Le mostre più belle: Hokusai, Hiroshige, Utamaro – Capolavori dell’arte giapponese a Pavia

Pavia offre spesso al grande pubblico la possibilità di visitare mostre d’arte di particolare rilievo. Una delle ultime che ho visitato è stata quella monografica sul fotografo (nonchè mio ispiratore) Steve McCurry, Icons (clicca qui per leggere l’articolo). Quando ho saputo dalla mia cara zia che sarebbe stata inaugurata una mostra sull’arte giapponese proprio qui a Pavia non mi sono fatta sfuggire l’occasione di visitarla: nasce così questo articolo dedicato alla mostra “Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Capolavori dell’arte giapponese“.

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La mostra sulla tecnica dell’incisione a colori su legno vuole mettere a confronto più di 170 opere, proiettando il visitatore in un Giappone di altri tempi, e non solo. La rassegna infatti si propone di mostrare le stampe giapponesi contrapposte a quelle di grandi artisti occidentali come Edouard Manet, Henri Toulouse Lautrec, Pierre Bonnard, Paul Gauguin, Camille Pissarro e altri.

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I grandi maestri dell’arte giapponese la fanno da padrone: spiccano fra tutte le opere di Katsushika Hokusai (1760-1849), Utagawa Hiroshige (1797-1858) e Kitagawa Utamaro (1753-1806). Il filo conduttore della mostra è senza dubbio l’Ukiyo-e, la corrente artistica che vide queste stampe come protagoniste. Ukiyo, che significa “mondo fluttuante”, si riferisce alla cultura giovane e impetuosa che fiorì nelle città di Edo (oggi Tokyo), Ōsaka e Kyōto. Questa tecnica artistica divenne molto popolare a Edo durante la seconda metà del XVII secolo a partire dalle opere monocromatiche di Hishikawa Moronobu (circa 1670). All’inizio, si utilizzava soltanto inchiostro cinese, in seguito alcune stampe vennero colorate a mano con dei pennelli, ma nel XVIII secolo Suzuki Harunobu sviluppò la tecnica della stampa policromatica per produrre nishiki-e, le stampe appunto esposte e oggetto di questa mostra.

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virgoletteLa mostra è articolata in sezioni ben delineate con l’esposizione di opere di altissimo valore. In modo particolare si pone l’accento su due artisti cardini dell’Ukiyo-e, Hiroshige e Utamaro. Mi ha colpito molto la parte dedicata alle stampe sul teatro Kabuki e l’esposizione degli attrezzi per la realizzazione di questa tecnica artistica.

Gianfranca, visitatrice della mostra.

Con opere provenienti per la maggiorparte dalla Johannesburg Art Gallery e, in piccola parte, dalla collezione dei Musei Civici di Pavia, la mostra vuole trasmettere la bellezza di queste stampe e porre l’accento anche sulla difficoltà di realizzazione dei capolavori grazie all’esposizione di alcuni oggetti utili alla fabbricazione. Al contrario dell’usanza occidentale, le stampe giapponesi non devono il loro valore alla loro tiratura: il valore di un’opera di questo genere è uguale per tutte le copie prodotte (in buono stato). Ad esempio, de “La grande onda di Kanagawa”, ne sono state stampate circa 5000 copie solo dai blocchi originali e il prezzo irrisorio ne facilitò l’estrema diffusione (all’epoca della sua realizzazione si poteva acquistare per 16 mon, l’equivalente di una doppia porzione di noodles).

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Ho trovato questa mostra assai interessante, completa e intrigante. L’arte giapponese delle stampe è ben rappresentata dalle opere esposte e non mancano le spiegazioni esaustive sia del periodo storico che dei soggetti trasposti. Consiglio vivamente di visitare questa mostra unica e così particolare.

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Katsushika Hokusai – La grande onda al largo di Kanagawa

La mostra sarà presente a Pavia Dal 12 ottobre 2019 al 9 febbraio 2020, alle Scuderie del Castello Visconteo.

L’ingresso è di 12 euro intero, il ridotto è di 10 euro.

Ulteriori informazioni le potete trovare sul sito ufficiale cliccando qui.