Site icon Donna Vagabonda

Safari in barca sul Nilo Bianco in Uganda

Continua il racconto appassionato del mio viaggio in Uganda dell’estate 2025: un viaggio che mi ha fatto, se fosse possibile, ancor più innamorare del “Continente Vero” e che mi spinge sempre più a voler organizzare altri mille e più viaggi alla sua scoperta. In questo articolo torniamo nel Parco Nazionale delle Cascate Murchison per scoprire la mitica esperienza di safari in barca sul Nilo Bianco proprio fino alle Cascate Murchison, il simbolo di questa vasta area protetta.

Siete pronti a seguirmi?

Twende!

Per orientarsi

Uganda 8-18 Agosto 2025
Un viaggio di gruppo con Albrieux Africa Tour

Cliccate qui per scoprire l’articolo dedicato alla pianificazione di questo viaggio!

Cliccate qui per scoprire l’articolo dedicato al Santuario dei Rinoceronti di Ziwa!

Cliccate qui per scoprire l’articolo dedicato al Parco Nazionale delle Cascate Murchison!

Il Nilo Bianco e le sue sorgenti

Uno dei più grandi misteri dell’esplorazione geografica ha per secoli intrigato avventurieri, pionieri, cartografi e scienziati: tutto è nato da una domanda semplice e piuttosto banale, ovvero “Da dove nasce il Nilo?“. Ecco, tale quesito ha letteralmente innescato una vera e propria caccia al tesoro che ha portato persone di ogni estrazione sociale alla ricerca della gloria e della fama eterna. In realtà la domanda racchiude in sé un vizio di forma: il grande fiume Nilo, quello che ha permesso il prosperare dell’antica civiltà egizia, nasce dalla confluenza di due principali fiumi tributari, ovvero il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro. Nonostante ciò il mito della ricerca ha spinto gli esploratori fino a qui, in Uganda: il Nilo Bianco nasce proprio dal Lago Vittoria (in particolare nella zona della città di Jinja) e questo assume varie denominazioni a seconda del suo tratto, ovvero Nilo Vittoria, Nilo Alberto e Nilo della Montagna. Il toponimo bianco deriva dalla ricchezza di sodio delle sue acque che in molti tratti risultano dunque biancastre.

Per aiutarvi nella localizzazione dei vari tratti del Nilo vi lascio un breve elenco:

Con la nostra meravigliosa esperienza abbiamo risalito un tratto del Nilo Vittoria fino a raggiungere le Cascate Murchison.

Safari in barca sul Nilo Bianco: l’emozione di osservare la fauna dal fiume

Giunti al Paraa “South Bank”, il punto di partenza dei safari in barca organizzati da Wild Frontiers Uganda, abbiamo subito preso posto su di una piccola imbarcazione da circa 20 posti che ci avrebbe portato alla scoperta del Parco Nazionale delle Cascate Murchison via fiume. Con un’escursione di circa 3 ore avremmo raggiunto il punto più suggestivo del Nilo Bianco, ovvero le Cascate Murchison, per poterle osservare dal basso e in tutta la loro potenza.

Safari in barca sul Nilo Bianco: il Varano del Nilo ci osserva…

Subito il safari ci riserva alcune emozioni: il primo animale che avvistiamo è un Varano del Nilo (Varanus niloticus), uno dei rettili africani più grandi. L’esemplare da noi osservato era intento a cercare del cibo tra alcune piante galleggianti: chiocciole, insetti, uova e altri piccoli organismi costituiscono la sua principale fonte di cibo. Osservarlo mentre annusava il terreno e spostava le foglie delle piante su cui sapientemente si poggiava è stato molto intrigante!

Da qui la nostra escursione ci ha condotti alla ricerca degli altri animali e, all’improvviso, poco distante dal varano, sentiamo dei rumori fragorosi e dei barriti: un branco di elefanti, fino ad allora completamente celato nella foresta, si fa strada tra i fitti alberi per una pausa giocosa e divertente!

Safari in barca sul Nilo bianco: il branco di elefanti e un piccolo elefantino

Si tratta di un branco ben nutrito: almeno una quindicina di esemplari di tutte le età, guidati dall’imponente matriarca, si precipita in acqua per rinfrescarsi e per concedersi un momento di svago. Gli elefanti amano particolarmente sguazzare nelle pozze e non disdegnano questi momenti ludici per divertirsi e per rafforzare il loro ruolo all’interno del gruppo: gli adulti sono meno irruenti dei giovani e preferiscono rimanere vicino alla sponda a proteggere gli esemplari più piccoli, qui almeno tre, mentre gli adolescenti si spingono e simulano lotte per accaparrarsi il posto migliore. Vederli interagire in questo modo, a così poca distanza da noi, ci rende letteralmente euforici: non rappresentiamo una minaccia e, nonostante lo sguardo dei più anziani sia quasi sempre fisso sulla nostra piccola barchetta, gli altri non sembrano per niente disturbati dalla nostra presenza.

Safari in barca sul Nilo Bianco: un giovane elefante maschio si tuffa in acqua

Con le mani tremanti cerco di immortalare i momenti più significativi: la nostra guida ci informa che non è così facile incontrare gli elefanti nel momento del bagno e che spesso questi preferiscono rimanere nella foresta. Il nostro fortunato incontro assume dunque ancora più importanza! Cerco di “catturare” con il mio teleobiettivo anche gli esemplari più giovani: uno di loro ha probabilmente poche settimane di vita ed è ben protetto dagli adulti che si assicurano di nasconderlo il più possibile dall’irruenza dei giovani ragazzacci.

Una lacrima scende dai miei occhi lucidi: la maestosità di questi animali e la loro fragilità mi fa subito emozionare e sono grata di trovarmi tra le impetuose acque del Nilo Bianco. Dopo circa 10 minuti il branco così come è apparso si dilegua nuovamente nella foresta, lasciandoci un ricordo indelebile.

La dolcezza del bagno nelle fresche acque del Nilo Bianco

Il nostro safari in barca sul Nilo Bianco continua regalandoci altre emozioni: il fiume attira infatti numerosi uccelli alla ricerca di cibo, una vera manna per me che sono così appassionata. Sono moltissimi i Martin pescatori bianchi e neri (Ceryle rudis) che affollano i costoni di roccia alla ricerca di cibo o di una compagna per l’accoppiamento. La loro mira è infallibile e il loro guizzo li porta in maniera fulminea a catturare piccoli avannotti con i loro lunghi e affilati becchi. Oltre a essi osserviamo l’intrigante Aninga africana (Anhinga rufa), con i suoi tozzi piedi palmati, intenta ad asciugarsi il piumaggio dopo una battuta di caccia: questi uccelli appartenenti alla famiglia delle Sule sono dei pescatori eccellenti, maestri nel tuffo e nel catturare pesci che vengono ingoiati interi. Questo giovane esemplare maschio era intento a sistemarsi con cura le piume bagnate che devono essere tenute in ottimo stato per evitare malattie e infezioni o anche solo per ridurre l’efficacia dei suoi tuffi.

Spuntino pomeridiano in riva al Nilo

L’escursione procede con un turbinio di emozioni e di incontri: poco distante dall’Aninga osserviamo alcuni Coccodrilli del Nilo (Crocodylus niloticus) intenti a scaldarsi al Sole con le bocche semiaperte. Questi sono i rettili più grandi di tutta l’Africa e non è difficile scorgerli sulle rive dei fiumi in gran numero. Nonostante il loro aspetto, ritenuto minaccioso, questi animali sono guardinghi nei confronti dell’Uomo e non si avvicinano alle imbarcazioni. Molto più pericolosi sono i loro “vicini” di sponda, ovvero gli Ippopotami (Hippopotamus amphibius), erbivori di grossa stazza che causano non poche vittime soprattutto tra i pescatori locali: nonostante le loro dimensioni questi mammiferi possono infatti raggiungere i 30 km/h e sono molto territoriali.

Safari in barca sul Nilo Bianco: un esemplare maschio di Aninga africana

Attirati dalla pasturazione dei pescatori nelle acque basse, essi non si fanno problemi ad attaccare le persone se si sentono minacciati arrivando a provocare dalle 500 alle 3000 vittime ogni anno, un numero assolutamente da non sottovalutare. La nostra imbarcazione procede lenta e si tiene a debita distanza da questi giganti che sembrano preferire, per nostra fortuna, concedersi una siesta in acque fangose: gli unici attivi sono i cuccioli che fingono innocue lotte per affermare il loro ruolo. Gli adulti tuttavia non li perdono di vista e non lontani dalla barca spuntano le narici di alcuni di essi che con il loro sbuffo sembrano intimarci a stare lontani.

Giovani ippopotami in riva al Nilo Bianco

Ligi e obbedienti ci allontaniamo dalla riva e lasciamo gli ippopotami alla loro digestione post-prandium. Non facciamo molta strada che subito notiamo in lontananza un branco di bufali e poi altri spettacolari e variopinti uccelli tra cui una coppia di Gru coronate, simbolo dell’Uganda, gli schivi Gruccioni golarossa (Merops bulocki ssp. frenatus) e una leggiadra Jacana africana (Actophilornis africanus): quest’ultima è un uccello assai interessante in quanto rappresenta uno dei pochi esempi in Natura di poliandria, ovvero l’accoppiamento della femmina con più partner. La cova e la cura dei piccoli è appannaggio esclusivo dei maschi che crescono i pulcini fino all’età adulta. La femmina si può accoppiare con al massimo 4 maschi diversi e ognuno di loro garantirà la sopravvivenza della nidiata: un comportamento non diffuso all’interno del mondo animale.

Tra le fronde del Nilo: un esemplare di Jacana africana maschio

Il Nilo Bianco attira dunque un numero indefinito di specie animali che qui trovano riparo, cibo, un luogo dove riposarsi o divertirsi: il fragile equilibrio è garantito dalla presenza del Parco che tutela le specie viventi e impedisce la caccia e il bracconaggio. Il safari con la barca è dunque un ottimo modo per osservare questi meravigliosi esseri viventi che qui numerosi giungono senza disturbarli e senza alterare l’ecosistema.

Le Cascate Murchison dal Nilo Bianco: la potenza dell’acqua

In circa due ore e quindici minuti giungiamo alla giusta velocità all’apice della nostra esperienza in barca: l’osservazione delle Cascate Murchison! La loro maestosità è anticipata dal fragore che percepiamo in lontananza e dal corso del fiume che diventa via via più impetuoso: i mulinelli e i vortici sono schivati magistralmente dal nostro capitano che ci permettere di giungere a un ottimo punto di osservazione senza rischiare la nostra incolumità.

Un esemplare di Martin pescatore bianconero

A un tratto lo sguardo si apre, lo scroscio è fortissimo e appaiono davanti ai nostri occhi le Cascate Murchison: qui la portata raggiunge i 300 m³/s e il salto di 43 metri ci sembra davvero immenso. Forse dalla passerella sospesa non avevamo compreso fino in fondo la grandiosità di queste cascate che ora si mostrano in tutta la loro magnificenza: poterle osservare anche da questa prospettiva ci ha permesso di comprendere in toto la bellezza e la forza di questa enorme massa d’acqua che si scontra con le rocce circostanti.

La barchina traballa: i motori vengono spenti e rimaniamo in silenzio di fronte alla folgorante sollenità della Natura. Il legame che mi unisce al mondo naturale si fa ancora più forte e più intenso, infatti rimango totalmente estasiata dal roboante salto delle acque e osservo, in religioso silenzio, questo fulgido attimo di meraviglia assoluta.

Le Cascate Murchison in tutta la loro magnificenza!

Come una “droga”

La spettacolare osservazione degli elefanti, l’incontro ravvicinato con gli ippopotami, l’eleganza degli uccelli ci fa subito scattare qualcosa: uno sguardo d’intesa con i nostri compagni ci fa dimenticare l’eventuale stanchezza accumulata dalle interminabili ore di viaggio in automobile e dalle sveglie a dir poco mattiniere. Durante la mattinata avevamo avuto un fugace incontro con una leonessa e non eravamo paghi di queste esperienze: il nostro cuore ne chiedeva ancora e i safari erano ormai diventati una sorta di “droga”.

Il bagno di fango del Bufalo africano

Rientrando a tutta velocità verso Paraa ci siamo subito messi d’accordo: avremmo chiesto ai nostri driver di ritornare nella savana perché le nostre anime erano ancora bisognose di bellezza, di Natura, di essere ammaliati da quegli animali che riuscivano ogni volta a stupirci.

I nostri guidatori ormai ci conoscevano: siamo scesi dalla barca e subito ci hanno anticipato chiedendoci se volevamo ritornare tra i sentieri rossastri del parco alla ricerca di nuove emozioni. Ovviamente siamo tutti ben contenti di accettare: congedatici dal nostro capitano (e fornita una buona mancia) in men che non si dica saltiamo sulle nostre autovetture e sfrecciamo verso il tramonto, in attesa di poter incontrare nuovamente giraffe, elefanti, gazzelle e magari qualche felino.

Bufali africani ci osservano attentamente…

Quel pomeriggio non siamo riusciti a incontrare nuovamente i leoni, ma abbiamo potuto osservare i simpatici Eritrocebi (Erythrocebus patas) proprio a bordo strada: ci siamo fermati ammaliati dalla loro bellezza e incuriositi dai loro comportamenti. In particolare qui abbiamo assistito a una scena davvero simbolica: il maschio dominante del gruppo era intento ad accoppiarsi con una femmina e nel momento della copula i giovani maschi si sono radunati intorno alla coppia emettendo richiami intensi e molto particolari.

Grooming tra Eritrocebi

In realtà tale comportamento ha una spiegazione ben precisa dal punto di vista etologico: nei gruppi di Eritrocebi la struttura sociale è fortemente gerarchica e solo il maschio dominante ha accesso alle femmine in estro. I maschi più giovani, esclusi dalla riproduzione, vivono quindi momenti di forte tensione sessuale e competizione latente: i loro richiami e l’agitazione osservata non sono altro che una manifestazione di eccitazione e frustrazione, ma anche un modo per comunicare al gruppo e “partecipare” simbolicamente all’evento riproduttivo.

L’accoppiamento del maschio alfa e la tensione sessuale dei giovani maschi di Eritrocebo

Un intreccio di istinto, gerarchia e comunicazione che ricorda quanto complesso e affascinante sia il mondo sociale dei primati africani: non sarebbe stata l’unica scena particolare a cui avremmo assistito e lo “spettacolo” dei primati africani era solo al suo primo atto.

Il safari in barca sul Nilo Bianco ci ha permesso di conoscere l’ecosistema fluviale e di ammirare gli animali in un ambiente diverso da quello della savana e in maniera sostenibile. Questa attività infatti non disturba la fauna presente e permette il sostentamento delle popolazioni locali. Le Cascate Murchison viste dalla prospettiva del fiume sono ancora più spettacolari e maestose: un’esperienza che rimarrà impressa nel mio cuore per sempre!

E voi avete mai fatto un safari in barca? Raccontatemelo nei commenti!

Scoprite questi e altri articoli sull’Uganda con questo carosello!

 

Exit mobile version