Durante il mio viaggio alla scoperta delle Residenze Sabaude alla fine dello scorso anno (2023, NdR), ho potuto ammirare le maestose Residenze Sabaude inserendo all’interno dell’itinerario luoghi suggestivi e magnifici: dopo avervi raccontato della Palazzina di Caccia di Stupinigi è giunto il momento di conoscere insieme Villa della Regina. Pronti?
Dove: Strada comunale Santa Margherita 79 – Torino (TO)
Per saperne di più visitate il sito ufficiale.
Storia di Villa della Regina
Villa della Regina è una splendida villa seicentesca torinese, situata nella parte orientale e collinare della città, presso il quartiere di Borgo Po.
Fatta costruire per volere di Maurizio di Savoia, Cardinale e Principe d’Oneglia dal 1641 (e per questo conosciuta dapprima come “Villa del Principe Cardinale”), passò tra gli averi della moglie Luisa Cristina di Savoia per poi essere adibita a residenza estiva di ben due Regine: Anna Maria d’Orléans e Polissena d’Assia, Regine di Sardegna. Per questo singolare fatto la Villa assunse poi la denominazione odierna, ossia “Villa della Regina“.
Villa della Regina dal Belvedere
Oggi è amministrata dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte e fa parte del circuito delle Residenze Reali Sabaude in Piemonte: dal 1997 è iscritta alla Lista del Patrimonio dell’umanità come parte del sito seriale UNESCO Residenze sabaude.
Progettata intorno al 1615 dall’architetto Ascanio Vitozzi, un volto noto a corte dato che fu anche il Progettista del Palazzo Reale di Torino, venne inizialmente concepita come residenza di campagna. Data la prematura scomparsa del Vitozzi, che morì prima di vedere il suo progetto realizzato, il lavoro venne affidato a Carlo e Amedeo di Castellamonte.
Il Cardinale Maurizio di Savoia decise di stabilirsi qui e di rinunciare alla sua toga dopo essersi sposato con la giovanissima Luisa Cristina, sua nipote appena tredicenne (lui aveva quarantanove anni ma si sa che all’epoca non si badava molto alla differenza di età tra due coniugi). Maurizio era molto colto e ospitò presso questa residenza illustri scienziati, letterati, filosofi: le arti e le scienze erano di casa e l’ambiente divenne davvero molto in voga.
Il Salone d’Onore di Villa della Regina
Durante il Settecento divenne la residenza d’elezione delle Regine sabaude che qui trascorrevano del tempo di qualità attorniate dalle fidate dame di compagnia. Anna Maria di Orléans, inoltre, affidò all’architetto di corte Filippo Juvarra (ve lo ricordate? Proprio lo stesso Juvarra che progettò la Palazzina di Caccia di Stupinigi e la Venaria) il compito di rammodernare le sale secondo il gusto dell’epoca: il risultato eccelso è ancora sotto ai nostri occhi oggi. Tanto era amata questa residenza che la corte vi si tratteneva per tutto il mese di Settembre: la villa era proprio un luogo di delizia e di svago!
Nonostante la parentesi napoleonica la villa riuscì a rimanere indenne e venne poi ceduta da Vittorio Emanuele II all’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le guerre di indipendenza italiane: la villa dunque non fu più proprietà privata sabauda ma divenne sede delle sezioni di Lettere e Arti. Il piano nobile fu adibito a scuola e i due loggiati sul salone rococò ospitarono le classi di cucito e di disegno. Molti arredi vennero trasferiti dunque al Quirinale, soprattutto nel corso del regno di Umberto I.
Passeggiando tra le stanze della Villa
Se Villa della Regina scampò alla crudeltà napoleonica questo non avvenne durante il secondo conflitto mondiale: i bombardamenti alleati distrussero totalmente la volta affrescata da Corrado Giaquinto che ritraeva “l’Olimpo” e parte centrale del salone principale, opera dei fratelli Valeriani, rappresentante “l’Aurora“. Sempre nel corso degli stessi bombardamenti andò completamente distrutto l’edificio attiguo alla villa, detto Palazzo del Chiablese.
A causa di questo orrendo disastro il collegio venne chiuso nel 1943 e la villa venne totalmente dimenticata fino al 1994: grazie alla Sopraintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte questo edificio tornò a brillare di luce propria con un lavoro mastodontico di restauro e disinfestazione (pensate che negli anni più bui la residenza fu letteralmente “invasa” da un volume di ben 400000 metri cubi di piante!).
Solo nel 2007 Villa della Regina fu aperta al pubblico e dal 2008 il giardino ospita nuovamente le vigne che già nel ‘700 erano presenti.
Scoprite l’articolo dedicato al Castello Reale di Valcasotto!
Struttura della villa
Villa della regina si trova presso il quartiere di Borgo Po, precisamente sullo spartiacque tra la Val San Martino e la Val Salice.
La sua struttura segue i tipici dettami dell’architettura seicentesca e si contraddistingue per uno splendido giardino all’italiana a forma di anfiteatro situato nella parte posteriore.
La facciata di Villa della Regina
Il corpo centrale della facciata è in posizione avanzata rispetto ai due padiglioni laterali e il tetto è coronato da una balaustra a forma di ferro di cavallo ospitante 6 statue. Di fronte alla facciata si trova il cosiddetto Gran Rondeau: si tratta di una piazza-terrazza ellittica costituita da una doppia scala con fontana centrale dedicata al Dio Nettuno e alle divinità fluviali.
All’interno della villa si trovano le opere di Giovanni Battista Crosato, Giuseppe Dallamano, Claudio Francesco Beaumont, Daniel Seiter e Corrado Giaquinto. Di pregevole fattura sono i quattro Gabinetti Cinesi realizzati in legno laccato e dorato (gli arredi di uno di essi sono stati trasferiti al Quirinale durante il regno di Umberto I).
Il ritratto di Maria Adelaide e il complesso della Reggia di Venaria
Il salone centrale, riccamente decorato, è il fulcro della dimora ed è uno dei primi ambienti che si incontra all’interno della villa.
La mia visita a Villa della Regina
Durante il mio viaggio alla scoperta delle Dimore Sabaude di Torino e dintorni non potevo certo non dedicarmi alla scoperta di uno dei luoghi più pittoreschi e caratteristici della città: Villa della Regina. Con la sua posizione defilata rispetto al Centro Città e con la sua caratteristica strutturazione questa residenza è una delle più suggestive anche se non una delle più grandi.
Scoprite l’articolo dedicato al Castello Reale di Racconigi!
Prima di visitarla ci siamo appurate che fosse aperta contattando telefonicamente la struttura: dato il periodo festivo non eravamo certe degli orari di apertura e così ci siamo informate… E abbiamo fatto bene: inizialmente la visita era prevista per il nostro primo giorno di soggiorno ma, date le festività in corso, alla fine abbiamo dovuto riprogrammarla per l’ultimo giorno. Poco male, i cambiamenti di itinerario fanno parte dell’essenza unica del viaggio.
Nonostante si trovi all’interno di Torino è forse meno conosciuta rispetto a Palazzo Reale o alla Reggia di Venaria, ma questo non inficia affatto sulla sua bellezza e sulla sua eleganza, anzi: proprio perché non è una meta considerata “imprescindibile” dal turismo di massa io e #MammaVagabonda abbiamo potuto visitarla quasi totalmente in solitudine e con i nostri tempi, potendoci dedicare all’osservazione minuziosa di ogni suo angolo.
Questa residenza “è donna” e come tale parla di donne straordinarie che hanno lasciato nel tempo la loro impronta: i suoi interni sono delicati e raffinati, semplici e di buon gusto. Nonostante i chiarissimi riferimenti al barocco (ah, il mio barocco!) manca quella pomposità, a tratti esagerata, delle grandi residenze. Si nota fin dopo aver varcato il suo ingresso che questo è un luogo appartato, silenzioso, oserei dire quasi celato.
Il ritratto della Regina Margherita
Gli ambienti sono più raccolti anche se non sono affatto piccoli: il mobilio di buon gusto così come le tappezzerie suggeriscono che qui ci si è dedicati con cura a ogni sala per renderla accogliente ma anche famigliare. Tra i ritratti presenti spiccano quelli di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, moglie di Vittorio Emanuele II, e della Regina Margherita, la cui raffigurazione è la stessa che si può ammirare all’interno del Castello di Racconigi, che “vegliano” su questo splendido maniero.
Scoprite l’articolo dedicato alla Palazzina di Caccia di Stupinigi!
Nonostante il tempo non fosse dei migliori abbiamo comunque voluto addentrarci all’interno del meraviglioso giardino: imponente e maestoso, si rivela al visitatore con discrezione e solo passeggiando tra i suoi viali fino allo stupefacente Belvedere Superiore si può comprendere la sua grandezza e la sua infinita bellezza.
Donna Vagabonda a Villa della Regina
Uno scenario unico, fiabesco e romantico, si para davanti ai nostri occhi: Villa della Regina sembra essere qui da sempre e veglia sui torinesi dalla sua posizione riservata in tutta la sua radiosità.

