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Spello

E si torna a raccontare della nostra splendida Italia, un gioiello davvero eccezionale fatto di borghi pittoreschi, natura rigogliosa e luoghi storici sempre interessanti. Durante il mio viaggio tra i borghi dell’Umbria di Febbraio 2024 ho potuto scoprire deliziose cittadine abbarbicate sui colli e dal sapore autentico: una di queste è sicuramente Spello, conosciuta come la “Città dei Fiori”. Pronti a scoprirla con me?

Cosa troverete in questo articolo

Per orientarsi

Cosa fare: fatevi ammaliare dal centro storico e dai suoi vicoli fioriti. Da non perdere le famose Infiorate
Cosa mangiare: assaggiate la Torta al Testo e gli Strangozzi

Perugia e dintorni 2024

Spello, dal latino Hispellum, è un comune italiano di circa 8000 abitanti situato in Umbria, in Provincia di Perugia. Borgo rinomato e famoso soprattutto per le sue caratteristiche Infiorate, fa parte del circuito de “I Borghi più belli d’Italia” e si fregia della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Il borgo si trova nella Valle Umbra, a 280 metri sul livello del mare e la sua superficie si estende in montagna, collina e pianura, in particolare sulle pendici della catena del Monte Subasio.

Spello immersa nella nebbia

Fondata dagli Umbri e colonizzata dai Romani, fu dichiarata “Colonia Giulia” da Giulio Cesare e “Splendidissima Colonia Julia” da Augusto dato che lo supportò nella guerra di Perugia contro Lucio Antonio, ma il suo splendore cessò con la discesa delle popolazioni barbare che la misero a ferro e fuoco. Divenuta poi parte del Ducato di Spoleto durante l’età longobarda entrò a far parte dei possedimenti papali e nel 1516 fu infeudata alla potente famiglia dei Baglioni che la mantennero fino al 1648.

Spello oggi

Il borgo di Spello è un luogo vivo e visitato tutto l’anno: sono infatti numerose le iniziative culturali e i luoghi di interesse qui presenti che rendono il borgo un’attrattiva turistica d’eccellenza. Imperdibili sono sicuramente le Infiorate che vengono svolte la nona domenica dopo la Pasqua, in occasione della festa del Corpus Domini: gli infioratori lavorano tutto l’anno per realizzare tra il sabato pomeriggio e la domenica mattina tappeti e quadri floreali in tutte le vie del centro storico.

Vicolo colorato a Spello

I soggetti sono volti a onorare il passaggio del Corpo di Cristo, portato in processione dal Vescovo, con un percorso di circa 1,5 chilometri di pura arte e maestria, tanto che il mitico Steve McCurry ha definito per tale motivo Spello:

Un paesino dove mettono i fiori per strada con un design molto particolare. È stato molto affascinante.

Ma Spello non sono solo le infiorate: la sua anima vibra e pulsa accogliendo il visitatore con scorci e vicoli colorati e allegri, dipinti da piccoli vasetti in terracotta fioriti e da architetture superbe e maestose come la Porta di Venere e le Torri di Properzio o come la Chiesa di Sant’Andrea che custodisce uno dei più celebri e maestosi capolavori del Pinturicchio, la Madonna in Trono e Santi. E ancora non si può non perdersi tra i suoi vicoli stretti e caratteristici fino a raggiungere la Chiesa di San Severino e l’opera “L’Albero della Vita” di Andrea Roggi.

L’Albero della Vita

Grazie alla produzione di un olio davvero eccellente la cittadina di Spello fa inoltre parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio ed è anche famosa per la lavorazione del lino.

La mia visita a Spello

Durante il mio viaggio invernale, insieme a #Papàvagabondo, alla scoperta di Perugia e dintorni non ho potuto fare a meno di inserire nel mio itinerario la cittadina di Spello, così iconica e particolare: sono stata molto fortunata perché dopo giorni di tempo avverso, compresi continui scrosci a Perugia che hanno pregiudicato la possibilità di scattare fotografie con la meravigliosa luce di questo suddetto periodo, finalmente il Sole ha fatto capolino e ha illuminato le splendide vie del magico borgo.

Piazza della Repubblica

Parcheggiata l’automobile presso il Parcheggio Pubblico di Via Sant’Anna ci siamo subito immersi in un’atmosfera suggestiva e piacevole: la città si stava risvegliando e per le strade c’erano pochissime persone e quasi nessun turista. La prima tappa è stata la Chiesa di Santa Maria Maggiore che ospita un capolavoro senza pari: la Cappella Baglioni. Qui il Pinturicchio, tra il 1500 e il 1501, diede il meglio di sé raffigurando un ciclo pittorico imponente e maestoso che comprende:

Le decorazione venne commissionata dal priore Troilo Baglioni e fu l’ultima commissione importante di Pinturicchio in Umbria prima di trasferirsi a Roma e a Siena. Nella seconda metà del XVI secolo la cappella venne pavimentata con mattonelle in ceramica di Deruta dell’artista detto “Il Frate” e venne successivamente restaurata tra il 1976 e il 1977.

La splendida Cappella Baglioni

Ammaliati da questo capolavoro abbiamo poi deciso di perderci volutamente tra le vie tortuose del borgo scoprendo una città ridente e ricca di scorci mozzafiato. Suggestivo è il Palazzo Comunale di Spello e il Loggiato di Palazzo Urbani, ma ciò che più ha colpito la mia attenzione sono stati i piccoli angoli adornati da vasi colorati e fiori profumati che qui vengono realizzati e curati nel più piccolo dettaglio. Infatti ogni anno si tiene il Concorso “Finestre, Balconi e Vicoli Fioriti” che mira a valorizzare e premiare questi cantucci che paiono tavolozze di pittori.

Porta Venere e Torri di Properzio

C’è davvero da perdersi e da rimanere ammaliati a osservare questi piccoli e graziosi “rifugi di natura” che, nonostante il periodo non sia dei migliori per le fioriture, ospitano comunque una buona varietà di piante creando sfumature e giochi di colori davvero eccezionali. La bellezza di Spello risiede in questi luoghi silenziosi eppure così vivi che rendono ancor più unico un borgo davvero strepitoso: ogni incrocio permette di ammirare le caratteristiche case in pietra che si intrecciano in un gioco di architetture armonioso e accogliente, tanto da farci più volte dire “qui ci abiterei”, e con giusta ragione!

Gli splendidi vasi colorati di Spello

Il Sole riesce a illuminare con dei timidi raggi i numerosi vasetti decorati e la mia mente torna subito a Córdoba e al mio viaggio in Andalusia dove i fiori sono davvero sacri e dove i Patios gareggiano ogni anno per dimostrare quale sia il più suggestivo. Questa tradizione dei vasi colorati e fioriti è dunque presente anche in Italia e probabilmente Spello è il suo massimo rappresentante.

Dettaglio dei vasetti colorati

Giungiamo infine alla Chiesa di San Severino e allo splendido Albero della Vita: qui incontriamo un gruppo di turisti tedeschi che con spirito di osservazione e con la voglia di scoprire (nonostante l’età, va detto, perché la maggior parte di loro era ultrasettantenne), ci racconta le avventure di viaggiatori di lunga data, persone che hanno girato il mondo e che ora si ritrovano ogni anno in un luogo italiano per trascorrere le meritate vacanze. Quest’anno è toccato a Spello e all’Umbria: il loro italiano farfugliato non lascia dubbi su quanto essi amino il Bel Paese e su come sia per loro un estremo piacere ritornarvi. Trascorriamo con loro dei bei momenti e ne approfittiamo per farci scattare una bella fotografia, a ricordo di questa visita così emozionante.

Io e #PapàVagabondo a Spello

Spello è stata una piacevolissima scoperta e un luogo che sicuramente visiterò nuovamente sia durante le Infiorate che in periodo estivo, per rimanere estasiata, ancora una volta, dalla sua bellezza prorompente!

E voi siete mai stati a Spello? Raccontatemelo nei commenti!

Vi è piaciuto questo articolo? Scopritene altri sull’Umbria!

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