Vagabonda di qua, vagabonda di là… E alla fine mi ritrovo sempre a scoprire meravigliosi angoli di Lombardia vicini a casa: con la rubrica de Il Museo del Mese vi porto questo mese a Soncino dove ho potuto visitare un museo davvero particolare: il Museo della Seta! Siete pronti a scoprirlo con me?
Cosa troverete in questo articolo
Il Museo della Seta
Il Museo della Seta è una delle realtà museali presenti a Soncino e si trova proprio adiacente alla splendida Rocca Sforzesca, all’interno dei locali dell’ex Filanda Meroni. Nato nel 2011 dall’idea di Enzo Corbani, Curatore e collezionista di lunga data, il Museo si sviluppa in due spazi espositivi e accoglie numerosi pezzi provenienti dalla collezione di Enzo, appassionato della storia della produzione della seta in Italia, dalla bachicoltura alla vendita del pregiato filato.
Il museo espone dunque numerosi reperti come manifesti pubblicitari, strumenti per la bachicoltura, oggetti relativi a ditte bacologiche o seme-bachi ed è in continua espansione. Grazie alla presenza di due video esplicativi ci si può immergere nell’interessante storia della seta in Italia, dalla produzione del seme-bachi, eccellenza tutta italiana, a quella della filatura del tessuto.
Una delle sale espositive del museo
La collezione del Museo
Il Museo della Seta di Soncino è un vero unicum: tutti i pezzi esposti fanno parte dell’ampia collezione di Enzo Corbani che con dedizione cerca di ricostruire la storia della seta italiana e di arricchire questo luogo con testimonianze variegate e ben conservate. Nel 2017 il museo si è anche ampliato grazie all’apertura della sala dedicata alle ditte bacologiche, ovvero una tra le pochissime sale italiane dedicate al seme-bachi.
Ciò che colpisce di più del museo è la varietà degli oggetti in esposizione: dai manifesti pubblicitari, tra cui spicca quello della ditta Tarlazzi di Ascoli Piceno, di dimensioni doppie rispetto agli altri, al ginecrino, uno strumento assai particolare che serviva per distinguere in base al peso i bozzoli con all’interno crisalidi maschi o femmine. Di particolare interesse sono poi i numerosi opuscoli inerenti le ditte bacologiche presenti in Italia e i manuali che spiegano come produrre i bachi da seta.
Enzo, il curatore e proprietario della collezione, è sempre presente all’interno del museo durante l’orario di apertura ed è ben disponibile per un tour guidato e per approfondimenti sui pezzi esposti: insieme a Gloria, assistente e appassionata, riesce ad accogliere in maniera calorosa ogni visitatore per farlo immergere in una realtà quasi sconosciuta e dimenticata ma tornata in vita grazie alla sua immensa passione.
La mia visita al Museo della Seta di Soncino: 4 chiacchiere con Enzo Corbani
Il Museo della Seta è stata la mia ultima tappa a Soncino, piccolo e delizioso borgo che ho profondamente amato e che non vedo l’ora di visitare nuovamente. “Perdersi” tra i numerosi reperti e manufatti custoditi qui è un immenso piacere: dalle foto in bianco e nero ai manifesti delle ditte, dagli strumenti per calibrare e misurare i bachi fino a quelli per tessere la preziosa seta, tutto è ordinato e tenuto meticolosamente da Enzo che spera di far appassionare i visitatori a questo settore oggi non più redditizio, ma sicuramente fondamentale per alcuni territori italiani nel corso dei secoli.
In occasione della mia visita al museo ho approfittato della presenza di Enzo per porgergli delle domande:
Dove hai trovato tutti questi pezzi da collezione?
Sono un amante dei mercatini storici e non perdo mai occasione di visitarli per cercare qualche oggetto particolare per la mia collezione. Oltre a ciò cerco sempre sul web, inesauribile fonte di oggetti rari e unici.
C’è un pezzo della tua collezione che ami particolarmente? Quello che consideri come una punta di diamante?
I pezzi che amo di più sono quelli che ancora non ho! A parte questi direi che il manifesto Tarlazzi, quello di grandi dimensioni, è un pezzo a cui sono particolarmente affezionato, un po’ perché di quelle dimensioni non ne ho mai trovati altri e un po’ perché semplicemente… É bello da vedere!
Il tuo museo non riguarda solo la seta…
No, la storia della produzione della seta in Italia è ben conosciuta e gli stabilimenti erano sparsi non solo nel comasco ma anche in altre zone del Paese. Il mio museo vuole anche e soprattutto mostrare un mondo poco conosciuto che è quello delle ditte bacologiche. Nonostante il loro ruolo fosse più discreto di quello delle filande, esse erano importanti tanto quanto le fabbrICHE dove si produceva la stoffa: era qui che si allevavano i bachi, i quali sempre qui venivano selezionati per essere venduti all’industria serica. Una sezione del museo è quindi dedicata all’industria bacologica, un vero luogo unico in tutta Italia.
La presenza del curatore e proprietario Enzo rende la visita ancor più interessante e istruttiva: grazie alla sua competenza e alla sua passione il Museo continua ad attirare appassionati e curiosi che, tramite le sue parole, possono conoscere questo particolare mondo quasi perduto fatto di precisione, dedizione e fatica, ma anche di tanta bellezza.
Per un collezionista poi poter esporre la propria collezione è sempre motivo di vanto e di orgoglio: soprattutto se così ricca e ben tenuta come quella del Museo della Seta!
Vi invito dunque a visitare il Museo della Seta di Soncino, luogo unico nel suo genere in Italia, e di farvi accompagnare da Enzo per scoprire tutti i segreti della bacologia e della seta!
Non dimenticatevi poi di sostenere il museo con una donazione, magari acquistando le crisalidi del baco da seta o una cartolina degli anni ’40, come ho fatto io!
Informazioni utili
Il Museo della Seta di Soncino si trova in Via Cattaneo 1 – Soncino.
L’ingresso è gratuito. É gradita una donazione per sostenere la realtà museale.
Il museo è aperto la seconda e la terza domenica del mese dalle 14.30 alle 17.00 o su prenotazione.
Per ulteriori informazioni visitate la pagina Facebook del Museo della Seta o il sito internet dedicato al turismo di Soncino.

