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Natale con i tuoi, Pasqua…In lockdown!

Ho riflettuto molto prima di scrivere questo articolo, ho trattenuto il fiato fino a 3 secondi.

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Ma alla fine mi sono convinta a scriverlo, dovevo scriverlo.

Il blog, ormai lo sapete, per me non è solo un modo per raccontarvi i miei viaggi e le mie avventure ma anche un mezzo per condividere le mie opinioni sui viaggi, sul mondo travel e sulla realtà dei blogger. Ebbene, questo è un nuovo articolo proprio riguardante il mio pensiero sulla situazione attuale, ad un anno dalla pandemia.

Dal silenzio allo stupore

7 marzo 2020: ultimo viaggio “normale” in compagnia di mia madre, una gita a Ventimiglia alla scoperta dei Giardini Hanbury. Poi il vuoto, il nulla, l’oscurità per lunghissimi mesi: la didattica a distanza, quella voglia di passeggiare in luoghi sguarnti di persone, i barattoli di Nutella aperti e non ancora finiti (perchè sì, la Nutella mi piace ma dopo qualche cucchiaio mi annoia), quella rassegnazione e disperazione tipici di chi di viaggi vive.

Lo scorso anno durante il lockdown non avevo scritto per scelta post sulla pandemia ma avevo realizzato un sondaggio e un articolo riferito al turismo dopo il Covid-19: ero ottimista, pensavo che con l’estate questo maledetto virus si fosse scansato e ci avrebbe permesso di tornare a vivere, in modo diverso e più consapevole.

Ma che oh?!

Ma per davvero ho pensato ad una cosa del genere? Io? Forse per qualche istante, per autoconvincermi che le cose sarebbero andate meglio, ma in relatà era la mia mente che voleva ingannarmi, in verità sapevo che non sarebbe stato così semplice e che i miei studi sulla microbiologia e sulla vita dei virus riecheggiavano nel mio cervello.

Mi stai abbabbiando?

Può essere, ma in fondo una piccola luce in fondo al tunnel la vedevo.

ORA NO.

Il mio silenzio durato mesi riguardo questo argomento ora è stato interrotto bruscamente e il dubbio è stato sostituito totalmente con lo stupore, uno stupore quasi isterico, come la ridarella (avete presente gli attacchi di risata che non si esauriscono se non per parecchio? Ecco io li ho spesso quando sono stanca e ho sonno, mi parte la ridarella… Eh lo so, sono strana).

Luglio 2020: Valle d’Aosta

Ho scritto un articolo all’inizio dell’anno speranzosa di poter tornare a viaggiare e facendo pronostici forse troppo ottimistici ma in fondo tutto faceva ben sperare: erano arrivati i vaccini (santi vaccini) e i contagi stavano effettivamente calando, a scuola si andava in presenza e anche gli studenti delle scuole superiori sembravano tornare, pian piano, alla normalità.

Per Carnevale era effettivamente difficile tornare a viaggiare, ho sperato fino all’ultimo di poter tornare a Padova ma ahimè niente e di nuovo uno dei rari momenti di “non ferie” ma di vacanza dalla scuola si trasformava nell’ennesimo lungo ponte a sospirare guardando il mio balconcino mignon e i bulbi che pian piano uscivano dalla terra.

Dopo la brevissima parentesi gialla (4 settimane di cui 1 piovosissima) della Lombardia tutto è tornato come era prima, se non peggio: a inizio marzo è ricominciata la dad, la famosa didattica a distanza, e questa terminerà (forse? Mah!) dopo le vacanze pasquali.

e qui arriva la mazzata

La situazione non poteva che peggiorare, i contagi infatti sono aumentati a dismisura e la diffusione delle cosiddette “varianti” (che altro non sono delle forme di virus mutato, tutto nella norma) ha cancellato ogni mia speranza per Pasqua: speravo di andare a Trieste e speravo che il festival “Le Vie delle Foto” potesse concretizzarsi (è più di un anno che ho fatto stampare le mie fotografie da uno studio del triestino, ho speso 180 euro e non le ho mai viste per colpa di questa pandemia, ma c’est la vie) e invece nada. NISBA. NIET.

A Soncino, in un raro “momento giallo” lombardo.

Mentre pensavo a come accartocciarmi per sembrare piccola piccola e a come ingoiare l’ennesima delusione scopro che si può andare all’estero per turismo.

Ah sì?

Alle Canarie.

Cosa?!

E anche alle Baleari.

No eh.

Eh invece sì e ti dirò di più… Pure in tutta Europa, bastano due tamponi e una “quarantena da 5 giorni”.

Cioè, voi mi state dicendo che non posso uscire dal mio comune ma posso sgattaiolare a Malpensa e prendere il primo volo per Lanzarote?!

…. Sì.

Avete presente un elettrocardiogramma di un cuore in arresto?

Io.

Così.

Quando ho appreso di questa possibilità la mia mente si è letteralmente dissociata, divisa a metà: il mio IO ovviamente mi ripeteva che questa era una grande presa in giro, soprattutto nei confronti di tutte le realtà turistiche italiane, dalle agenzie di viaggio agli hotel, dalle guide turistiche ai noi blogger (eh mettiamocela la nostra categoria ogni tanto!). Il mio ES? Era già in costume alle Canarie.

Alla fine ha prevalso l’irreprensibile IO, retto e con i piedi per terra: ho appena fatto la prima dose del vaccino (sono tra i privilegiati, sì, e sono anche tra i precari “storici” che aspettano l’esito di un concorso da 4 mesi, quindi guardiamo i 2 lati della medaglia per favore) e non voglio buttare tutto all’aria solo per la voglia di partire (eh capirai, va a farsi la vacanza… NO CAVOLO, NO! NON É LA VACANZA DIAMINE, NON É LA VACANZA), rischiando di dovermi ammalare, di far ammalare il Pirata e di rimanere a casa dal lavoro, no.

Però, pensandoci, quel biglietto per Lanzarote io me lo merito, noi travel blogger ce lo meritiamo.

Eccome se ce lo meritiamo.

E se lo meritano tutti gli operatori del turismo, troppo spesso esclusi dai famosi “decreti ristori”, soprattutto se non hanno la partita IVA (e non perchè si vuole evadere ma perchè i 5000 euro massimi di guadagno non li vediamo nemmeno con il binocolo).

Ma allora che si fa?

Eh che si fa? Si resiste? Ancora? Ci si fa tatuare appena possibile la parola “resilienza” sul collo? Non ho più una risposta per questa domanda, davvero. So solo che ho fatto la prima dose di vaccino, ho prenotato gli hotel per i miei on the road estivi (Marocco, Andalusia, Provenza) e in questo momento sto fissando il barattolo di Nutella: è mezzo pieno o pieno vuoto? Vedetelo come volete, io lo vedo mezzo vuoto (e non perchè me lo sto finendo proprio ora).

Mezzo pieno o mezzo vuoto?

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