Il mio ultimo viaggio a Venezia (Luglio 2024, NdR) è stato incentrato quasi totalmente sulla figura di Giambattista Tiepolo e sulle sue opere d’arte: originario proprio della Serenissima, ha lasciato moltissime testimonianze all’interno della città (in particolare in chiese e palazzi storici) e nella provincia. É proprio qui che vi porto con questo articolo, a Mira, per scoprire la splendida Villa Valmarana! Pronti a scoprirla con me?
Dove: Via Valmarana 11 – Mira (Ve)
Per saperne di più visitate il sito ufficiale.
Cosa troverete in questo articolo
Storia di Villa Valmarana
Villa Valmarana è una Villa Veneta situata all’interno del Comune di Mira, in Provincia di Venezia. Il complesso in origine era costituito da una villa padronale, da due barchesse e da una chiesa dove sono sepolti i primi proprietari della nobile famiglia dei Valmarana. Questa importante famiglia vicentina si stabilì nelle campagne di Mira dopo il 1734 e negli anni ’60 Leonardo Valmarana diede ordine di ristrutturare il palazzo preesistente appartenuto ai Dolfin (vi ricordate i Dolfin, famiglia nobile Veneziana i cui membri sono stati anche patriarchi a Udine? Ve ne ho parlato nell’articolo dedicato a Palazzo Patriarcale).
L’edificio padronale era costituito da tre piani e aveva pianta a “T” con ingresso al piano nobile preceduto da una scalinata. Le due barchesse la affiancavano a est e a ovest mentre sul retro si trovavano tre ampie corti aperte corrispondenti ai tre caseggiati.
Le barchesse vennero costruite per espletare a pieno la funzione del complesso: quello agricolo. Già, perché i Valmarana avevano esteso di molto i loro possedimenti al di fuori della Serenissima e in molti di essi si occupavano dell’agricoltura, una delle fonti primarie di sostentamento dei nobili veneziani del ‘700. Grazie alla proliferazione delle Ville Venete sulla Riviera del Brenta queste case divennero sia centri di potere famigliare che luoghi di ritrovo per svago, incontri, cerimonie e feste.
Lo splendido Grande Salone di Villa Valmarana
Il figlio di Leonardo, Prospero, fu il vero protagonista della storia di Villa Valmarana: intraprendente e smanioso di distinguersi avviò un florido commercio di bachi da seta con l’Oriente e questo gli valse l’entrata di diritto all’interno del patriziato veneziano. Ma non bastò perché la sua arguzia e il suo incredibile spirito imprenditoriale lo condussero ancora più in alto, verso la nomina a Ministro del Commercio della Serenissima: essendo sempre molto impegnato in città Prospero desiderava un luogo intimo, lontano (ma non troppo) dagli sfarzi di una città che pian piano si avviava alla sua decadenza, e così designò proprio Mira come suo luogo ameno. Affidò quindi a uno dei maggiori architetti del’epoca, Giorgio Massari (lo stesso di Villa Cordellina Lombardi), la ristrutturazione della barchessa che ancora oggi possiamo visitare e ne fece una sontuosa foresteria affrescata nientepopodimeno che dal Giambattista Tiepolo e dalla sua bottega.
Uno dei piccoli salotti di Villa Valmarana
Lo splendore della famiglia giunse alle stelle tanto che Villa Valmarana accolse illustri ospiti, primo fra tutti il Pascià Kagy Agà Abdunahman, alleato, amico di Prospero e rappresentante del Bey di Tripoli.
Durante l’Ottocento la proprietà passò ai contadini della famiglia che trasformarono la barchessa di sinistra in casa colonica e quella di destra in cantina e osteria. Nel 1908 Antonio Baldan, proprietario dell’epoca, non potendo più mantenere l’enorme complesso decise di far abbattere la villa padronale e di mantenere le barchesse che seguirono destini differenti. Nel 1960 la barchessa un tempo adibita a foresteria venne acquistata dallo scultore Luciano Minguzzi che la fece restaurare. Successivamente la villa venne venduta nel 1976 al Dottor Menghelli e oggi i suoi discendenti, in particolare Luca, sua moglie Barbara, la piccola Lucrezia e il curioso Leopoldo, valorizzano questo luogo così particolare e magico offrendo la possibilità di una visita guidata davvero ricca ed esaustiva.
Struttura della Villa
Ciò che oggi si intende per “Villa” in realtà sta a indicare l’ultima delle due barchesse rimaste del complesso nobiliare dei Valmarana: come già vi ho raccontato infatti il corpo principale è stato demolito all’inizio del ‘900, quando ancora non si pensava di preservare il patrimonio artistico, mentre l’altra barchessa è stata poi venduta e si sono realizzate più unità immobiliari: la sua struttura è ancora parzialmente visibile anche se, comunque, le modifiche sono state profonde per meglio adattarla a questo nuovo scopo.
Gli ambienti di Villa Valmarana
Dunque la foresteria è sopravvissuta ed è tornata a risplendere: oggi è ribattezzata “Villa Valmarana” e sapientemente custodisce ancora lo sfarzo e la bellezza dei tempi di Prospero e accoglie i suoi visitatori grazie alle visite guidate ma è anche utilizzata come location per eventi, matrimoni, feste: un’ottima destinazione d’uso che permette ai proprietari di continuare a preservarla e a restaurarla, pezzo dopo pezzo.
La mia visita a Villa Valmarana
Prima di partire verso Venezia, la città meta del mio viaggio dedicato al Tiepolo, avevo scritto una mail ai proprietari di Villa Valmarana per chiedere se fosse possibile visitare questa incredibile dimora. In men che non si dica ho ricevuto una risposta positiva davvero cordiale e così, il giorno del ritorno, ci siamo diretti proprio qui, dopo la visita al Duomo di Mira: nonostante il ritardo accumulato a causa della precedente visita io e #PapàVagabondo siamo stati accolti come se fossimo persone di famiglia da Luca e Barbara che ci hanno anche offerto delle bibite dissetanti (il caldo era davvero afoso in quei giorni). Luca ci ha dunque raccontato nei dettagli la storia della sua dimora, le appassionanti vicende di Prospero e la riscoperta di questo gioiello da parte del Minguzzi.
Il maestoso porticato di Villa Valmarana
I due coniugi sentono come una vera missione la valorizzazione di questo luogo e sperano che anche la piccola e simpatica Lucrezia, la loro pargoletta, un giorno si possa appassionare a questa antica villa e continuare nel loro incessante lavoro: non solo restauro ma anche costante ricerca storica; Barbara infatti ci racconta come spesso si trascorrano giornate a consultare antichi manoscritti, documenti catastali, lettere e bolle per tentare di ricostruire la storia di Villa Valmarana e dei suoi abitanti: la sorte non è stata clemente con la splendida casa padronale ma forse ha voluto essere magnanima preservando almeno la foresteria e una parte dell’antico parco, oggi veri protagonisti di una storia che per anni è stata dimenticata.
Il possente soffitto affrescato da Giambattista Tiepolo
Grazie al loro profuso e costante impegno è garantito al visitatore una visita “sensoriale” ed emozionante: abbiamo varcato la soglia della foresteria con altissime aspettative, cresciute sempre di più a ogni parola di Luca e siamo rimasti folgorati dalla bellezza e dalla maestosità di questo luogo. Nonostante le stanze siano “solo” 4, esse sono assolutamente formidabili: i due coniugi hanno cercato i mobili d’epoca e la loro opera di ricostruzione storica è davvero lodevole.
E così Villa Valmarana è tornata a brillare ed è stata restituita ai suoi visitatori che, come un tempo, erano qui allietati da musica, balli e spettacoli. Il Salone Grande, affrescato dal nostro Giò. Batta, illumina il complesso: qui sono rappresentate le stagioni ma anche la nobiltà veneziana in memoria dell’ingresso di Prospero all’interno della sua cerchia. É inoltre presente l’unica raffigurazione del fiume Brenta rispetto a tutte le Ville Venete: esso è celebrato perché è proprio grazie a questo corso d’acqua che le ville ebbero così tanto successo.
Villa Valmarana vista dal parco
Il tavolo in legno massiccio è ancora quello di Luciano Minguzzi, in cui sono presenti gli “autografi” incisi di alcuni ospiti che frequentavano la casa: politici, giornalisti, gente di spicco e amici dello scultore che qui si ritrovavano a banchettare. La luce penetra dalle importanti finestre e illumina lo sfarzo e la bellezza di questi ambienti, così finemente decorati e arredati: testimonianze di Venezia e della sua grandezza si trovano nel mobilio e nei continui richiami alla sua storia grandiosa, ma anche nelle parole di Barbara e Luca che ci fanno sognare una città frenetica, in continua evoluzione ma che, inconsapevole, presto vedrà i suoi giorni gloriosi tramontare. Rivive dunque il mito di un giovane ambizioso e irruento, pronto a scalare la vetta del potere e conscio di avere una missione, quella di elevare la sua famiglia al rango nobile, cosa che poi gli riuscirà fin troppo bene: Prospero ha forgiato la fortuna dei Valmarana e ne ha decretato il successo che si manterrà per moltissimo tempo e che vive ancora oggi all’interno delle ville storiche rimaste.
Dopo aver visitato e fotografato minuziosamente gli ambienti interni ci siamo spostati all’esterno, sempre accompagnati da Barbara e da Luca e insieme abbiamo scoperto il suggestivo porticato, maestoso e imponente, e il roseto che ancora vanta varietà antiche e quasi perdute: il parco si apre a noi solenne e ci invita a scoprirlo lentamente e non possiamo che assecondarlo!
E così è giunto il momento di congedarci dai nostri gentilissimi ospiti: Barbara, Luca, Lucrezia e Leopoldo ci hanno fatto entrare nella loro casa come se fossimo di famiglia e io sono grata a loro e al blog per avermi fatto vivere questa incredibile esperienza. Senza Donna Vagabonda infatti non sarebbe avvenuto questo fortuito incontro, non avrei potuto scoprire un altro incredibile luogo storico, non avrei avuto l’opportunità di scrivere di Villa Valmarana e dei suoi eccezionali padroni di casa.
Ricevo in regalo uno splendido disegno realizzato dalla piccola Lucrezia che mi abbraccia e mi chiede di portarlo a Pavia: esaudisco con immensa gioia il suo desiderio.
Luca, Barbara, Lucrezia e Leopoldo in questo ritratto di famiglia
Salutiamo Villa Valmarana e i suoi custodi, con la speranza di rivederli presto e con la sicurezza che questo luogo non verrà mai dimenticato grazie al lavoro instancabile di Barbara e Luca, grazie alla gioia di Lucrezia e grazie alle fusa del mitico Leopoldo, il “vero” Signore di Villa Valmarana!

