Il mese di febbraio del 2021 è stato un mese abbastanza proficuo per le escursioni in giornata e le gite fuori porta: sfruttando la situazione “gialla” della Lombardia mi sono concessa qualche uscita verso luoghi che volevo vedere da molto tempo. Durante il ponte di Carnevale, invece che visitare Padova (come previsto), mi sono diretta insieme al mio papà a Soncino, piccolo e caratteristico borgo della provincia di Cremona.
- Cosa fare: visitate la rocca e gli splendidi musei cittadini, prenotate un tour guidato presso l’Associazione Pro Loco Soncino
- Cosa mangiare: assaggiate l’insalata soncino e la cucina cremonese
- Cosa acquistare: un ricordo dal Museo della Stampa
Storia di Soncino
Soncino è una piccola cittadina situata nella Pianura Padana, al centro della Lombardia, al confine tra le province di Cremona, Brescia e Bergamo, in una zona ricchissima di fontanili e risorgive. Il paese sorge inoltre sulle rive del fiume Oglio.
L’origine di Soncino non è del tutto chiara anche se è sicura una presenza (di passaggio presumibilmente) di alcune popolazioni durante il neolitico. Si sa per certo della presenza dei Romani dati i numerosi ritrovamenti di materale laterizio, di due ville e alcuni fornaci presso la frazione Gallignano la quale sembra essere stata la prima veramente abitata. Secondo alcuni studiosi il nome del borgo è proprio di orgine romana (da sonchus, un’insalata selvatica tipica della zona), mentre secondo altri il nome deriva dal celtico so-kin che significa “terra tra le acque”. Con la fine dell’Impero romano d’Occidente e l’arrivo delle popolazioni germaniche si giunge al Medioevo, il periodo tradizionale della fondazione di Soncino.
Intorno all’anno 1000 il borgo venne fortificato per la prima volta a protezione delle numerosi incursioni ungariche: risale a questo periodo anche la costruzione della prima rocca.
Veduta di Soncino dalle sue campagne
Facendo un salto temporale approdiamo al 1118 quando Soncino viene istituito a “borgo franco”: ciò ha comportato una notevole espansione demografica ed economica e il passaggio dalla zona dell’influenza bergamasca a quella cremonese. Per contrastare il potere di Cremona che andava via via aumentando i bresciani fondarono il borgo franco di Orzinuovi e gli scontri si susseguirono.
Nel XIII secolo Buoso da Duera, Signore di Soncino e di Cremona, fece costruire la prima cinta muraria in muratura e ristrutturò la vecchia rocca, inoltre è a questo periodo che risale la costruzione dell’impianto idrico-fognario e la costruzione di molti mulini. Nel 1311 Soncino conobbe la sua massima indipendenza grazie al passaggio al controllo imperiale diretto.
Tra il 1385 e il 1454 Soncino divenne la roccaforte viscontea più importante sulle rive dell’Oglio, proprio al confine con la Repubblica di Venezia: la Serenissima si impadronì tre volte della cittadina e diede sempre prova di buon governo. In questo periodo Soncino divenne un punto di primaria importanza sia per la stampa che per i tessuti, con l’esportazione in tutta Europa dei pannilana soncinesi.
L’epoca sforzesca (1454-1536) è stata fondamentale ancora una volta per la militarizzazione del borgo e per la costruzione della nuova rocca. É proprio in questo periodo, precisamente nel 1488, che venne stampata la prima Bibbia in lingua ebraica completa dalla famiglia di stampatori ebrei Soncino, che presero il cognome proprio dalla città che forgiò la loro fortuna.
La rocca di Soncino dalle campagne
Nel 1498 Leonardo da Vinci passò probabilmente da Soncino: su un quaderno annotò la seguente frase “a Sonsino sol cremones ” accanto a un disegno di canali irrigui.
Con il giungere degli spagnoli, nel 1536, inizia il periodo di decadenza di Soncino: l’infeudazione a opera di Carlo V in favore dei marchesi Stampa ha limitato di molto i privilegi della cittadina.
Tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo avviene la completa smilitarizzazione a opera prima degli austriaci mediante l’abbattimento delle quattro porte medioevali e poi di Napoleone. Questi avvenimenti determinarono definitivamente la fine della storia indipendente del borgo soncinese. Nell’Ottocento a Soncino si diffuse la produzione industriale del baco da seta: alla fine del secolo Soncino contava ben cinque filande che davano lavoro a quasi 500 donne.
Cosa vedere a Soncino
Soncino fa parte del circuito “Borghi più belli d’Italia” dal 2008 e non è difficile capire il perchè data la sua anima medioevale-rinascimentale e la presenza di numerosi monumenti del centro storico. Ciò che spicca di più è senza dubbio la splendida Rocca Sforzesca eretta tra il 1473 e il 1475, dotata di uno splendido rivellino e ottimamente conservata. Oltre alla rocca degni di nota sono i due musei più importanti: il Museo della Stampa ospitato presso la Casa degli Stampatori e il Museo della Seta.
Un antico mulino e la rocca sullo sfondo
Numerosi edifici sparsi per il centro possiedono ancora un mulino ad acqua: ve ne è uno seicentesco ancora funzionante. Sempre all’interno del centro città si trova Palazzo Azzanelli, con i caratteristici bassorilievi forati dai proiettili.
Molto interessanti sono anche le architetture religiose, in particolare la Chiesa di San Giacomo, con la sua caratterista torre eptagonale, e quella di Santa Maria delle Grazie.
La mia visita a Soncino
Come vi dicevo all’inizio di questo articolo ho visitato Soncino in occasione del Martedì Grasso insieme al mio papà, inseparabile viaggiatore che non si tira mai indietro quando gli chiedo di venire con me. Prima di partire ho contattato la Pro Loco Soncino per chiedere se offrissero sostegno ai Travel Blogger e la risposta è stata più che positiva: Giuseppe, facente parte dell’Associazione, si è offerto di accompagnarci gratuitamente per un tour di circa un’ora tra le vie del borgo e di mostrarci il Museo della Stampa, uno dei musei più caratteristici che io abbia mai visitato (e che approfondirò a breve con un articolo a parte): qui la nostra guida ha voluto mostrarci il funzionamento di un torchio tipografico stampando per noi la prima pagina della Bibbia Ebraica, la stessa prima pagina stampata dai Soncino, famiglia ebrea emigrata da Spira che qui fece fortuna con la stampa dei libri.
L’emozione di vedere in azione una macchina così antica è stata unica e la stampa è davvero di ottima qualità: questo ricordo ho voluto incorniciarlo e appenderlo su una delle mie pareti! Il tour, emozionante e interessante, mi ha davvero colpito e mi ha fatto scoprire luoghi e particolari altrimenti difficilmente scovabili come la torre eptagonale della Chiesa di San Giovanni, unica nel suo genere in Italia e nel mondo.
Giuseppe, guida esperta e appassionata, ci ha fatto letteralmente innamorare di Soncino, così particolare e accogliente, dunque vi consiglio caldamente di rivolgervi alla Pro Loco per organizzare un tour guidato della città: non ve ne pentirete! Oltre a farci scoprire questa meravigliosa cittadina Giuseppe ci ha consigliato anche un luogo dove poter pranzare: il ristorante La Cantina, dove abbiamo mangiato molto bene e speso il giusto. Vi consiglio anche io questo luogo, informale ma di buon gusto, con un’ottima proposta di menù fisso e un delizioso vino della casa.
Oltre al Museo della Stampa vi consiglio caldamente di visitare quello della Seta che raccoglie ed espone l’incredibile collezione di Enzo Corbani: si spazia dai cartelli pubblicitari agli strumenti per l’allevamento dei bachi da seta, non ve ne pentirete!
Soncino è un luogo magnifico, dove storia e cultura si fondono, che si può scoprire in mezza giornata ma che regala forti emozioni: la rocca domina totalmente l’abitato e può essere immortalata da numerose angolazioni; nonostante non fosse visitabile al suo interno durante la nostra escursione, è stato comunque piacevole passegiare nel fossato (a cui si può sempre accedere). Unica nota dolente è stata il non poter visitare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, purtroppo chiusa (ricordo che l’apertura e la chiusura delle chiese è a discrezione del parroco e questo crea sempre parecchi disguidi): un vero peccato!

