Diario di viaggio: Verona – giorno 4

Cari amici e amiche, siamo giunti al termine del viaggio a Verona, un viaggio davvero ricco di divertimento e di emozioni vissute con il piede sull’acceleratore. Come già vi ho raccontato, Verona mi ha davvero lasciato un ricordo stupendo e tanta voglia di ritornarci, di nuovo, per assaporare la sua ospitalità.

Se non avete ancora letto il primo giorno, rimediate cliccando qui, per il secondo giorno invece cliccate qui e per il terzo giorno cliccate qui. Se invece siete interessati alla pianificazione di questo viaggio, leggete l’articolo cliccando qui!

Verona (2)

L’itinerario di questa giornata seguirà alcune tappe principali:

  • La Chiesa di San Fermo Maggiore
  • Il Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle
  • La Tomba di Giulietta

Purtroppo, essendo l’ultimo giorno, più di così non siamo riusciti a vedere: il treno che ci avrebbe riportato a casa sarebbe partito nel primissimo pomeriggio quindi ci siamo accontentati di fare tre tappe, non vicinissime alla nostra base.

San Fermo: due chiese in una sola

La Chiesa di San Fermo Maggiore sorge a pochi passi da Piazza delle Erbe, sulla riva destra dell’Adige. Secondo la tradizione in questo luogo nel 304 d.C. subirono il martirio i santi Fermo e Rustico e dalla devozione popolare na nacque la Chiesa odierna, anche se questa risale al VIII secolo. Tra il 1065 ed il 1143 i benedettini ristrutturarono completamente il complesso presente e fecero costruire due chiese in stile romanico: la prima inferiore, ancora oggi visitabile, per conservare le reliquie, l’altra superiore per le celebrazioni più popolari ed affollate. Inoltre diedero inizio alla costruzione del campanile, che venne terminato solo intorno al XIII secolo.

La Chiesa Superiore odierna si deve alla presenza dei francescani, dopo aver preso il posto dei benedettini, che la ricostruirono e conclusero nel 1350. La chiesa inferiore rimase comunque un luogo molto riservato e solo dal 1946 fu riaperta al culto. Una notizia particolare merita di essere riportata: nel 2018 è stata ritrovata nel chiostro della chiesa una tomba, probabilmente del maestro templare Arnau de Torroja, morto a Verona nel 1184

La Chiesa Superiore presenta un’unica navata con cinque absidi; all’interno si possono riconoscere L’Altare Maggiore, l’Altare Nichesola, in stile rinascimentale, l’altare Della Torre del XVIII secolo in stile barocco, e l’altare del presbitero dove sono custodite oggi le reliquie dei santi Fermo e Rustico. Seguono altri tre altari: quello di san Raffaele, quello di san Nicola e quello di san Francesco, che custodisce le reliquie di san Gualfardo.

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All’interno della Chiesa Superiore si trova la Cappella Alighieri, realizzata tra il 1545 e il 1558, dove sono sepolti gli ultimi discendenti diretti del sommo poeta Dante Alighieri. Pensavate che mi facessi sfuggire l’occasione di vedere qualcosa che riguarda il mio amato poeta? Appunto!

Degna di nota è anche la Cappella Brenzoni decorata dall’affresco di Pisanello e dall’opera scultorea di Nanni di Bartolo.

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La Chiesa Inferiore si raggiunge tramite una scala antica che la collega al chiostro: di dimensioni notevolmente ridotte rispetto alla Superiore, presenta alcuni affreschi di inizio XIV secolo che raffigurano la Vergine e Gesù; la struttura della Chiesa conserva l’impianto originale a croce latina e lo stile romanico: quattro navate dividono la chiesa con tre file di massicce colonne in pietra e questa struttura, la cui spartizione è poco diffusa, così suggestiva, rende l’edificio molto originale.

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La visita a San Fermo è piacevole e molto particolare, proprio per la presenza dei due edifici di culto: ancora una volta il nostro pass ci ha permesso di entrare senza problemi all’interno di questo luogo e di goderne ogni dettaglio.

Il Museo degli Affreschi e la Tomba di Giulietta

Dopo aver visitato San Fermo decidiamo di recarci presso la Tomba di Giulietta, che si trova nel complesso del Museo degli Affreschi “Giovanni Battista Cavalcaselle”: da San Fermo sono circa 12 minuti a piedi. Il Museo degli Affreschi è un museo facente parte dei musei civici di Verona, situato nel convento di San Francesco. Inaugurato nel 1973, raccoglie molti affreschi che provengono da palazzi storici della città che vanno dal X secolo al XVI secolo. Il Museo fu intitolato allo studioso di storia dell’arte Giovanni Battista Cavalcaselle, originario di Legnago, in provincia di Verona.

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Il Museo ospita numerose opere degne di nota, prima fra tutti “La cavalcata di Carlo V e Clemente VII” dipinta da Jacopo Ligozzi e dalla sua bottega: l’opera risiedeva nella residenza dei Fumanelli a Verona, sita in via Santa Maria in Organo. L’affresco si compone in tutto di 13 parti ed è conservato in una sala “in solitario” per la sua grandezza e magnificenza: si tratta di un’opera alta 2 metri e 30 e lunga 40 metri. Oltre ai protagonisti dell’opera, Carlo V e Clemente VII, si incontrano numerose ed importanti personalità come Bonifacio Paleologo, marchese del Monferrato, con lo scettro imperiale, Francesco Maria della Rovere, duca d’Urbino e prefetto di Roma, con la spada imperiale, Carlo III duca di Savoia con la corona e Filippo di Baviera con il globo. Carlo V è un personaggio molto particolare per quanto mi riguarda, dato il suo forte legame con Pavia: è proprio nella mia città che sconfisse Francesco I e consolidò il suo potere su queste terre, grazie alla vittoria della Battaglia di Pavia. Di sicuro avete già sentito parlare di lui, leggendo i miei articoli.

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Degni di nota sono anche gli affreschi di Palazzo Fiorio della Seta, anch’essi di grandi dimensioni e realizzati da due artisti veronesi tra i più famosi: Domenico Brusasorzi e Bernardino India o ancora “Gli Imperatori romani” di Altichiero da Zevio, affreschi che Cansignorio della Scala commissionò all’artista nel 1364 per rendere ancora più imponente la sua reggia veronese.

Il Museo ospita anche la celebre “Tomba di Giulietta”: si tratta di un sarcofago di marmo rosso che doveva ospitare il corpo della giovane. La tradizione vuole che proprio in tale sede fosse il luogo della sepoltura dei due amanti. Sin dai primi anni del 1800 la tomba, purtroppo, divenne meta di una sorta di culto superstizioso, tanto che molto spesso i visitatori ne asportavano dei frammenti, rovinando l’intonaco. Non si sa con estrema certezza se davvero questo sarcofago accolge il corpo della “presunta” Giulietta o di qualche altra nobildonna, ma, restando nel mito, non potevamo non visitarla dopo aver già visitato la Casa di Giulietta e il suo Balcone famoso.

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La conclusione del nostro viaggio

Conclusa la nostra visita la malinconia inizia a pervaderci: sono gli ultimi attimi trascorsi a Verona ed è difficile pensare che il nostro viaggio si sia già concluso così, in un batter d’occhio. Verona: per molti è solo il Balcone di Giulietta o l’Arena, ma la città dona al proprio visitatore accorto molto più di questo. Profumi dalle osterie, sorrisi da parte dei propri cittadini, storia millenaria in ogni angolo, musei ricchi e alla portata di chiunque. Verona per noi è stata una vera rivelazione, una città che abbiamo abbracciato e che ci accoglierà nuovamente, sempre con la sua atmosfera, unica. Ci dirigiamo dunque verso il centro per un pranzo al sacco molto veloce: patatine, crocchette di pollo e panzerotti e poi via, verso la stazione dei treni di Verona Porta Nuova.

Ringrazio di nuovo in modo molto sentito lo IAT Verona – Ufficio del Turismo, che ci ha davvero fornito uno strumento incredibile per apprezzare al meglio ciò che la città offre.

Speriamo dunque di rivederci presto, o Bella Verona.

Questo non è l’ultimo articolo su Verona: sarete contenti di sapere che ne mancano ancora alcuni, in primis sui Musei e sul Giardino Giusti, che vedrete pubblicati con lo scorrere dei mesi. Se volete scegliere il Museo del Mese (dove troverete spesso un Museo di Verona tra cui scegliere), ricordatevi di votarlo nel sondaggio che compare all’inizio di un nuovo mese, all’interno del Gruppo Facebook “Donna Vagabonda – il Gruppo di chi viaggia sognando“!