Il mio ultimo viaggio on the road tra Toscana e Lazio (Luglio – Agosto 2023, NdR) mi ha portato alla scoperta di luoghi dalla bellezza straordinaria e dalla storia unica: è così che ho potuto visitare borghi, palazzi e castelli sconosciuti al turismo di massa, vere chicche preziose e meravigliose che mi hanno permesso di conoscere più approfonditamente la storia di questi territori. Uno di questi luoghi sicuramente è la Certosa di Trisulti: pronti a scoprirla con me?
Dove: Via Trisulti 8, Collepardo (FR)
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Storia della Certosa di Trisulti
La Certosa di Trisulti è un monastero situato nel comune di Collepardo, in Provincia di Frosinone, all’interno della Selva d’Ecio a 825 metri di altitudine. Il nome “Trisulti” deriva dal latino tres saltibus con cui si indicava un castello del XII secolo gestito dalla potente famiglia dei Colonna, che con la sua posizione dominava tre valichi (o salti).
Il Chiostro Grande della Certosa di Trisulti
L’abbazia fu costruita nel 1204 vicino a una precedente struttura benedettina del 996 (di cui oggi rimangono alcuni ruderi): fu voluta da Papa Innocenzo III e assegnata ai Monaci Certosini.
Il complesso subì numerose trasformazioni durante i secoli e attualmente lo stile predominante è sicuramente il barocco.
La Chiesa di San Bartolomeo
Nel 1947 è passato sotto alla Congregazione dei Cistercensi di Casamari e dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali la gestisce tramite il Polo museale del Lazio.
Struttura della Certosa
La struttura della Certosa è imponente e ben visibile all’alto: all’interno delle mura si ritrovano vari ambienti, un tempo funzionali alla vita dei monaci, come il refettorio, il chiostro, la farmacia e la chiesa.
Nel piazzale principale si trovano l’antica foresteria romano-gotica di origine medioevale e la chiesa dedicata a San Bartolomeo, alla Vergine Assunta e a San Bruno: questa fu più volte rimaneggiata e la precedente struttura gotica venne rimpiazzata da un impianto decorativo barocco. Al suo interno si trova un’iconostasi divisa in due parti, di enorme pregio e grandezza: quella dei conversi e quella dei padri. Spiccano inoltre i due cori lignei, il primo del 1564 e il secondo del 1688. Molte delle opere pittoriche, non solo della chiesa ma anche di altri ambienti, sono opera di Filippo Balbi, tra cui un dipinto sulla strage degli innocenti.
L’esterno della Chiesa di San Bartolomeo
Gli affreschi della volta, raffiguranti una Gloria del Paradiso, sono stati realizzati da Giuseppe Caci nel 1683: sua è anche la pala d’altare che raffigura una Madonna in trono con il Bambino e i santi Bartolomeo e Bruno.
Uno degli edifici che maggiormente spicca, nonché uno dei più interessanti di tutto il complesso, è sicuramente quello dedicato all’antica farmacia, risalente al XVIII secolo: decorata con affreschi trompe-l’œi, segue la moda dell’epoca in fatto di decorazioni (in auge era tornato lo stile pompeiano) e sembra invitare il pellegrino, o il visitatore, a entrare e a immergersi in un luogo quasi fantastico.
La sala d’attesa viene soprannominata anche “salottino del Balbi“, dall’artista già menzionato, una vera e propria opera originale in cui si distingue il ritratto del monaco Benedetto Ricciardi, sempre in tecnica prospettica trompe-l’œi.
Oggi la farmacia non è più in uso ma conserva ancora molti vasi e contenitori che ospitano rimedi e farmaci di epoche passate.
La splendida farmacia
Il refettorio e la foresteria vengono oggi utilizzati per mostre temporanee ed esposizioni artistiche, mentre il chiostro grande (detto anche della clausura) un tempo fu uno degli ambienti più frequentati dai monaci.
La mia visita alla Certosa di Trisulti
La Certosa di Trisulti è un luogo che mi ha davvero emozionata: non avevo idea della sua esistenza fino a che il proprietario dell’hotel dove abbiamo alloggiato a Fiuggi ce ne ha parlato. Del resto non era così fuori mano rispetto all’itinerario iniziale, quindi perché non visitare questo imponente luogo storico?
Detto fatto, l’ultimo giorno in Ciociaria è stato proprio il momento deputato alla sua visita e così io e Uomo Moribondo ci siamo diretti pieni di aspettative alla Certosa: aspettative che non sono state affatto disattese, anzi!
I giardini del Chiostro Grande
Appena varcata la soglia si percepisce la solennità del complesso: un lungo camminamento conduce infatti al cuore della struttura, alla chiesa e ai suoi edifici principali. La Certosa si può visitare sia in solitaria che con una guida e noi abbiamo scelto di visitarla in totale autonomia: in ogni angolo si respira maestosità ma anche grande religiosità, un senso di pace interiore davvero incredibile.
Visitare il Chiostro Grande è stato come ripercorrere i momenti della vita dei monaci, tutti avvolti da un solenne silenzio: non saprei spiegare il motivo ma quel giorno, nonostante le molte persone presenti per le visite guidate, nessuno si era avvicinato al chiostro, consentendomi di scattare fotografie davvero eccellenti e con una luce a dir poco straordinaria.
La Sala d’Attesa della Farmacia
I luoghi che più mi hanno colpito sono sicuramente la Chiesa e la Farmacia: ormai sapete che tra Barocco e Manierismo io “mi sciolgo senza pudore” e poter ammirare la volta affrescata, il tripudio di tutti gli angeli sul soffitto, quei colori vividi e quel trionfo di figure religiose beh, è stato per me davvero emozionante! I cori lignei si sposano davvero in maniera eccellente con il ciclo di affreschi, sempre molto didattici come dovevano essere all’epoca. Qui non solo i monaci ma anche i fedeli potevano conoscere alcuni episodi storici e biblici nonché molte raffigurazioni di santi e figure care alla religione cattolica.
L’ampio soffitto affrescato della Chiesa di san Bartolomeo
La farmacia, con le sue decorazioni bizzarre e divertenti, si discosta completamente dalla pomposità della chiesa e sembra essere stata affrescata per intrattenere i suoi ospiti: c’è qualcosa di irriverente negli affreschi bucolici e scanzonati che sembrano far parte più di un edificio pubblico che di un luogo sacro. Qui la religiosità lascia il posto alla laicità e le figure degli angeli vengono soppiantate da grottesche e figure fantasiose oltre che da uomini e maschere “goffe”. Decorazioni che davvero non ci si aspetterebbero all’interno di un luogo come questo! Ma forse tutto è correlato alla funzione dell’edificio: vero è che da sempre i monaci hanno studiato rimedi e intrugli naturali per curare i mali che ci affliggono, quindi perché non inserire elementi profani che ben si sposano con arcani esperimenti?
Gli interni della Farmacia
La visita non si poteva concludere senza aver scattato alcune fotografie alla Terrazza della Peschiera dove sorge una grande vasca con acqua dai colori brillanti ospitanti una piccola statua della Madonna: da qui si possono ammirare, in parte, alcuni degli edifici del complesso, riflessi nella limpida acqua cobalto della grande vasca.
La vasca della Terrazza della Peschiera
Sono davvero molto contenta di aver seguito il consiglio del nostro host: spesso infatti i locali ci permettono di scoprire luoghi di indubbio fascino e poco conosciuti al di là del loro territorio di appartenenza e la Certosa di Trisulti è stata proprio un’autentica sorpresa!
La Certosa di Trisulti è un luogo affascinante e senza tempo: immersa in una lussureggiante foresta di querce, sui Monti Ernici, spicca come uno dei luoghi di culto meglio conservati dell’intero Centro Italia. Un vero gioiello da ammirare!
Informazioni utili
La Certosa di Trisulti si trova all’interno del Comune di Collepardo, in Via Trisulti n.8.
L’accesso alla Certosa è gratuito e il complesso è aperto in estate tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:00, mentre in inverno è aperta con orario continuato dalle 10:00 alle 16:00.
Per ulteriori informazioni sugli orari di apertura e sulle visite guidate visitate il sito ufficiale.

