero.
Nel 1428 Urgnano, come tutto il territorio di Bergamo, divenne parte della Repubblica di Venezia, a seguito della pace di Ferrara del 19 aprile che sanciva i nuovi territori del ducato di Milano e della repubblica veneziana (è per questo, ad esempio, che Villa Gromo Mapello fu costruita come villa di delizia veneziana).
Il giardino pensile e il camminamento di ronda del Castello di Urgnano
Nel 1454 il castello divenne proprietà di Bartolomeo Colleoni, Duca di Bergamo, che firmò proprio nel castello il 12 febbraio 1454 la convenzione con gli abitanti della Val Brembana.
Grazie alla pace di Lodi del 9 aprile 1454 con la Repubblica di Venezia il territorio non venne più invaso dai Visconti e divenne legittima la proprietà da parte dei Colleoni che la mantennero fino a metà del 1500. Nel 1493 il castello ospitò Leonardo da Vinci (anche se non vi è una documentazione scritta che stabilisca la veridicità della data).
Nel 1539 il castello, i terreni e i fabbricati vennero venduti a Giovanni Gerolamo Albani, diventando di proprietà della famiglia Albani; il nuovo proprietario intraprese un altro rimarchevole lavoro di ristrutturazione e fece aggiungere nuove stanze. Con gli anni questo luogo divenne la residenza estiva della famiglia che ricoprì numerosi incarichi nell’amministrazione della città.
La Sala delle Grottesche
Facendo un salto temporale giungiamo al 1842 quando Venceslao Albani detto “Albanù” fece eseguire lavori di ammodernamento portando alla creazione di un giardino botanico e a opere scultoree di Giovanni Maria Benzoni. Venceslao fu un personaggio chiave non solo per la rocca ma anche per la città di Bergamo: fu Conte Palatino Ciambellano di sua Maestà Imperiale e Reale e cavaliere della Corona Ferrea di San Ludovico di Lucca. Da sottolineare inoltre come fu lui a far costruire la stazione di Bergamo e Viale Roma, la tratta ferroviaria Treviglio-Bergamo. La sua fortuna fu però effimera poiché la caduta dell’Impero Asburgico decretò la fine di Albanù che vide sequestrati molti dei suoi beni: un epilogo inglorioso per un uomo che tanto compì per questo territorio!
La Sala degli Stemmi
Struttura del Castello
A causa delle continue ristrutturazioni e sovrapposizioni di stili architettonici diversi il Castello di Urgnano si presenta molto diverso da com’era in origine: la struttura si sviluppa con il lato a ovest adibito a residenza privata mentre il lato nord è chiusa da mura merlate. Le due entrate principali sono complete di torri trecentesche e un tempo erano dotate di ponte levatoio. Delle quattro torrette presenti solo una risulta far parte della struttura originaria.
La Sala Rossa del Castello di Urgnano
Il viale che conduce al cortile e al giardino pensile è adornato da magnifiche statue ritraenti gnomi grotteschi del 1700: queste statue un tempo abbellivano i cortili e i giardini di molte residenze nobiliari. Le loro forme bizzarre rappresentano i vizi della società dell’epoca e permettevano agli ospiti sia di divertirsi che di imparare a discostarsi da questi comportamenti.
Un corridoio trincerato si collega inoltre con il giardino pensile interno. Gli interni sono stati arredati con mobili risalenti a varie epoche storiche e una parte del castello è dedicata a Leonardo da Vinci e alle sue scoperte tecnologiche.
La mia visita al Castello di Urgnano
Durante una delle numerose uscite primaverili in compagnia di Uomo Moribondo e #SuoceriVagabondi ci siamo diretti nella Provincia di Bergamo per visitare il Castello di Urgnano: grazie all’Associazione Lombardia Segreta è stato infatti possibile poter scoprire questa affascinante rocca situata tra le campagne bergamasche. Dopo la visita al Santuario di Caravaggio ci siamo dunque diretti a Urgnano e qui abbiamo scoperto un paese vivo e pulsante sviluppato proprio intorno alla sua rocca, il cuore del magnifico borgo: la visita, durata circa 1 ora e mezza, ci ha permesso di scoprire l’intricata e interessante storia del Castello di Urgnano, la dominazione viscontea, le vicende dei Colleoni e degli Albani, il declino della rocca e la rinascita degli anni ’80.
Il cortile e le statue degli gnomi
Il Castello non è solo un luogo di aggregazione ma un vero e proprio simbolo della città: al suo interno infatti vengono ospitati eventi, meeting, cerimonie e rievocazioni storiche, segno che davvero questo luogo è stato restituito ai cittadini.
L’interessante guida mai banale e sempre arricchente ci ha permesso quindi di scovare anche gli angoli più nascosti del Castello e di soffermarci all’interno delle sale più suggestive, come la maestosa Sala Rossa dotata di un maestoso camino settecentesco e da un incredibile soffitto ligneo originale.
All’interno molti ambienti presentano ancora gli affreschi originali del periodo visconteo e altre decorazioni successive: ciò permette di immergersi completamente nell’atmosfera solenne e maestosa di questa imponente rocca. Una delle sale che più mi hanno colpito è senz’altro la Sala degli Stemmi: era la più importante e qui si riunivano i nobili e veniva amministrata la giustizia. Il nome deriva dai numerosi stemmi araldici affrescati tra cui spiccano quello papale di Pio V, lo stemma cardinalizio di Giangerolamo Albani e quello della Famiglia dei Tassi (altra importante famiglia nobile della Bergamasca). La presenza di un camino seicentesco impreziosito da uno stemma decorativo di un matrimonio di Casa Albani rende inoltre ancor più sontuoso l’ambiente.
Le raffinate decorazioni a grottesche
Il camminamento di ronda permette poi di godere di un affascinante panorama sulla Chiesa dei Santi Nazario e Celso di Urgnano, dotata di uno dei campanili più sofisticati e imponenti della Lombardia.
É stato davvero arricchente e interessante poter scoprire il Castello di Urgnano con questa visita guidata così esaustiva: tale castello è a dir poco eccezionale e si presenta come un vero e proprio luogo di prossimità da continuare a valorizzare. Il Comune infatti sta svolgendo un lavoro incredibile e, grazie agli eventi che qui prendono vita, è possibile preservarlo e proseguire nell’opera di manutenzione.

