Lomellina: terra del cuore. Questo recita un vecchio adesivo che avevo ripescato qualche tempo fa: lo avevo preso ad un banchetto ormai anni fa presso la fiera dei prodotti lomellini di Vigevano, fiera che non si svolge nemmeno più (ed è un vero peccato).
Dopo il lockdown del 2020 ho volto sempre di più il mio sguardo verso questa parte della Provincia di Pavia, forse un po’ bistrattata e dimenticata perchè considerata “spoglia” o “vuota”. Idea totalmente errata.
La Lomellina è situata ad ovest di Pavia ed è una terra ricca di sapori e di paesaggi particolari: la pianura trionfa e il riso è il padrone incontrastato tra le colture. Questo territorio è però anche un luogo dai particolari connotati storici: Laumellum, l’antica Lomello, è stato il luogo che nel novembre del 590 ospitò il matrimonio tra la regina Teodolinda ed il duca di Torino Agilulfo, Vigevano è stata un polo culturale incredibile che ha attirato artisti illustri come Leonardo e Bramante, Castello d’Agogna ha ospitato un’importante signoria e molto altro ancora. In questo articolo vi parlo del Castello di Valeggio, un luogo molto suggestivo e sicuramente iconico della Lomellina.
Storia del Castello di Valeggio
I primi insediamenti nella zona di Valeggio risalgono all’età del bronzo. Con l’arrivo dei Romani questi estesero i loro domini anche sui territori lomellini. Successivamente Valeggio appartenne dal X secolo al monastero monastero di San Salvatore di Pavia. Oggi il Castello di Valeggio fa parte dell’Ecomuseo del Paesaggio Lomellino.
Per quanto riguarda il castello, non si hanno notizie certe sulla costruzione della prima rocca, probabilmente avvenuta ad opera della famiglia dei Sannazzarri. L’attuale ha sicuramente origine nel ‘200 e fu saccheggiata due volte dai milanesi nel 1215 e nel 1222. L’impianto che oggi si osserva è però posteriore: il rimaneggiamento risale all’inizio del Quattrocento e continuò per anni. Il risultato fu la grande costruzione ancora visibile, uno dei complessi fortificati più grandi dell’intera Lomellina.
Struttura del Castello di Valeggio
Il Castello di Valeggio ha una pianta a forma trapezoidale con due torri di ingresso sui lati e con la fronte sudorientale, quella che poteva essere interessata da possibili assalti, protetta da torri angolari cilindriche.
Questa facciata sudorientale costituisce la parte architettonicamente più caratteristica e vistosa del castello. Vi si allineano infatti tre torri di diversa dimensione e foggia: quadrata e sottile quella di mezzo, cilindriche, ma con differente diametro, quelle angolari.
Tutte e tre sono munite di slanciati beccatelli in mattoni e recano un coronamento di merli uniti da arco.
Ingresso del castello e targa dell’Ecomuseo del Paesaggio Lomellino
Visitare il Castello di Valeggio
Il Castello di Valeggio è oggi un bene privato e viene adoperato come location per feste o matrimoni.
Ho provato a contattare i proprietari tramite mail per organizzare una visita ma purtroppo non ho mai ottenuto una risposta. Questo è un peccato in quanto i beni storici, a mio avviso, devono essere tutelati e promossi per rafforzare la conoscenza del territorio di appartenenza: insomma, il marketing turistico è sempre a benificio di tutti. Purtroppo in Italia questo concetto non si è ancora compreso a pieno e da una parte abbiamo realtà virtuose e proiettate verso una nuova idea di turismo mentre dall’altra purtroppo non c’è questa stessa attenzione.
Mi auguro che un giorno il castello possa essere visitabile da tutti e che possa essere valorizzato totalmente.
Ibis sacri fotografati vicino al Castello di Valeggio
Visitare i castelli della Lomellina: la Lomellina è una zona ricca di castelli e manieri storici oltre che di abbazie, santuari e luoghi religiosi degni di nota. Una giornata in Lomellina non basta ma anzi consiglio caldamente di scoprire questa zona lentamente e di organizzare più di un weekend sfruttando le giornate di apertura dei Castelli come Castello Isimbardi e Castello di Sartirana.
Lomellina terra di Birdwatching: questo luogo è perfetto per chi è appassionato di fotografia naturalistica. Essendo una zona ad alta vocazione agricola, in particolare importante per la produzione del riso, la Lomellina ospita numerose specie di uccelli come aironi cenerini, aironi guardabuoi, garzette, ibis sacri, pavoncelle e varie specie di limicoli. Con le risaie “bagnate” si assiste ad un vero e proprio spettacolo della natura: numerosi uccelli si posano per nutrirsi rendendoli facili “obiettivi” per le macchine fotografiche degli appassionati.
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