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Zavattarello

L’Oltrepò è un luogo magico e ricco di storia, con castelli e borghetti tutti da scoprire. Da buona Donna Vagabonda mi piace girare tra i paesi di questo territorio e scoprire la storia di ognuno di loro. Uno dei borgi più belli da visitare è senza dubbio Zavattarello, piccolo comune di 991 abitanti situato nell’alta val Tidone, nel cuore dell’Oltrepò.

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L’ingresso del borgo

Zavattarello fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia ed è considerato uno dei comuni più pittoreschi e maggiormente caratteristici.

Zavattarello deve il suo nome all’attività che fu prevalente in questo borgo per secoli interi: quella dei ciabattini. Il volgare “savattarellum” indica proprio il luogo dove si confezionano le ciabatte (savatte).

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Tra le vie di Zavattarello

La sua storia è molto antica, in quanto fu ritrovata una necropoli romana. Il nulceo del castello sembra risalire alla fine del X secolo e fu del vescovo di Bobbio fino al 1169 quando fu conquistata dai Piacentini.

Nel 1209, per decisione dell’imperatore Ottone IV,  Zavattarello tornò ad essere possedimento del vescovo di Bobbio. Nonostante ciò il castello rimase un luogo protagonista di lunghe contese tra due fazioni piacentine: quella ghibellina capitanata dalla famiglia Landi e quella guelfa guidata dalla casata degli Scotti. Dopo lotte, battaglie e atti diplomatici, furono i Landi ad ottenere il feudo e Ubertino Landi qui regnò fino alla donazione del feudo ai guelfi piacentini.
Con l’affermazione del casato dei Visconti ci fu l’ascesa dei Dal Verme: nel 1390 il vescovo di Bobbio attribuì il feudo a Jacopo Dal Verme, il primo della casata Dal Verme ad avere possedimenti nell’Oltrepo Pavese.

Dopo alcuni passaggi di mano dettati dalla politica di Ludovico il Moro, i Dal Verme riuscirono a ottenere di nuovo il castello, mantenuto fino al 1975, quando gli eredi Dal Verme lo donarono al Comune. Il Castello venne però bruciato durante la Seconda Guerra Mondiale dai Nazisti, come monito verso la Resistenza.

Nel 1817 Zavattarello passò dalla Diocesi di Bobbio a quella di Tortona e nel 1923, con Bobbio, fu aggregato alla provincia di Piacenza. Le proteste, sfociate in una clamorosa “marcia su Bobbio” nel dicembre 1924, costrinsero le autorità a organizzare un plebiscito che nel 1925 decretò il ritorno del centro sotto la Provincia di Pavia.

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Castel Dal Verme

Il borgo è conosciuto, oltre per il suo fascino e gusto delle abitazioni in pietra che rimandano al Medioevo per il suo castello, il Castello dal Verme: costruito interamente in pietra, con uno spessore murario di 4 metri, il castello sovrasta il paese e domina la vista dalla sua posizione collinare. Di grandi dimensioni, con più di 40 stanze, è attorniato da un parco locale di Interesse Sovracomunale. La sua posizione sopraelevata fa dedurre lo scopo di costruzione, cioè difensivo: grazie alla vista degli altri castelli della zona (Valverde, Trebecco, Torre degli Alberi, Pietragavina). Oggi il Castello è aperto ai visitatori secondo un orario prestabilito e soltanto alcuni giorni della settimana.

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Zavattarello tra salite…E discese!

Passeggiare tra queste viuzze rievoca pensieri lontani, e godere di una vista così incredibile non può che mettere di buonumore.

Cosa vedere e fotografare: l’Oltrepò è terra di castelli, di vigneti e di borghi antichi. Da Zavattarello potete tranquillamente spostarvi a Varzi e all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio. Inoltre, grazie alla vicinanza con il confine di regione, potrete raggiungere l’Emilia Romagna molto velocemente. Vi consiglio di visitare il Castello dal Verme e di visitare il borgo quando il castello è aperto, non ve ne pentirete!

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