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Un tè con l’entomologo: il mio incontro con Roberto Czeppel

Come blogger e fotografa naturalista nel corso di questi anni ho avuto la fortuna di incontrare persone speciali, uniche e davvero particolari.
Questo lavoro infatti mi permette di spostarmi molto e di incontrare amanti dei viaggi, blogger, ma anche attori, fotografi e studiosi. Una compagnia davvero variegata di cui posso raccontare solo aneddoti e storie positive su ognuno dei suoi membri.
Questo articolo vuole commemorare un incontro davvero speciale da cui è nata una vera amicizia: quello con Roberto Czeppel, entomologo e scrittore milanese, che da qualche anno ha deciso di trasferirsi tra le placide colline dell’Oltrepò Pavese.
Scopriamo insieme questo incredibile momento, avvenuto grazie agli amici della Delegazione FAI Giovani Oltrepò Pavese.

 Roberto Czeppel: entomologo, esploratore, incisore, viaggiatore.

Quando gli amici del FAI organizzano un evento è sempre qualcosa di interessante, particolare e unico.
Questa volta i ragazzi del FAI Giovani Oltrepò non mi hanno portato alla scoperta di un luogo storico, di un castello o di una villa d’epoca, ma bensì al cospetto di uno studioso: Roberto Czeppel.

Roberto Czeppel nel suo studio insieme ad alcuni insetti da lui raccolti

Roberto, classe 1944, milanese, nasce nel difficile periodo della Seconda Guerra Mondiale, in un mondo dove tutto è bianco o nero e difficilmente si trova il colore. Fin da piccolo rimane affascinato dagli animali ritratti sulle riviste che il padre acquistava e l’incontro con essi allo Zoo di Milano (quando esisteva ancora) fece scattare in lui la molla che lo porterà letteralmente a rimbalzare da un continente all’altro, in cerca di specie sconosciute, di ambienti selvaggi e perfino dell’Arca Perduta.

Roberto si innamora perdutamente di animali che spesso si ritengono insignificanti, se non addirittura “mostruosi”: gli insetti. Questa sua grande passione si concilierà con quella di fotografo e guida naturalistica che lo porteranno a conoscere numerose culture e altrettante lingue, tra cui lo swahili, che parla perfettamente ancora oggi.

Roberto Czeppel con un cucciolo di leone al Namibian Lion Trust – foto dal sito di Robert Czeppel

Con gli anni coltiva anche la passione per la scrittura e per le incisioni: la prima lo porterà a diventare uno scrittore che racconta, con un pizzico di magia e fantasia, le sue avventure in giro per il globo, mentre la seconda gli permetterà di incontrare persone di ogni estrazione sociale e provenienza grazie alle sue opere d’arte come manici di coltello intagliati, ritratti e oggetti lavorati.

Dopo una vita trascorsa tra Milano e il mondo decide di acquistare una casa nell’Oltrepò Pavese e di renderla il suo rifugio:

Cercavo un luogo che mi ricordasse l’Africa che tanto ho nel cuore: non nelle vere e proprie fattezze, si intende, ma che fosse un piccolo scrigno di biodiversità e un’oasi di pace, dove puoi ancora udire il canto degli uccelli e vedere le stelle, come accade nelle notti in cui sei nella savana. L’Oltrepò, non distante dai miei luoghi natii, è riuscito a farmi rivivere quelle magiche sensazioni e quindi ho deciso che avrei trascorso il resto della mia vita proprio qui.

L’intento era chiaro: Milano era ormai diventata troppo stretta per Roberto, che decide quindi di acquistare un casolare e trasferirvisi. La sua casa, un vero e proprio racconto della sua vita rocambolesca, è una sorta di museo dove l’esploratore conserva i ricordi di una vita. I protagonisti sono senza dubbio i suoi viaggi, che qui si mostrano e si ricordano attraverso ritratti, insettari, strumenti musicali e maschere africane.

Un tè con l’entomologo: l’incontro con Roberto Czeppel – Foto FAI Giovani Oltrepò Pavese

Il FAI ha fatto centro organizzando un incontro aperto al pubblico che non solo ha permesso di ammirare questa vasta e variegata collezione, ma ha anche offerto l’opportunità di conoscere la figura di Roberto Czeppel. Tutti, davvero tutti, siamo rimasti incantati dalle sue parole, dai suoi racconti e dalla sua passione.

Un tè con l’entomologo

È così che una domenica di settembre (2024, NdR) sono tornata nel mio Oltrepò per questo incontro: ero assai emozionata perché per me sarebbe stato un immenso onore conoscere uno studioso del suo calibro. Intuivo che da quest’esperienza potesse nascere qualcosa di speciale e il mio istinto non mi ha tradito. Dopo una breve introduzione sui brasadè, i dolci tipici della zona che avremmo gustato a merenda accompagnati dal profumato tè, servito grazie alle ragazze di Edonè – L’Ora del Tè, siamo entrati in quello che sembrava davvero uno scrigno delle meraviglie.

Alcuni insetti della collezione di Roberto Czeppel – Foto FAI Giovani Oltrepò Pavese

Roberto ci ha accolti in casa sua come se fossimo sempre stati parte della famiglia, con la semplicità e la calma che lo contraddistinguono. Ci siamo accomodati nel suo studio, con occhi brillanti e sognanti, e abbiamo iniziato ad ascoltare la sua storia e le sue imprese. Dal Monte Ararat al Deserto del Sahara, dall’Eritrea alla Namibia, passando per il Giappone e Haiti, ci ha raccontato episodi straordinari, inclusa l’avventura di una Fiat 500 che dall’Italia lo ha condotto fino in Turchia attraversando la cortina di ferro. Le sue imprese mirabolanti riflettono la vita di un uomo che spesso si è trovato nel posto giusto al momento giusto.

I miei viaggi sono stati sempre frutto di incontri particolari e fortuiti: all’epoca collaboravo con il Museo Civico di Storia Naturale di Milano e grazie a ciò ho conosciuto molte persone che mi hanno permesso non solo di scoprire nuove specie di insetti che oggi portano il mio nome, ma anche di viaggiare e di scoprire luoghi un tempo totalmente preclusi agli occidentali come me. Devo poi ringraziare mia moglie Enza che mi ha “permesso” di poter fare questa vita sempre incoraggiandomi e mai ostacolandomi, sempre credendo in me anche quando i dubbi erano tanti. Era in stato interessante e io mi trovavo a Baghdad: quale uomo negli anni ’70 sarebbe stato così folle da visitare una città così lontana con la moglie in quello stato? Eppure, nonostante ciò, mia moglie non voleva che rinunciassi a quel viaggio e così fu.

Terminato il racconto ci siamo riuniti tutti per sorseggiare un ottimo tè verde riflettendo su quelle incredibili avventure che sembravano uscite da un libro di Kipling. Eppure erano tutte vere, tutte reali e Roberto ce lo ha dimostrato.

Non potevo dunque non acquistare il suo romanzo Il Tesoro del Lago Turkana, con tanto di autografo: un vero ricordo pregno di significato per me!

Ritorno a casa di Roberto

Con mia grande gioia, qualche giorno dopo il nostro incontro, ho ricevuto una telefonata da Roberto in cui mi invitava nuovamente a casa sua per parlare della sua attività di scrittore. Secondo voi potevo rifiutare? E infatti…

Sono tornata tra le “mie” colline e incontrare nuovamente Roberto è stato come rivedere un vecchio amico: sembrava di conoscerlo da sempre. Insieme abbiamo parlato di viaggi, di avventure bizzarre, della nostra comune passione per l’Africa, dell’amore per la scoperta e per la conoscenza. Non esagero quando dico che in lui vedo un mentore: quella passione così vorace, quasi predatoria, per la conoscenza è la stessa che ho io. Quella fame di scoperta, quasi un’ossessione vera e propria. Forse chi viaggia e ama viaggiare come me sa di cosa parlo, ma anche chi ha a che fare con la Natura: essa ti rapisce, ti sorprende, ti sfida, ti fa soffrire, ma alla fine ti ripaga sempre con qualcosa di unico.

Roberto Czeppel con alcuni dei suoi libri

Oggi Roberto viaggia ancora, ma non per gli stessi scopi di un tempo. La sua vena di esploratore non si è mai affievolita, ma i tempi sono cambiati e non è più possibile visitare molti luoghi che un tempo erano facilmente accessibili. Forse c’è un po’ di rimpianto e tanta nostalgia per quei momenti, ma Roberto non si è perso d’animo e continua con passione il suo lavoro di scrittore e incisore.

I suoi libri sono una vera fonte di ispirazione per tutti coloro che amano la narrativa di viaggio e desiderano scoprire luoghi lontani, con un pizzico di ironia e tanta magia.

I libri scritti da Roberto Czeppel

Mi mostra con orgoglio i suoi libri:

I libri mi permettono di continuare a viaggiare e di seguire le mie passioni: fare l’entomologo non è mai stato così redditizio, anzi, perché in Italia chi faceva (e fa) ricerca non si è mai davvero arricchito. Grazie alla mia attività di scrittore però posso portare avanti il mio lavoro, viaggiare, esplorare. Dentro i miei libri ci sono io, le mie avventure, i miei sentimenti, le mie emozioni.

I suoi libri naturalistici, come Namibia, magia d’Africa e Oltre…Po Le 4 Stagioni mostrano non solo la sua bravura come scrittore, ma anche come fotografo naturalista, capace di catturare attimi fugaci, come l’incontro con la volpe, e di trasmettere emozioni vivide come quelle provate durante l’incontro con i membri dell’etnia Himba.

Nella primavera del 2025 dovrebbe uscire il suo nuovo romanzo, intitolato L’Isola delle Balene, sempre ispirato ai suoi incredibili viaggi e ai molteplici incontri con questi straordinari cetacei. L’auspicio è che la pubblicazione avvenga il più presto possibile così che il pubblico possa continuare a sognare attraverso le sue pagine.

Le opere di Roberto sono una sorta di eredità: lo studioso scrive ancora a mano tutte le prime bozze, prima di trascriverle al PC. Un lavoro minuzioso, ma anche molto faticoso, che non fa venir meno la sua passione, anzi aumenta il valore di questi incredibili testi. Il suo stile di scrittura, coinvolgente e vivido, riesce a fare breccia in qualunque viaggiatore, soprattutto in quelli vagabondi come me. Ci sono bastate poche parole per capire che da questi due incontri sarebbe nata un’amicizia sincera.

Donna Vagabonda e Roberto Czeppel con il disco di “Occhi di bambino”

Attraverso i suoi romanzi e racconti Roberto narra le gioie e i dolori di una vita passata in viaggio. Non è stato sempre facile condurre questo stile di vita che lo ha portato sì in luoghi straordinari, ma anche in situazioni di estrema povertà e indigenza, come spesso è successo in Africa. Le sue visite agli orfanotrofi, così numerosi in questo continente, hanno lasciato un segno profondo. Da queste esperienze ha voluto comporre un testo dedicato ai bambini che negli occhi portano un oceano di emozioni: Occhi di Bambino è diventata una canzone che ho avuto l’onore di ascoltare con lui. Visibilmente commossi, ci siamo scambiati alcuni sguardi d’intesa, con il desiderio che quest’opera fosse condivisa con quante più persone possibili.

Il nostro incontro termina dunque con l’auspicio di poterne fare tanti altri e con la voglia di condividere insieme esperienze, emozioni e racconti. Roberto Czeppel è una di quelle persone di cui non ti puoi dimenticare, che riesce ad affascinarti con le sue mille e più avventure, con aneddoti che solo chi ha viaggiato come lui, in maniera forse spartana e a volte spericolata, può capire.

L’incontro con Roberto Czeppel è stato davvero sensazionale e posso affermarlo con sicurezza, da naturalista, fotografa e viaggiatrice: la sua spontaneità e il suo garbo mi hanno subito fatto sentire parte di qualcosa di magico e immenso. Sono davvero grata di aver potuto viaggiare attraverso i suoi ricordi.

Non perdetevi l’opportunità di acquistare i suoi libri e di poter viaggiare attraverso i suoi racconti!

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