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Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 5

Torniamo a immergerci nelle incredibili e seducenti atmosfere marocchine con il Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 5! Lasciato il deserto ci dirigeremo verso la Valle del Todra, dove si trovano le Gole del Dades. Una zona selvaggia e tortuosa del Marocco davvero suggestiva e perfetta per chi, come la vostra Vagabonda, ama scoprire i luoghi naturali dei Paesi che visita. Torniamo insieme in Marocco? Venite con me!

Marocco

28 Luglio – 11 Agosto 2024
Media passi giornalieri: 14645 – 112,68 km totali percorsi a piedi – 2340 km percorsi con pullman (circa)

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Giorno 6 – Erg Chebbi – Erfoud – Gole del Todra – Tinghit

Hotel Kasbah Taborihte

Il risveglio dalla magica nottata nel deserto, dove abbiamo dormito letteralmente sotto le stelle e dove queste hanno illuminato i nostri sogni e i nostri pensieri, si è rivelato tutt’altro che dolce: tutti abbiamo sofferto una gran sete dato che probabilmente eravamo disidratati dalla giornata precedente e dal caldo “mangiato” nel deserto. La vostra Vagabonda ha bevuto circa un litro e mezzo d’acqua nel giro di 10 minuti non appena alzata: mai bevuta tanta acqua in vita mia in una sola volta e ora, a distanza di tempo, ne comprendo il motivo. Provato dal viaggio intenso ma soprattutto dalle temperature altissime, il mio corpo mi ha chiesto forzatamente di fermarmi: sono iniziati i dolori di stomaco, l’intestino era tutt’altro che a riposo e questa giornata si è rivelata davvero difficile non solo per me ma anche per buona parte del nostro gruppo.

Preoccupati e debilitati lasciamo il campo tendato nel deserto cercando di scacciare le ansie con i ricordi della giornata precedente: oggi, in ogni caso, a parte i lunghi spostamenti le attività sono tutto sommato tranquille quindi possiamo staccare senza sentirci troppo in colpa.

La prima tappa è stata la cittadina di Erfoud, famosa per i suoi datteri: qui moltissime bancarelle li propongono e anche il nostro autista Hassan ci invita ad acquistarli dato che sono a buon mercato. Io non li apprezzo particolarmente quindi lascio agli altri la compravendita per dedicarmi a scattare qualche fotografia al mercato del bestiame: centinaia di pecore e di capre sono qui infatti vendute, barattate e scambiate con trattative che sembrano infinite. Non è facile poter scattare fotografie poichè non tutti gli abitanti del posto sono ben disposti a farsi immortalare, motivo per cui mi devo accontentare di una fugace visione d’insieme.

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 5 – Il mercato del bestiame a Erfoud

Terminati gli acquisti raggiungiamo un negozio di fossili e di chincaglierie varie: il Marocco infatti è molto famoso per la sua attività estrattiva e per le scoperte paleontologiche, basti pensare che moltissimi resti di Spinosauro (Spinosaurus aegyptiacus) sono stati rinvenuti proprio in questo Paese. Nonostante l’abbondante presenza di minerali e fossili di eccezionale pregio il Marocco purtroppo è famoso anche per essere un Paese che produce un’infinita quantità di copie e contraffazioni e, in questo negozio, non ne mancavano: l’usanza più comune è quella di tingere cristalli di quarzo o di celestina (di colore naturale bianco o incolore) con tinture accese (e spesso tossiche) per attrarre visivamente il cliente finale. É così che migliaia di geodi e di cristalli vengono ogni anno venduti nelle fiere spacciandosi per minerali variopinti e fosforescenti quando in realtà si tratta solo di mera contraffazione (e, purtroppo, da Presidente dell’Associazione Mineralogica e Paleontologica Pavese e organizzatrice di Mineralpavia ne ho visti fin troppi di campioni così). Questo antipatico giochino non risparmia nemmeno i fossili che spesso vengono incollati su matrici false o peggio riassemblati con resti di vari organismi, tutto per impressionare il compratore finale: è un vero peccato perché il Marocco vanta davvero pezzi unici che non avrebbero alcun bisogno di modifiche da parte dell’uomo.

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 5 – Pecore e agnelli in vendita a Erfoud

Nonostante gli insistenti tentativi da parte del venditore di “appiopparci” qualcosa di palesemente contraffatto il gruppo ha desistito e siamo risaliti rapidamente sul nostro mezzo: sicuramente non avrà apprezzato la mia presenza che ha fatto sì che, almeno per quel giorno, gli affari andassero male. Speriamo che da questa lezione si impari a vendere solo oggetti originali e non manomessi, anche se questa “missione” sembra davvero irrealizzabile!

Dopo il solito pranzo a base di tajine e poullet lungo la strada finalmente giungiamo presso il nostro alloggio: l’Hotel Kasbah Taborihte. Le mie condizioni di salute sono sempre più precarie, la disidratazione si fa sentire e i continui tiri mancini dell’intestino mi preparano al vero colpo di grazia: la presenza degli infiniti scalini che conducono alla nostra camera!

L’hotel presenta una camera spaziosa e silenziosa, ma in quanto accessibilità ci sarebbe davvero molto da migliorare, anche solo per chi ha un bagaglio come noi non troppo ingombrante. Alla fine, dopo che mi è sembrato di scalare il Monte Everest, ho conquistato la mia vetta: il gigante e super morbido letto matrimoniale!

Il caldo, anche quel giorno, non ci ha risparmiati e viste le condizioni di salute di buona parte del gruppo il nostro Coordinatore Gabriele decide di proporre solo una breve gita presso le Gole del Todra: io, con molto dispiacere, rinuncio e preferisco prendermi il resto della giornata per riposare e per riacquistare le forze. Una giornata di pausa ci vuole, in ogni viaggio.

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 5 – Le Gole del Todra

La serata trascorre placida e tranquilla e io mi lascio andare tra le braccia di Morfeo, sognando il Marocco e le sue bellezze.

Spese per questo giorno

60 Dirham Pranzo

80 Dirham Merenda e acqua

Totale: 140 Dirham

Giorno 7 – Gole del Todra – Tinghit – Gole del Dades – Ait Ben Addou

Riad Maktoub

Un nuovo giorno inizia tra i canyon marocchini!

Dopo un sonno ristoratore finalmente la vostra Vagabonda è tornata in forze ed è pronta a scoprire le meraviglie di questo affascinante Paese! La prima tappa della mattinata sono di nuovo le Gole del Todra, una breve passeggiata che ha permesso a tutti i membri del gruppo rimasti in hotel il giorno precedente di godersi lo spettacolo di questo profondo canyon situato nella zona orientale della catena montuosa dell’Alto Atlante.

Le Gole del Todra e i villeggianti

Formate dall’erosione dei fiumi Todra e Dades sono alimentate solo in piccola parte da un piccolo ghiacciaio. Al loro interno è presente una strada asfaltata soprelevata rispetto al letto del torrente: un tempo isolate, oggi sono meta di turismo locale e internazionale e sono assai apprezzate dagli alpinisti grazie alla presenza di più di 150 itinerari realizzati all’interno del canyon. Il calcare compatto e la rossa arenaria si ergono fino a quasi 500 metri di altezza e sembrano tingere il cielo di carminio: ci sentiamo abbracciati da queste imponenti pareti naturali, vere e proprie sculture che l’acqua e il vento hanno modellato nel corso di migliaia di anni.

Il campeggio alle Gole del Todra

Lasciamo le Gole del Todra per dirigerci verso altre spettacolari gole, quelle del Dades: con un percorso assolutamente panoramico e a dir poco eccezionale per forme e colori ci inoltriamo ancora più in profondità nell’Alto Atlante. Le Gole del Dades sono situate tra Boumalne Dades e M’semrir: ancora una volta l’autore di queste opere d’arte è il fiume omonimo che scorre per metà del suo corso nelle zone montagnose.

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 5 – Verso le Gole del Dades

Le gole erano originariamente formate da rocce sedimentarie che si sono depositate in ambiente marino per un lunghissimo periodo di tempo, dal Giurassico (l’era dei sauropodi come il brachiosauro per intenderci) all’Eocene, dopodiché si sono letteralmente disidratate durante l’orogenesi alpina dell’Oligocene. Il fiume Dades si è dunque formato durante il processo di sollevamento delle rocce e ha scavato le marnie, l’arenaria (onnipresente in Marocco, ormai lo avrete capito) e il calcare. Rispetto a quelle del Todra sono molto più articolate tanto da essere classificate in tre serie:

Esiste poi una Quarta Serie situata a nord dell’Oasi Boumalne ma è diversa dalle precedenti in quanto la varietà delle rocce è più ampia, ricoprendo un periodo che va dal Cretaceo fino all’Eocene.

Le vorticose Gole del Dades

Le Gole del Dades sono una famosa meta turistica naturalistica frequentata sia dai locali che dagli stranieri: qui i paesaggi sono a dir poco fenomenali e le numerose kasbah, molte delle quali abbandonate, si stagliano sul terreno roccioso e sembrano quasi fare a gara con l’imponenza del canyon. Ammirare le strade strette e tortuose, il famoso “cervello dell’Atlante” e godere dell’ospitalità degli abitanti sono solo alcune delle cose che si possono fare qui, in questo paesaggio che sembra più marziano che non terrestre.

Il Cervello dell’Atlante

Io, letteralmente, non so più dove posare lo sguardo e più volte chiedo al nostra autista di potersi fermare per scattare fotografie e documentare il tutto: da buona naturalista non posso fare a meno di ammirare con somma gioia e profondo rispetto questi giganti rocciosi che sembrano essere qui da sempre. Come guardiani vegliano sui viaggiatori che qui si avventurano: sembrano intangibili le pietre che qui sussurrano una storia antica e lontana e io, come una bambina ascolta assorta una favola, odo il loro canto, sfuggente e profondo.

La geologia, da sempre una mia passione, riesce ad emozionarmi ancora una volta: queste sfumature rossicce, bordeaux, sanguigne e giallastre si mescolano creando una tavolozza calda e variopinta, uno spettacolo che solo la Natura può rivelare.

Donna Vagabonda alle Gole del Dades!

Sorpassate le gole il paesaggio inizia via via a cambiare e da alto e imponente diventa brullo e ben presto i maestosi giganti lasciano posto alla macchia mediterranea: le piane sono popolate da agricoltori e pastori che qui praticano una vita modesta ma davvero piena.

A metà pomeriggio raggiungiamo la nostra prima meta: la Kasbah Amridil.

La sua maestosità ci colpisce subito al primo sguardo, così come la simpatia della guida Reda che ci delizia con una visita molto divertente e scherzosa, dove non si risparmiano battute e doppi sensi: dopo l’ultimo giorno in cui la fiacchezza ci ha spossato ci voleva qualcosa per tirare su il morale del gruppo e questa visita è proprio calzata a pennello!

La Kasbah Amridil

La Kasbah Amridil è una residenza fortificata situata nell’Oasi di Skoura, non lontana da Ouarzazate: è considerata una delle più impressionanti kasbah del Marocco tanto da essere ritratta nella banconota da 50 dirham nelle serie del 1987 e del 2002. Fondata nel diciassettesimo secolo faceva prima parte di un villaggio fortificato, ovvero uno ksar. Alla fine del diciannovesimo secolo M’hamed Ben Brahim Nasiri, un esperto giurista, venne scelto da Madani El Glamoui, noto statista dell’epoca e personaggio pubblico di spicco, come maestro di Corano per i suoi figli: come ringraziamento il giurista, che viveva presso lo ksar, fece erigere la kasbah che possiamo ammirare ancora oggi. Questo luogo è stato inoltre scelto come location cinematografica per molte produzioni internazionali come Lawrence d’Arabia, La Bibbia e Hanna.

La kasbah è sempre stata contraddistinta da un’economia di totale autoproduzione e sussitenza: niente qui veniva spercato o buttato e tutto ciò che si produceva veniva consumato e utilizzato per più scopi. Ancora oggi i discendenti della famiglia Nasiri la abitano e hanno qui allestito un piccolo museo dedicato alla cultura tradizionale: arnesi, attrezzi, un forno per il pane, il tornio per le olive, tutto qui è antico ma ancora totalmente funzionante. L’architettura si sviluppa su ben quattro piani intorno ad un patio centrale, come è tipico delle case marocchine.

É stato assai interessante poter scoprire questa kasbah sotto ogni punto di vista: è incredibile come, nonostante le altissime temperature e i muri spessi, all’interno si mantenga una temperatura gradevole e costante, merito delle tecniche di costruzione impiegate e dei materiali semplici come paglia e argilla. In un angolo della casa, vicino ad una finestra, noto qualcosa di assai famigliare: le impronte di un gatto qui impresse per sempre. Reda sorride e mi dice che solo i veri amanti dei gatti notano questo dettaglio, sottolineando come questi animali siano da sempre compagni affezionati dei popoli berberi e dei marocchini. Del resto, in Marocco sono davvero ovunque!

Impronte di felino alla Kasbah Amridil

Scattiamo una foto di gruppo e ci dirigiamo verso la nostra prossima meta: Ouarzazate, la capitale del cinema in Marocco!

Se la mattina è stata dedicata alla passione della vostra Vagabonda, ovvero la geologia, il pomeriggio invece è stato dedicato a quella di Marito Moribondo, ovvero il cinema! Sì perché qui si trovano gli Atlas Corporation Studios dove vennero e vengono tutt’ora girati molti film ambientati nel deserto. Nonostante non ci sia stata occasione di visitare gli studios, c’è stato il tempio di visitare la Kasbah di Taourirt, location di numerose produzioni come James Bond 007 – Zona pericolo, Il Gladiatore, Le colline hanno gli occhi e il suo sequel oltre a molti altri. Insomma, la manna per Gabriele!

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 5 – La Kasbah di Taourirt a Ouarzazate

All’interno della kasbah, a pagamento, ci dirigiamo soltanto io e due membri del gruppo, ovvero Marco e Simona, incuriositi da questa imponente architettura ristrutturata negli anni ’30 e oggi disabitata: qui il silenzio regna sovrano ed è interrotto solo da qualche breve folata di vento che smuove la sabbia. Nonostante sia una struttura più recente della kasbah precedente troviamo che sia comunque molto suggestiva: proprio il suo essere letteralmente deserta la rende unica e totalmente diversa dalla Amridil.

La bottega artistica alla Kasbah di Taourirt

Troviamo qui, con nostra sorpresa, una piccola bottega artistica con alcune opere ad acquerello: la kasbah è sicuramente il soggetto principale di queste opere ma anche i berberi, i dromedari, le dune del deserto sono dipinti con maestria e capacità. Non posso fare a meno di acqusitare un piccolo quadretto con il ritratto della kasbah, in ricordo di questa magnifica ed emozionante giornata!

Le vie silenziose della Kasbah di Taourirt a Ouarzazate

Terminato il nostro breve ma esaustivo tour a piedi di Ouarzazate e del suo mercato di chincaglierie ci dirigiamo verso l’alloggio più spettacolare in cui abbiamo soggiornato: il Riad Maktoub. Questa splendida struttura ricettiva, situata ad Ait-Ben-Haddou, consta di una ventina di stanze situate in parte al piano terra e in parte rialzate intorno ad una splendida piscina. Il contrasto con le piastrelle smeraldo della vasca con il carminio del mattone rendono questa struttura un vero luogo da Le Mille e una Notte! La stanza è confortevole, spaziosa e freschissima, arredata in stile marocchino e dotata di un piccolo spazio esterno con tavolino e sedie.

Benvenuti al Riad Maktoub!

Appena vediamo la piscina pensiamo tutti all’unisono la stessa cosa: è ora di tuffarsi!

Non perdiamo tempo e subito ci infiliamo il costume, pronti per un bagno rinfrescante e rigenerante: i sorrisi del nostro gruppo così affiatato e compatto ci ricaricano totalmente le batterie. Osservo, felice, questa scena conviviale: il racconto delle nostre avventure, il ricordo dell’esperienza con i dromedari nel deserto, la voglia di scoprire ancor di più questo Paese meraviglioso che ha portato via, come il vento tra le dune, un pezzettino del nostro cuore.

Il Riad Maktoub dalle nostre stanze

Spese per questo giorno

75 Dirham Pranzo

75 Dirham souvenir

40 Dirham acqua

Totale: 190 Dirham

In Marocco ogni giorno è un’avventura: scoperte, meraviglia, paesaggi che lasciano letteralmente a bocca aperta. Un viaggio nel viaggio, indimenticabile!

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