Nel mio eterno vagabondare cerco sempre di trovare luoghi particolari, lontani dalle rotte turistiche più famose e di cogliere il meglio da ognuno di questi: durante il mio ultimo viaggio a Napoli (Aprile 2025, NdR) ho potuto dedicare una giornata alla scoperta dell’Isola di Procida, un vero gioiello del Mar Tirreno e del Golfo di Napoli. Pronti a scoprirla con me?
Cosa troverete in questo articolo
Per orientarsi
Cosa fare: raggiungete a piedi o con i mezzi pubblici i luoghi più affascinanti dell’Isola come Corricella e Palazzo d’Avalos
Cosa mangiare: assaggiate i limoni di Procida, grossi e poco acri, gustate le alici e la pescatora povera
Procida è un’isola del Golfo di Napoli appartenente, insieme all’isolotto di Vivara, al gruppo delle Isole Flegree. L’isola si trova a soli 3,4 chilometri dalla terraferma (il cosiddetto Canale di Procida) ed è collegata da un piccolo ponte alla vicina isoletta di Vivara.
L’isola di Procida dal battello
Le variegate coste, alcune basse e sabbiose mentre altre a picco sul mare danno origine a baie e insenature che da sempre offrono riparo ai pescatori e alle piccole imbarcazioni. Questa conformazione fisica ha permesso la nascita di tre porticcioli e gran parte del litorale è tutelata dall’area marina protetta Regno di Nettuno che si estende attorno alle isole del Golfo, ovvero Ischia e le stesse Procida e Vivara.
Il centro abitato è diviso in nove contrade, chiamate comunemente grancìe: Sent’co che comprende il porto commerciale di Marina Grande dove sbarcano traghetti e aliscafi, Terra Murata (ovvero il borgo più antico), Corricella, San Leonardo, Santissima Annunziata, Sant’Antuono, Sant’Antonio e Chiaiolella.
Marina Grande e le sue case colorate a Procida
Procida oggi
La placida isola di Procida è una perla splendente facilmente raggiungibile da Napoli o dalle altre isole come Ischia tramite traghetto o aliscafo. Contrariamente ad altre isole forse più famose, come Capri, è ancora lontana dalla dinamica del turismo mordi e fuggi e chi vi si reca è alla ricerca di tranquillità, paesaggi pittoreschi e buon cibo. Il ritmo è lento e il continuo saliscendi delle sue viuzze ha influenzato anche l’urbanistica: è ancora possibile ammirare l’antico nucleo abitativo di Case Vascello (XVI secolo) costituito da case contraddistinte dalla presenza di archi e scale rampanti. L’arco ha funzione di ingresso mentre ai piani superiori si nota la presenza di un terrazzo chiamato qui vèfio, l’elemento più caratteristico di questi edifici.
Edifici tipici di Procida a Casale Vascello
Chi visita Procida lo fa per staccare dai ritmi frenetici della vita cittadina e per godersi una vacanza all’insegna della tranquillità e del buona cucina: qui infatti si possono trovare splendide e riparate spiagge come quella di Chiaiolella, quella del Postino, la Spiaggia della Lingua e ancora quella di Ciraccio. Non solo mare però, infatti sono numerosi i luoghi dove poter ammirare i piccoli e variopinti centri abitati: da Marina Grande potete raggiungere facilmente a piedi Corricella e godervi dei tramonti pittoreschi che sembrano uscire da un quadro.
Marina di Corricella
Procida è un’isola che va visitata consapevolmente: bisogna abbandonare l’idea del turismo “mordi e fuggi” e godersi la visita a pieno. Anche il semplice passeggiare tra le vie e il fermarsi a osservare il mare diventa qui rigenerante. Gli abitanti sono accoglienti e felici di mostrarvi le bellezze di quest’isola attraverso un viaggio tra artigianato locale e cucina casereccia al profumo delle onde. L’isola è diventata senz’altro celebre grazie alle pellicole Il Postino e Il Talento di Mr. Ripley e dopo essere stata premiata come Capitale Italiana della Cultura 2022, ma tutto ciò non ha cambiato il volto autentico de L’Isola di Arturo, tanto cara ad Elsa Morante.
La mia visita a Procida
Fin da quando ho iniziato a pianificare il mio viaggio a Napoli ho inserito nel mio itinerario la visita a Procida: un’isola di cui avevo solo sentito parlare, in particolare da una ex-collega proprio procidana, e che avevo sempre e solo visto in fotografia. Le sue architetture mi ricordavano vagamente Burano, altra isola che amo particolarmente, con i suoi colori accesi e la sua vita lenta e raccolta. Invece di puntare verso le più famose Ischia e Capri, che ancora non ho mai visto, ho quindi fatto rotta verso Procida: avevo voglia di scoprire le sue magnifiche case color pastello, di assaggiare i suoi piatti veraci e semplici, di ammirare le sfumature dei suoi edifici. Nonostante sapessi fin da subito che non avrei potuto esplorare tutta l’isola per questioni logistiche (ho preferito acquistare i biglietti del traghetto invece che dell’aliscafo per potermi godere il viaggio, ma questo ha sicuramente tolto del tempo alla visita), non mi sono pentita di aver scelto di visitarla, anzi, ora ho ancora più voglia di scoprirla nella sua interezza e di tornarci il prima possibile.
Donna Vagabonda è sbarcata a Procida!
Da Napoli, presso il Porto Marina Calata Porta di Massa, io e #PapàVagabondo abbiamo acquistato i biglietti per il traghetto della Caremar che in circa un’ora ci ha condotti su questa isola variopinta insieme a due gentilissimi viaggiatori di Mantova che ci hanno tenuto compagnia per il viaggio di andata. Napoli dal mare è ancora più spettacolare di quanto lo si immagini e quale migliore occasione se non questa per poterla ammirare?
Corricella vista dal belvedere omonimo
Approdati a Marina Grande abbiamo scattato alcune fotografie del piccolo borghetto dal porto e dalla baia, cercando di imprimere all’interno delle nostre macchine il giallo, il rosa e il ceruleo delle sue case: la Chiesa di Santa Maria della Pietà e San Giovanni Battista si staglia proprio davanti al porto e si riconosce per le sue architetture fluide e morbide. Da qui ci siamo spostati verso Corricella per ammirare uno dei luoghi più suggestivi dell’isola: dal Belvedere Corricella, in Via San Domenico, è infatti possibile ammirare tutto il porticciolo illuminato dai raggi del Sole.
Palazzo d’Avalos e Punta dei Monaci
Da qui si può anche accedere al Muro dei Migranti che rende omaggio agli antenati procidani che lasciarono l’isola verso un futuro incerto (attenzione, il muro non è sempre visibile in quanto il cancello di accesso viene chiuso durante alcune ore della giornata). Sempre attraverso questa ripida scalinata, oppure tramite la più semplice Discesa Graziella, si raggiunge poi il cuore della Corricella con i suoi localini tipici, tra cui la Locanda del Postino, così chiamata perché qui vennero girate alcune scene del film Il Postino: noi abbiamo pranzato proprio qui e abbiamo gustato una deliziosa tagliatella ai frutti di mare e un’abbondante e freschissima frittura di paranza, con il mare che incorniciava i nostro volti assai soddisfatti!
Toccante è stata poi la visita a Palazzo d’Avalos, l’ex carcere di Procida: nonostante la struttura non sia completamente agibile, negli anni una parte del vecchio istituto penitenziario è stata ristrutturata e oggi è possibile visitarla in solitaria o con visita guidata. All’interno si trovano le celle con gli indumenti dei detenuti e i resti dell’opificio qui istituito dai gesuiti: i prigionieri dovevano infatti lavorare la canapa e molti dei loro attrezzi, nonché i gomitoli, sono ancora qui esposti.
L’ex carcere a Palazzo d’Avalos
Inquietante ma davvero importante dal punto di vista storico è la presenza dell’ambulatorio medico in cui si trova ancora la sedia per le visite e gli oggetti del personale: il carcere ospitava circa 500 detenuti ed erano presenti anche degli ergastolani. I crimini erano vari: brigantaggio, furti, omicidi e non solo, infatti qui vennero incarcerati anche degli importanti gerarchi fascisti. Il carcere venne chiuso nel 1988 e nel 2013 tutto lo stabile passò nelle mani del Comune che da allora si occupa della sua rivalorizzazione.
Il dormitorio all’ex carcere di Palazzo d’Avalos
Un luogo di memoria che forse non ci si aspetterebbe di trovare su di un’isola ridente come Procida, ma che ben ci fa comprendere come questo luogo può essere sia paradiso che inferno, a seconda di come lo si vive.
I nostri ultimi momenti a Procida li abbiamo trascorsi a Marina Grande, con una fresca granita di limoni di Procida e una squisita delizia al limone: eravamo dispiaciuti di non aver potuto visitare tutta l’isola ma molto soddisfatti della nostra esperienza che ci ha permesso di realizzare fotografie davvero indimenticabili, a cui spesso ancora oggi ripenso.
Donna Vagabonda e #PapàVagabondo a Procida

