Pavia è una città d’arte splendida che è riuscita a coniugare la bellezza dei suoi monumenti (dalla Basilica di San Michele alle sue Torri medioevali) alla pace e alla tranquillità del verde cittadino: Pavia, infatti, è una città ricca di verde pubblico grazie alla presenza di ben due parchi molto importanti all’interno del perimetro del Comune, il Parco della Sora (estensione del Parco del Ticino) e il Parco della Vernavola. In questo articolo approfondiremo quest’ultimo.
Il Parco della Vernavola ieri e oggi
Il Parco della Vernavola è uno dei parchi cittadini di Pavia, il più esteso, nonché uno dei più antichi: le sue origini si fanno risalire a Galeazzo II Visconti il quale volle istituire, intorno al 1360, un “Parco Vecchio” ideale per la caccia e il Parco della Vernavola odierno era proprio il centro di questo suo progetto. L’area fu poi ampliata da Gian Galeazzo Visconti e rimase una zona verde per secoli.
Parco della Vernavola in fiore
Istituito formalmente nel 1985 e riconosciuto dalla Regione Lombardia come Zona Naturalistica all’interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino, oggi è un parco aperto al pubblico che ospita un’area giochi per bimbi (zona Torretta – Ingresso da Via Vigentina), un maneggio e la Cascina Colombara, azienda agricola e fattoria didattica.
Il parco come oasi di biodiversità
Il Parco della Vernavola si estende per circa 35 ettari all’interno del Comune di Pavia e deve il suo nome alla Roggia Vernavola, piccolo corso d’acqua lungo circa 15 chilometri e affluente del più imponente Ticino. Il corso del fiume ha modellato il parco creando meandri e zone golenali dove la flora spontanea della Pianura Padana ha trovato un luogo perfetto per svilupparsi.
Dal punto di vista faunistico il parco ospita numerose specie di avifauna come germani reali (Anas platyrhynchos), gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus), ghiandaie (Garulus glandarius), capinere (Sylvia atricapilla), parrocchetti dal collare (Psittacula krameri) e altri. Di notevole interesse è anche la presenza di alcuni mammiferi come la volpe (Vulpes vulpes), la lepre (Lepus europaeus) e il cinghiale (Sus scrofa).
La presenza di una ampia varietà floristica ha permesso lo sviluppo di più ambienti, alcuni più legati al contesto delle marcite, altri più legati alla presenza della Vernavola. Fra le essenze arboree degne di nota ci sono la betulla bianca (Betula pendula), il frassino maggiore (Fraxinus excelsior), l’ontano nero (Alnus glutinosa) e altre.
Il parco dal punto di vista di una cittadina
Il Parco della Vernavola è uno splendido parco cittadino dalle infinite risorse, punto di incontro per tutti i cittadini di Pavia (e non solo) che vogliono rilassarsi, praticare sport e immergersi nella natura: i percorsi, sterrati e facilmente raggiungibili anche da carrozzine in quasi ogni punto, sono abbastanza ben curati e permettono di visitare il Parco in tutta sicurezza. Dopo la costruzione della nuova Tangenziale Nord di Pavia (2009 circa) e l’interessamento di questa di una parte del Parco della Vernavola, sono stati messi in atto interventi di mitigazione come la piantumazione di essenze per la creazione di un nuovo bosco o la creazione di un lago artificiale, oggi punto di ritrovo di diverse specie di uccelli, nonché la costruzione di nuovi sentieri attorno a questa “nuova zona” così plasmata dalla tangenziale che già vi ho menzionato.
Uno dei sentieri e la Cascina Colombara sullo sfondo: questa è una delle zone interessate dalle marcite
Grazie alla continua fruizione da parte dei cittadini il Parco è sempre stato tenuto molto in considerazione dalle amministrazioni comunali ma, intorno a una decina di anni fa, l’interesse delle varie giunte che si sono susseguite è sempre venuto via via meno e oggi alcune zone del parco necessitano di importanti interventi di riqualificazione, a cominciare dalla raccolta dei numerosi rifiuti sparsi soprattutto nella roggia. Oltre a ciò, numerose panchine sono in pessimo stato conservativo e molte di queste sono addirittura inagibili.
Bisogna poi riconsiderare il numero dei cestini di rifiuti: questi sono insufficienti e spesso non vengono svuotati creando ulteriore accumulo di rifiuti. Un’altra nota dolente è la cartellonistica: questa è stata rifatta grazie a un progetto che ha coinvolto più attori, dall’Università di Pavia alla Fondazione Cariplo e altri, ed è stata installata nel 2012; a oggi tale cartellonistica riversa in condizioni di estremo degrado: graffiti, stampe sbiadite, supporti poco stabili, rendono all’effettivo inutile la sua presenza.
Il Parco della Vernavola ha dunque un enorme potenziale che però non è davvero considerato, soprattutto negli ultimi anni, dalla classe dirigente e politica pavese: molti sono i cittadini che hanno fatto sentire la propria voce in merito ma, evidentemente, non è bastato.
Nonostante le criticità consiglio davvero a tutti di visitare questo splendido parco, soprattutto in primavera e in autunno, durate le cosiddette stagioni di transizione, per vedere sfumature di colore uniche e per godere di un’oasi di pace e tranquillità a due passi dal centro storico.
Raggiungere il parco: Il Parco della Vernavola è raggiungibile facilmente dal centro della città di Pavia sia a piedi che con i mezzi pubblici. Grazie ai 7 ingressi (in realtà ce ne sono altri ma più difficili da raggiungere) è possibile visitare ogni angolo del parco in totale sicurezza.
Rispetta il parco: il parco è un’oasi di protezione e pertanto devono essere rispettate alcune regole: non importunare e spaventare gli animali, tenere i cani al guinzaglio, non urlare e non disturbare la quiete della natura, utilizzare sempre i cestini dei rifiuti, sono alcune delle norme pratiche. Ricordiamo sempre che non siamo gli unici su questo Pianeta 🙂

