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Il Museo del Mese di Luglio: il Catship Museum di Nara

Il Giappone, si sa, è il Paese dove tutto è possibile, perfino avere un museo dedicato a uno degli animali più amati al mondo, ovvero il gatto. Diciamocelo, chi è che non li ama? Il gatto è infatti l’animale domestico più presente nelle nostre case, non solo in Italia ma nella maggior parte dei Paesi occidentali. In Giappone non è solo un dolce compagno di vita ma anche un animale sacro secondo la religione shintoista: mai sentito parlare del celebre Maneki Neko, ovvero il gatto bianco con la zampina all’insù che porterebbe fortuna? Ecco, le sue origini si devono proprio alla religione shintoista.

Se siete amanti sfegatati come me di queste pesti a quattro zampe allora dovete visitare il Catship Museum a Nara, l’antica capitale del Giappone: pronti a scoprirlo con me?

Storia del Catship Museum di Nara

Il Catship Museum, conosciuto anche come Museo Nekofune, è stato inaugurato il 21 aprile 2018 dalla Signora Chie a Nara, non lontano dal famoso tempio Todai-ji e dal Giardino Yoshiki-en. La gentilissima proprietaria, che ha sempre condiviso con i gatti la propria vita, ha voluto celebrarli aprendo le porte di questo luogo che ospita un numero davvero imprecisato di oggetti dedicati al Neko, ovvero al gatto. Situato all’interno di una casa tipica giapponese risalente a circa 100 anni fa è disposto su due piani e ospita numerosissimi manufatti creati personalmente dalle mani di Chie ma anche moltissimi pezzi pregiati da collezione (ovviamente tutti a tema gatto).

Il Catship Museum di Nara

La collezione del museo

Il museo, ovvero l’esposizione della collezione della Signora Chie, consta più di 300 pezzi dedicati al mitico felino domestico: disegni, dipinti, libri illustrati, romanzi, saggi, fumetti, cartoline, ceramiche, piatti e soprammobili. I pezzi hanno le provenienze più svariate: molti sono fatti a mano da Chie che con pazienza e amore confeziona borse e scialli tinti con colori naturali e sostenibili, mentre altri provengono sia dal Giappone che da oltreoceano, in particolare rare e pregiate ceramiche, piccole e preziose opere d’arte.

La mia visita al Catship Museum

Io e Marito Moribondo siamo stati a Nara durante il famoso Nyaramachi Festival, ovvero il festival dei gatti di Naramachi, dove un intero quartiere si colora per celebrare nientepopodimeno che il gatto (che in giapponese fa nyan nyan e non miao miao): una gattara senza speranza come me poteva perdersi la possibilità di visitare Nara proprio in questo periodo? E così ho contattato la carissima Chie chiedendo gli orari di apertura del museo: con mio grande dispiacere, purtroppo, il museo non era aperto in quei giorni quindi mi sono rassegnata a non poterlo visitare. Ma prima che tutte le speranze fossero perdute ecco che un messaggio di Chie mi ha subito rallegrato: poteva, in via eccezionale, aprirlo per me.

La mia gioia è letteralmente esplosa!

E dunque subito mi sono attrezzata per poter visitare questo meraviglioso museo che non mi sarei persa per nulla al mondo: alle 14 ci siamo date appuntamento proprio all’ingresso e insieme abbiamo chiacchierato e condiviso la nostra comune passione per i felini. Fino a qualche anno fa il Catship Museum era vegliato da un magnifico gatto tuxedo di nome “Il Direttore: nel 2019 ci ha lasciati dopo anni di onorata carriera di guardiano, ma il suo ricordo è ancora vivo in Chie e nel museo grazie ai numerosi ritratti a esso dedicato.

L’angolo lettura del Catship Musem

Ho subito pensato al nostro gatto Vergil, anche lui tuxedo a pelo corto, e la mancanza si è fatta sentire: eravamo in viaggio già da quasi 10 giorni e i nostri pelosetti ci attendevano a casa, ma sapevamo che erano affidati a ottime mani quindi la nostalgia si è subito trasformata in felicità nel far vedere la sua immagine e quella del fratello Dante a Chie: e così due amanti dei gatti si sono ritrovate proprio qui, a Nara, a dialogare in un improbabile inglese e in giapponese (con l’aiuto di Google Traduttore) di felini, di avventure e dei miei viaggi.

Le ceramiche del Catship Museum

La compagnia di Chie è una delle cose che con più commozione conservo di questo meraviglioso viaggio: a dimostrazione che la lingua non può mai essere una vera barriera e che gli incontri dei nostri viaggi sono sempre preziosi e meravigliosi.

Del resto il viaggio è conoscenza e incontro.

Rimango affascinata da tutti gli oggetti qui esposti: ognuno ha una sua identità, ognuno sembra custodire un’anima e racconta una storia. Mi strappano un sorriso i piccoli fumetti animati che, sfogliandoli, sembrano prendere vita e raccontano storie divertenti di mici bizzarri e dispettosi. Il gatto è un animale guida per molte culture, compresa quella giapponese: è così che anche qui abbondano i Maneki Neko, con la loro dolce zampina sollevata, portatori di speranza e di fortuna. E poi le ceramiche, a cui è dedicato praticamente tutto il secondo piano: alcune sono molto antiche e ritraggono in maniera semplice ma efficace i nostri beniamini mentre altre sono più recenti ed elaborate.

Gattini scolpiti in legno: non sono adorabili?!

Le dimensioni sono tra le più varie: non può che venirmi in mente il numero spropositato che anche noi, presso il nostro Nido, abbiamo di oggetti inerenti i micetti e mi sono un po’ rivista in Chie che per tutta la vita ha collezionato tutto ciò che li celebrasse. Come lei anche io e Marito Moribondo siamo cresciuti con i gatti: ne abbiamo avuti molti e ancora oggi Dante e Vergil ci riempiono la vita di giochi, sorrisi e piccoli dispetti.

Prima di lasciarci Chie ci ha tenuto a leggermi i tarocchi, ovviamente gattosi. Ho pescato la carta del Folle e la sua predizione è stata la seguente:

Sei una persona avventurosa e piena di energie, spesso hai idee e progetti che sembrano irrealizzabili ma la tua tenacia ti porterà a coronarli tutti. Ami viaggiare e non sai mai stare ferma in un luogo: ti circondi di persone eclettiche come te e pensi sempre al futuro, mai al passato. Sei una sognatrice e il tuo essere indipendente può spaventare gli altri e ciò ti porta ad avere poche ma importanti amicizie. Non cambiare perché il tuo spirito libero ti porterà lontano.

Insomma, Chie ci ha visto giusto: non amo fermarmi e sono affamata di conoscenza, viaggio per soddisfare questa fame insaziabile e la scoperta di luoghi e persone è per me linfa vitale.

Chi avrebbe mai immaginato di trovare in Giappone un museo del genere? Ma in Giappone tutto è possibile, anche incontrare qualcuno che condivide la tua stessa passione per i gatti, tanto da allestire un magnifico museo proprio come Chie, che mi ha davvero commossa: la sua delicatezza, le sue risate e le sue battute sono state per me una fonte di gioia inesauribile e ancora oggi, a distanza di tempo, sorrido a pensare a quei momenti passati insieme.

Il Catship Museum di Nara è un luogo dove tutti gli appassionati di gatti devono far sosta: dolce, bizzarro, unico nel suo genere, come la Signora Chie che accoglie i visitatori con il suo meraviglioso sorriso e le sue maniere gentili.

Informazioni utili

Il Catship Museum – Museo Nekofune si trova al 53 Suimonchō – Nara – Giappone.

É aperto il sabato, la domenica e i festivi, dalle 12:00 alle 17:00.

Il costo dell’ingresso è di 400 yen per tutti i visitatori.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

E voi avete mai visitato il Catship Museum? Scrivetemelo nei commenti!

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