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Diario di viaggio: Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia – Giorno 4

Siamo giunti quasi al termine del racconto di questo viaggio: ormai sono passati alcuni anni ma i ricordi sono sempre vividi e il cuore batte forte a pensare a ciò che ho visto e vissuto durante questo viaggio.

Il quarto giorno è dedicato alla visita delle Gole di Bled, di San Daniele del Friuli e della cittadina di Gemona nel Friuli. Pronti a partire?

Il Vintgar Bled

É mattino presto e io e Papà Vagabondo partiamo da Tarvisio verso Bled: avevamo già visitato il Lago di Bled e il Castello e infatti la meta di questa prima parte di giornata non erano queste due classiche mete ma le Gole di Bled: il Vintgar Bled. A proposito di questa suggestiva gola ho scritto già un articolo ma voglio comunque ricordare questi momenti con voi in questo altro articolo.

Lasciata l’automobile presso il parcheggio a pagamento (di 5 euro al giorno per le automobili) proprio antistante la gola, ci siamo diretti verso l’ingresso, ben segnalato e facile da raggiungere: la gola può essere visitata da tutti dato che non presenta difficoltà d’accesso (ho visto anche dei passeggini ma diciamo che questi non si muovevano molto agevolmente) e il percorso è tutto in piano anche se c’è da tenere presente la superficie d’appoggio (percorso costituito da una passerella costituita da assi di legno). Acquistato il biglietto (noi abbiamo optato per un biglietto andata e ritorno) ci siamo letteralmente fatti ingurgitare dalla gola. Contrariamente a quello che era successo con l’Orrido dello Slizza, non visitabile a causa di una frana avvenuta tempo prima, qui tutto era perfettamente funzionante: la qualità del percorso era eccellente, senza alcuna buca, senza crepe. I soldi del biglietto sono ben investiti, ve lo assicuro!

Il Vintgar Bled è un’attrazione molto amata sia da turisti sloveni (numerose erano le famiglie del luogo) sia da turisti tedeschi e austriaci: di italiani non ne abbiamo trovati invece, forse una coincidenza o forse questo luogo non è ancora così conosciuto dai connazionali, chi lo sa!

La visita è durata tutta la mattina: nonostante siano solo “1600 metri” di percorso ogni angolo era particolarmente suggestivo e quindi…Via con le fotografie!

Spruzzi, salti d’acqua, ruscellamenti, curve, spuma, tutto era perfetto per essere immortalato con la lunga esposizione! Senza cavalletto non è mai facile ma per mia fortuna ho una mano abbastanza ferma e un’attrezzatura professionale quindi il risultato è (quasi) sempre assicurato! Tra tutti gli orridi che ho visitato di sicuro questo è uno dei più suggestivi oltre a essere uno dei più “aperti”: si tratta di una vera e propria gola più che di un orrido e quindi le caratteristiche geomorfologiche cambiano leggermente rendendo l’area calpestabile più ampia, una caratteristica apprezzata da tutti, soprattutto dai bambini (c’è molto più spazio per muoversi).

Come al solito, e devo dire purtroppo “tutto il mondo è paese”, molti visitatori non avevano le calzature adeguate e quindi hanno avuto alcune difficoltà: in molti si sono presentati con le infradito o con i sandali e altrettanti si sono lamentati del fatto che il percorso fosse a tratti scivoloso o bagnato.

MEH.

Penso che certe volte le persone se la vadano proprio a cercare, non dico di utilizzare degli stivali, anche perché non sono per niente indicati, ma almeno con delle scarpe da trekking o per lo meno con una buona aderenza sarebbero d’obbligo in queste situazioni ma niente, gli irriducibili delle infradito hanno colpito ancora.

Il rumore incessante dell’acqua è un lieto compagno per tutto il percorso: mi sono sentita serena e appagata, molto grata di poter vedere tutta questa meraviglia naturale.

Rientro in Italia: tappa a San Daniele e a Gemona

Dopo un pranzo al sacco siamo rientrati in Italia, direzione San Daniele: ogni qual volta che visitiamo il Friuli una tappa è d’obbligo in questo piccolo borgo ridente famoso per i suoi spettacolari prosciutti. Già l’anno prima eravamo venuti cercando una buona prosciuterria aperta e la nostra scelta è ricaduta, nuovamente, su “Emporio in Corte“, un negozio di alimentari e prodotti tipici che serve prosciutti e salumi d’eccellenza provenienti dalle aziende del territorio. In questo preciso istante (2 dicembre 2021) sono a casa in malattia e non posso mangiare molte delle cose che adoro tra cui i salumi: pensate al mio strazio e alla mia rabbia dato che è una settimana che sto seguendo una dieta bianca… Mannaggia! I ricordi affiorano ma anche il sapore del prosciutto San Daniele non è da meno e resistere a questa “voglia” è veramente arduo.

Facciamo i seri.

Ok, dopo questo momento lamentela posso davvero consigliarvi di acquistare i vostri prosciutti e non solo presso Emporio in Corte perché i prodotti sono genuini, freschi e autentici e i prezzi assolutamente in linea con il mercato. La presenza anche del parcheggio facilita di molto il carico dell’automobile (e noi siamo usciti dal negozio con il tipico “cesto da giù” perché amiamo acquistare delizie per amici e parenti), meglio di così!

Approfittando della bella giornata abbiamo deciso di fare un breve tour anche tra le vie di San Daniele, strette e suggestive: il centro storico è piccolo e raccolto ma suggestivo, con la presenza di alcune case con pietre a mattoni a vista e chiese antiche.

Dopo aver caricato l’automobile di prosciutti sottovuoto ci siamo diretti a Gemona del Friuli, non troppo distante. Era da tempo che volevo visitare questo luogo tristemente famoso per i terremoti del 1976: il primo avvenne il 6 maggio e il secondo il 15 settembre, quasi 1000 persone persero la vita e numerosi edifici furono distrutti come parte del Duomo, del Castello e numerose abitazioni. Dopo il terremoto la cittadina venne riedificata completamente seguendo i criteri antisismici anche se la ferita è ancora aperta.

Gemona ricevette la Medaglia d’oro al Merito Civile:

“In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.”

Nonostante non fosse tardissimo (erano circa le 18) i musei e i luoghi culturali erano già chiusi (come il Centro visite sul terremoto) e quindi ci siamo limitati ad un breve tour tra le vie del centro storico, deserto in quel periodo se non fosse stato per la presenza di alcuni anziani che giocavano a carte presso un bar. La cittadina mi è sembrata un po’ spettrale, nonostante fosse molto caratteristica: credo che ci tornerò in un’altra stagione e in un altro orario per visitare questo splendido borgo che mi ha colpito piacevolmente. Peccato davvero che le attrazioni fossero chiuse, un motivo in più per tornarci!

L’ultimo giorno di questo fantastico viaggio volge così al termine, il giorno successivo saremmo ripartiti per Pavia ma non prima di aver visitato l’ultima località… Piran!

A presto con un nuovo racconto riguardante il viaggio tra le terre di confine!

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