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Diario di viaggio: Umbria 2022 – Giorno 1

Inizia un’altra avventura tutta italiana che vi porterà a scoprire le incomparabili bellezze del territorio eugubino e non solo: Umbria 2022, un viaggio naturalistico e storico alla scoperta della “città medioevale più bella al mondo”. Pronti a viaggiare con me?

Una Partenza da incubo

Che io non stia bene di salute prima della partenza per un viaggio è ormai una costante: è vero, non sono proprio il ritratto della salute (probabilmente Esculapio mi avrebbe presa come caso di studio), però certi disturbi si ripresentano puntualmente rendendo i giorni antecedenti il viaggio un vero incubo. E così, afflitta da un tremendo mal di pancia, io e il Pirata ci apprestiamo a partire verso il Centro Italia a bordo della valchiria Puffa, pronti a spararci quasi 400 chilometri auspicandoci le migliori condizioni del traffico, e invece…

Tadadadan, tadadadan!

I guai arrivano fin da subito dato che a Piacenza si registrano le prime code provocate da non-si-sa-che-cosa che ci fanno perdere quasi un’ora (comprensiva della prima di una lunga serie di fermate forzate all’autogrill). Il carico da 90 ce lo mette Bologna che, non-si-sa-perché, deve essere sempre lo spauracchio dei vacanzieri della riviera ma pure di chi, come me, tenta di raggiungere l’agognata meta dalle Marche. E così altra fila, altra corsa: più di un’ora di coda senza un’apparente spiegazione ( il tutto mentre il mio corpo decide di regalarmi un’esperienza peggiore del tagadà quando si hanno undici anni e si vuole far colpo sulla ragazza più carina delle giostre).

Solo superata Cesena la giornata inizia a dare i primi segni di miglioramento, stato d’animo compreso: il Pirata, suo malgrado, tentava in tutti i modi di tenere alto il morale, inventando, all’occorrenza, bizzarre parole e storpiando il più possibile i tormentoni estivi passanti su RDS.

Uscendo a Fano e continuando tra statali e tangenziali il ricordo della visita a questa splendida cittadina ci ha fatto trovare un po’ di pace e l’iniezione di serotonina ci ha aiutato a raggiungere il sempre più agognato cartello “Umbria”. Il traguardo era finalmente in vista.

La verde Umbria

Alcune mete richiamano a sé quando meno ce lo si aspetti, mentre altre attendono solo di essere scoperte: il secodo caso è quello che riguarda l’Umbria e, in particolare, il territorio di Gubbio. Ho visitato per la prima volta questa regione in occasione del mio diciottesimo compleanno: i miei genitori, che già avevano capito quanto il mio animo irrequieto andasse tenuto a bada con un viaggio, mi regalarono un soggiorno di una settimana nel cuore dell’Umbria, presso un agriturismo immerso nel verde. Ricordo di aver visitato molte città, ma mai nessuna veramente con l’attenzione che meritava.

A distanza di tanto, troppo tempo, ritorno presso queste colline e questi verdi prati per il mio trentesimo compleanno!

Dopo aver pianificato attentamente il viaggio e dopo essere tornata dall’ incantevole Cipro, brulla e ocra, ero pronta per ripartire verso una regione lussureggiante, scegliendo come base Gubbio, la “città medioevale più bella del mondo”.

Con un motto del genere penserete che l’umiltà non è di casa a Gubbio e invece… Vi sbagliate: gli eugubini, fieri discendenti di antichi Umbri e Romani, sono persone schiette e accoglienti, in grado di lasciarvi un ricordo indelebile del loro territorio. Lo posso ben dire dopo aver conosciuto persone straordinarie che mi hanno accompagnato per brevi attimi fugaci in questo viaggio green, lento e interessante. I primi a colpirci in tal senso sono stati proprio i proprietari del B&B Paradiso Barbara e Marco, due persone squisite che ci hanno accolto nel loro “angolo di paradiso” incastonato tra gli strati della Gola del Bottaccione.

 

La loro struttura ricettiva non a caso è davvero un piccolo gioiello: dotata di solo due stanze confortevoli e dal retrogusto chabby chic, si palesa come una piccola oasi di pace alle porte di Gubbio, un luogo che sa di altri tempi e che accoglie con simpatia e semplicità gli ospiti provenienti da tutto il mondo. Con una colazione che prevede prodotti biologici e del territorio e con la presenza della mascotte Bessy, la piccola e rotonda cagnolina, tutto qui parla di Umbria e del suo essere “verde”.

Gubbio e le sue meraviglie

Dopo una splendida e calorosa accoglienza e una rinvigorente rinfrescata eravamo pronti a scoprire Gubbio, lentamente e con tante aspettative: saliti nuovamente a bordo della Puffa abbiamo raggiunto la meta in nemmeno 5 minuti di auto. Gubbio si è aperta davanti a noi come una matrioska composta da vicoli, edifici in pietra, piccole trattorie, norcinerie invitanti e tanta tanta storia da gustare e apprezzare. Grazie alla presenza di un turismo responsabile Gubbio si è dimostrata la città ideale dove poter trascorrere qualche giorno all’insegna del relax, ma anche alla scoperta della sua cultura. Abbiamo subito toccato i punti caldi di questo splendido borgo come Piazza dei Consoli, il Duomo e Piazza Giordano Bruno, per poi finire alla scoperta della Botte dei Canonici, situata all’interno di un piccolo negozio di souvenir (che poi si rivelerà anche la conclusione del Museo Diocesano): questo capolavoro di ebanisteria è lungo quattro metri e il diametro è di circa 2,90 metri; risalente ai primi del ‘500 poteva contenere 20124 litri di vino e si tratta della più grande botte completamente in legno (incredibilmente anche i suoi cerchi non sono in ferro) che sia sopravvissuta alle ingiustizie del tempo.

Un vero capolavoro!

Il proprietario del negozio, davvero gentile e molto disponibile, ci ha raccontato la storia e le caratteristiche di questa particolare botte e ci ha conquistato con la sua simpatia: su suo consiglio abbiamo deciso di raggiungere i giardini pensili e di visitare il Palazzo Ducale.

E così ci dirigiamo, felici e rallegrati, verso i giardini pensili da cui si può godere di un panorama mozzafiato: qui è anche possibile rilassarsi, mangiare una crescia (detta anche “torta al testo”) e respirare aria buona prima di proseguire alla scoperta della città.

La seconda tappa è il Palazzo Ducale: costruito per volere di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino (ve lo ricordate il mitico Federico? Ve ne avevo parlato nell’articolo riguardante Urbino), fu realizzato dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini e si tratta dell’unico esempio di arte rinascimentale all’interno di una realtà prettamente medioevale. Pregevoli sono i due armadi lignei secenteschi, i battenti di portone intarsiati riportanti gli stemmi dei Montefeltro e lo studiolo (in realtà si tratta di una pregevole replica di quest’ultimo che oggi si trova negli USA come proprietà del MET): voluto da Federico riporta tuttavia il nome di Guidobaldo I, figlio proprio del duca, il quale lo vide ultimato e lo utilizzò molto spesso.

Il Palazzo è perfetto per ospitare eventi e mostre e proprio nel corso della nostra visita era possibile assistere alla mostra “Federico da Montefeltro“, sviluppata in occasione del seicentenario dalla nascita di questa importante figura storica per il territorio eugubino: grazie a questa mostra mi è stato possibile conoscere meglio la figura del Duca, le sue passioni, la sua famiglia e la sua epoca: la mostra, inoltre, si sviluppa non solo all’interno di Palazzo Ducale ma anche presso il Museo Diocesano e Palazzo dei Consoli, due mete che avremmo visitato il giorno dopo con grande piacere. Il Palazzo Ducale ospita inoltre una pregevole quadreria con alcuni dipinti della scuola eugubina e non solo: dal sacro al profano, dall’antico al moderno, il percorso su due piani ispira ed evidenzia davvero piccoli capolavori che attendono solo di essere scoperti!

Rimasti fino all’orario di chiusura in modo da assaporarci ogni angolo di questo splendido edificio (senza dimenticare di scattare le fotografie ai pregevoli bonsai esposti nel cortile) decidiamo poi di dare una rapida occhiata al Duomo (anch’esso in chiusura) e di ritornare al negozio della Botte dei Canonici: qui il gentilissimo proprietario ha scritto per noi le indicazioni da seguire per fotografare la “Gubbio autentica”, passando da Via Galeotti e proseguendo verso luoghi non frequentati da turisti fino a Via Capitan del Popolo: un groviglio di viuzze, vicoletti, volte e saliscendi che ci hanno davvero fatto respirare la reale essenza di Gubbio! Sembrava davvero di aver svoltato non per una via della città ma direttamente per il Medioevo grazie alle splendide architetture in pietra. Per certi versi, in alcuni scorci, mi è sembrato di tornare a San Gimignano e San Marino, ma le tre realtà non si possono paragonare: tutte sono uniche e diverse anche se hanno punti di convergenza, ma di sicuro condividono il fascino e il mistero, due caratteristiche che davvero abbondano.

 

La conclusione della giornata

Sono passate le sette e tra una foto e l’altra lo stomaco inizia a languire! Decidiamo perciò di fermarci presso il Bar San Martino di Piazza Giordano Bruno per gustarci un abbondante tagliere di salumi del luogo accompagnato da crescia umbra: sapori intensi, decisi, dove il sale la fa da padrone ma non in modo invasivo bensì accarezzando la carne e donandolgi quel gusto avvolgente e peculiare. É vero, in Italia non si può mangiare male (a parte qualche rara eccezione dovuta all’incompetenza e non alla materia prima), ma ci sono dei luoghi dove i sapori rimangono impressi ed è il caso della cucina eugubina ed umbra: sarà l’atmosfera? La genuinità della materia prima? La gentilezza dei locali? Probabilmente è stato tutto l’insieme, ma quei sapori li ricordo ancora distintamente a distanza di mesi…

Le stanche membra non ci hanno consentito di esplorare ulteriormente Gubbio dato che eravamo davvero provati dal viaggio. Decidiamo quindi di rincasare presso il B&B dove le calde e soffici coperte ci hanno permesso di farci abbracciare da Morfeo e farci cullare da dolci sogni.

L’avventura eugubina è appena iniziata: luoghi, esperienze e bellezza ci attendono! Pronti a scoprire tanto altro sul nostro viaggio in Umbria?

Scoprite le bellezze dell’Umbria con il video da me realizzato! 

Vi è piaciuto il mio articolo? Scopritene altri sull’Umbria!

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