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Yōkai-Mostri Giapponesi

Demoni, esseri sovrannaturali, fantasmi, spiriti: questi sono solo alcuni degli elementi del folklore giapponese che tanto ispira e incuriosisce l’Occidente. Se da una parte la mitologia europea può annoverare creature fantastiche come elfi, gnomi e fate, quella nipponica si può fregiare di un caravanserraglio di presenze oscure che da sempre impregnano la cultura del Sol Levante: gli Yōkai.

La mostra Yōkai – Mostri giapponesi esplora questo inquietante mondo e lo svela ai suoi visitatori. Pronti a scoprirla con me?

Dove: Belvedere della Villa Reale di Monza (MB)
Quando: dal 30 aprile – 9 ottobre 2022

Yōkai – Mostri Giapponesi: una mostra a Villa Reale di Monza

Yōkai – Mostri giapponesi è una mostra, organizzata da Vertigo Syndrome e curata da Paolo Linetti, presente al Belvedere della Villa Reale di Monza dal 30 aprile al 9 ottobre 2022 che vuole esplorare, indagare e mostrare le opere giapponesi (e non solo) riguardanti il folklore nipponico: miti, leggende, personaggi straordinari, samurai indomiti e donne di straordinaria bellezza. Attraverso duecento opere del XVIII e del XIX secolo la mostra vuole far appassionare il pubblico a un mondo notturno, onirico, antico ma mai dimenticato.

Ogata Gekko – Ronin sotto la pioggia

Il filo conduttore della mostra è il rituale delle 100 candele: questa leggendaria cerimonia era una vera e propria prova di coraggio in grado di testare gli animi dei samurai nel XVII secolo. Si mirava infatti a smascherare le debolezze dei compagni-rivali raccontando storie di terrore dove i protagonisti erano quasi sempre gli Yōkai.

Ma cosa sono questi Yōkai?

Gli Yōkai (妖怪), da “yō”, “maleficio, fattucchieria” e da “kai”, “manifestazione inquietante”, traducibile con “apparizioni”, “spettri”, o “demoni”, sono un tipo di creatura soprannaturale della mitologia giapponese: si tratta di entità malevoli, malvagie e maliziose foriere di sventura per coloro che vi entravano in contatto (per lo più nel corso di lunghe notti). Alcuni si divertono semplicemente nel fare scherzi o nel derubare il malcapitato, altri invece sono veri e propri mostri (talvolta con sembianze umane o dotati della capacità di trasformarsi e quindi d’ingannare la vittima) inclini all’omicidio. Se certi si possono accostare ai nostrani folletti dispettosi, taluni invece possono addirittura essere accostati al nostro concetto di demonio. Da sottolineare inoltre come nel nostro background fiabesco vi sia sempre un contrappasso per coloro che compiono atti di viltà, elemento invece assente nel folklore giapponese: non sempre una buona azione viene a essere ripagata e anche il virtuoso può finire tra le grinfie di uno spietato Yōkai.

Rappresentazione di un Kappa

Attraverso un percorso espositivo intrigante che si snoda in 11 sale è quindi possibile comprendere meglio la natura di queste creature e conoscere i miti e leggende a esse ispirate: xilografie, stampe, acquerelli ma anche i favolosi 77 netsuke, le piccole sculture in avorio che servivano come fermaglio della collezione privata Bertocchi, ci mostrano un mondo che oggi è più vivo che mai, ben ripreso da numerosi mangaka nelle loro opere e utilizzato anche come immagine idealizzata di un Giappone mistico e sofisticato.

100 candele e altrettanti spiriti

La mostra si apre con la possibilità di partecipare al rituale delle 100 candele: qui una voce narrante e misteriosa porta alla scoperta della storia di un samurai e del suo terrificante incontro con uno spaventoso Yōkai. Man mano che il racconto procede e sale la tensione le candele vengono spente da un ipotetico soffio fino a raggiungere il buio totale, l’oscurità più tetra: è qui che gli Yōkai prendono forma nella nostra mente e ci sembra di avvertire la loro presenza.

Non tutto però è perduto: pian piano le luci si riaccendono e mostrano opere d’inestimabile valore (alcune addirittura esposte per la prima volta), come lo splendido rotolo di undici metri proveniente dalla collezione di Luigi e Luciana Bartolini e narrante la vicenda di Shutendoji, una creatura mitologica (Oni) a capo di un esercito di mostri che infestava il monte Oe, nei pressi di Kyoto.  

Ogni sala è accompagnata da una descrizione dei mostri più comuni e curiosi e dalla voce narrante del samurai che racconta miti e leggende del suo spettacolare Paese: all’interno, magistralmente esposte, le opere d’arte si presentano al visitatore come veri e propri portali verso epoche lontane, suggestioni di colori e armonie d’ideogrammi. Racconti illustrati, stampe, acquerelli ma anche molte opere di artisti noti al grande pubblico come i quaderni manga di Katsushika Hokusai o le splendide xilografie di Utagawa Kuniyoshi tra cui spicca il pezzo forte dell’intera mostra, nonché immagine della locandina ufficiale: Takiyasha la strega e lo scheletro spettro.

Kuniyoshi Utagawa – Takiyasha la strega e lo scheletro spettro

Non manca poi una sezione dedicata alle opere dell’artista nostrana Loputyn che mostra la sua idealizzazione di alcuni miti e personaggi spaventosi del folklore giapponese: attraverso sei opere in grande formato l’artista ci fornisce una chiara visione del mito nipponico con il suo irresistibile tratto, tanto da rendere intima e delicata anche la creatura più mostruosa.

La mia visita alla mostra Yōkai – Mostri Giapponesi

Da quando ho saputo della mostra (grazie a delle inserzioni pubblicitarie apparse su Facebook) ho cercato una buona occasione per poterla visitare: questa si è presentata solo il 16 luglio (2022 NdR) quando, finalmente, sono riuscita a dirigermi alla Villa Reale di Monza per visitarla insieme al #Pirata e al carissimo amico Vagabondo Alessio (nonché webmaster del blog): appena siamo entrati siamo subito stati catapultati all’interno di un’atmosfera eterea e misteriosa, fatta di colori, suoni, simmetrie e carta di gelso.

La mostra è ben organizzata e mi ha permesso di conoscere meglio la straordinaria mitologia giapponese, così distante eppure ormai così vicina alla nostra: creature inquietanti, tenebrose eppure in un certo senso familiari a me che amo davvero ogni sfaccettatura di quella terra lontana fatta di “rituali e sole rosso”. Le opere sono ben visibili, le spiegazioni efficaci e immediate, l’allestimento davvero d’impatto (splendide ad esempio le tende noren all’entrata di ogni sala) all’interno di uno spazio che sembra fatto apposta per ospitare una mostra così avvolgente e conturbante.

Grande attenzione è stata data anche al pubblico più giovane: la presenza di laboratori per bambini e uno spazio dedicato interamente a loro permette anche ai più piccoli di non spaventarsi di fronte a tali magiche creature, ma anzi di comprenderle e d’imparare ad amarle.

Sono stata felice di poter osservare ancora una volta simili opere d’arte giapponesi: così come la mostra Hokusai, Hiroshige e Utamaro, o ancora Botteghe di Tokyo, ho potuto assaporare l’innegabile fascino del Sol Levante e rinnovare il magnetico legame che da sempre ho con questo Paese. All’uscita della mostra mi sono chiesta come abbia potuto aspettare tanto per visitarla (ma tra impegni lavorativi e quotidiani imprevisti non è stato possibile altrimenti) e a fronte della possibilità che venga prorogata fino a Settembre i miei occhi si sono di nuovo ravvivati: questa mostra mi ha emozionato come poche altre, mi ha divertito e ha saputo ispirarmi. Non a caso, infatti, per quanto io possa essere una rinomata fifona (tanto da impedirmi di accostarmi a buona parte dei prodotti trans mediali che, guarda caso, tendono a presentare proprio queste creature) la mia esperienza è stata piacevolmente arricchita da una pletora di gatti, mici e “neko” che sono stati spesso soggetto principale degli artisti protagonisti di questa mostra. Del resto non posso resistere di fronte a un gatto, sia esso tenero, a due code o addirittura feroce spirito ingannatore! Molto divertente anche la possibilità di scattare una foto in compagnia di un Kappa “in guscio e becco”. Un’occasione che non potevo certo lasciarmi sfuggire.

Per fortuna non ho con me un barattolo di cetrioli!

Da non trascurare anche il fornitissimo shop in cui si possono acquistare libri, stampe, il catalogo della mostra e numerosi articoli inerenti al Giappone: e secondo voi la vostra Vagabonda non ha comprato nulla? Ma chiaramente! Infatti mi sono portata a casa una stampa dell’opera Bakeneko di Loputyn realizzata su carta Hahnemühle Bamboo con misura 50×70 e firma dell’autrice: un pezzo assolutamente imperdibile che andrà ad adornare #CasaVagabonda.

Consiglio vivamente di visitare questa mostra sia agli appassionati che ai profani di cultura giapponese: un tuffo in un universo fluttuante e spaventoso che non vi lascerà indifferenti!

Informazioni utili

La mostra Yōkai – Mostri giapponesi si trova presso la Villa Reale di Monza Belvedere, dal 30 aprile – 9 ottobre 2022

Orari

Venerdì: 15,00 – 20,00
Sabato e domenica: 10,30 – 20,00
Ultimo acceso un’ora prima della chiusura

Biglietti

Intero € 13,00

Ridotto € 11,00
Dai 6 ai 26 anni non compiuti over 65 anni, possessori del Passaporto turistico di Monza, gruppi adulti (almeno 15 pax)

Ridotto Speciale Centri Estivi €8,00

Biglietto cumulativo Mostra Yōkai + Villa Reale € 15,00 (acquistabile solo con biglietteria fissa in mostra)

Ridotto Scuole € 5,00

Gratuito
da 0 a 6 anni non compiuti | persone diversamente abili con accompagnatore | guide turistiche abilitate | soci I.C.O.M. e I.C.C.R.O.M. | Militari del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

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