Durante il mio viaggio in Valle d’Aosta dell’estate 2020 ho potuto visitare con grande piacere il capoluogo Aosta: una città deliziosa e accogliente. Ovviamente non potevo esimermi nel visitare il suo museo più importante: il Museo Archeologico Regionale della Valle d’Aosta.
Il Museo Archeologico Regionale della Valle d’Aosta
Il Museo Archeologico Regionale della Valle d’Aosta è un museo archeologico e storico che accoglie numerosi reperti archeologici ritrovati all’interno della regione. La sede del museo è l’ex-caserma Challant, già Covento delle Visitadine fondato nel 1633 dal marchese Pierre-Philibert Roncas. Il museo venne inaugurato nel 1929 come Regio Museo e solo succesivamente è stato reso di proprietà statale/regionale.
Il percorso espositivo è allestito all’interno del piano interrato ed è impostato secondo un criterio cronologico: il sottosuolo, oltre ad ospitare il museo, offre al visitatore la possibilità di vedere esposta un’area di epoca romana occupata dalla Porta Pricipalis Sinistra e da un tratto dell’antica cinta muraria. Il museo è dunque un “museo nel museo” grazie alla presenza di questi importanti scavi.
Il secondo e il terzo piano dell’edificio sono adibiti alle mostre d’arte temporanee.
La collezione del museo
Il museo si articola in numerose sale e il suo cuore ripercorre la storia delle popolazioni vissute in Valle d’Aosta dal Mesolitico fino all’Età Romana: qui sono infatti esposti e conservati alcuni pezzi, come delle stele antrpomorfe, scoperti dall’importante sito archeologico di Saint-Martin-de-Corléans. Ma la protagonista del museo è senza dubbio la collezione risalente all’Epoca Romana: questa sezione si apre al visitatore con il plastico di Augusta Prætoria (l’antica Aosta) e continua con l’esposizione di corredi funebri, frammenti di stucchi, porzioni di affreschi, suppellettili da tavolo e da cottura, ornamenti di lusso.
Ciò che colpisce è senza dubbio lo scavo romano e la commistione tra questo e il museo: le collezioni e gli scavi sono perfettamente amalgamati costituendo un unicum difficile da separare.
L’esposizione continua con le sale dedicate all’epoca cristiano-medievale che chiude il percorso nell’ambone del VIII secolo, rinvenuto negli scavi della Cattedrale di Aosta e con alcuni corredi funebri comprendenti alcuni bicchieri decorati in oro e la spada di cavaliere con speroni provenienti da Sant’Orso.
La mia visita al museo
Se decidete di visitare Aosta non potete non visitare il suo museo più importante: qui la storia e l’archeologia offrono il meglio grazie al fatto che questo museo ha saputo sapientemente coniugare gli scavi all’allestimento. Tutti i pezzi sono corredati da una didascalia e le sale sono esplicate grazie ad alcuni pannelli utili per il visitatore ad orientarsi e a capire cosa andrà a scoprire. Le luci soffuse e l’alternanza con le ombre valorizzano molto gli scavi che non sono affatto un ornamento ma protagonisti del museo.
Mi ha colpito molto l’allestimento e la modernità di questo museo che, nonostante non sia di grandi dimensioni, riesce bene a mostrare il passato della Valle d’Aosta, un passato così incisivo che ancora oggi si mostra nelle città e nei luoghi d’interesse di questa regione. Acquistando poi il biglietto unico si ha la possibilità di visitare il Teatro romano, il Criptoportico forense, la Chiesa paleocristiana di San Lorenzo e questo museo: vi consiglio di farlo per non perdervi tutte le meraviglie di questo capoluogo!
Informazioni utili
- Teatro romano
- Criptoportico forense
- Chiesa paleocristiana di San Lorenzo
- Museo Archeologico Regionale
Per gli orari e ulteriori informazioni, cliccate qui.

