I luoghi della storia: la fortezza di Spinalonga a Kalidon

Per inaugurare questa sezione, ho scelto una fortezza che ho visitato nel 2015: la fortificazione di Spinalonga, sull’isola di Kalidon, a Creta, Grecia.

Mi trovavo in vacanza a Creta, e, siccome non so starmene una settimana in panciolle al sole, decisi di partecipare ad un’escursione guidata proposta dal mio tour operator “I viaggi del Turchese”, cioè la visita a questa fortificazione veneziana.

Il pulman ci ha portato fino al piccolo borgo caratteristico di Aghios Nikólaose da lì ho preso un piccolo battello che mi ha fatto proprio scendere su questa piccola isola. La fortezza si vedeva già dalla nave: ciò era importante per i veneziani, dato che serviva per proteggere la baia dalle incursioni nemiche. Il forte è situato all’imbocco del golfo di Mirabello. La costruzione di una serie di fortificazioni inizia nel 1579, sulle rovine di un’antica acropoli. Creta cadde però in mano ai Turchi nel 1669 e, dopo un lungo assedio, i veneziani riuscirono a difendere l’isola, così da mantenere un controllo sulle rotte commerciali verso il Levante. La presenza veneziana non durò però a lungo, e nel 1715 avvenne la definitiva capitolazione dopo tre mesi di assedio.

L’isola passò quindi sotto la dominazione ottomana, che la mantenne fino al XX secolo, quando gli stessi turchi vennero cacciati da Creta. Da qui in poi Spinalonga perde la sua funzione difensiva e si trasforma in un lebbrosario, l’ultimo d’Europa, che restò in attività dal 1903 a 1957, ospitando dalle 300 alle 400 persone.

Oggi l’isola è disabitata e la fortezza è diventata un’importante attrazione turistica, raggiungibile da Aghios Nikólaos, da Elounda e da Plaka.

Dopo la visita guidata e il caldo torrido, il nostro viaggio ci porta alla vicina spiaggia di Kolokitha per un bel bagno di circa un’ora tra le acque cristalline e i pesci.

L’escursione si conclude con un giretto ad Aghios Nikólaos e un bel gelato al cioccolato.

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Una delle tante viuzze per lo shopping

La mia escursione in pillole:

  • Periodo di viaggio: agosto
  • Durata: una giornata
  • Difficoltà: 2/5
  • Viaggio organizzato: sì, con tour operator “Viaggi del Turchese” e con la collaborazione dell’hotel Themis Beach
  • Adatto a famiglie e bambini: sì

Un’escursione in giornata: Riserva Lago del Cornino

Se siete appassionati di birdwatching non può mancarvi una visita alla Riserva Lago del Cornino, a Forgaria nel Friuli, in provincia di Udine.In questa riserva potrete osservare numerosi esemplari di Grifone (Gyps fulvus), grazie all’importante progetto di conservazione di questa specie, attivo dagli anni ’80. Vedrete i maestosi grifoni veleggiare  davanti ai vostri occhi e atterrare per nutrirsi.

il Grifone è un avvoltoio di grosse dimensioni, con un peso che varia dai 7 ai 12 chilogrammi e un’apertura alare che sfiora i 3 metri. Come tutti gli avvoltoi, è necrofago, cioè si nutre soltanto di carcasse morte che riesce ad individuare grazie all’attenzione localizzata, una tattica peculiare di questi uccelli: i grandi stormi si alzano in volo e iniziano a scandagliare il territorio in cerca di cibo; i componenti dello stormo volano a parecchi metri di distanza l’uno dall’altro ma non si perdono mai di vista, così, quando un Grifone individua una carcassa, questo si getta sulla fonte di cibo e tutti gli altri lo seguono. Questa tattica consente di perlustrare una zona molto vasta per la ricerca del cibo ed è possibile soltanto per una specie così specializzata e gregaria come il Grifone.

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Grifoni si riposano al sole

In Europa sono presenti quattro specie di avvoltoi: il Grifone, l’Avvoltio monaco (Aegypius monachus), il Gipeto (Gypaetus barbatus) e il Capovaccaio (Neophron percnopterus).

Oltre allo splendido Grifone, la riserva offre tante altre sorprese: la sua superficie è di 478 ettari e comprende il Lago di Cornino, che si è formato tra coni detritici e paleofrane. La diversità ambientale garantisce un’enorme ricchezza faunistica e floristica: si possono incontrare la vipera dal corno (Vipera ammodytes), l’orbettino (Anguis fragilis), la salamandra pezzata (Salamandra salamandra), il rospo smeraldino (Bufotes viridis). Numerosa e ben rappresentata è anche l’avifauna con i classici merli (Turdus merula) e cinciallegre (Parus major) ma anche usignoli (Luscinia megarhyncos) e zigoli mucciati (Emberiza cia). La riserva è anche il regno dei rapaci, diurni e notturni: possiamo incontrare il nibbio bruno (Milvus migrans) d’estate e lo sparviere (Accipiter nisus), mentre di notte possiamo osservare il Gufo reale (Bubo bubo), l’allocco (Strix aluco) e la civetta comune (Athene noctua).

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Nibbio bruno

L’accesso alla riserva è completamente gratuito, ed è possibile prenotare visite guidate per le scuole e per i gruppi. Il centro è attrezzato per l’osservazione e per immortalare i grifoni. Una passeggiata di qualche minuto vi conduce direttamente al laghetto, dove potrete ristorarvi, sempre nel rispetto dell’ambiente (è pertanto vietata la balneazione, le acque infatti sono molto profonde). Al Centro visite si possono acquistare libri, cd e dvd riguardo la flora e la fauna della riserva e del Friuli. E’ inoltre possibile lasciare la propria mail per essere informati sulle attività del centro. Spesso vengono ospitate mostre tematiche e corsi naturalistici.

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Lago del Cornino visto dal sentiero

Se volete saperne di più, questo è il sito della riserva. Cliccate qui.

La mia escursione in pillole:

  • Periodo di viaggio: giugno
  • Durata: mezza giornata
  • Difficoltà: 2/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì

Diario di viaggio: Monaco di Baviera – Giorno 1

München: la perla della Baviera, il gioiello dei Wittelsbach, il capoluogo della cultura e delle diversità. Monaco non è mai semplicemente Monaco, la sua fama la precede e la sua storia la riempie inesorabilmente.

Arrivata all’aereoporto alle 8 di mattina, con la frenesia di conoscere ogni angolo recondito della città, mi avvio alla famosa metro S-Bahn. Per questo viaggio mi sono ripromessa di approfondire la mia conoscenza del tedesco, quale occasione migliore?

Dopo una mezz’ora, arrivo alla mia destinazione, l’hotel Golden Leaf Altmünchen: l’albergo è accogliente, con alcuni dipinti nella hall che richiamano la nobiltà bavarese. Lasciati i bagagli mi dirigo verso il centro: a piedi ci vogliono circa 20 minuti.

La prima tappa è il Viktualienmarkt, il mercatino delle specialità bavaresi: qui si può trovare la vera cucina bavarese, con bratwurst mit kartoffeln, birra di ogni genere e dolci squisiti.

A pochi passi la bellissima Marienplatz ci accoglie: l’atmosfera è gioiosa e allegra. Si incontrano tanti monacensi, ma anche tanti italiani, giapponesi, americani. Tutti pronti per salire sulla torre del Neue Rathaus: il municipio infatti è stato bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale, come riportano le scritte all’interno del corridoio d’ingresso.

Dall’alto la vista è meravigliosa, si vede perfino l’Allianz Arena!

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Vista dell’Allianz Arena

Un giretto in centro per annusare l’atmosfera tedesca è quello che ci vuole ora: visito il Duomo con i caratteristici campanili e la Chiesa di San Michele dove sono sepolti molti regnanti.

 

La giornata sembra volare, ma c’è ancora tempo di visitare la Residenz di Monaco, dove hanno vissuto molti Wittelsbach, tra cui Ludovico II di Baviera, der Märchenkönig, il Re delle Fiabe; la visita, accompagnata dall’audioguida in italiano, si divide in due: la visita alla tesoreria e alla residenza vera e propria. Inizio dalla tesoreria e rimango incantata dallo sfarzo e dalle meravigliose opere di oreficeria e gioielleria. La seconda parte mi vede impegnata ad ammirare le numerose camere da letto e di ricevimento dei Principi Elettori, ma anche delle Principesse Elettrici.

Lascio la Residenz e mi dirigo verso l’hotel, il primo giorno è gia terminato, ma già mi sento un po’ tedesca.

Se volete continuare a leggere il diario di Monaco di Baviera, procedete al secondo giorno, cliccando QUI.

 

Il Museo di Gennaio: il Museo Civico dei fossili di Besano

Il Museo civico dei fossili di Besano si trova nella piccola città di Besano, in provincia di Varese, all’interno di una palazzina dei primi del 1900.
Il museo è nato per ospitare gli importanti fossili ritrovati nella Formazione di Besano: si tratta di una delle località fossilifere più importanti e conosciute in Italia; già Stoppani nel 1862 diresse le prime campagne di scavo.
L’affioramento di Besano è composto da una successione del Triassico Medio e presenta cinque livelli fossiliferi principali, all’interno delle quali si possono suddivedere diverse associazioni faunistiche. Il sito è stato anche inserito all’interno della World Heritage List UNESCO.
Il museo si compone di cinque sale dove sono esposti fossili e calchi, con alcuni pannelli esplicativi. A richiesta, si può optare per la visita guidata.
I fossili esposti sono di invertebrati, piante, pesci, rettili. La star del museo è un gigantesco rettile marino, il Besanosaurus leptorhynchus, un ittiosauro lungo circa 6 metri. I resti di questo animale sono straordinari, infatti lo scheletro è pressochè completo e all’interno dell’addome si possono osservare anche dei piccoli, e ciò ci indica che questo esemplare era femmina.

Oltre al Besanosaurus, possiamo incontrare i resti del Saltriosauro, dinosauro carnivoro del periodo Giurassico.

Per ulteriori informazioni sul museo, cliccate qui.

Un’escursione in giornata: Punta Chiappa

Se avete voglia di fare una bella gita fuori porta, anche in inverno, potete partire per la Liguria, direzione Camogli e raggiungere a piedi il promontorio di Punta Chiappa.

Prima di partire per la nostra escursione, scopriamo la geologia di questi luoghi. Le formazioni geologiche vere e proprie sono due: i Calcari del Monte Antola, facenti parte di uno dei numerosi flysch del Cretaceo ad elmintoidi delle Unità Liguridi, e i Conglomerati di Portofino, appartenenti alle sequenze Neoautoctone oligoceniche, molto più recenti, che si trovano sovraimposti stratigraficamente alla predetta formazione, in discordanza angolare.

In paleontologia sono chiamate elmintoidi delle icnofacies date da piste fossili lasciate sul fondo marino da forme di vita epibentoniche presumibilmente limivore, viventi lungo l’interfaccia acqua/sedimento, a cui è stato dato il nome scientifico di Helmintoidea labyrinthica  e conservatisi fossilizzate nei sedimenti litificati.

Da Camogli iniziamo il nostro cammino verso il paese di San Rocco, attraverso un sentiero ben segnalato e ad una strada a gradini. Il dislivello è di circa 200 metri, ed il percorso è mediamente impegnativo, soprattutto per la presenza di gradini alti. La durata del trekking è di circa un’ora.

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Il Paese di Camogli

Giunti in prossimità della frazione di S. Rocco ha inizio una scalinata che termina di fronte all’ingresso della chiesa parrocchiale, San Nicolò di Capodimonte. La costruzione fu eretta a partire dal 1863 nel luogo in cui sorgeva una cappella dedicata al santo, e si trova su un poggio panoramico da cui si osservano il golfo Paradiso, Genova e la Riviera Ligure di Ponente.

Arrivati alla Chiesa di San Nicolò, oltre all’indubbia rilevanza storica ed artistica dell’edificio, possiamo notare il tipo di ciottolato utilizzato per la pavimentazione della piazza, costituito da piccoli clasti arrotondati di colore nero: questi clasti venivano ricercati nelle cave di ardesia fin dal Medioevo e dovevano essere tutti della stessa grandezza e dello stesso colore.

Raggiunto Porto Pidocchio possiamo notare la sua importante valenza geologica, grazie ad uno dei cartelli illustrativi che spiegano ai visitatori la geologia del territorio, ponendo l’accento anche alla maestosa piega di strati di calcari marnosi visibile in battello di Punta Cannetta.

Particolare è anche la presenza della gradazione inversa del Conglomerato data dalla diversa deposizione dei clasti nel substrato fangoso: avendo un’energia più elevata, questi clasti più grandi si sono scontrati e si sono dispersi più in alto nello strato.

Ancora una piccola salita e giungiamo a Punta Chiappa, la meta del nostro viaggio. L’arrivo è segnalato da un cartello esplicativo che ci descrive il Percorso 1 delle Vie del Conglomerato, un piccolo percorso che si può effettuare sul promontorio, dove sono visibili peculiarità geologiche contraddistinte da un cartellino.

All’interno dei numerosi clasti dei conglomerati possiamo infatti notare alcune singolarità, come la presenza dei boulders, cioè clasti di notevoli dimensioni rispetto agli altri. Ancora, si può notare la presenza di alcuni fossili di Crinoidi immersi nella matrice arenacea, spesso sfuggevoli anche ad un occhio allenato a causa delle piccole dimensioni. Non manca una faglia ben visibile grazie alla sua azione esercitata sui alcuni clasti, che risultano in questo modo “tagliati”.

Il panorama è eccezionale, e i conglomerati sono imponenti. Dopo un pranzo rinfrescato dalla brezza marina, è ora di tornare a Camogli, grazie al battello di Porto Pidocchio. Da lontano possiamo osservare la zona di contatto tra calcare e conglomerati, in corrispondenza di San Nicolò e Scogli Grossi. Il panorama geologico non smette tuttavia di stupirci, regalandoci la vista della spettacolare piega di Punta Cannetta.

La mia escursione in pillole:

  • Periodo di viaggio: ottobre
  • Durata: 1 giorno
  • Difficoltà: 3/5
  • Viaggio organizzato: sì, con l’Associazione Geoturismo
  • Adatto a famiglie e bambini: sì, se per la prima parte del viaggio prendete il traghetto.

Un viaggio del 2016: Alpe di Siusi

Nel 2016 ho deciso di visitare questa località turistica molto apprezzata, l’Alpe di Siusi.

Alloggiando in un appartamento, ho avuto libertà di orari, proprio quello che ci vuole quando si fanno trekking giornalieri molto lunghi. Il tempo è stato sempre clemente, con il sole che mi ha accompagnato per una settimana intera. Alloggiando a Siusi, è molto facile raggiungere gli impianti di risalita, ma anche gli altri centri abitati, come Castelrotto, piccola chicca alpina.

In una settimana di puro contatto con la natura, ho potuto visitare numerose baite e molti rifugi, senza farci mancare la cucina tipica montana, che si mixa molto bene con le tradizioni dei nostri vicini tirolesi.

Con la carta da tre giorni per l’impianto di risalita Seiser Alm, potete tranquillamente salire e scendere sell’Alpe nei giorni che più preferite. Il centro è molto attrezzato, con un ampio parcheggio gratuito, un altro a pagamento, negozi di attrezzature, di prodotti tipici, ristoranti. Idem saliti all’Alpe, dove i negozi per i visitatori pullulano intorno alle numerose case vacanze. Da qui si dipartono tutti i più importanti sentieri che vi porteranno alla scoperta dello Sciliar, del gruppo del Catinaccio, della Marmolada e del gruppo del Sella. La vista è mozzafiato, il panorama toglie il fiato. Forse è meno famosa delle Tre Cime di lavaredo, ma una visita merita assolutamente. Dato che siamo sulle Dolomiti, non può mancare la pratica dei timbri, ovvero timbrare il proprio “Passaporto delle Dolomiti” ad ogni rifugio visitato (il passaporto è acquistabile in molti negozio che vendono attrezzature per trekking e scalata, anche presso il complesso d’impianto di risalita Seiser Alm).

I sentieri che si snodano sono variegati e offrono ampia possibilità di scelta: da quelli per i principianti, a quelli per esperti scalatori con ferrate. io opto per sentieri di difficoltà media, con salite e qualche sentiero stretto: incontro molti turisti, soprattutto stranieri, con anche bambini. La montagna è davvero per tutti!

Oltre alle numerose passeggiate, anche nei dintorni del paesino di Siusi, non mancano le occasioni per portare a casa qualche ricordo: a Castelrotto potrete trovare un negozio di souvenir molto particolare: quello dei Kastelruther Spatzen, gruppo folk di Castelrotto con tanto di museo annesso (a pagamento). Qui troverete veramente di tutto, anche le marmotte che ripetono le parole!

Montagna è natura e infatti non sono mancati degli avvestimenti di fauna meravigliosa: molti scoiattoli rossi, anche nella varietà melanica, cervi adulti (al calare della sera), numerose specie di odonati anche di grosse dimensioni, e molti altri ancora. Gli scoiattoli sono abbastanza semplici da vedere, soprattutto in boschi fitti. Per i cervi gli incontri sono spesso fortuiti, e sempre a buona distanza (consiglio un binocolo), al calare della sera oppure all’alba. Per gli odonati, abbiamo osservato molte specie di Sympetrum, Aeshna e Anax, vicino a laghetti con acqua ferma, soprattutto.

La flora non manca, con tanti fiori ancora osservabili, come i bellissimi Aconiti.

Per una vacanza rilassante, ma all’insegna dell’avventura, non dovete quindi andare lontano.

Per un’ Alpe di Siusi naturalistica consiglio di visitare:

  • Laghetto di Fiè
  • Bad Ratzes
  • Baita Rifugio Arnika
  • Compaccio – Tüehle – Saltria

Il mio viaggio in pillole:

  • Periodo di viaggio: agosto
  • Durata: 7 giorni
  • Difficoltà: 3/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì, con scelte dei sentieri per principianti

Cose da fare assolutamente:

  • Osservare gli odonati nei numerosi laghetti
  • Mangiare lo stinco al forno in riva al Laghetto di Fiè
  • Vedere lo Sciliar al tramonto

 

Un viaggio del 2015: New York

The Melting Pot, La Grande Mela.

New York, per molti un sogno, per molti un passaggio, per molti una meta.

Era la prima volta che viaggiavo oltreoceano, verso gli States. New York è stata un’idea della mia mamma, da appassionata di storia e cultura americana. Perchè no? Detto fatto siamo partite. Nonostante le numerose ore di aereo (effettuate quasi tutte di notte), siamo arrivate e… Una bella pioggia scrosciante ci ha accolto!

Se dovessi descrivere New York con tre parole direi: energica, instancabile, di contrasto.

Vediamo il perchè di queste tre parole:

  • Energica: poche città riescono a darti un impulso di fare e di vedere come New York. La moltitudine di persone che si incontra è impressionante, di tutte le età, etnia, nazionalità. Tutti corrono, tutti sono impazienti di raggiungere un luogo, che sia la fermata della metro o l’ufficio poco importa, a New York non puoi fermarti.
  • Instancabile: a qualunque ora si potranno vedere numerose persone passeggiare o spostarsi per la città. Il Central Park, che dovrebbe essere un luogo taciturno e bucolico, è popolato da numerosi cittadini che vogliono fare jogging, andare in bicicletta ma anche osservare gli uccelli tra le siepi, cosa che ho fatto anche io.
  • Di contrasto: dalla caotica Manhattan, alla placida Brooklin, New York è la città dai mille volti. Le varie minoranze vengono amalgamate in tutto ciò che può essere definito americano, e tutti sono riuniti per festeggiare il 4 luglio, ma anche isolati nei quartieri tematici come Little Italy o China Town. Anche i luoghi sorprendono nella loro diversità: dal Lincoln Center al Brooklyn Botanic Garden, la diversità è impressionante, ma non stona con l’anima americana che si respira ad ogni angolo.

Ho visitato New York a luglio 2015, con tanta voglia di conoscere il sogno americano fatto a città e non sono stata delusa. Come al solito, non mi accontento di vedere i monumenti, ma cerco di entrare nella vita dei cittadini, perdendomi per una giornata intera all’ American Museum of Natural History e ripercorrendo la storia dello sbarco degli immigrati ad Ellis Island. Come ogni buon Newyorkese, ho addentato un hot dog davanti alla Borsa e ho viaggiato nel mondo degli amerindi grazie al National Museum of the American Indian, poco conosciuto ma davvero imperdibile!

L’atmosfera della città era festosa, per nulla impaurita dalla minaccia imperante degli attentati terroristici, allegra, soprattutto grazie al Gay Pride che ci ha proiettato in un mondo di amore di mille colori, sulla 5th Avenue, proprio sotto gli occhi dei grandi Leoni bianchi.

Dall’euforia del 4 luglio, al silenzio di Ground Zero e del New York Police Memorial. Un pensiero, per tutte le persone che non ci sono più, è d’obbligo.

Una New York diversa, una New York in festa.

Per una New York naturalistica e diversa, consiglio di visitare:

  • Central Park
  • Brooklyn Botanical Garden
  • American Museum of Natural History
  • National Museum of the American Indian
  • Rockfeller Park
  • Ellis Island

Il mio viaggio in pillole:

  • Periodo di viaggio: luglio
  • Durata: 6 giorni
  • Difficoltà: 2/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì

Cose da fare assolutamente:

  • Rilassarsi leggendo un libro su una delle tante panchine dei numerosi parchi
  • Birdwatching, soprattutto al Central Park
  • Vedere uno spettacolo teatrale

Quando c'è una meta, anche il deserto diventa strada (Proverbio arabo)