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Il Museo del mese di luglio: Il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia

L’emergenza COVID-19 ha colpito duramente il turismo costringendo i musei a chiudere per almeno 3 mesi: la cultura tutta via non si è fermata e tutto il compartimento museale italiano ha lanciato la campagna sui social #laculturanonsiferma cercando di mostrare le collezioni dei musei, proponendo webinar e visite virtuali. L’interesse verso il mondo museale non è mai venuto meno, nemmeno da parte mia.

Il primo luogo visitato dopo il termine del lockdown è stato per me proprio un museo e, precisamente, il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia. Perchè questo museo? Un po’ perchè ci abito davvero vicino e un po’ perchè ne ho parlato talmente tanto a Gabriele che alla fine ci siamo ripromessi di visitarlo dopo il termine della chiusura forzata. E così un sabato mattina ci siamo diretti presso il Museo della Tecnica Elettrica, contenti di poter tornare ad assaporare la cultura dal vivo.

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L’ingresso e l’edificio del museo

Il Museo della Tecnica Elettrica è un museo molto particolare, nato per informare, conservare e divulgare la storia della tecnica elettrica. Aperto dal 2007 grazie alla collaborazione tra Università di Pavia, Regione Lombardia, Provincia di Pavia e Comune di Pavia, oggi fa parte del sistema Museale d’Ateneo.

Con un allestimento interessante, il museo si articola in cinque sezioni che permettono di scoprire la storia in senso cronologico della tecnica elettrica: dai primi esperimenti con l’elettricità fino alle più moderne tecnologie. L’elettricità, una forma di energia pressochè inesauribile e prodotta in molti modi, è la protagonista assoluta di questo museo che sa ben appasionare grandi e piccini.

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Dall’ambra scoperta dai Greci, in grado di attrarre oggetti se strofinata, alla pila creata da Alessandro Volta (proprio a Pavia), e ancora l’induzione elettromagnetica studiata da Micheal Faraday, l’invenzione della lampada ad incandescenza di Thomas Edison e la diffusione delle centrali elettriche: un viaggio nel tempo tra tecnologie pioniere e scoperte sorprendenti!

Con tre collezioni principali e più di 4000 reperti, il Museo della Tecnica Elettrica vi mostrerà pezzi unici della collezione Enel, della collezione Sirti e della collezione universitaria. A ciò si aggiungono numerosi pezzi donati dai privati che vanno ad arricchire ulteriormente un patrimonio inestimabile.

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Spettacolare è la presenza di un tram originale tipo 1928 che conquista a prima vista ogni visitatore! E ancora attrezzi medici, strumenti come telefoni, radio, esemplari di telegrafo e molto altro ancora: non mancano poi modelli bizzarri di radio come a forma di bottiglia o di telefoni particolari con la sagoma di personaggi dell’universo Disney.

L’ultima sezione è dedicata all’impiego della tecnica elettrica al giorno d’oggi: di notevole rilevanza è la presenza di una pala eolica che si può osservare da ogni sua prospettiva.

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La sala con la pala eolica

Con l’aiuto di un addetto del museo potrete inoltre assistere alla creazione di un fulmine, un’esperienza davvero particolare!

Consiglio vivamente a tutti di visitare questo museo anche se non si è appassionati per scoprire un mondo nuovo e affascinante, quello dell’elettricità!

Informazioni utili

Il Museo della Tecnica Elettrica si trova in Via Ferrata 6 – Pavia, dietro al polo universitario “La Nave”.

Dopo la pausa forzata il museo è aperto il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.

L’ingresso può essere acquistato online al seguente sito o prenotato inviando una mail a prenotazione.musei@unipv.it.

Il costo del biglietto è di 6,00 euro a persona

Ingresso Gratuito alle seguenti categorie:
Studenti sino ai 26 anni
A partire dai 67 anni
Accompagnatori comitive e guide turistiche nell’esercizio delle loro funzioni

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

Commenti

  • 10 Luglio 2020

    Per essere sincera, non sono una grande amante dei musei, ma questo mi sembra molto particolare, sono sicura che meriti una visita!

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  • Alessandra
    10 Luglio 2020

    Questo museo è davvero interessante. Anch’io sono sempre alla ricerca di musei meno conosciuti e resto sempre sorpresa da quanto alcuni musei ben fatti, come quello che hai descritto qui tu, a volte non siano conosciuti fuori regione. Hai fatto bene a scrivere questo articolo. Davvero interessante.

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  • 10 Luglio 2020

    Un museo davvero particolare e coinvolgente! Il tram poi è fantastico! Non sono proprio vicina, ma se capita mi fermo. Credo che mio marito apprezzerà molto essendo un ingegnere 😀

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  • 13 Luglio 2020

    Oddio, adorerei vedere questo posto e assistere alla creazione di un fulmine! L’elettricità mi ha sempre affascinata (in generale tutti i musei di scienza e tecnologia per me sono luoghi favolosi). Da milanese che abitava sopra una fermata del tram, comunque, mi fa strano vedere un “mio tram” esposto in mostra 😊

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  • 13 Luglio 2020

    Lo terrò sicuramente in mente, potrebbe essere molto interessante da visitare anche con i miei figli. Amiamo i musei

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  • 21 Luglio 2020

    anche noi siamo vicini al museo e ancora non ci siamo andati, è da visitare quando prima anche se il mio bambino ha solo 3 anni e passerà ancora qualche anno prima che ne sia interessato

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  • 24 Luglio 2020

    Adoro i musei di scienza e tecnica e questo sembra super interessante! Alle scuole medie mi ero appassionata tantissimo all’elettricità che avevo pure fatto un modellino di circuito elettrico con switch on/off per un compito!

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  • 25 Luglio 2020

    Un museo molto carino da vedere! Nono sono appassionata di scienze ma ho un debole per i musei, di qualunque natura. Verrei solo per vedere da vicino i tram, mezzo di trasporto per cui ho una vera passione!

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  • 31 Luglio 2020

    Questo sì che è un museo interessante e diverso dal solito! I musei della scienza sono meno noti di quelli d’arte o d’archeologia, eppure proprio per la materia stessa che trattano hanno spesso allestimenti interattivi e coinvolgenti per il pubblico. E soprattutto sono molto didattici, cosa che ad altre tipologie di musei non sempre riesce… Grazie per aver raccontato questa tua visita!

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