A spasso tra le Ville Venete, un passatempo che ho scoperto e che ho amato fin dall’inizio: sapete infatti quanto io sia appassionata di luoghi storici e visitarli è una fonte di gioia indescrivibile. Se poi il mitico Tiepolo ci ha messo lo zampino beh, allora è magia pura: un artista che riesce sempre a emozionarmi e a farmi sognare, un uomo che è riuscito a realizzare dei capolavori senza pari non solo in Italia ma anche in Europa.
Il Veneto è stata sicuramente la “regione del 2024” grazie alle mie frequenti visite e spero che queste proseguiranno anche nel 2025. É proprio di una Villa Veneta che vi racconto in questo articolo, una delle più suggestive e particolari: Villa Valmarana ai Nani.
Pronti a scoprirla con me?
Dove: Via dei Nani 8 – Vicenza (VI)
Per saperne di più visitate il sito ufficiale.
Contenuti dell'articolo
Storia di Villa Valmarana ai Nani
Villa Valmarana ai nani è una celebre Villa Veneta situata presso la città di Vicenza, sulle falde del colle di San Bastian. Il soprannome “ai Nani” è stato attribuito dalla stessa famiglia Valmarana per distinguerla rispetto alle altre proprietà e per la presenza di 17 sculture in pietra raffiguranti dei nani oggi disposte sul muro di cinta che racchiude la residenza.
Villa Valmarana ai Nani
Il primo edificio venne costruito per volere di Giovanni Maria Bertolo e fu completato nel 1670. Negli anni successivi vennero aggiunti altri corpi di fabbrica quali una barchessa, una foresteria e una stalla: la sua posizione però ha fatto sì che la villa fosse occupata come edificio residenziale e non come centro agricolo come spesso accadeva per altre ville venete (pensiamo a Villa Valmarana di Mira).
La foresteria di Villa Valmarana ai Nani
Nel 1720 i Valmarana acquisirono la proprietà che ancora oggi è in possesso di questa nobile famiglia: caratteristica della villa è proprio il fatto di essere ancora abitata e, nonostante ciò, aperta al pubblico ben 6 giorni alla settimana. Un incredibile esempio di valorizzazione di un bene storico eccezionale.
La Cina nello specchio
Nel 1736 Giustino Valmarana incaricò Francesco Muttoni del restauro della villa: egli progettò i frontoni triangolari, le scalinate e le torrette della palazzina, nonché l’ampliamento delle arcate della foresteria e la costruzione delle scuderie. Per la decorazione degli interni venne chiamato Giambattista Tiepolo che, insieme al figlio Giandomenico, realizzò nel 1757 la decorazione di tutti gli edifici del complesso, ancora oggi visitabili e ammirabili.
Il corpo principale di Villa Valmarana
Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’aprile del 1944, alcune bombe incendiarie colpirono e devastarono la villa: gran parte del soffitto della Sala dell’Eneide venne distrutto e la perdita fu davvero incommensurabile. Quasi tutti gli affreschi vennero dunque asportati dalla loro sede: fu un processo complesso ma questo consentì di preservarli e oggi si ritrovano nella loro posizione originale.
Putti con pappagallo – Giambattista Tiepolo
Trovandosi a poca distanza da Villa Capra detta “La Rotonda” (di proprietà di un altro ramo della famiglia Valmarana) è spesso visitata insieme a questa ultima.
Struttura della Villa
Goethe, Viaggio in Italia, 24 Settembre 1786.
I “nani” di Villa Valmarana ai Nani
Persino il sommo letterato espresse parole di apprezzamento per una delle Ville Venete più famose all’epoca e tutt’oggi: non si può davvero rimanere indifferenti davanti alla bellezza di questo gioiello storico e architettonico.
La decorazione dei Tiepolo si distingue nettamente sia per tecnica che per soggetto: Giambattista si dedicò infatti ai temi mitologici e classici, qualcosa che conosceva assai bene, mentre Giandomenico preferì raffigurare scene di vita quotidiana e paesaggi esotici che richiamassero mete lontane (in particolare orientali).
La foresteria affrescata da Giandomenico Tiepolo
Il corpo centrale è forse il luogo dove meglio si può ammirare la bravura e la maestria di Giambattista: nell’atrio è raffigurato il Sacrificio d’Ifigenia, probabilmente la più nota rappresentazione artistica di Ifigenia in assoluto, mentre ai lati si trovano i Soldati fra colonne e la Flotta greca in Aulide. Sul soffitto sono invece rappresentati Diana e Eolo mentre sopra le porte si trovano le personificazioni dei fiumi di Giandomenico Tiepolo.
Il Sacrificio di Ifigenia – dettaglio – Giambattista Tiepolo
La sala dedicata all’Iliade propone il meraviglioso Teti consola Achille, fulgido esempio di maestria del Tiepolo che ritrae l’eroe acheo perso in una totale malinconia per la perdita di Briseide.
Si passa poi all’ambiente dedicato all’Ariosto con la rappresentazione della Liberazione di Angelica dall’Orca di Ebuda e un romantico ritratto di Angelica e Medoro. Si prosegue poi con la sala dedicata all’Orlando Furioso dove grande spazio trovano gli affreschi Ruggero salva Angelica e Angelica incide il nome di Medoro sulla corteccia: il paesaggio ha un ruolo chiave così come i personaggi che si muovono in esso, riprendendo il tema bucolico e rappresentando la Primavera che dona serenità, una netta ripresa del tema del “locus amoenus“.
La Sala dell’Iliade di Villa Valmarana ai Nani
Si continua con un vero e proprio tour all’interno delle ambientazioni dell’Eneide e della Gerusalemme Liberata: viene celebrato “l’eroismo della rinuncia amorosa” come adempimento di un destino eroico con la raffigurazione di Enea che abbandona Didone e con Rinaldo che lascia la maga Armida. Un certo romanticismo si può ritrovare in queste due opere, una vera e propria esaltazione della vita eroica a discapito di tutti i vizi e dell’amore.
Angelica e Medoro di congedano dai pastori che li hanno ospitati – dettaglio – Giambattista Tiepolo
Spostandoci poi nella foresteria si può distinguere uno stile più moderno con richiamo all’Illuminismo e scene di vita quotidiana raffigurate da Giandomenico che qui mostra tutta la sua bravura e la netta distinzione dei soggetti da lui prediletti: nelle sue opere si rappresentano, infatti, spaccati della società veneta dell’epoca con grande risalto della campagna e dei suoi abitanti. C’è grande cura nella rappresentazione degli abiti, sia quelli dei nobili che quelli dei popolani. Nel ciclo di affreschi sono poi presenti dei rimandi a luoghi esotici come la Cina: il Maestro non è mai stato in questi luoghi ma riesce a cogliere alcuni elementi che vengono finemente riproposti, non senza però prendersi qualche libertà.
La stanza cinese affrescata da Giandomenico Tiepolo
Giambattista invece si dedica solo alla Stanza dell’Olimpo dove si ritrova la sua tipica mano e il gusto per il tema Classico.
Esiste poi una leggenda dedicata alle statue dei nani poste sulla cinta muraria: si dice che la figlia del signore della villa fosse affetta da nanismo e che i custodi e i servitori fossero scelti solo tra persone anch’esse affette da tale patologia perché non si voleva far conoscere alla ragazza il proprio “difetto fisico”. Un giorno però la giovane vide entrare nella villa un principe alto e meraviglioso e per la vergogna del suo stato essa si tolse la vita. I servitori, scoperto l’accaduto, si strussero dal dolore e si tramutarono in pietra. Nonostante il loro stato essi continuano a vegliare l’eterno sonno della giovane nobildonna, dall’alto della loro posizione.
Le divinità greche affrescate da Giambattista Tiepolo
La mia visita a Villa Valmarana ai Nani
Villa Valmarana ai Nani è stata l’ultima tappa del viaggio a Vicenza di Aprile 2024: in questa breve ma intensa gita fuori porta io e #PapàVagabondo abbiamo avuto l’occasione sia di scoprire i luoghi del Tiepolo a Vicenza sia di visitare alcune Ville Venete come Villa Cordellina Lombardi e Villa Zileri Motterle e non potevamo di certo lasciarci scappare uno dei luoghi dove i due artisti, padre e figlio, hanno davvero creato un capolavoro senza pari!
Villa Valmarana ai Nani e il suo giardino all’italiana
E così ho deciso di prenotare la visita guidata insieme allo storico Giuseppe Vallortigara che ci avrebbe condotto alla scoperta delle opere ma anche della storia di questa villa che, grazie alla famiglia Valmarana, non ha mai smesso di splendere di luce propria!
Giunti con largo anticipo ho potuto immediatamente assaporare le meraviglie della Foresteria in una visita pressoché solitaria dove ho immortalato gli affreschi dei Tiepolo: forse qui più che in qualunque altro luogo è possibile osservare somiglianze e differenze nello stile dei grandi artisti ma io, personalmente (e ormai lo sapete), preferisco il mitico Giò. Batta, pur non negando assolutamente la bravura e il genio di Giandomenico. Ogni ambiente è perfettamente conservato e ospita inoltre arredamento dell’epoca originale: pensiamo dunque ai nobili che qui, come Goethe, si fermavano durante i loro Grand Tour per ammirare il genio tiepolesco ma anche come ospiti della potentissima famiglia (e i Valmarana avevano davvero moltissime proprietà sparse tra la Provincia di Vicenza e quella di Venezia, come appunto Villa Valmarana visitata a Luglio del 2024).
Il Sacrificio di Ifigenia – la cerva condotta dai putti – dettaglio
La visita guidata è stata estremamente coinvolgente ed esaustiva: nonostante conoscessi molte delle nozioni dello storico è stato per me un immenso piacere approfondire la storia della nobile famiglia, della residenza e dei due Tiepolo. Grazie a Giuseppe ho infatti ammirato da vicino i capolavori e colto ogni loro sfumatura, cosa che è possibile solamente grazie a una visita guidata di questo calibro, davvero arricchente.
I temi classici e il trionfalismo del Giò. Batta sono qui enfatizzati da una location davvero eccezionale che, per fortuna, è stata risparmiata almeno in parte dai disastri della Seconda Guerra Mondiale: immaginiamo il lavoro che ci deve essere stato per preservare questi gioielli artistici e soprattutto il poco tempo a disposizione che avranno avuto i proprietari per mettere al sicuro le immense e grandi opere (non solo per bellezza ma anche per dimensioni).
La deliziosa foresteria con gli affreschi di Giambattista Tiepolo
Il corpo principale si apre con la maestosa rappresentazione del Sacrificio di Ifigenia: qui la maestria del Tiepolo permette davvero di cogliere tutto il suo genio grazie a un sapiente gioco prospettico che dona dinamismo all’opera e che fa immergere lo spettatore nella scena. Siamo proprio lì, davanti ad Agamennone pronto a sacrificare la sua figlia più bella per chiedere il favore degli Dei dopo che lo stesso Re aveva offeso la Dea Artemide uccidendo una delle sue cerve.
Nel dipinto si può notare la foga e i vivi sentimenti che scuotono la scena: Calcante, colui che doveva eseguire la sentenza, ha lo sguardo verso il cielo, rammaricato e visibilmente disperato per il gesto che sta per compiere mentre Ifigenia è totalmente conscia della sua fine e si ritrova abbandonata tra le braccia del suo carnefice. Sullo sfondo e ai lati sono presenti i soldati e Agamennone con il volto coperto in vesti militari, troppo impegnato a non osservare la dipartita violenta della figlia per notare che, sulla sinistra, giunge una cerva trasportata da alcuni putti, la quale prenderà il posto della giovane nel sacrificio, per volere della stessa Artemide.
Donna Vagabonda a Villa Valmarana ai Nani davanti al Sacrificio di Ifigenia
Una delle opere più famose e più vive della produzione tiepolesca che però, nonostante la sua importanza, non oscura le altre poste nelle sale laterali che, ancora una volta, mostrano l’amore per il pittore per il tema classico. Un’altra opera che mi ha davvero colpito è Teti consola Achille: il fiero guerriero sembra quasi uscire dalla parete grazie alla sua posizione al di fuori della scena e alla sua postura. Il valoroso acheo si dimostra affranto e dubbioso, una veste insolita rispetto all’immagine virile che comunemente abbiamo di questo eroe omerico: eppure l’Amore ha colpito anche il possente soldato e la madre, la ninfa Teti, accorre dalle acque per supportarlo. Una scena secondo me molto toccante e che il Maestro ha saputo realizzare in maniera sapiente.
L’arte di Giambattista si mescola con quella di Giandomenico
Non saprei dire quale opera sia la mia preferita: adoro tutta la produzione tiepolesca e quindi è per me impossibile fare una vera e propria classifica, ma posso ben affermare che a Villa Valmarana ai Nani il Tiepolo ha dato il meglio di sé e ha raffigurato con opere maestose e solenni il meglio della mitologia e del racconto classico.
La visita, della durata di circa due ore, permette davvero di conoscere in maniera dettagliata e approfondita Giambattista e Giandomenico. Consiglio dunque di scegliere un’esperienza di questo tipo che periodicamente i proprietari della villa offrono così da apprezzare a pieno ogni sfaccettatura di questa lussuosa dimora.
Contadini che riposano – Giandomenico Tiepolo
Vicenza dunque si conferma una meta di prim’ordine per quanto concerne le attrazioni: non solo un seducente centro storico e dei musei davvero interessanti, ma anche ville storiche di una bellezza travolgente e tanta, tantissima arte che non può non ammaliare anche il visitatore più refrattario. Tiepolo poi ha davvero la capacità di incantare e di stupire grazie alla grandiosità delle sue opere che sembrano davvero parlare al cuore dei suoi spettatori un linguaggio universale, quello della bellezza.

