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La cascata di Isollaz

Come primo articolo riguardante il viaggio in Valle d’Aosta dell’estate del 2020 vi porto a scoprire una meta naturalistica meravigliosa: la cascata di Isollaz.

Regione: Valle d’Aosta

Valle: Val d’Ayas

Comune: Isollaz, frazione di Challand-Saint-Victor

Difficoltà escursionistica: T

Dislivello: circa 120 metri

Abbigliamento: scarpe da trekking e giubbotto impermeabile da indossare vicino alla cascata per proteggersi dagli spruzzi d’acqua

Incuriosita dalle indicazioni e da alcuni articoli letti a riguardo mi sono diretta verso questa cascata insieme al mio papà durante il primo giorno di viaggio (leggete qui l’articolo sulla pianificazione del viaggio).

La cascata di Isollaz si origina dal torrente Evançon il quale a sua volta nasce dai torrenti di Verra e di Cortaud alimentati dai ghiacciai dello spettacolare Monte Rosa. Il salto d’acqua è di circa 50 metri raggruppato in un unico getto, dall’aspetto sottile e verticale. La forra in cui cade è chiamata “Brisecou” ovvero “rompicollo” e non è difficile capire perchè guardando la sua struttura spettacolare e suggestiva!

Raggiungere la cascata di Isollaz

Potete raggiungere il sentiero che vi porta alla cascata lasciando l’automobile presso il parcheggio attrezzato gratuito (partendo da Verres) o presso uno dei parcheggi gratuiti di Isollaz. Io ho scelto la seconda opzione in quanto il primo era tutto occupato. Da entrambi i parcheggi potete raggiungere il sentiero in circa 10-15 minuti a piedi in quanto equidistanti dal punto d’inizio dello stesso: giungerete in uno spazio sulla strada comunale che collega il villaggio di Isollaz al penultimo tornante a valle di Targnod, frazione di Challand-Saint-Victor, in cui non è presente guardrail e con l’indicazione della cascata.

Imboccate dunque la discesa seguendo il segnavia giallo numero 3. Il sentiero, percorribile in circa 20-30 minuti a passo leggero o poco sostenuto, è tutto in discesa verso la gola ed è composto da sterrato e da qualche gradone con la presenza di piccoli massi e radici di alberi: consiglio l’uso di scarpe da trekking, molto utili soprattutto in salita e per non scivolare. In caso di cattivo tempo l’escursione è sconsigliata fortemente in quanto il sentiero si trasforma in fangaia rendendo difficoltoso il transito.

La discesa giunge ad uno slargo dove si svolta a sinistra: questo è protetto da una staccionata che impedisce di raggiungere il torrente. Da qui il sentiero diviene pianeggiante fino all’arrivo alla cascata (circa 5 minuti); troverete anche due panchine per riposarvi.

L’accesso alla cascata è garantito fino a qualche metro di distanza: una staccionata vi impedirà di continuare in quanto il sentiero termina in un piccolo dirupo umido e pericoloso.

La cascata di Isollaz dal sentiero

La zona mineraria della cascata di Isollaz

La zona della cascata di Isollaz è di particolare interesse storico in quanto legata alle antiche miniere di Sache: proprio alla sinistra della cascata, dove si trova il ribasso Rizzotti, si può notare una delle entrate al giacimento da cui venivano estratte, fino al 1929, scheelite e pirite. Rimane poco dell’antico sito minerario adibito dal 1820 al 1867 fino a protrarre agli anni ’30 l’estrazione. Purtroppo non è accessibile in quanto non in sicurezza a causa di crolli e frane.

L’attività estrattiva si concentrava sulla pirite non aurifera, molto utile per ricavare il ferro, operata tramite profondi pozzi tutt’ora esistenti e nascosti dalla vegetazione cresciuta negli anni: è anche per questo motivo che non è possibile proseguire oltre la staccionata.

Non è chiara la storia della miniera di Sache: sembra che la sua esistenza si intrecci con la preesistenza di un scavo minerario romano ma di questa non vi sono notizie certe. Dal 15 dicembre 1820 alcuni concessionari diedero il via ai lavori per lo scavo del “vetriolo di ferro” proprio al di sopra della cascata. Dopo alcune battute d’arresto a causa di profitti insufficienti il Consorzio Agrario della Lomellina (ed ecco un bel collegamento tra la Lomellina pavese e questa zona) rilevò nel 1916 l’area costruendo il ribasso Rizzotti per estrarre più materiale: il cantiere era abbastanza imponente e l’estratto era di otto-dieci metri cubi di materiale al giorno.

I resti dell’attività estrattiva sono ancora presenti presso la cascata anche se non sono così visibili dato che la vegetazione ha ricoperto tutto o quasi o perchè andati distrutti a causa del tempo: rimangono le mura a sostegno del terrapieno su cui si ergevano gli edifici adibiti alla lavorazione del materiale e un paio di fabbricati ora abbandonati.

La cascata e il torrente

La leggenda della cascata di isollaz

Esiste una interessante leggenda che ha come protagonista proprio questo luogo: si narra che esiste una porta intagliata nella nuda roccia e sormontata da un buco rotondo. Questa dava accesso ad una grotta che custodiva un vitello d’oro massiccio: soltanto a mezzanotte della notte di Natale si poteva accedere alla caverna e quindi raggiungere l’inestimabile tesoro. Passata la mezzanotte però la porta si richiudeva immediatamente e chiunque rimanesse all’interno del cunicolo non poteva più uscire fino alla sua nuova apertura l’anno successivo.

Insomma, non conveniva proprio tentare la sorte dato che l’apertura della grotta era solamente di un minuto!

L’imponente cascata di Isollaz

La mia esperienza alla cascata di iSollaz

Ho visitato la cascata durante una calda giornata di luglio 2020 (precisamente il 13 luglio): dopo aver lasciato l’automobile di Isollaz ho proseguito verso sud a piedi fino all’indicazione attrezzata di scarpe da trekking e pratico k-way. Il sentiero è più o meno adatto a tutti, anche ai bambini (ma non per carrozzine o sedie a rotelle) e ai meno giovani grazie al fatto che si snoda quasi tutto all’ombra del bosco di latifoglie, rendendo l’escursione piacevole e tranquilla. Durante la visita ho incontrato anche una coppia di Carmagnola che mi ha chiesto informazioni circa la mia attrezzatura fotografica (indimenticabile compagna di viaggio) e da lì è nato un bel discorso sui viaggi di questo pazzo anno: i due coniugi mi hanno raccontato anche di aver visitato Pavia una volta e di essere rimasti molto sorpresi nel trovarla così ricca di luoghi interessanti da visitare (a dimostrazione che il turismo va assolutamente incoraggiato in città).

Dopo la discesa ho percorso l’ultimo tratto concentrata sul suono dell’acqua che fragorosa cadeva a poca distanza: l’imponente salto d’acqua di 50 metri si percepisce bene anche a distanza!

Giunta alla cascata lo spettacolo è imponente: amo le cascate e posso dire che questa è una delle più suggestive che io abbia mai visto! Mi ricorda sicuramente quella di Kilt Rock vista sull’Isola di Skye in Scozia nell’estate del 2019: certo, le dimensioni sono un pelino diverse ma la portata e la conformazione è molto simile. Rimango estasiata nell’osservare l’acqua che con tanto boato cade con un movimento talmente veloce che è impercettibile all’occhio umano.

L’escursione alla cascata di Isollaz è un’escursione che si può affrontare in tutta serenità con grandi e piccini in un paio d’ore o anche di più se si vuole rimanere in compagnia di una delle cascate più suggestive d’Italia!

Poteva forse mancare una fotografia a questi due bei micioni visti ad Isollaz?

Cascate, borghi e forti: non lontano dalla cascata di Isollaz troverete il piccolo borgo di Verres: vi consiglio di visitare entrambi, non ne rimarrete delusi! Se invece proseguite verso nord incontrerete l’incantevole borgo di Brusson, uno dei più suggestivi di tutta la Valle d’Aosta! Cliccate qui per saperne di più!

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