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Vagabondiary: Napoli e dintorni 2025

Sono appena rientrata da un viaggio davvero speciale, quello che ho fatto a Napoli e dintorni: desideravo da moltissimo tempo ritornare nella splendida capitale del Regno delle Due Sicilie e patria dei Borbone, motivo per cui, dopo alcuni cambi di programma, ho finalmente coronato questo piccolo grande sogno in compagnia di #PapàVagabondo.

Pronti a scoprire il Vagabondiary: Napoli e dintorni 2025?

Napoli, Procida, Pompei e Caserta

Dal 19 al 24 Aprile 2025
129.064 passi – 83,9 chilometri a piedi

Circolo Ufficiali Esercito Italiano – Foresteria Militare

Cliccate qui per scoprire l’articolo dedicato alla Pianificazione di questo viaggio!

Giorno 1: Pavia – Milano – Napoli

Treno, a piedi e in metropolitana

Il mio viaggio alla scoperta di Napoli e dei suoi dintorni inizia con un treno diretto a Milano Rogoredo: questa stazione, un tempo, era un luogo che visitavo molto spesso dato che ogni weekend (o quasi) mi spostavo da Pavia a Bologna per far visita a Uomo Moribondo. Una tappa obbligata per raggiungere la città che ha fatto da sfondo alla nostra storia a distanza. Da qui abbiamo poi preso un treno Frecciarossa che ci ha condotti fino a Napoli: il viaggio, di circa cinque ore, è stato tranquillo e puntuale e ci ha permesso di conoscere una coppia originaria proprio della città partenopea che ci ha dato alcune utili dritte e consigli molto validi. Il nostro viaggio verso Partenope è dunque iniziato!

Raggiunta la stazione di Napoli Centrale abbiamo subito preso la metropolitana Linea 1 in direzione Municipio per raggiungere il nostro alloggio nella centralissima Piazza del Plebiscito: qui infatti si trova la Foresteria Militare del Circolo Ufficiali dell’Esercito Italiano, una delle foresterie più comode, attrezzate e accoglienti che abbia frequentato. Sbrigate le pratiche di check-in ci attendeva subito un bel tour alla scoperta dei dintorni: Piazza del Plebiscito è sicuramente una delle piazze più suggestive al mondo, merito del suo imponente colonnato e della Basilica di San Francesco di Paola (il principale complesso neoclassico della città), il cui nome deriva dal plebiscito del 21 ottobre 1860 che decretò l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna.

Da qui ci siamo calati, nel vero senso della parola, nelle viscere della Napoli Sotterranea insieme all’Associazione LAES per scoprire le architetture del sottosuolo cittadino, in particolare le vecchie cisterne dell’acqua che rifornivano tutti i palazzi nobiliari napoletani e che, durante la Seconda Guerra Mondiale, sono state utilizzate come veri e propri rifugi antiaerei: qui i partenopei riuscirono a scampare ai numerosissimi bombardamenti alleati che rasero al suolo gran parte degli edifici cittadini. Una visita suggestiva ed emozionante che ci ha permesso anche di conoscere le origini del mitico O’ Munaciell che si dice fossero ispirate alla professione del pozzaro, colui che puliva le cisterne d’acqua e che entrava nei palazzi nobiliari della zona di Chiaia.

La giornata non poteva non terminare con una squisita pizza napoletana gustata presso la Pizzeria Speranzella, nel cuore dei mitici Quartieri Spagnoli!

Luoghi visitati

Spese per questo giorno (per due persone come per tutto l’articolo)

Totale: 130,50 euro

Napoli e dintorni 2025: Donna Vagabonda in Piazza del Plebiscito

Giorno 2: Napoli

A piedi

Il secondo giorno, splendido e soleggiato, è stato dedicato totalmente alla scoperta del centro storico di Napoli e dei suoi luoghi più iconici: con un itinerario totalmente percorso a piedi ci siamo diretti dapprima in Via Toledo, una delle vie dello shopping più rinomate di Partenope, infine a Spaccanapoli e a San Gregorio Armeno. Abbiamo voluto assaporare ogni vibrazione della verace atmosfera napoletana visitando alcuni monumenti conosciuti e non: la prima tappa ci ha visti alla Chiesa di San Nicola della Carità, una delle chiese barocche più suggestive del centro storico, poi abbiamo raggiunto Piazza del Gesù Nuovo per visitare l’idilliaco Chiostro di Santa Chiara, uno dei luoghi che più mi hanno conquistata. La visita ci ha richiesto gran parte della mattinata: il tempo sembrava però volare data la bellezza sconfinata di questa location così mistica ed elegante.

Da qui abbiamo poi raggiunto lo spettacolare Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova che ospita una delle chiese più suggestive di Napoli: il Manierismo e il Barocco sono qui presenti all’ennesima potenza e il soffitto in legno dorato spicca e domina tutta la maestosa chiesa. Si dice inoltre che proprio qui, all’interno del chiostro, sia seppellito Vlades Tepes III, meglio conosciuto come Conte Dracula: all’interno della tomba non sono state ritrovate ossa umane ma vi sono teorie secondo cui le spoglie del mitico “Vlad l’Impalatore” siano davvero state portate a Napoli per un periodo e, sempre teoricamente, avrebbero qui trovato un breve riposo.

Con una piacevole passeggiata ci siamo successivamente recati in Via San Biagio dei Librai, il cuore di Spaccanapoli: qui il folclore della città si può davvero toccare con mano grazie a numerose botteghe artigiane e alla presenza di vicoli intricati e contorti che rendono il centro storico meravigliosamente decadente. Non potevamo non pranzare con uno squisito cuoppo napoletano, il trionfo dello street food partenopeo. Ristorati e ben sazi si riprende con la scoperta del cuore pulsante di Napoli con un bel tour a San Gregorio Armeno, ovvero la via dei Presepi dove, ancora oggi, si trovano le antiche botteghe dei maestri artigiani che con passione creano veri e propri capolavori, i Presepi Napoletani.

Dopo aver bevuto una limonata “a cosce aperte” in Via dei Tribunali è ora di visitare il luogo più sacro di Napoli, ovvero il Duomo, che custodisce il Tesoro e le spoglie di San Gennaro: il primo è visitabile tramite il pagamento di un biglietto mentre le seconde con una visita guidata a offerta libera da parte dei giovani ciceroni del MUDD Museo Diocesano Diffuso. Tutti questi luoghi saranno, ovviamente, oggetto di articoli in cui vi racconterò l’esperienza nel dettaglio.

Da qui ci siamo diretti nuovamente ai Quartieri Spagnoli per “incontrare” il secondo Santo di Napoli, ovvero Diego Armando Maradona: situato in via Emanuele de Deo, il murales a lui dedicato è oggetto di veri e propri pellegrinaggi non solo da parte dei partenopei ma per tutti coloro che vivono il mito calcistico del fuoriclasse argentino. Dopo aver osservato tale luogo, dove il profano diventa sacro, ho finalmente compreso il legame che i napoletani possiedono con Diego Armando, qualcosa che va al di là dei successi sportivi: in fondo Napoli è Maradona, Maradona è Napoli.

L’esplorazione si conclude con una rinfrescante e gustosa Delizia al Limone nell’elegante location del Gran Caffè Gambrinus, il caffè letterario più famoso di Napoli.

Luoghi visitati

Spese per questo giorno

Totale: 193 euro

Napoli e dintorni 2025: Donna Vagabonda al Complesso Monumentale di Santa Chiara

Giorno 3: Napoli – Procida – Napoli

A piedi e con traghetto

Il terzo giorno è stato dedicato a una delle più suggestive tra le Isole Flegree: Procida!

Desideravo visitarla da molto tempo, da quando una collega docente proprio originaria di quest’isola me la fece conoscere: dal 2018 dunque la curiosità continuava a salire fino a coronare questo piccolo grande sogno proprio in occasione di questo viaggio Napoli e dintorni 2025.

Svegliati di buon’ora ci siamo diretti a piedi presso il Porto, in particolare a Calata Porta di Massa, dove abbiamo acquistato i biglietti per il traghetto Caremar: essendo un giorno di festa l’ultimo traghetto sarebbe stato alle 16:00 quindi non siamo riusciti a visitare tutta l’isola come avremmo voluto. Nonostante questo intoppo siamo comunque riusciti ad apprezzare la sua prorompente bellezza: le architetture color pastello mi hanno fatto letteralmente brillare gli occhi e in particolare mi hanno ricordato quanto io ami il mare e le isole. Una sensazione di allegria, pari a quella provata a Burano, mi ha totalmente pervasa e mi ha fatto innamorare perdutamente dell’Isola de Il Postino dove la vita sembra essere vissuta più lentamente e a ritmi decisamente umani.

Passeggiando tra Marina Grande e Marina di Corricella è stato per me un immenso piacere poter osservare i pescatori con le loro lenze pescare le alici, i bambini tentare di acchiappare le velocissime salpe, anziani sorridere e salutare anche gli sconosciuti: il lento scorrere del tempo ha plasmato l’anima di questa isola così accogliente e vera.

Non si poteva non pranzare a base di pesce freschissimo proprio alla Locanda del Postino, location del famoso lungometraggio: è stato di sicuro il miglior pasto a base di pesce gustato in questo viaggio! Da qui ci siamo poi diretti a Palazzo d’Avalos, l’ex carcere di Procida: la felicità ha rapidamente lasciato posto alla sconforto e all’ansia ma anche alla soddisfazione di poter osservare questo luogo rivalorizzato e non più totalmente abbandonato.

Da qui ci siamo nuovamente diretti verso Marina Grande, in attesa del nostro traghetto che ci avrebbe riportato sulla terraferma: nel frattempo vuoi non gustare una granita al limone con i limoni procidani e una Delizia al Limone (il mio dolce preferito)?

Luoghi visitati

Spese per questo giorno

Totale: 198,70 euro

Napoli e dintorni 2025: Donna Vagabonda a Procida

Giorno 4: Napoli – Pompei – Napoli

A piedi, in metropolitana e con treno

Il quarto giorno del viaggio a Napoli e dintorni 2025 è stato dedicato interamente alla maestosa e imponente area archeologica di Pompei, l’antica città distrutta dall’eruzione del 79 d.C. del Vesuvio, il gigantesco vulcano che si staglia come un minaccioso guardiano sul territorio napoletano. Questo immenso museo a cielo aperto è raggiungibile da Napoli tramite il treno della linea Circumvesuviana Napoli-Sorrento ed è proprio utilizzando questo mezzo che ci siamo diretti verso questo luogo d’importanza storica e archeologica mondiale: acquistando i biglietti online non abbiamo dovuto fare alcuna fila e alle 9:00 il parco archeologico era davvero tutto per noi.

Scaricata l’applicazione ufficiale è stato molto semplice orientarci ed esplorare tutta l’area: ci sono volute più di 7 ore per poterla apprezzare a pieno e lentamente. É stato per noi davvero eccitante poter passeggiare sul basolato romano e poter entrare nelle antiche Domus per ammirare le incredibili opere d’arte contraddistinte da colori vivaci quali il rosso e il giallo: la bellezza di Pompei risiede proprio nel fatto che sia stata distrutta dall’eruzione del Vesuvio, un fascino “macabro” che ci permette ancora oggi di poter camminare tra le sue vie riflettendo sul fatto che, probabilmente, se non fosse stata distrutta in questo modo (e, al contempo, preservata) non sarebbe giunta fino ai giorni nostri. A che prezzo? É una domanda che mi ha accompagnata per tutta questa indimenticabile esperienza.

Rientrati a Napoli, sempre tramite il treno, abbiamo deciso di cenare con una cena fusion ed elegante a base di pesce e non solo al Bistrot Jallinus, a pochi passi dalla Galleria Umberto I, incantevole sia di giorno che di sera.

Luoghi visitati

Spese per questo giorno

Totale: 130,8 euro

Napoli e dintorni 2025: Donna Vagabonda a Pompei

Giorno 5: Napoli – Caserta – Napoli

A piedi, in metropolitana e con treno

L’ultimo giorno di questo incredibile viaggio a Napoli e dintorni ci ha condotti alla stupefacente Reggia di Caserta, un altro luogo che desideravo visitare da tempo: un capolavoro Patrimonio dell’Umanita UNESCO che mi ha letteralmente conquistata. Sapete quanto io ami i palazzi e le ville storiche, motivo per cui questa fastosa reggia non poteva che ammaliarmi: in particolare l’Appartamento Vecchio, con i suoi ambienti ispirati alle quattro stagoni, ha saputo rapirmi come non mi capitava da tempo.

La Reggia di Caserta è poi un luogo “mitologico” per chi ama, come me, la saga cinematografica di Star Wars, ovvero Guerre Stellari: proprio qui sono state girate molte scene dei film Episodio 1 – La Minaccia Fantasma e Episodio 2 – L’Attacco dei Cloni. La splendida Reggia è stata utilizzata nelle scene del palazzo reale di Naboo, il pianeta della protagonista Padmé Amidala, l’intrepida senatrice amata da Anakin Skywalker. Insomma, un luogo come questo andava visitato per più motivi, non siete d’accordo?

E che dire poi del maestoso parco di più di tre chilometri di estensione? Amo moltissimo camminare ed esplorare parchi e giardini, dunque percorrerlo dopo pranzo è stato un immenso piacere: ho pensato a cosa avessero provato i Borbone che qui si dedicavano a ricevere e a intrattenere i loro blasonati ospiti, ai sontuosi abiti sfoggiati dalle dame e dalle nobildonne, ai momenti di ozio della nobiltà partenopea. Ad un primo sguardo il parco può sembrare “semplice” ma in realtà è di un’eleganza straordinaria: Vanvitelli, un vero mito dell’architettura, si era ispirato ai magici giardini di Versailles e voleva riproporli. Il risultato è raffinato e suggestivo: la presenza delle numerose fontane e delle vasche rende il paesaggio armonioso e ben curato, un giardino adatto a dei sovrani insomma!

Con la mia macchina fotografica mi sono inoltre divertita ad immortalare la flora spontanea del giardino, trovando anche delle orchidee selvatiche: il viaggio a Napoli e dintorni non è stato solo un viaggio storico e archeologico ma anche profondamente naturalistico grazie alle numerose osservazioni poi caricate sulla piattaforma INatutalist.

A simbolica conclusione di questa giornata ecco dunque giungere un temporale, quasi a sottolineare come anche il cielo fosse triste per la nostra imminente partenza.

Luoghi visitati

Spese per questo giorno

Totale: 135,85 euro

Napoli e dintorni 2025: Donna Vagabonda alla Reggia di Caserta

Giorno 6: Napoli – Milano – Pavia

A piedi, in metropolitana, in funicolare e con treno

Era ormai giunto il momento di salutare Napoli e la campania per tornare a casa: il treno pomeridiano ci attendeva e ci avrebbe riportato prima a Milano e poi a Pavia. Prima di salutare questa magnifica città abbiamo deciso di visitare un ultimo luogo, ovvero la Certosa di San Martino, uno dei luoghi che più mi sono rimasti nel cuore. 

Raggiunto il quartiere del Vomero con la metropolitana siamo giunti alla Certosa non immaginando affatto lo stupore che ci avrebbe accompagnato: un luogo eccezionale di arte e cultura, natura e sacralità unico nel suo genere, oltre a uno dei complessi certosini più maestosi che io abbia mai visitato.

Con una visita di circa tre ore ho potuto davvero esplorare ogni angolo del luogo: dai chiostri al Giardino dei Semplici, dalla sacrestia alla quadreria, un tripudio di eleganza e magnificenza che mi hanno fatto innamorare, per quanto sia stato possibile, ancora di più di Napoli!

Purtroppo un brutto acquazzone ci ha costretto a dirigerci velocemente in foresteria per recuperare i bagagli: il meteo non prometteva nulla di buono e, sperando di non bagnarci troppo, ci siamo diretti alla funicolare di Chiaia con l’intento di avvicinarci il più possibile a Piazza del Plebiscito: non solo ci siamo inzuppati fino al collo ma abbiamo pure sbagliato funicolare quindi bagno doppio e bronchite.

Recuperati i bagagli non ci rimaneva che dirigerci verso la stazione, stanchi ma appagati: un’ultima Delizia al Limone e un pacco di sfogliatelle calde calde ci hanno riaccompagnato a casa, ricordandoci sempre che in fatto di dolci Napoli ha pochi rivali!

Salutiamo dunque Partenope con acqua a catinelle ma con la voglia di tornarci il prima possibile: tutto di questo viaggio ci ha fatto innamorare dei luoghi che abbiamo scoperto e visitato, delle tradizioni partenopee, di luci e ombre di una città che sà davvero come conquistare i suoi visitatori.

Napoli e dintorni 2025: Donna Vagabonda alla Certosa di San Martino

Napoli e dintorni 2025: un viaggio nel viaggio alla scoperta non solo di Partenope ma anche del suo territorio, della sua squisita cucina, della sua prorompente arte, della sua incredibile dualità tra sacro e profano.

E voi siete mai stati a Napoli? Fatemelo sapere nei commenti!

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