Hiroshima è una delle mete del mio viaggio Giappone in Love 2025 che più mi hanno appassionato: il suo tormentato passato e la voglia di riscatto verso un futuro più roseo l’hanno resa famosa in tutto il mondo. Da città devastata dalla prima bomba atomica mai sganciata durante un conflitto bellico oggi Hiroshima è diventata la città della pace, simbolo di prosperità e di riscatto. A tal proposito, per non dimenticare, è stato edificato il Museo della Pace di Hiroshima, un luogo di memoria e di ricordo che vuole sensibilizzare le odierne generazioni e mandare un messaggio chiaro al mondo: “non una seconda Hiroshima!”
É proprio questo luogo il Museo del Mese di Agosto 2025: pronti a scoprirlo con me?
Si avvisano i gentili lettori che questo articolo contiene immagini e descrizioni che potrebbero impressionare le persone sensibili.
Cosa troverete in questo articolo
Il Museo della Pace di Hiroshima
Il Museo della Pace (Heiwa Kinen Shiryōkan) di Hiroshima è un complesso museale che si trova presso il Parco della Pace, fondato nel 1955 su progetto del noto architetto Kenzō Tange, nato per ricordare la tragedia del bombardamento nucleare del 6 Agosto 1945 a opera degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il bombardamento di Hiroshima prima e di Nagasaki poi è stato l’atto finale del secondo conflitto mondiale e ha decretato la resa incondizionata dell’Impero Giapponese agli USA.
L’ingresso del Museo della Pace di Hiroshima
Fin dal momento della sua inaugurazione il museo si è sempre voluto distinguere come un luogo di memoria e di pace: non vi è solo un racconto minuzioso della costruzione e del momento della deflagrazione dell’ordigno, anzi, ampio spazio è dedicato al messaggio pacifico e di speranza che scaturisce proprio da questo tragico evento che ha coinvolto più di 160.000 vittime.
Collezione del museo
Il Museo della Pace di Hiroshima è diviso in due parti, l’Ala Est e l’Edificio Principale: presso la prima parte è inserita la mostra permanente che illustra la vita nella città di Hiroshima prima e dopo il bombardamento nucleare. Qui sono esposti pannelli, video, modelli e la ricostruzione dell’iconica Genbaku Dome, divenuta simbolo della distruzione e dell’olocausto nucleare. Nell’edificio principale la mostra permanente continua e qui sono esposti gli oggetti personali delle vittime, le macerie e innumerevoli testimonianze delle vittime.
La devastazione della bomba atomica sganciata su Hiroshima
Particolarmente d’impatto è la presenza delle “ombre”, ovvero di ciò che è rimasto dei corpi umani inceneriti all’istante sui muri degli edifici: ombre e polvere, persone totalmente spazzate via in decimi di secondo.
Ombre di persone che sono state spazzate via dall’atomica
Grande spazio è poi dedicato a una delle vittime più celebri del disastro nucleare, ovvero Sadako Sasaki, simbolo di tutte le vittime che sono decedute a causa delle radiazioni e del cancro che ne è seguito: la sua storia ha oltrepassato i confini nazionali divenendo simbolo di speranza.
I segni delle bruciature della bomba atomica di Hiroshima
Proseguendo nell’esposizione viene fatto un focus su come è stata costruita la bomba atomica: dallo studio della fissione nucleare fino all’attuazione del Progetto Manhattan. Inoltre il museo si pone come luogo di pace e di memoria: è infatti possibile firmare una petizione per stabilire la propria volontà per l’abolizione dell’uso delle armi atomiche, un piccolo gesto doveroso che viene svolto da moltissimi visitatori del museo (noi compresi).
La mia visita al Museo della Pace di Hiroshima
Uno dei luoghi che desideravo ardentemente visitare durante la nostra Luna di Miele era proprio il Museo della Pace di Hiroshima: forse ciò può apparire piuttosto insolito, ma da amante della storia e da pacifista quale sono non potevo davvero mancare a questo “appuntamento”. Fin dal momento in cui ho varcato la sua soglia ho subito capito di essere entrata in un luogo di memoria e di ricordo, quasi un’altra dimensione sospesa nel tempo e nello spazio. Qui, infatti, tutto è fermo a quel 6 Agosto 1945, alle ore 8:15, il momento della deflagrazione dell’ordigno a pochi metri rispetto a dove oggi sorge questo museo.
Panoramica del Museo della Pace di Hiroshima
Hiroshima era una città come tante altre, densamente popolata e con infrastrutture militari, industrie, case, scuole, luoghi di ritrovo: quella mattina, però, il suo destino cambiò per sempre. In molti descrissero di aver visto un’accecante luce bianco-bluastra e di aver sentito un boato inaudito: subito dopo si sono ritrovati sotto le macerie degli edifici circostanti.
Chi riuscì a sopravvivere all’esplosione non poté però ritenersi salvo: il vero incubo infatti iniziò dopo, con la cosiddetta “pioggia nera”, ovvero la caduta dei residui dell’esplosione, materiale altamente radioattivo e tossico che avvelenò la popolazione causando migliaia di vittime anche a distanza di tempo.
Bambini e bambine della scuola locale deceduti a causa della bomba atomica
La bomba atomica non fu solo distruttiva in senso lato, ma portatrice di malattie e disperazione per molti anni avvenire: è probabilmente questo aspetto, ovvero quello delle radiazioni, quello che più mi sconvolge. Alcune domande mi hanno tormentata per tutta la durata della visita: i fisici, gli scienziati, i militari che hanno preso parte a questo massacro erano a conoscenza che le radiazioni avrebbero causato migliaia di vittime fra atroci sofferenze? Erano a conoscenza che questa non sarebbe stata “soltanto una potente bomba”, ma che avrebbe ucciso un numero imprecisato di persone a distanza di anni e in maniera subdola? Si rendevano conto di aver dato vita a un olocausto nucleare e che la zona sarebbe stata impraticabile per anni?
Abiti e indumenti delle vittime al Museo della Pace di Hiroshima
Ebbene a queste domande forse è meglio non trovare una risposta univoca: se fossero negative allora è chiaro che non avevano un’idea precisa di cosa stessero per compiere, se invece fossero positive allora renderebbe tutti loro ancora più responsabili e dovrebbero rispondere di crimini contro l’umanità. Rabbia, sconforto ma anche giustizia: il mio cuore mi comunicava queste emozioni e osservare quelle fotografie di corpi martoriati e mutilati, quelle sfuggevoli ombre impresse sui mattoni, quei vestiti lacerati, mi ha davvero commossa.
Alcune delle gru (orizuru) di Sadako
Visitatori internazionali erano lì quel giorno, ma anche molti giapponesi commossi da questa tragedia: il pensiero va a quello che sta succedendo oggi nel mondo, alle guerre che stanno causando migliaia di vittime e allo spettro dell’atomica che è sempre lì in agguato. Dopo ciò che è successo è per me doveroso che le nazioni firmino il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, eppure solo una minima parte dei Paesi ha firmato e, mi duole scriverlo, l’Italia non è tra questi.
Quante orizuru, ovvero gru di carta, dovremo ancora vedere? Quanti appelli alla non belligeranza, alla pace e all’abolizione dell’atomica dovremo ancora firmare? Eppure è tutto lì da vedere.
Il Parco della Pace dal Museo della Pace di Hiroshima
Il Museo della Pace di Hiroshima mette il visitatore di fronte alla realtà, senza censure o senza “indorare la pillola”: la bomba atomica causa e ha causato tutto ciò. Non c’è niente di finto, di filtrato, di “abbonito”. Non si può rimanere indifferenti e la riflessione a cui conduce il museo ha solo una risposta: pace, senza se e senza ma.
Eppure anche se la storia è un’ottima insegnante noi siamo dei pessimi allievi e ci sembra un evento così lontano, così intangibile, nonostante ancora oggi ci siano dei sopravvissuti, testimoni diretti e preziosi di quello che fu. Nonostante ciò le loro forti e commoventi parole sembrano solo essere una distrazione durante il giorno della commemorazione, non qualcosa da prendere sul serio.
Hiroshima e il suo Museo della Pace oggi sono diventati simbolo di speranza e di memoria: qui non c’è posto per odio e fame di potere e nemmeno per la vendetta. Questa città ha dimostrato che dalle ceneri si può rinascere, con fatica e con sofferenza, ma si può: le migliaia di visitatori che ogni anno la scelgono come meta dimostrano che qui la vita ha trionfato, la speranza ha vinto. Il Museo della Pace si è fatto faro di questo messaggio: conosciamo, comprendiamo, riflettiamo sul passato per non ripetere più gli stessi errori nel futuro.
Sadako aveva piegato 1000 gru di carta per guarire dalla leucemia: quante ne dobbiamo creare affinché si guarisca da questa fame di odio e di distruzione?
Informazioni utili
Il Museo della Pace di Hiroshima si trova a 1-2 Nakajima-cho, Naka-ku, Hiroshima 730-0811, Giappone.
Il Museo osserva i seguenti orari di apertura:
Marzo – Luglio: 7:30 – 19:00
Agosto: 7:30 – 20:00 (il 5 e il 6 agosto sino alle 21:00)
Settembre – Novembre: 7:30 – 19:00
Dicembre – Febbraio: 7:30 – 18:00
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale del museo.

