I luoghi della storia: il Tempio della Fraternità

L’Oltrepò Pavese offre luoghi dove riflettere e dove raccogliersi in una preghiera: sia per credenti che non, ci sono davvero posti che meritano per forza una visita. Un luogo assolutamente particolare e forse poco conosciuto è il Tempio della Fratermità di Cella di Varzi, situato nella frazione Cella, del Comune di Varzi. Certo, se non siete della zona o se non avete mai visitato Varzi, è difficile scovarlo, a causa anche della sua posizione remota e delle indicazioni che si trovano solo a Varzi e lnei dintorni, ma una volta arrivati capirete che una visita DOVEVA essere fatta per forza.

Tempio della Fraternità

Ma che cos’è questo Tempio della Fratellanza? Un luogo di culto? Un luogo di preghiera e di raccogliemento? Un luogo di memoria storica? Ebbene, il Tempio è tutto questo.

La sua costruzione si deve a Don Adamo Accosa, cappellano militare reduce della Seconda Guerra Mondiale: sapete la mia passione circa questo evento e la sua storia, quindi potevo esimermi a scrivere un articolo che verte su questa? Ovviamente no. Ma torniamo a Don Adamo Accosa: Don Adamo doveva costruire una chiesa a Cella, una frazione davvero “tra i monti e i boschi” e, pensando agli orrori che aveva visto e vissuto durante il servizio, si chiese cosa poteva fare per conservare la memoria di tanti soldati che non sono mai tornati a casa. Così, decise di raccogliere dei residuati bellici: dai berretti ai fucili, dalle munizioni alle fotografie dei soldati e con essi costruì la Chiesa e dunque il Tempio della Fraternità, con l’auspicio che l’idea della fratellanza potesse rimanere indelebile in questo luogo e nei cuori dei visitatori. E così molte bombe e molti ordigni sono stati trasformati in oggetti di uso liturgico e in “addobbi” della Chiesa: pensate che l’Urna dell’Altare è proprio una bomba riconvertita e che la vasca battesimale è costituita dall’otturatore di un cannone 305 della corazzata Andrea Doria! Insomma, Don Adamo era davvero creativo oltre che un uomo devoto!

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Don Adamo ebbe anche la fortuna di incontrare casualmente a Parigi l’allora Nunzio Apostolico Monsignor Angelo Roncalli, che diverrà Papa Giovanni XXIII: il futuro pontefice prese a cuore l’iniziativa e la incoraggiò inviando la prima pietra, ricavata dall’altare frantumato della Chiesa di Coutances, distrutta durante lo sbarco in Normandia. Altre pietre vennero inviate per la costruzione, da molte città bombardate o vittime della guerra: Berlino, Dresda, Londra, Varsavia, Montecassino, El Alamein, Hiroshima e Nagasaki.

All’interno della Chiesa vengono conservati numerosi oggetti di vario genere provenienti dai luoghi del conflitto o donati dalle famiglie dei defunti o dei soldati in genere: molte sono le fotografie che testimoniano quanto la guerra troppo presto si portò via dei giovani pieni di vita e speranze. Targhe, fucili, porta-razioni, ma ancora lapidi commemorative, lettere, addirittura una targa che ricorda gli internati italiani, i cosiddetti IMI, come mio nonno paterno.

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Insomma, Don Adamo ha pensato di ricordare tutti, perchè in fondo anche in guerra si potevano stringere rapporti di fratellanza e questo rapporto merita di essere ricordato, come meritano di essere ricordati tutti i ragazzi e le persone che mai sono tornati o che ancora sono tornati e hanno contribuito ad arricchire questo luogo. Anche all’esterno abbiamo “i segni del ricordo”: targhe e monumenti in ricordo di Carabinieri, Carristi, Marinai e tanti altri ancora.

Se scendiamo verso il giardino inferiore possiamo trovare anche uno spazio dedicato all’aviazione con un aereo F-104 Starfigther e altre componenti, tutte ornate di cartellino di riconoscimento: devo ammettere che il buono stato di conservazioni mi ha fatto sorridere, perchè vuol dire che anche una piccola comunità come quella di Cella riesce, nel suo piccolo, a mantenere in buono stato i reperti.

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F-104 Starfigther

Durante la visita il luogo era davvero deserto: io e Gabriele eravamo immersi nel silenzio e nella pace di questo particolare sito e ci siamo goduti una visita approfondita e attenta, scovando anche reperti particolari, non solo italiani. Ciò che ci ha colpito di più sono proprio i reperti raccolti all’interno della Chiesa e la decisione di trasformane alcuni in opere d’arte o in oggetti utili alla liturgia: una nuova vita per un oggetto destinato alla distruzione e a seminare odio, un messaggio forte a chi vuole ed osanna la guerra.

A proposito del Tempio, Gabriele vuole esprimere una personale opinione:

virgoletteSenza dubbio una piccola perla nascosta, un luogo unico nel suo genere e ricco di storia in cui è possibile rimanere affascinati sia dalla singolarità dell’archiettura del luogo di culto che dai veicoli presenti all’esterno. Da visitare sicuramente

~ Gabriele

Se siete nella zona di Varzi o comunque in Oltrepò, fate una deviazione e venite ad ammirare questo luogo, così singolare: un monumento che ci voleva, un monumento che doveva essere realizzato e che ancora oggi si arricchisce di testimonianze e ricordi.

consigli

Il Tempio della Fraternità sorge a Cella di Varzi, frazione del Comune di Varzi, in Provincia di Pavia, a circa 700 metri di altitudine. Potete raggiungere il Tempio seguendo due opzioni: la prima parte da Varzi (Via Pietro Mazza) e prosegue imboccando la Strada Provinciale 166. Arrivati al bivio di San Michele di Nivione si può procedere in entrambe le direzioni: se si svolta a destra si arriva a Cella di Varzi salendo e passando alcuni tornanti, mentre se si svolta a sinistra (seconda opzione) si raggiunge il Tempio passando per Fabbrica Curone (strada più lunga). Potete lasciare l’auto sul retro della Chiesa, nel piccolo parcheggio gratuito. Presso il Tempio ci sono anche dei bagni puliti e funzionanti; vi consiglio di portare con voi una macchina fotografica e di farlo visitare anche ai bambini, che di sicuro apprezzeranno il luogo per la sua singolarità. Attenzione però: sul Carro Armato non si può salire!

Il Tempio è aperto tutti i giorni dalle ore 09.00 alle 18.00.
Per prenotazioni comitive ed ulteriori informazioni rivolgersi a:
Don Luigi Bernini, Rettore del Tempio: Tel.  +39 0143/323621 Cell. +39 338/9261500